30 maggio 2009

Porte aperte ai giovani

Editoriali di Pasquale Di Lena

Dare vita ad un forum permanenete, "Agricoltura e sicurezza alimentare" per pensare e promuovere l'agricoltura del futuro. E’ questa l’idea degli ex allievi dell’Istituto agrario di Larino, che, la scorsa settimana, hanno voluto onorare i 50 anni di questa istituzione, unica nel Molise, con un incontro con esperti e rappresentanti istituzionali. Era stato invitato l’attuale Ministro dell’agricoltura, on. Luca Zaia, protagonista del G8 agricoltura, per illustrare i 13 punti della dichiarazione finale dei Ministri che hanno partecipato al vertice. Sono seguiti i saluti dei rappresentanti istituzionali del Molise, il contributo di Don Silvio Piccoli e l’intervento conclusivo del Prof. Cannata, Rettore dell’Università del Molise. Ma veniamo a quanto è emerso.Nella sua lettera di saluto e di augurio per il compleanno dell’Istituto, il Ministro dell’Agricoltura, On. Zaia, dopo aver fatto riferimento all’importante compito di questa scuola di formare i giovani che un domani si occuperanno di agricoltura e agroalimentare, settori in cui c’è sempre più bisogno di professionisti per vincere le sfide del futuro, ha sottolineato l’importanza degli impegni presi, alla fine di aprile nel trevigiano, dal vertice dei Ministri che saranno posti all’attenzione del prossimo G8, in programma in Abruzzo.In particolare si è soffermato sulla possibilità dell’agricoltura di essere realmente volano della crescita e della ripresa del nostro sistema economico, proprio perché risorsa strategica della nostra economia, soprattutto per le produzioni di qualità, che essa riesce ad esprimere, e dentro le quali ci sono la storia, l’identità e le tradizioni di un territorio.In questo senso una agricoltura che deve riaprire le porte ai giovani e dare loro la possibilità di lavorare in questo settore.Un pari ragionamento è stato fatto dall’assessore regionale dell’agricoltura, Nicola Cavaliere, anch’egli - non potendo essere presente - con una nota scritta per auspicare all’Istituto agrario di Larino la continuità nell’opera di formazione, insieme alla Università del Molise, di schiere di giovani studiosi e di tecnici qualificati sui quali poter investire per programmare il futuro.A questo punto la risposta degli ex allievi - fatta propria dalla direzione dell’Istituto - è arrivata immediata con la proposta di un Forum Permanente su “Agricoltura e Sicurezza alimentare”, gestito dagli ex allievi e dalla loro Associazione, in stretta collaborazione con l’Università del Molise, per fare dell’Istituto un punto di incontro dei giovani studenti, dei diplomati e laureati, esperti e studiosi. Il luogo dove sviluppare le numerose e fondamentali tematiche affrontate dal vertice e rendere, così, le proposte avanzate, impegno, perché non restino, come è già successo nel passato, semplici enunciazioni, ma fatti concreti in grado di rilanciare l’agricoltura e di riportarla al centro del discorso, con tutte le sue espressioni di modernità. Come i valori propri della ruralità, che non sono solo economici; la sostenibilità dello sviluppo; la salute; la salvaguardia e la tutela del territorio, con le sue fondamentali risorse, prima fra tutte l’acqua, e, non ultimo, il fatto che l’agricoltura vuol dire cibo, in un mondo dove un miliardo e mezzo di persone soffre la fame e dove ogni giorno migliaia di ettari di superficie agricola viene a mancare per la incapacità di programmare il domani e per la mancanza di solidarietà. Su questi temi si è soffermato l’intervento puntuale di Don Silvio Piccoli e del Presidente della Provincia di Campobasso, Nicola D’Ascanio, che è stato anche il primo ad aderire alla proposta degli ex allievi di un “Forum”, seguito dal sindaco della città di Larino, Guglielmo Giardino, e dalla On. Sabrina De Camillis, membro della commissione agricoltura della Camera dei Deputati. Ma chi è entrato più nel merito della proposta è stato, nel suo intervento conclusivo, il magnifico Rettore della Università del Molise, Prof. Giovanni Cannata, quando ha parlato di una opportunità, che ha significato se coinvolge soprattuttto gli studenti e li rende protagonisti quando lasceranno la scuola, per esprimere professionalità e dar vita a quelle nuove imprese di cui ha bisogno l’agricoltura del futuro. Uno strumento da realizzare nell’Itagrario di Larino con la Università che darà quanto è necessario per definire un programma che mette insieme la scuola, le istituzioni e il mondo agricolo, in modo da dare vita ad un vero e proprio laboratorio di idee, proposte ed iniziative. Non succede spesso di uscire da un incontro con un risultato importante come quello di fare di una proposta l’occasione, non solo per un confronto, ma per costruire e realizzare uno strumento, che serve ai tre assi, di cui parlava il Rettore Cannata, al Molise ed al Paese.Si tratta ora di trasformare in progetto la proposta e di lavorare per l’acquisizione di nuove adesioni, a partire dalla Regione e dall’Unioncamere del Molise, e, anche, dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, per ringraziare il Ministro Zaia che, con la sua lettera di saluto, ha stimolato la proposta di un luogo di incontro e di confronto su “Agricoltura e Sicurezza Alimentare”. Tutti d’accordo per la scelta dell’Istituto agrario di Larino, la città che ha visto nascere l’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio e che esprime, con le sue tre varietà di olivo (“Gentile” e “Saligna o Salegna” di Larino e la oliva San Pardo) un personale contributo al primato italiano della biodiversità nel campo olivicolo.di Pasquale Di Lena 30 Maggio 2009 TN 21

Fa tappa a Vienna la maratona del gusto e delle bellezze d’Italia

Il gioco di squadra premia. Campioni dell’agroaliemtnare e delle sport insieme per un’iniziativa organizzata dalla Federazione nazionale di atletica leggera, dall’Enit e dall’Ice
di Pasquale Di Lena

La “Maratona del gusto e delle bellezze d’Italia”, l’iniziativa voluta dalla Fidal e realizzata dalla sua Casa Italia” con la partecipazione e collaborazione dell’Enit e dell’Ice, l’abbiamo già raccontata con Teatro Naturale, sin da quando è nata come idea e poi avviata con la presentazione a Roma e le prime due tappe di Francoforte e Monaco di Baviera, in Germania. In questa settimana, precisamente martedì 26, la terza tappa che ha visto protagonista la capitale austriaca, Vienna. Una tappa significativa, animata e guidata da due grandi campioni dello sport e dell’atletica leggera italiana, due maratoneti dop, l’olimpionico di Atene e medaglia d’oro ai campionati europei di Goteborg, in Svezia, Stefano Baldini, e il grande vincitore della maratona di New York, Giacomo Leone, oggi bravissimo dirigente della Fidal. Non hanno perso una battuta dell’intensa giornata organizza al Mariott, nel centro di Vienna, che ha aperto con un coktail di benvenuto a base di prodotti dop e igp delle Regioni Veneto, Campania e Molise, delle Province di Bolzano e di Ragusa, della Città di ReggioCalabria, con abbinamenti del territorio, ma anche tra i diversi territori, per significare che una buona ricotta del latte che produce la mozzarella di bufala dop può esaltare ancor più il delicato sapore dello speck dell’Alto Adige Igp, o che un olio extravergine dop Molise, del Garda o dei Monti Iblei, in provincia di Ragusa, riesce a rendere la “Casatella trevigiana” dop un sospiro di bontà che è difficile da dimenticare. E, poi, i sottoli, sotaceti e la deliziosa ‘Nduja di Reggio Calabria e i salumi di Amori e Sapori del Molise, tra i quali la mitica Ventricina, il salume che si scava e non si taglia. Senza dimenticare i vini dei territori prima citati e di quelli delle Marche e dell’Abruzzo, dallo Spumante Lessini – Durello, del Veneto ai bianchi, rosati e rossi, che hanno riscosso un grande successo.Al coktail di apertura ha fatto seguito un incontro sul valore ed il significato delle Denominazioni di origine, sia Dop che Igp, che danno all’Italia primati con il 21% dei riconoscimenti europei ( 115 dop e 62 igp, pari a 177 riconoscimenti su 844 ad oggi riconosciuti dalla Unione europea). Più dei francesi (160), della Spagna (121), del Portogallo (114) e della Grecia (86), con il Mediterraneo, quindi, a far da padrone, con ben 658 riconoscimenti sugli 844 totali della intera Ue, prima citati.In un mercato globale la possibilità di dare al consumatore punti certi di riferimento, contrassegnati da un marchio che sta a significare che il prodotto è dop o igp, cioè frutto di un percorso che porta al riconoscimento di ogni singolo prodotto ed alla pubblicazione di un disciplinare di produzione, al quale si devono attenere i produttori, ma non basta, ai controlli, perché tutto sia stato fatto nel rispetto delle regole, è un fatto che riveste una importanza fondamentale sotto l’aspetto del marketing, proprio perché offre le garanzie di cui ha bisogno oggi il consumatore. La tracciabilità del prodotto e, sapendo che dietro ogni prodotto c’è un territorio, la valorizzazione dell’origine della qualità. In questo senso un prodotto inimitabile perché inimitabile è il territorio e le risorse che esso esprime, in particolare, l’identità del produttore che, con la sua intelligenza e la sua fatica, la sua memoria e la sua passione, la sua sensibilità, riesce ad esprimere al meglio questo territorio.Sta in questo ragionamento e in questo in questo incontro, il cuore e l’anima della “Maratona”, che abbiamo messo nelle mani della Fidal e della sua Casa Italia. Un’idea subito ripresa da altri enti e da agenzie che l’hanno trasmessa a altre federazioni e eventi sportivi.L’esperienza ci dice che le idee hanno un’anima e che se quest’anima non riesce ad esprimersi al meglio chi ci rimette è il progetto che non porta ai risultati sperati. Anche la “Maratona”, in questa sua terza tappa, ha mostrato, nonostante l’anima, che aveva bisogno di rodaggio e che essa sta per terminare con la prossima tappa di Amburgo il prossimo 23 giugno, per arrivare puntuale alla sua conclusione a Berlino, nel corso dei campionati del mondo di atletica leggera. Una iniziativa che, non solo ha dato il via a un nuovo discorso promozionale, ma che significherà uno straordinario contributo alla crescita della cultura della qualità del cibo e che servirà al mondo dello sport per raggiungere successi e primati, soprattutto per promuovere e rendere sempre più comune la pratica sportiva; al mondo della produzione e della gestione del territorio per rendere i prodotti vincenti sui mercati e sempre più testimoni di territori che, dappertutto, sanno mostrare un ricco patrimonio di natura, cultura e coltura, che, messi insieme, possono significare turismo di qualità. Una cultura, quella del cibo, che ha significato con l’uso delle eccellenze delle nostre produzioni agroalimentari. E per questa crescita della cultura è stata organizzata una degustazione guidata dell’olio extravergine di oliva, necessaria per gustare e scegliere la qualità. Una degustazione partecipata con i nostri due campioni di maratona che hanno contribuito, parlando della loro alimentazione ( entrambi 38enni, con Baldini ancora competitivo sulla distanza dei 10 mila metri) e, in particolare della centralità dell’olio extravergine di qualità, a trasformare l’iniziativa in un successo testimoniato da applausi. E Baldini ha ricordato il primo seminario al quale ha partecipato, quello di Goteborg che, oltre a rendere la sua vittoria liscia come l’olio, ha dato l’idea messa a fuoco ai campionati del mondo di Osaka, che è alla base della “Maratona”.A chiusura di questo seminario e di quello sul turismo, l’incontro dei giornalisti e degli operatori, con i produttori delle tante eccellenze e le agenzie di viaggio. La conclusione della giornata, con la proposta di piatti e nuovi abbinamenti a tavola e le degustazioni offerte da un ricco buffet: Riso Vialone Nano di Verona Igp, tostato con un Lessini-Durello doc. e arricchito dei sottili sapori della Casatella Trevigiana dop; Paccheri di Gragnano al pomodoro San Marzano Doc e una pasta al farro mantecato con Caciocavallo dop al tartufo del premiato Caseificio Di Nucci di Agnone, per chiudere con le delicate grappe dell’Alto Adige, perfette con i cioccolati di Modica, i dolci a base di miele e marmellate della provincia di Ragusa.Non hanno appesantito la bella serata, anzi l’hanno arricchita di significati, i saluti, per niente formali, dei dirigenti Manzo e Ventresca degli uffici Enit e Ice, operativi in Austria, dell’Ambasciatore italiano, Dr. Massimo Spineti, che ha espresso parole di elogio per l’iniziativa, e del Presidente della Federazione austriaca di atletica leggera, ai quali hanno risposto egregiamente, con parole altrettanto sincere, il neo Segretario Generale della Fidal, Riccardo Montabone e il responsabile di Casa Italia, Avv. Mario Ialenti e i rappresentanti della Città diReggio Calabria, assessori Sidani e Agliano e, a nome del Presidente Bassolino e dell’Assessore Cozzolino della Regione Campania, Francesco Del Vecchio.Ed ora, come dicevamo, a Amburgo per continuare a parlare di dop e igp e per un’atra degustazione guidata, questa volta dei formaggi dop dell’Alto Adige, del Veneto, del Molise e della Campania.
di Pasquale Di Lena 30 Maggio 2009 TN 21 Anno 7

29 maggio 2009

Alimentazione e salute, fari puntati sulla qualità

i due grandi maratoneti Stefano Baldini e Giacomo Leone



Non solo un seminario sull’olio. Quello di Pasquale di Lena è stato un vero viaggio nei primati della qualità italiana con l’esaltazione dello stretto legame tra corretta alimentazione e benessere. In prima fila, due maratoneti doc, Stefano Baldini e Giacomo Leone.«Questa idea nasce da un incontro avvenuto prima degli europei di Goteborg 2006 con Baldini – esordisce il dottor Di Lena – Quella degustazione portò fortuna al campione europeo di maratona. La Fidal e Casa Italia Atletica con la manifestazione di oggi vogliono presentare, raccontare e far degustare, grazie al contributo ed alla collaborazione di enti ed istituzioni, consorzi e singole aziende, le eccellenze agroalimentari e i vini di insigni territori del nostro Paese. L’alimentazione, la consapevolezza del valore del cibo, in quanto qualità ma anche sobrietà e convivialità, sono tanta parte della cultura che anima la Federazione e i protagonisti di ieri e di oggi dell’atletica italiana.Ciò è ancora più vero nei tempi attuali, con la cultura della semplificazione e della sofisticazione, dell’alimentazione propinata dalla pubblicità, il più delle volte ingannevole. Operare per la crescita della cultura della qualità de cibo è un compito alto ma di grande soddisfazione per la Fidal. Un’azione di promozione e di valorizzazione dei prodotti con i marchi DOP e IGP, cioè Denominazione di Origine Protetta e Indicazione Geografica Protetta, che tradotti nelle varie lingue stanno a significare un patrimonio unico europeo di ben 844 DOP e IGP riconosciute. L’Italia con 177 riconoscimenti, registra una serie di primati all’interno anche delle categorie di prodotti.Quando parliamo di DOP e IGP, ci riferiamo altresì al territorio che esprime il prodotto e lo rende unico, particolare inimitabile proprio perché inimitabile è il territorio. Sta qui la necessità di difendere e valorizzare questo patrimonio che è di tutti, in primo luogo dei produttori ma anche per le garanzie che questo patrimonio offre. Ieri, oggi, con la globalizzazione le DOP e IGP aiutano il consumatore e nel momento in cui lo rassicurano e lo portano a scegliere, salvano le agricolture di qualità e i valori della ruralità dei territori. Le garanzie offerte dalle DOP e IGP stanno nella origine della qualità - conclude il dottor Di Lena - ma anche nelle regole scritte (Disciplinare di produzione) e nel rispetto di queste regole attraverso i controlli. In pratica DOP e IGP come espressione del concetto di tracciabilità. Tracciabilità, regole, controlli, essenziali per garantire il consumatore».

Una immagine vincente non solo dal punto di vista sportivo

Con il vincitore della Maratona di New York Giacomo Leone




L’accoglienza a Vienna è stata molto calorosa ed anche nella conferenza stampa il direttore dell’Enit Gaetano Manzo ha sottolineato la capacità degli operatori italiani di proporre offerte convenienti ad un prezzo molto competitivo senza abbassare la guardia sulla qualità. Il forte legame tra sport, cultura e turismo è stato invece evidenziato dal direttore dell’Istituto Nazionale per il Commercio estero, Antonio Ventresca. Anche l’ambasciatore d’Italia in Austria, Massimo Spinetti ha speso parole d’elogio per l’iniziativa che «ha promosso l’immagine di un’Italia vincente, non solo dal punto vi sta sportivo ma anche turistico ed enogastronomico». Il segretario generale della Fidal, Renato Montabone, ha ringraziato tutte le istituzioni per la proficua collaborazione aggiungendo: «Siamo venuti qui con prodotti tipici italiani, eccellenze turistiche e due campioni che hanno scritto pagine importanti nella storia del nostro sport nella consapevolezza che questo abbinamento tra promozione del territorio e dei suoi prodotti e lo sport, possa essere foriero di risultati importanti in termini di immagine per il nostro movimento e per l’Italia».
Il presidente della federazione austriaca di atletica leggera Johann Gloggnitzer si è soffermato sulla continua collaborazione con la Fidal mentre Mario Ialenti, responsabile del progetto di Casa Italia Atletica, oltre a ricordare i vari partner ha introdotto gli assessori Sidari e Agliano del comune di Reggio Calabria ed il dirigente della regione Campania Francesco Del Vecchio che hanno speso parole di elogio per la vetrina itinerante del Made in Italy. Infine, mentre scorrevano le immagini della sua vittoria olimpica, Stefano Baldini ha ricordato l’importanza di una sana alimentazione per un corretto stile di vita, al pari di Giacomo Leone che ha invitato i presenti a mangiare prodotti tipici italiani, sinonimo di qualità e prelibatezza

Sport e turismo: un binomio vincente

l'ambasciatore A Vienna, Spinetti, in mezzo ai due campioni


Tre sale impegnate con l’hotel Marriot preso letteralmente d’assalto. Dal seminario monotematico sull’olio alle degustazioni guidate dai vari partner nell’apposito “Villaggio Italia” fino ad arrivare alla sala dedicata allo sport come veicolo di promozione turistica e valorizzazione ambientale. La vera novità stavolta è nelle maratone: Roma, Venezia e Torino hanno fatto promozione utilizzando il contenitore mediatico di Casa Italia Atletica che ha ricevuto gli apprezzamenti del direttore dell’Enit di Vienna, Gaetano Manzo, orgoglioso di aver stimolato diversi operatori turistici ed enti istituzionali (regione Veneto, consorzio Terme Euganee di Abano e Montegrotto, Consorzio Fourseasons, Molise, Flavour of Italy Travel, Comoltur, ASTPI Isernia, Provincia di Ragusa, Galileo Palace Hotel di Arezzo), a veicolare il “Sistema Italia”. La visita dell’Ambasciatore d’Italia a Vienna, Massimo Spinetti (nella foto in basso con Baldini e Leone) ha ulteriormente catalizzato l’attenzione sull’iniziativa che naturalmente ha visto il coinvolgimento di Stefano Baldini e Giacomo Leone.

Ai nastri di partenza una squadra competitiva


E’ tutto pronto per la terza tappa della “Maratona del gusto e delle bellezze d’Italia” in programma nel pomeriggio a Vienna (Hotel Marriot – Parkring 12a, ore 17).Mentre lo staff di Casa Italia Atletica sta allestendo le varie sale nelle quali si svolgeranno le diverse iniziative promozionali, il progetto di marketing territoriale della Fidal che intende rafforzare l’immagine del “sistema Italia” anche nella capitale austriaca si affida ad una squadra particolarmente competitiva composta dal segretario federale Renato Montabone, dal campione olimpico di Atene 2004, Stefano Baldini, dall’ideatore della maratona Pasquale Di Lena e dal vincitore della maratona di New York ’96 e attuale consigliere federale, Giacomo Leone (nella foto in basso).
Oltre alla consueta collaborazione dell’ENIT e dell’ICE il pool di partner presenta una composizione impreziosita dal valore della diversità territoriale: la provincia autonoma di Bolzano, il Veneto (con una serie di Consorzi), il Molise (con l’unione delle province molisane e l’unioncamere Molise), la Campania (Assessorato all’A Agricoltura e alle Attività Produttive) la città di Reggio Calabria (con la Camera di Commercio), la provincia regionale di Ragusa disegnano infatti un itinerario ideale del tutto originale, pronto a lanciarsi con convinzione nel mercato austriaco, naturalmente aspettando i mondiali di Berlino.

Baldini a Vienna per la maratona del gusto


Sarà Stefano Baldini il testimonial d’eccezione della terza tappa della “Maratona del gusto e delle bellezze d’Italia” in programma il 26 maggio a Vienna (Hotel Marriot – Parkring 12a, ore 17). Dopo aver vinto, tra l'altro, due medaglie di bronzo ai mondiali di Parigi ed Edmonton, nelle Olimpiadi di Atene ha compiuto "l'impresa", conquistando la medaglia d'oro nella maratona proprio nel luogo in cui quella corsa è nata, diventando così l'idolo e il simbolo mondiale di questa disciplina. Con Mondadori Baldini ha pubblicato “Con le ali ai piedi” e “Quelli che corrono”, due libri nei quali insegna come allenare il fisico e la mente, come vestirsi nelle diverse stagioni, che tipo di scarpa scegliere, come prevenire e curare gli infortuni, quali tabelle di allenamento seguire in base alle proprie caratteristiche, quali sono i test che funzionano veramente, e così via, fino a una guida ragionata delle principali maratone che si tengono nel mondo.Una particolare attenzione viene rivolta alla dieta, alla quale l’azzurro ha sempre prestato la massima attenzione e proprio a Vienna svelerà i suoi segreti per uno stile di vita orientato alla corretta alimentazione. Del resto l'azzurro non è nuovo a queste esperienze con Casa Italia Atletica: già a Goterborg, prima della vittoria europea, partecipò ai seminari del dottor Pasquale Di Lena (foto in basso).

21 maggio 2009

RAGLI&BELATI



AVANTI POPOLO
Zacc - ha detto che da questi giudici non si farà processare
Bélina – aspetta quelli che verranno eletti dal popolo
CAROSELLO
Zacc – Ha detto che è un perseguitato e lo dimostrerà in Parlamento
Bélina – spazio per la pubblicità

20 maggio 2009

primati dello sport e dell’agroalimentare italiano di Pasquale di Lena




È il mondo dello sport abituato ai
primati e, in particolare della
disciplina “regina”, l’atletica leggera, a
fare emergere con forza i protagonisti
dell’agroalimentare italiano e i primati
che essi esprimono, da tempo. Parliamo
delle eccellenze legate ai territori,
quali sono le denominazioni di origine,
sia protette che, nel caso dei vini, controllate;
delle produzioni biologiche e
delle biodiversità.
Primi in Europa e nel mondo con le 166,
sulle 770 riconosciute, Dop e Igp
(Denominazioni di Origine Protette e
Indicazioni Geografiche Protette): le stelle
e le eccellenze qualitative del nostro
agroalimentare. 357 vini a DOC, (41 Docg
e 316 Doc) e 120 Igt, un terzo delle imprese
biologiche europee, con oltre 1 milione
di ettari coltivati; una ricchezza di biodiversità,
soprattutto nel campo della vite e
dell’olivo, permettono all’agroalimentare
del nostro Paese di avere un patrimonio
importante da spendere sul mercato per
vincere la competizione con gli altri Paesi
produttori e rendere questi nostri prodotti,
così esclusivi e particolari, ambasciatori
di qualità e di bellezza dei territori di origine.
“La Maratona del Gusto e delle Bellezze
d’Italia”, l’iniziativa di Casa Italia Atletica
della Fidal, partita da Roma, a fine gennaio,
per arrivare puntuale, attraverso una
serie di tappe in Germania ed in Austria,
all’appuntamento, di metà agosto, dei
campionati del mondo di Atletica di
Berlino 2009, ha fatto propri questi primati
e, insieme all’ENIT-Agenzia ed all’ICE,
a Regioni e altre istituzioni, ha pensato
bene di farli conoscere, utilizzando una
vetrina esclusiva nel campo della promozione
e della valorizzazione.
Esclusiva per la presentazione di mondi
che sembrano distanti ma che sono legati
l’uno all’altro in un intreccio virtuoso che,
una volta espresso e fatto conoscere, può
dare risposte importanti ad ognuno di essi
e, ancor più, all’immagine di una Italia
vocata alla qualità ed alla diversità dei
suoi prodotti e dei suoi territori, quindi
alla esaltazione del gusto e della bellezza;
alla sana alimentazione che lo sport riesce
ad esprimere con i suoi Campioni e i suoi
primati.
Una vetrina esclusiva, dicevo, per di
più itinerante che, lungo il percorso tracciato,
mostra, anche se solo una piccola
parte, i territori e i protagonisti (genius
loci) di questi territori, che sono le mille
identità, quelle rappresentative della storia,
della cultura, dell’arte, delle tradizioni,
come pure dell’ambiente e del paesaggio
che ogni territorio esprime, con dovizia
di particolari, in questo nostro Paese.
Una vetrina itinerante che mostra, ma che
soprattutto porta ad immaginare e sognare;
sotto lo stimolo dei profumi e dei sapori,
che lascia come traccia lungo il percorso
che porta a Berlino, i suoi prodotti e i piatti
di una cucina che ha, secondo me, come
unica regola la creatività offerta dagli
ingredienti.
Tutto questo all’interno di un evento che
riesce, attraverso i media, a raccogliere
l’attenzione del mondo. In particolare, di
quel mondo che pratica lo sport per vivere
la competizione. E non solo: anche per
godere quella sensazione di benessere fisico
e mentale che è strettamente legata alla
cultura della sana e corretta alimentazione.
Sana nel senso di prodotti di qualità; corretta
nel senso della quantità, cioè della
moderazione.
La cultura della sobrietà che, in un mondo
che paga gli eccessi e gli sprechi degli
anni dell’abbondanza, ha un significato
particolare, nel momento in cui deve trasformarsi
in una filosofia di vita, per oggi e
per le generazioni future.
L’Italia, con le sue Regioni, il suo mare, le
sue colline e le sue montagne; le grandi e
le piccole pianure; i laghi e i fiumi; i campi
seminati e quelli alberati, soprattutto di
vite e di olivi e di frutti particolari; gli orti
e gli allevamenti e le grandi tradizioni culinarie;
la sua passione per lo sport, ha tutto
per dare una risposta alta al bisogno di
sobrietà, di bellezza, di sensazioni e di
emozioni. Nel momento in cui è capace di
organizzare e presentare questa risposta,
riesce anche a dare un’altra risposta, quella
dovuta ai territori che hanno solo bisogno
di nuove opportunità e stimoli per
esprimer tutte le loro potenzialità.
L’idea di vino e turismo, nata agli inizi
degli anni ’80, è un esempio di queste
potenzialità che l’insieme dei primati del
nostro agroalimentare è in grado di esprimere,
facendo squadra, come insegna il
mondo dello sport, cioè esprimendo sinergie,
per dare più forza e più significato alle
nostre azioni di marketing che trovano
nella comunicazione il loro aspetto strategico
e portano a guardare lontano ed a
cogliere con successo gli obiettivi.

Italy’s records in sports and the farm & food sector a boon
to Italy’s image and tourism
by Pasquale Di Lena
For some time now, the record-filled
world of sports – and of its highest discipline,
track and field, in particular – have
cast strong light on the major figures in the
Italian farm & food sector, and on the
records they have achieved. We are speaking
of excellence connected with the land, of the
denominazione di origine quality assurance
labels –protected designation of origin
and, in the case of wines, denominazione di
origine controllata; we are speaking of
organic production, and of biodiversity.
Italy leads Europe and the world with 166
out of the 770 recognized PDO and PGI
(Protected Designation of Origin and
Protected Geographical Indication) designations,
awarded to the stars of its farm &
food sector’s excellent quality; 357 wines
labelled DO (denominazione di origine): 41
DOCG (Denominazione di Origine
Controllata e Garantita), 316 DOC
(Denominazione di Origine Controllata),
and 120 IGT (Indicazione geografica tipica);
one third of Europe’s organic businesses,
with more than 1 million hectares planted;
and a wealth of biodiversity, especially in
vines and olives, giving our country’s
farm & food sector major assets to
compete on the market with other producing
countries, and making our special, exclusive
products ambassadors of quality and
beauty for the land from which they came.
“La Maratona del Gusto e delle Bellezze
d’Italia” (Italian Flavours and Sightseeing
Marathon), an initiative of Fidal’s Casa
Italia Atletica, departed from Rome in late
January; through a series of stages in
Germany and Austria, it will reach its destination
in mid-August: the Berlin 2009
athletics world championships. The
marathon has made these records its calling
card, and along with ENIT-Board and ICE,
the regions, and other institutions, thought
it would be a good idea to spread the word
in an exclusive promotional showcase.
It is exclusive because it presents worlds that
although apparently distant from one
another, are in fact bound together in a virtuous
entanglement. Once articulated and
promoted, this entanglement can provide
responses important to each, and – even
more so – to the image of Italy, a country
whose very calling is the quality and diversity
of its products and its land, and thus
the exaltation of taste and beauty, and the
healthy nutrition that sports, with its champions
and records, can express.
It is, as I was saying, an exclusive showcase,
and what’s more it is a travelling one;
along its itinerary, it exhibits – albeit only
in small part – the lands and their major
figures (genius loci): a thousand identities,
representing history, culture, art, and traditions,
as well as the environment and landscape
that each territory expresses in great
detail in this country of ours.
A travelling showcase, it exhibits – but
above all it leads us to imagine and dream,
stimulated by scents and flavours. On the
road to Berlin, the marathon leaves behind
the products and specialities of a cuisine
that, in my opinion, has one single rule: the
creativity offered by its ingredients.
All this, in an event that, through the
media, manages to capture the attention of
the whole world – and especially of the
world that practises sports to experience
competition and enjoy that sensation of
physical and mental well-being so closely
linked to the culture of healthy, proper
nutrition.
I speak of “healthy” in the sense of quality
products; “proper” in the sense of quantity –
which is to say, moderation.
I speak of a culture of sobriety that, in a
world paying for the excesses and waste of
years of abundance, holds particular meaning,
given that it must be transformed into
a philosophy of life, for today and for future
generations.
Italy, with its regions, its sea, its hills and
mountains, its plains large and small, its
lakes and rivers, its fields of crops and its
stands of vines, olive trees, and orchards, its
vegetable gardens and its animal raising,
its great culinary traditions, and its passion
for sports, has everything it takes to offer a
high-level response to the need for sobriety,
beauty, sensations, and emotions.
Able as Italy is to organize and present this
response, it also provides another one – the
response owed to the territories, that only
need new opportunities and stimuli to
express all their potential.
Born in the early 1980s, the idea of wine
and tourism is an example of this potential
that all our records in the farm & food sector
can express by coming together as a
team, as the world of sport teaches us – that
is to say, thorough synergies giving greater
strength and more meaning to our marketing
actions, which in communications find
their strategic side, and lead us to look to the
distance and meet objectives successfully.

62 ENIT Italia trimestrale aprile 2009

RAGLI E BELATI


I RIPETITORI
Zacc – Minzolini sarà il nuovo direttore del Tg1
Bélina – anche la RAI ha bisogno di ripetitori
PREVIDENTE
Zacc - Mills mentì per salvare Berlusconi
Bèlina - tutto già risolto, ci ha pensato Alfano
I MINISTRI IN LIBERA USCITA
Zacc – delegittimano tutto
Bélina – fuorché l’imbecillità
INVECE DI STARE ZITTO
Zacc- per Maroni sono attacchi inaccettabili
Bélina – senti chi parla
IL RUTTO
Zacc – per Bossi i magistrati prossimamente verranno eletti dal popolo
Bélina – il rutto dell’ultima cena a Arcore

Gastronomi si diventa maghi del cibo made in Italy


Figure professionali complete che operano nella produzione, distribuzione, marketing e comunicazione dell’agroalimentare di qualità. Sanno valorizzare le nostre eccellenze in tema di cibo anche come “richiamo” turistico e culturale. I segreti per apprendere un mestiere nella scuola speciale targata Slow Food. E la storia di chi ci è stato: Enrico Ciroi, 31 anni, ora responsabile marketing per il lancio di una linea di prodotti gastronomici. FORMAZIONE: la mappa dei master
di LUCA BALDAZZI
Ambasciatori e promotori del “made in Italy” a tavola. Per diventarlo bisogna studiare materie come formaggi, vino, pasta, salumi, olio d’oliva. E non basta assaggiare, sarebbe troppo facile: occorre conoscere tecnologie, processi e cicli di produzione, segreti e particolarità dei prodotti tipici che rendono la cucina italiana famosa nel mondo. Da qualche anno “gastronomo” non significa semplicemente “buongustaio”, ma una figura professionale completa che opera nella produzione, distribuzione, marketing e comunicazione dell’agroalimentare di qualità.
A valorizzare le nostre eccellenze in tema di cibo, e a sfruttarne tutte le potenzialità anche come “richiamo” turistico e culturale, si impara in una scuola speciale targata Slow Food. È l’Università degli studi di Scienze gastronomiche, con doppia sede in Piemonte (a Pollenzo, nel Comune cuneese di Bra) e in Emilia Romagna (a Colorno, nel Parmense). Qui si formano dal 2004 i manager e i divulgatori del cibo, secondo la filosofia Slow Food del “buono, pulito e giusto” che privilegia le produzioni tipiche del territorio, eque e sostenibili dal punto di vista dell’ambiente, rispetto all’industria alimentare globalizzata.
Una laurea triennale in Scienze gastronomiche, una biennale (magistrale) in Promozione e gestione del patrimonio gastronomico turistico. E poi due master annuali in lingua inglese, in “Italian gastronomy and tourism” e in “Food culture and communication”. Questa l’offerta didattica di un percorso che può offrire sbocchi professionali interessanti. Lo conferma l’esperienza di Enrico Ciroi, 31 anni, che dopo aver finito il suo master nel marzo 2008 lavora come responsabile marketing per il lancio di una linea di prodotti gastronomici: pasta, riso, olio, sughi, confetture, biscotti, tutti “firmati” da Massimiliano Alajmo, chef del ristorante padovano “Le Calandre”, pluripremiato dalla prestigiosa Michelin.
Alla gastronomia nostrana di qualità Ciroi è approdato per passione, dopo aver percorso altre strade. “Mi sono laureato in Relazioni pubbliche nel 2002 – racconta – e ho lavorato per qualche anno nel campo dell’organizzazione e comunicazione eventi. Poi la svolta nel 2007, con il master a Colorno. Eravamo 19 studenti, la metà stranieri: americani, giapponesi, tedeschi, messicani… Già questo è positivo: c’è un ambiente multiculturale, stimolante, ricco di occasioni di scambio”.
E gli studi? “Il master – spiega Ciroi – consiste in nove mesi in aula su analisi sensoriale, storia e geografia della cucina e del cibo, scienze e tecnologie agroalimentari, e poi due mesi di stage nelle aziende. Ma già nei primi nove mesi le lezioni teoriche sono spesso intervallate da viaggi in Italia e all’estero, per fare esperienza ‘sul campo’. Abbiamo visitato caseifici, cantine e vigneti in Francia, Spagna, Croazia, ma anche in Liguria, Piemonte e Sicilia, sotto la guida di agronomi ed esperti per capire le tecniche di produzione”.
Con i corsi teorici, accompagnati da esperienze pratiche e da una buona dose di degustazioni, “si impara soprattutto a valorizzare i nostri prodotti tipici”. Poi con gli stage finali ci si specializza: chi diventa esperto di comunicazione, divulgatore e redattore multimediale in campo enogastronomico, chi sceglie il marketing di prodotti d’eccellenza, chi fa il manager in consorzi di tutela, aziende agroalimentari e di ristorazione o enti turistici.
Ciroi lavora per “Le Calandre”, si è appena visto rinnovare il contratto annuale e sostiene che le opportunità professionali non mancano. “Lo spazio c’è, perché nelle aziende del settore enogastronomico ancora oggi, in molti casi, mancano figure con una formazione specifica. La cultura del cibo è spesso territorio di appassionati o di persone che provengono da altri campi. In molte cantine, ad esempio, chi svolge mansioni commerciali e amministrative spesso non conosce il vino. Invece bisogna sapere di cosa si parla e cosa si vende. Anche per combattere meglio le contraffazioni”.
La chiave, per Ciroi, è “promuovere un’immagine corretta e costruire un’identità riconosciuta del prodotto enogastronomico italiano. In questo settore troppo spesso ciascuno guarda solo al suo orticello. E invece il comparto del buon cibo, anche se è già un’eccellenza nota all’estero, potrebbe fare numeri ancora più rilevanti”.

19 maggio 2009

RAGLI E BELATI

I MINISTRI IN LIBERA USCITA
Zacc – delegittimano tutto
Bélina – fuorché l’imbecillità

INVECE DI STARE ZITTO
Zacc- per Maroni sono attacchi inaccettabili
Bélina – senti chi parla

IL RUTTO
Zacc – per Bossi i magistrati prossimamente verranno eletti dal popolo
Bélina – il rutto dell’ultima cena a Arcore

IRRIGARE CON L'ACQUA SALATA






Una compagnia britannica ha ideato un sistema d'irrigazione che utilizza acqua salata per coltivare i raccolti.Il sistema di irrigazione dRHS è formato da un network di tubature sotteranee, che possono essere riempite di qualsiasi tipo d'acqua: pura, salmastra, salata, o inquinata. Può inoltre utilizzare la maggior parte di acqua dei rifiuti industrali, senza doverla sottoporre ad un processo di purificazione.Le tubature sono fatte di una plastica che assorbe praticamente tutti le sostanze contaminanti, lasciando però passare l'acqua pulito fino a giungere alle radici delle piante.
L'architetto è Mark Tonkin di Design Technology and Irrigation, che ha sede a Brighton. Tonkin sostiene che una volta che le tubature sono state depositate, il sistema richiede poca manuntenzione ed è di conseguenza abbastanza economico. Questo perché, in parte, viene messo in funzione dall'effetto gravità visto che il serbatorio si trova in alto, e in parte perché l'acqua passa attraverso tubature permeabili, perciò non c'è la possibilità che si intasino.Ogni tanto l'agricoltore dovrà risciaquare le tubature per ripulirle dallo sporco e dai sali marini, ma Tonkin afferma che questo è un procedimento molto semplice.Dato che l'acqua arriva direttamente alle radici delle piante, non se ne spreca niente attraverso l'evaporazione o le perdite dei normali sistemi di irrigazione. Secondo l'inventore è inoltre impossibile annaffiare troppo le piante, perché il meccanismo annaffia solo nel caso in cui le piante comincino ad assorbire acqua pulita dal terreno.Il sistema dRHS, che è da dieci anni in fase di sviluppo, è stato inizialmente collaudato nel Regno Unito con delle piante di pomodori, e da allora è stato testato anche negli Stati Uniti. In seguito verrà sperimentato in Cina, Libia, Tanzania, le Mauritius e la Spagna. Tonkin ha dichiarato che oltre 20,000 metri di tubature saranno presto inviate in Medio Oriente, dove saranno sperimentate con acqua salina, piuttosto che acqua di mare. Finora hanno funzionato con i pomodori, i ravanelli, le zucchine, i peperoni, la lattuga, le fragole e i fagioli oltre a tre tipi di alberi: il ciliegio, l'olivo e il prosopis. In questo periodo la compagnia sta cercando di coltivare, tra gli altri, acacie, querce e alberi di banane.La compagnia è stata premiata per il suo lavoro e ha ricevuto riconoscimenti anche dall'International Water Technology Idol in Svizzera, un evento organizzato dalla rivista Global Water Intelligence e dall'Associazione Internazionale per la Desalinizzazione.Christopher Gasson - della rivista Global Water Intelligence- ha raccontato che l'anno scorso i primi tre in classifica hanno pareggiato nella gara, ma che quest'anno il vincitore li ha seminati. "L'irrigazione dRHS è andato oltre le altre tecnolgie in gara affrontando un grande problema. Oltre il 70 percento dell'acqua è devoluto verso la coltivazione. Dal 2025 due terzi della popolazione mondiale dovrà far fronte alla carenza d'acqua, e l'agricolura ne risentirà molto. "La salinazione è un problema grave - spiega Gasson -" Il 97.5 per cento dell'acqua nella terra è salata, e il problema sta crescendo in quanto nei paesi in via di sviluppo le persone riciclano l'acqua lasciando una patina salata nel terreno. Questo sistema aiuterà tantissimo".
Fonte:Wired.it - Iscos Marche
Photo Credit: Flickr CC: Kevin Dooley
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IL LAVORO IN MARCIA": FIOM, ARCI E UISP ATTRAVERSANO L'ITALIA IN BICICLETTA PER RIVENDICARE IL DIRITTO AL LAVORO. DAL 17 AL 31 MAGGIO



Quest’anno il giro d’Italia compie 100 anni. Era il 13 maggio del 1909 quando i primi 127 ciclisti partirono per quel primo leggendario Giro. Lo vinse Luigi Ganna, muratore di Varese...Oggi la Fiom Cgil, l'Uisp e l'Arci organizzano “Il Lavoro in Marcia”, iniziativa che si rivolge in particolar modo al mondo del lavoro e del precariato: è un viaggio nell'Italia del lavoro e della crisi; un itinerario per raccogliere e testimoniare le esperienze di chi lavora, di chi è in Cassa integrazione o di chi è stato licenziato.
La carovana di biciclette che si muoverà verso la Capitale sia da Nord che da Sud, è costituita da due gruppi di 15 ciclisti ognuno. Il primo partirà il 17 maggio da Padova, e attraverserà Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio (Rieti) e Abruzzo per approdare il 31 maggio a Roma. Il secondo che partirà il 27 maggio da Pomigliano D’Arco (Na), attraverserà la Campania, il Molise, per congiungersi a L’Aquila con il gruppo partito da Nord, e arrivare il 31 maggio a Roma dove una delegazione di ciclisti verrà accolta dalla Presidenza della Repubblica.La partecipazione dell’Uisp in particolar modo con la Lega ciclismo fornirà all’iniziativa soprattutto un supporto tecnico-organizzativo. In alcune tappe l’Uisp ha contribuito anche all’organizzazione di alcune iniziative collaterali: a Modena si terrà un dibattito sulla Costituzione Italiana, in Toscana si parlerà di integrazione, il 25 maggio ad Assisi ci sarà un incontro con la Tavola della Pace. Il 31 maggio a Roma ci sarà l’ultima tappa in concomitanza con la conclusione del Giro D’Italia.Il "Lavoro in Marcia" è un tour per ricordare, come cita l’articolo 1 della Costituzione, che ‘l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro’. La bicicletta in quanto mezzo che consente di girare il paese in maniera ecologica, si dimostra inoltre un utile strumento, vista la concomitanza con il centenario del Giro D'Italia, per mettere al centro dell'opinione pubblica e garantire visibilità a temi spesso ignorati come il precariato e la cassa integrazione. Non ci sono maglie rosa da vincere, né primati da strappare, c’è una sola volata: difendere il diritto al lavoro.

http://lavoroinmarcia.blogspot.com/
Fonte: UISP.it
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CINI: APPELLO ALLE FORZE DI GOVERNO E DI OPPOSIZIONE


Non si alzino muri per legge sull'immigrazione, la sola risposta seria è un’ampia e coerente politica di cooperazione internazionale.
Roma, 15 maggio 2009 – Le ONG del CINI manifestano seria preoccupazione sulle scelte politiche connesse al Pacchetto Sicurezza approvato dal Parlamento e sulle politiche di mero contenimento emergenziale dei flussi migratori attuate in questi mesi. Simili scelte non risolvono la questione dell'immigrazione anzi la complicano; si preferisce alzare i muri senza considerare le radici profonde di queste migrazioni e delle tragedie che portano milioni di uomini e donne, spesso loro malgrado, a spostarsi dal Sud del mondo verso il Nord. Un fiume in piena che tracima sulle sponde del benessere. Le misure adottate offendono profondamente il principio universale di uguaglianza degli esseri umani senza distinzione di lingua, di religione, di razza ma soprattutto mostrano una grave incomprensione delle sfide globali cui il mondo è chiamato a rispondere nei prossimi anni, specie in termini di giustizia sociale. Il Governo Italiano ha smesso di impegnarsi nella cooperazione internazionale ed ha più che dimezzato, in un solo anno, i relativi fondi. Cosicché quella fra le linee strategiche, che più di altre è idonea a creare relazioni sociali, economiche e culturali equilibrate e serie garanzie di prevenzione dei conflitti sociali planetari, è stata praticamente cancellata dall'agenda di questo Governo.È la cooperazione internazionale infatti che permette un equilibrio universale tra uomini e donne, tra popoli, culture, costumi e religioni. E’ la cooperazione il vero strumento di sicurezza, giustizia, stabilità e pace, un motore di integrazione e di prevenzione delle anomalie migratorie. Ci appelliamo a tutte le forze politiche, senza alcuna distinzione di schieramento, perché recuperino il senso di responsabilità verso la comunità internazionale, promuovendo processi di lungo periodo volti a sconfiggere la povertà, vera sorgente delle tragedie migratorie in atto, ed a prevenire le tante forme di vulnerabilità ad essa correlate, a cominciare dall’inaccettabile fenomeno di sfruttamento dei migranti e di traffico di esseri umani. Il nostro è un appello a maggioranza ed opposizione, così come alle migliori espressioni della cultura e del pensiero di questo Paese, a non tradire la sua grande tradizione storica di lotta alle proprie indimenticabili povertà di ieri e di impegno a promuovere serie alternative per i suoi migranti, a non dimenticare mai i giorni della fame e delle tristi partenze dei nostri padri. Non possiamo chiudere gli occhi davanti al più elementare dei diritti umani: il diritto di vivere in pace. Si inverta la rotta e si promuova una vera cultura della cooperazione fra i popoli fondata sulla reciproca responsabilità, sull’equità e l’eguaglianza di opportunità, nonché su una visione di lungo periodo. Si investa il denaro pubblico in programmi che puntino allo sviluppo umano e sostenibile, alla sicurezza ed alla dignità di milioni di persone nella propria terra. Senza dubbio saranno i migliori antidoti all’inaccettabile tragedia quotidiana che segna le esistenze di migliaia di migranti ed al tempo stesso la miglior garanzia di sicurezza e prosperità per il popolo italiano.
Portavoce CINI:
egizia.petroccione@cininet.org
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Segreteria CINI:
segreteria.cini@cininet.org
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Favourite flavourstags {pipa tester bonollo }


Lo speciale bicchiere che facilita la degustazione
Sulla scia del suo tradizionale ruolo di innovatore, la Famiglia Bonollo Umberto di Padova, da quattro generazioni dedita all’arte della distillazione, ha fatto appositamente creare un bicchiere dalla forma particolare che facilita la degustazione ottimale della Grappa. Pipa Tester Of, invenzione esclusiva delle Distillerie Bonollo Umberto di Padova, è uno speciale bicchiere comprendente un corpo cavo ed una canna connessa e comunicante con il corpo cavo.Il corpo cavo di Pipa Tester Of Bonollo ha una forma semisferica e comprende una bocca, dalla quale l’utilizzatore può eventualmente bere, ed un fondo in cui è ricavata un’apertura corrispondente alla connessione della canna con il corpo cavo.Attraverso la canna l’utilizzatore può soffiare nel corpo cavo dell’aria, così da ossigenare il distillato e favorire lo sviluppo delle proprietà organolettiche della bevanda. Inoltre, mediante la canna l’utilizzatore può anche aspirare la stessa bevanda, sorseggiando e gustando il distillato.Internamente al corpo cavo è presente un disco connesso allo stesso corpo mediante un ponticello. Il disco, disposto tra l’apertura e la bocca del corpo cavo, funge da elemento di blocco per l’aria eventualmente insufflata, così da evitare la creazione di schizzi. Il disco migliora inoltre la diffusione dell’aria, così da favorire l’ossigenazione e la miscelazione del distillato.Il bicchiere comprende inferiormente un supporto unito alla parte inferiore della canna, supporto che consente di appoggiare su un piano il bicchiere stesso. L’estremità libera della canna comprende un bocchino rastremato per consentire una migliore posizionamento della bocca nelle operazioni di immissione d’aria e di aspirazione del distillato.L’altezza della canna, unitamente al bocchino, è superiore all’altezza del corpo cavo, così da fungere da distanziatore quando l’utilizzatore deve odorare il distillato per esaminarne il profumo.

RAGLI&BELATI



IL NEO ACQUISTO DEI COBAS
ZACC – i Cobas hanno smentito l’aggressione al segretario della Fiom Cgil
Bélina – hanno acquistato Bonaiuti

SONO TUTTI DI SINISTRA
Zacc – i dati dell’OCSE, salari L’Italia agli ultimi posti
Bélina – domani dirà che anche L’OCSE è una organizzazione di sinistra?

17 maggio 2009

IL CROLLO


Zacc- crolla il Pil
Bélina – dove c’è un crollo c’è Berlusconi

16 maggio 2009

Non basta dire Dop, occorre esserne convinti


Produttori disponibili a patto di semplificare al massimo le procedure e di azzerare i costi aggiuntivi che mettono fuori mercato il prodotto. Perché il Mipaaf va in direzione contraria?
di Pasquale Di Lena
C’è qualcosa che non torna lungo il percorso delle denominazioni di origine, iniziato, nel 1963, con l’approvazione del Dpr 930 e con il primo riconoscimento, nel 1966, ottenuto dalla “Vernaccia di San Gimignano”, un vino bianco che ha portato fortuna al vino italiano, visto il successo dell’acronimo Doc, che, nell’arco di pochi anni, è diventato, nell’immaginario collettivo, sinonimo di alta qualità. Un percorso non facile, pieno di ostacoli, che sono stati sistematicamente superati dalle capacità e determinazione di personalità come il Sen. Desana ed altri illustri componenti del Comitato Nazionale Vini, sostenuti dalle direzioni generali del Ministero dell’Agricoltura, che hanno fatto scuola in questo campo.Un percorso che ha permesso di superare in poco tempo la tragedia del metanolo e di qualificare con il prestigio della qualità di tanti testimoni doc e, a partire dalla metà degli anni ’80, docg, territori che oggi sono punti di attrazione turistica ed esempio di quello sviluppo rurale di cui ha bisogno il Paese con il rilancio dell’agricoltura.Poi, agli inizi degli anni ’90, i due regolamenti comunitari, il 2081/92 e il 2082/92 (modificati nel 2006), con un sistema di certificazione dell’origine geografiche dei prodotti alimentari, rappresentato da Dop e Igp, due sigle che stanno a significare la protezione di un nome di un prodotto la cui produzione, trasformazione ed elaborazione devono aver luogo in un’area geografica determinata, o, di una indicazione geografica che identifica il legame con il territorio, il cui carattere distintivo è presente in almeno una delle tre fasi sopra riportate.Se in Italia, l’acronimo è Dop o Igp, in tutti gli altri paesi della Ue, questo acronimo si adatta alla lingua ufficiale, così “denominazione” – tanto per fare un esempio - in francese diventa “appellation”. Questo per dire che il processo avviato ha dato vita ad un quadro di prodotti a denominazione di origine, davvero esaltante, soprattutto per le nostre eccellenze, che registrano primati in ognuna delle 13 categorie previste per la classificazione dei prodotti Dop, Igp e, anche, Stg (formaggi, olio, carni fresche, prodotti a base di carne, etc).Su un totale di 850 riconoscimenti Dop, Igp e Stg, ben 178 (oltre il 20%), di cui 115 Dop, 62 Igp e appena 1 Stg (Specialità tradizionale garantita , nel senso che viene preso in considerazione il metodo di produzione o la composizione tradizionale non il riferimento geografico), tant’è che riguarda la “Mozzarella”, con la possibilità di poterla produrre in ogni paese Ue.Un primato, purtroppo, ancora poco considerato e, quindi, non in grado di esprimere tutte le sue potenzialità, al pari di quello rappresentato dalla biodiversità e delle produzioni biologiche. In particolare quello di dare tutte le sicurezze che oggi mancano al consumatore e che, se le cose vanno avanti così come stanno andando avanti ultimamente, la garanzia circa la qualità dell’alimento che va a mangiare, diventerà sempre più una conditio sine qua non nella scelta di un prodotto. Un consumatore sempre più certo del rapporto stretto della qualità del cibo con la qualità della sua salute. Un abbinamento che ha saputo cogliere magnificamente la Fidal, con la sua Casa Italia, quando ha fatto proprio il progetto “Maratona del Gusto e delle Bellezze d’Italia”, che, partito da Roma alla fine di Gennaio ha fatto tappa a Francoforte e Monaco e sta per raggiungere Vienna, per poi proseguire verso Amburgo e fermarsi a Berlino dove vivere, con la sua vetrina delle nostre bontà agroalimentari, i campionati mondiali di atletica leggera nel bel mezzo di un mondo dove il binomio “salute-qualità dell’alimentazione” è fondamentale per ottenere i primati nello sport.Una iniziativa promozionale che parla di Dop e Igp, di prodotti e territori certificati dall’impegno dei produttori e delle istituzioni, e, nel momento in cui fa questo, apre ad un modello di agricoltura e di produzione ad essa legato, tutto incentrato sulla qualità e sulla conservazione di pratiche fortemente radicate, capaci – anche alla luce delle indicazioni date dal recente G8 Agricoltura, vertice voluto dal Ministro Zaia - di rilanciare la competitività del settore e di affrontare con strumenti adeguati le sfide della internazionalizzazione del commercio, nel segno della garanzia della qualità ancorata ed assicurata dall’origine del prodotto.Ma di iniziative come quelle della Fidal, che vanno nel senso della promozione delle produzioni Dop e Igp, davvero un patrimonio unico del nostro agroalimentare, ce ne vorrebbero dieci, cento per avere la certezza di raggiungere qualche risultato. Come fondamentali risultano l’informazione e gli stimoli da dare ai produttori per avere poi i prodotti richiesti dal mercato. E cosa ancora più necessaria è evitare in tutti i modi iniziative che portano solo a creare confusione, nel momento in cui creano nel consumatore una immagine doppia o tripla della qualità e non sempre corretta.La mia perplessità iniziale, quella di non capire ciò che sta succedendo lungo il percorso delle Dop e Igp, sta proprio nelle indicazioni del vertice, sopra riportate, che mi trovano più che d’accordo, e nel fatto che verifico un rallentamento sul percorso delle Dop e Igp, che trovo pericoloso, ma soprattutto in contraddizione con i propositi prima citati.In questo senso, insisto, la necessità che il Ministero eviti di affidare ad altri i controlli che sta facendo da dieci anni, e in modo encomiabile, per la semplice ragione che le Dop e le Igp i produttori sono disposti a farle, ma solo se vengono semplificate al massimo le procedure ed i controlli e, soprattutto, se vengono azzerati i costi aggiuntivi che, il più delle volte, mettono fuori mercato il prodotto. E ciò, soprattutto, per dare ai produttori la forza di credere che si può uscire da situazioni di crisi, dovute a tanti fattori, ma non ultimi quelli riferiti al marketing in tutti i suoi aspetti, soprattutto quelli della informazione, della comunicazione, della promozione e valorizzazione dei prodotti e, insieme, dell’origine degli stessi, cioè il territorio. Gli organismi che si occupano ci sono e i risultati, dicono che sono all’altezza del compito. Si tratta di entrare nel merito di alcune questioni e di concordare una strategia di comunicazione e promozione delle produzioni Dop e Igp, in Italia e nei Paesi Ue, senza dimenticare tutti gli altri, utilizzando il mondo medico, quello dello sport e altri testimonial per affermare un modello di agricoltura che è quello italiano, anche perché il solo che noi possiamo esprimere.Tutto questo per arricchire il percorso di risultati e non per impoverirlo e, alla fine, interromperlo, facendo tornare indietro il discorso, proprio nel momento in cui basta poco per accelerarlo e renderlo patrimonio di un mondo, che vede insieme produttori e consumatori dialogare nel reciproco interesse, tanto più in questa nostra Italia che non ha, per una serie di ragioni, la possibilità di presentarsi con le quantità, ma solo di offrire eccellenze, cioè Dop e Igp.Promuoverle vuol dire rafforzare il dialogo, di cui prima parlavo, e, nel contempo, far crescere la cultura della qualità e della corretta alimentazione, fondamentale per riportare l’agricoltura al centro dello sviluppo, il solo modo per salvaguardare e tutelare le bellezze dei nostri territori. Per credere a quello che sto dicendo basta porre attenzione alla situazione disastrosa dell’olio extravergine di oliva con la Spagna, ormai diventata sottolio, che sta impoverendo e facendo rischiare la nostra olivicoltura. E allora, cominciamo dall’olio, subito, e facciamo di esso un esempio per tutti gli altri prodotti, sapendo che non basta solo dire 100% italiano per dare quelle garanzie di cui ha bisogno il consumatore, in particolare la tracciabilità e, con essa, la certificazione della qualità che la Dop e la Igp assicurano.
di Pasquale Di Lena
da Teatro Naturale del 16.05-09

13 maggio 2009

RAGLI E BELATI


TRIO PADANO
Zacc – sai cosa bisogna fare per diventare ministro?
Bélina – porcate, reclutare, il lunedì andare a cena da Berlusconi

12 maggio 2009

Il VINO “TINTILIA”, TESTIMONE IMPORTANTE DEL MOLISE
di Pasquale Di Lena

Torno sull’argomento Tintilia, il grande vino rosso molisano, che si vuole frammentare in una serie di tipologie che non hanno niente a che vedere con questo vino che, dopo decenni di tentativi da parte di alcuni pazzi sognatori, ed a fatica, si è riuscito a farlo diventare il testimone della vitivinicoltura molisana.
Lo faccio stimolato dall’intervento di Michele Tanno, uno dei padri putativi della Tintilia e, comunque, quello che ha messo più impegno di tutti per riportare questo vino a galla e renderlo, insieme ai produttori, un protagonista dell’agroalimentare molisano. Un intervento che aspettavo subito dopo il Vinitaly, dove, da quello che mi è stato riferito per non esserci stato, c’è chi ha presentato una tipologia di vino diverso dal vino rosso “Tintilia del Molise” o “Molise Tintilia” doc, e gli ha dato il nome “Tintilia”, creando non solo una illegalità, ma una confusione nel consumatore. Una situazione che non fa bene ad un vino simbolo o, se volete, “genius loci”, come qualcuno dice, della vitivinicoltura molisana che, non ancora ha fatto i primi passi per affermarsi su un mercato complesso e difficile, come quello del vino, che già c’è chi ha pensato di cambiare i suoi connotati.
So bene che la scelta di cambiare questi connotati, riportati da un disciplinare di produzione che ha poco più di dieci anni dalla sua approvazione, non riguarda un singolo produttore, ma la maggioranza e che essa è sostenuta anche dalla Coldiretti.
Si dà il caso che la scelta fatta, come ho già avuto modo di precisare con un altro articolo di qualche tempo, dal titolo volutamente forte “Giù le mani della Tintilia”, è un errore che pagherà la Tintilia ed il Molise, ancor prima dei produttori. Mi fa piacere sapere che Tanno la pensa come me e così, anche, Donato Campolieti, presidente provinciale della Cia, che è intervenuto con un articolo successivo al mio grido di allarme.
Una scelta, quella delle modifiche apportate al disciplinare di produzione della doc “Tintilia del Molise”, che dimostra una totale mancanza di analisi del percorso portato avanti fino ad oggi, a partire dalla uscita, agli inizi del nuovo secolo, della prima bottiglia di Tintilia, e, soprattutto, degli errori fatti lungo questo percorso. Non offendo nessuno se dico che è mancata la necessaria attenzione al marketing e che è venuta meno, nella gran parte dei cinque o sei produttori di questo vino, l’umiltà che, nel caso specifico della Tintilia, riguardava un prodotto del territorio molisano abbandonato da tempo e ridotto a poca cosa nel tempo.
L’umiltà è una dote che pochi hanno, essenziale in un campo difficile come il marketing del vino, per portare un consumatore a porre l’attenzione per un vino, fino a meno di dieci anni fa, sconosciuto, totalmente sconosciuto, dagli stessi produttori molisani. Un consumatore, si badi bene, che ha la possibilità di poter scegliere, solo pensando all’Italia, tra migliaia tiplogie di vino raccolti nelle 357 denominazioni di origine, di cui 41 docg, e nelle altrettante migliaia di tipi di vino a Igt.
Per esempio è mancanza di umiltà e, quindi, un errore pensare che il tuo vino, appena nato, possa mantenere il passo di vini che hanno decenni di anni, a volte secoli, da raccontare, ma c’è di più, hanno notorietà e sono apprezzati anche dal consumatore esigente. Per poter affiancare questi vini ci vogliono anni di grande e proficuo lavoro nella vigna, in cantina e sul mercato. Non basta il completamento di alcune prime operazioni, come la bella bottiglia, l’etichetta e il nome, indispensabili, ma non sufficienti, per presentarsi al giudizio del consumatore. È importante, anzi fondamentale, la assoluta qualità del prodotto, e, subito dopo, la promozione e la valorizzazione della immagine dello stesso, soprattutto all’interno di un programma concordato con il pubblico, sulla base di un rapporto qualità – prezzo, che tenga conto, però, del fatto che il prodotto non è ancora conosciuto. Altrimenti risulta incomprensibile al consumatore e, prima ancora che a lui, al ristoratore o al rivenditore e distributore. Ciò che è successo alla Tintilia e alla fatica trovata quando si è andata a riproporla.
Aver pensato che la Tintilia non aveva niente da invidiare ad un ottimo Chianti classico o a un Barolo o altro vino noto e diffuso, può anche andare se ciò stimola entusiasmo, ma aver accreditato al vino Tintilia un prezzo uguale o vicino a questi grandi vini, ha segato le gambe a questo importante vino molisano, per la ragione prima, lo ripetiamo, che nessuno lo conosceva. Un ristoratore o un distributore, lo stesso consumatore, nel momento in cui aveva la possibilità di scegliere, ha ritenuto più giusto, a parità di prezzo scegliere il prodotto già affermato, dopo aver valutato la caduta di attenzione dovuta alla novità.
Basta chiedere a uno dei tanti bravi ristoratori molisani la fatica che ha fatto e fa per vendere una bottiglia di Tintilia, soprattutto a un consumatore esperto.
Un errore che si vuole far pagare, ora, alla Tintilia, privando questo vino delle sue potenzialità di poter stare in compagnia dei grandi vini italiani e, con essi, vivere il dovuto successo.
Ma perché questo accada bisogna recuperare quella umiltà che è mancata e, in più, esprimere una capacità, sia del privato che del pubblico, di fare marketing.
È con la dovuta umiltà che, personalmente, dico che bisogna prendersela con se stessi e lasciare stare la Tintilia. In particolare soprassedere sulla proposta di modifica del disciplinare perché cosi come si intende trattare questo nostro vino, si finisce col distruggerlo una volta per sempre e, comunque, a renderlo poca cosa e, quindi, scarsamente utile per i produttori e l’immagine del territori.
Ecco perché grido ancora più forte di quando ho fatto con l’articolo di qualche mese fa, giù le mani dalla Tintilia e pensare, invece, alla ricerca delle soluzioni possibili per darle nuova immagine e, con essa, nuova forza ad un vino che ha tutte le possibilità di fare da motrice al treno del vino molisano e dello stesso Molise.




10 maggio 2009

La Tintilia non si tocca di Michele Tanno

Il grande cuoco Bobo con il grande di segnatore Ro Marcenaro
mentre osservano la striscia "la favola della Tintilia" disegnata dai Bambini
in occasione della Fiera "Piacere Molise"

Come riscopritore, insieme a Pasquale Di Lena e pochi altri della Tintilia, ci permettiamo di esprimere alcune reserve sulle “manipolazioni” che si stanno profilando nella nostra regione su questo vitigno e vino.
Durante il Vinitaly si è parlato molto di qualità, soprattutto di qualità esteriore o di bottiglia, e poco o niente di tipicità e di origine territoriale dell’uva.
Ricordiamo per l’ennesima volta a chi è sordo - perché non vuol sentire - che la Tintilia è una vite lungamente adattata (da almeno 200 anni) alle zone collinari del Molise interno, dove esprime il meglio delle sue caratteristiche organolettiche.
Gli sbalzi termici, l’elevata luminosità e la formazione della rugiada sulla buccia nel periodo di maturazione, che si riscontrano con maggiore intensità nelle nostre alture, sono essenziali per conferire all’uva, e quindi al vino, i sapori, i profumi, il colore e gli altri pregi tipici di ogni varietà di spicco. Se questo è vero per tutti i vitigni di pregio, lo è ancora di più per la Tintilia che manifesta un’esigenza particolare relativamente al clima e al terreno in cui è coltivata.
Volendo estendere la sua coltivazione a tutte le zone, escludendo beninteso quelle più elevate, e a ogni condizione, si rischia di avere una miscellanea di prodotto atipico o con caratteristiche diverse. E’ quello che sta succendendo nel Molise.
Oggi ci troviamo di fronte a tante Tintilia: ognuno produce la propria! Il consumatore è confuso e si chiede: qual è la vera Tintilia?
Occorre smetterla con i “campanili” e badare a un rigoroso disciplinare che deve prevedere una delimitazione accurata del territorio di produzione, con una confinata zona e sottozona legate a specifiche condizioni ambientali e a rispettosi aspetti storici.
Anche la pretesa di uniformarla con il sapore di legno barricato o, peggio, con l’aggiunta dei tasselli di legno nei recipienti di acciaio, è da considerare un’alterazione della sua originalità. Questi gusti trasmessi dal legno, non tipici, camuffati, si risolvono in un appiattimento degli attributi propri del vino e lo equiparano agli altri. Il sapore di legno, soprattutto quello eccessivo, copre i difetti e attenua i pregi!
Non siamo ancora riusciti a fare una Tintilia comune e già pensiamo alle diverse tipologie enologiche!

Siamo d’accordo con Pascquale Di Lena di non dedicarci ad altre fantasie, come al frizzante, spumante o passito, se prima non abbiamo fatto un buon vino da pasto!

Michele Tanno

SPIETATI

Zacc – La Lega!…Ma come si fa ad essere così spietati….
Bélina – Gasparri non ha gli occhiali e, dicono, neache il cervello, Maroni solo gli occhiali

8 maggio 2009

Pasquale Di Lena è il nuovo presidente dell’associazione “ex allievi” dell’istituto tecnico agrario di Larino

08 Maggio 2009 15:05
Il Consiglio Direttivo, eletto dall’Assemblea degli ex allievi dell’Istituto Tecnico Agrario di Larino, ha nominato Pasquale Di Lena Presidente, Vincenzo Notarangelo e Michele Sottile, Vicepresidenti, Silvestro De Croce, segretario, Lucia De Gregorio, tesoriere, mentre a Maria Concetta Raimondo sono state affidate le pubbliche relazioni e le comunicazioni; fanno parte, ancora, del Direttivo: Katia D'Amico, Angelo D'uva, Pardo Di Cillo, Giacinto Occhionero, Stefano Vincelli e Antonio Vizzarri.
L’ex Preside, Vittorio Cacchione, è stato insignito della carica di Presidente Onorario.
Il neo Presidente, dopo aver ringraziato per la fiducia ed aver espresso l’impegno a lavorare in sintonia con la Direzione e gli Organi di amministrazione dell’Istituto, ha detto:
“Ho accettato volentieri questo nuovo incarico, non solo perché lo considero un onore, ma, soprattutto, per riprendere contatti con una realtà che è da sempre nel mio cuore di larinese e che ha dato a Larino molto in questi suoi cinquant’anni di vita. Questa è un’ Associazione che, richiamando ex allievi da ogni parte del Molise, e non solo, ha la possibilità di associare centinaia di professionisti impegnati in vari ambiti lavorativi, spesso diversi da quello agricolo, che, grazie alla loro esperienza, possono dare uno straordinario contributo allo sviluppo del ruolo della stessa Istituzione scolastica. È un ruolo importante in un momento in cui bisogna rimettere l’agricoltura al centro dello sviluppo economico e del progresso civile e sociale del nostro Paese; tutto questo è valido soprattutto per Larino e per il Molise che hanno, nell’agricoltura e nel territorio che la esprime ai più alti livelli qualitativi, la possibilità di programmare quel diverso sviluppo di cui hanno bisogno l’Italia ed il mondo per uscire dalla pesante crisi attuale”.
Nel suo saluto il Preside Luccitelli, dopo aver espresso la sua soddisfazione per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione dell’Associazione e dopo aver augurato ai suoi componenti ed al Presidente l’augurio di buon lavoro, ha affermato: “Noto con grande soddisfazione l’impegno e l’entusiasmo che caratterizzano il nuovo Direttivo di un’Associazione che è diretta emanazione della Scuola di provenienza, non solo perché, dopo i primi cinquant’anni di attività, è con orgoglio che la stessa Scuola guarda i risultati ottenuti nell’insegnamento impartito ai suoi allievi, ma anche perché si rende conto che il ruolo di maestra e guida non finisce mai e, come una mamma segue per sempre i propri figli, così questa Scuola si propone di continuare e rinnovare l’aggiornamento necessario a rendere i propri allievi sempre efficienti e rispondenti alle esigenze di un territorio che, come professionisti e tecnici, hanno il compito di tutelare, proteggere e guidare nello sviluppo socio-economico e culturale. Naturalmente accanto ai più cordiali auguri di buon lavoro, ribadisco il mio impegno per una collaborazione pronta e proficua per il raggiungimento delle istanze comuni. La scuola mette a disposizione dell’Associazione i locali ed i servizi che di volta in volta saranno necessari. Non posso sottacere un vivissimo ringraziamento al Prof. Mario Moccia per l’entusiasmo contagioso con cui ha rivitalizzato l’Associazione a riprova del positivo ricordo che aveva lasciato in ciascuno degli allievi.”
I lavori del Consiglio sono proseguiti, quindi, con la predisposizione di un calendario di attività che vede impegnata l’associazione nell’immediato, a partire dall’organizzazione di un incontro nell’ambito dei festeggiamenti del 50° anniversario dell’Istituto, previsti dal 22 al 26 maggio prossimo.
Uff. stampa e com. Ass. ex allievi ITAgrario
Maria Concetta Raimondo

IN MANCANZA DI SPIRITO


Bélina – una occasione perché metta la testa a posto

I PANNI SPORCHI


ZACC – l’ altra sera era da Vespa
BELINA – per dimostrare, a chi non vuol capire, che è solo un fatto privato

L’APPARENZA



Zacc – eppure Maroni, a vederlo, sembra una brava persona
Bélina – anche Benito

4 maggio 2009

RAGLI &BELATI

Questo è il momento per far capire all'uomo, soprattutto a quella massa di operai e casalinghe (come racconta un sondaggio uscito ora su Ilsole24ore) che vota Berlusconi. Ha provato a scherzarci sopra con quegli ingenui di contadini della Coldiretti, ma ha visto che questa volta le sue battute non sono piaciute, soprattutto a Letta e Bonaiuti, Ghedini, Capezzone, Gasparri, Cicchitto, Pionati, e tutti gli altri che occupano i telegiornali di tutte le televisioni. Manca solo Biondi, momentaneamente impegnato ad occupare la sedia di Ministro perchè sa che se non la vuole lasciare deve rimanerci seduto sopra bene inchiodato.
Letta e Bonaiuti gli hanno fatto - immaginiamo - più o meno questo discorso: zitto, zitto per favore perchè la puzza è già tanta e, come si sa, la merda più la rigiri e più puzza. Dì solo che sei addolorato e poi nient'altro, perchè non hai niente da giustificarti e, soprattutto, niente da rispondere alle parole forti, precise, puntuali, sentite della tua "signora", spia dei comunisti, dei sindacalisti della Cgil, della sinistra, della magistratura e dei giornalisti, quelli che non sono sul tuo libro paga. Dì, anche - e poi basta, silenzio - che questa è una faccenda privata, non c'entra lo Stato, la Nazione, il Governo. Guai! Sarebbe la fine. Basta una opposizione minimamente intelligente e capace per approfittare delle tue scappatelle, delle tue battute, le tue gaffe - con noi, cazzo, sempre qui a smentire - e dire che tu non ci pensi ai guai degli operai che ti votano, degli studenti, degli impiegati che riescono a votare anche Brunetta, dei pensionati che si incantano alla erre moscia di Tremonti. Silenzio assoluto per evitare che la gente capisca quello che sei e quello che fai e, visto che l'ha detto anche Veronica, anche come stai, soprattutto con la testa.
Non più sorriso, non più guardie del corpo attorno, ma solo tuo fratello e qualche tuo figlio, comunque Pier Silvio, per fare capire che sei uno che i panni sporchi li lava in famiglia. Sguardo basso, nessun sorriso, qualche boccone di mortadella e basta, per dire alla gente che stai soffrendo le pene dell'inferno e che questa volontà della signora ti sta creando non poche preoccupazioni e che, nonostante questo, tu stai pensando all'Abruzzo, (continua a portare il casco dei pompieri), a Napoli (no a Napoli no, perchè richiama Casoria) alla tua Regione di elezione, il Molise, al terremoto di S. Giuliano di Puglia, alla monnezza e alla crisi, che è sotto gli occhi di tutti, ad eccezione di quelli di Tremonti. Prendi il direttore di Libero e mandalo per un pò di tempo alle Maldive o sul Lago del Liscione, nel Molise, dove, prima che diventasse invaso, ha vissuto da bambino ospite di uno zio. Nessuno deve pensare che tu hai accettato l'esposizione in prima pagina, a petto nudo, della signora. Fai così anche con Fede, visto che non avrà più niente da dire e con tutti i tuoi più fedeli servitori.
Mai svegliare il cane che dorme. Mai. Ed ora alza i tacchi e vai a coltivare il tuo bosco di piante grasse. Questa volta ti tocca saltare la cena con Bossi, per non dare l'impressione di allegra compagnia che combina solo scherzi agli italiani. Zitto e vai.
Insomma vogliamo dire, cari Asini, che non è il momento di stare con le mani in mano, ma di lavorare per salvare questo nostro Paese dalla deriva degli operai. Senza di questi attori, senza giovani, non c'è speranza: il futuro torna nelle mani di Berlusconi, anche se separato e senza più la sua signora.
Zac e Bélina
L’OCCASIONE
di Zacc e Bélina
ZACC – gli hanno consigliato di non parlare.
BELINA – un silenzio di Fede, un ronzio di Vespa e poi tutti zitti e mosca. E vai opposizione!
IL PERICOLO
ZACC- fa bene a preoccuparsi Veronica. A quell’età le ragazzine sono pericolose.
Bélina. – in verità è il paese che è in pericolo

L’INDIGESTIONE
ZACC – se la moglie gli ha tolto la fiducia perché ora non gliela tolgono gli italiani?
BELINA – devono prima imparare a conoscerlo
È SOLO L’INIZIO?
Zacc – dopo Napoli l’hanno fischiato anche a Roma
Bèlina- te lo dicevo che è iniziata la discesa. Forza Napoli, Forza Roma
LA FISSAZIONE
Zacc – “I sondaggi che ho io mi danno il 75,1% di consensi"
Bélina –Troppo pochi per essere un dittatore serio
CIARPAME
Zacc- “ciarpame senza pudore” era rivolto alle veline e non al marito
Bélina – vuoi dire che Veronica non conosce il marito?
SEMPRE I SOLITI
Zacc – di chi è la colpa delle veline in lista?
Bélina – come sempre dei giornali e della sinistra

1 maggio 2009

Gusto e bellezze d'Italia in bella mostra



Prende corpo una insolita maratona
Un progetto di Casa Italia Atletica della Fidal per promuovere
enogastronomia, turismo e cultura italiana, soprattutto di quei
territori che esprimono eccellenze e primati che meritano di
essere conosciuti
di Pasquale Di Lena
Con la presentazione presso la sede dell'Enit di Roma, di due giorni fa, è partita "La maratona del
gusto e delle bellezze d'Italia", il progetto di marketing territoriale di Casa Italia Atletica, il braccio
operativo della Federazione Italiana di Atletica Leggera, di cui Teatro Naturale ha parlato in
anteprima due numeri fa: link esterno
La “Maratona del gusto e delle bellezze d’Italia” è un’idea che prende corpo dai risultati positivi
accumulati in dieci anni di attività di Casa Italia Atletica, in particolare l’esperienza maturata a
Göteborg (campionati europei 2006), poi confermata a Osaka (campionati del mondo 2007).
E proprio qui, nella città giapponese, lo sviluppo con successo di presentazioni e degustazioni
guidate dei nostri prodotti, carattirizzandoCasa Italia, con la organizzazione di seminari e di incontri
rivolti agli operatori del mercato, ai ristoratori ed agli opinion leader invitati, il luogo della cultura
dell’enogastronomia italiana e del turismo.
Con la organizzazione di tappe di avvicinamento al grande evento dei campionati del mondo, ad
agosto a Berlino, Casa Italia si trasforma in vetrina itinerante delle eccellenze e peculiarità del
nostro Paese e diventa una occasione unica di comunicazione e valorizzazione del made in Italy, il
palcoscenico che accomuna Enti ed Aziende istituzionali (in collaborazione con l'Enit e l'Ice).
Tutto all’interno di un evento di risonanza mondiale come quello dei campionati del mondo di
atletica leggera.
La prima “Maratona del gusto”, partita da Roma, porterà, nella metà di agosto di quest’anno, a
Berlino, e vede, insieme alla collaborazione dell’Ice e dell’Enit, la partecipazione di importanti
Regioni (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Molise, Puglia e Campania), la Provincia
autonoma di Bolzano, quella regionale di Ragusa, e quelle di Campobasso ed Isernia, con la Città di
Reggio Calabria e di Pescara, sede quest’anno dei giochi del Mediterraneo...
Una straordinaria opportunità, quindi, per incontrare gli operatori legati al settore turistico ed a
quello enogastronomico per illustrare le peculiarità di territori e prodotti tipici della Penisola,
attraverso filmati, degustazioni per far "toccare con mano" l'originalità delle bellezze e dei sapori
italiani.
La prima tappa è a meno di un mese, il 25 febbraio, a Francoforte; la seconda, il 22 Aprile a
Monaco di Baviera, la terza, il 26 Maggio, a Vienna e l’ultima, quella che precede l’evento di
Berlino, è fissata per il 17 Giugno nella Città di Amburgo.
Questa importante iniziativa, caratterizzata dal connubio forte, Sport, turismo e alimentazione, ha
trovato la sua conferma con la presenza dei massimi responsabili degli enti intervenuti: dal
Presidente dell’Enit Matteo Marzotto che ha sottolineato, impegnando il suo ente, come la
“Maratona, rappresenti la occasione per far passare il messaggio delle nostre bontà e delle nostre
bellezze attraverso l’Italia, il marchio forte di qualsiasi nostra azione promozionale”.
Il Presidente della Fidal, Franco Arese, si è soffermato sul valore culturale, sociale ed economica
dello sport per dire che “avere approcci con chi rappresenta e promuove il territorio italiano è una
occasione importante per diffondere la cultura dello sport legata ad una sana alimentazione”
Un tema che è stato sviluppato, da par suo, dal grande atleta, Maurizio Damilano, olimpionico, che
ha, tra l’altro detto “ieri mangiavo per marciare, oggi cammino per mangiare e non perdere, così, il
piacere di gustare la buona cucina e bere un buon vino rosso piemontese”.
Roberto Lovato, dirigente dell'Ice, dopo avere affermato che "Nessun'altra dieta al mondo può
presentare prodotti così buoni come quelli italiani” ha concluso dicendo che “la dieta dell’atleta è
anche il frutto di una tradizione culturale e alimentare".
A sintetizzare gli interventi dei rappresentanti istituzionali, il responsabile di Casa Italia Atletica,
l’avv. Mario Ialenti, che, facendo proprio l’intervento del Presidente Marzotto, ha presentato come
“un’altra importante novità della iniziativa che porta a Berlino è quella della presenza di una forte
squadra istituzionale con unità territoriali unite per promuovere l’immagine dell’Italia nella sua
interezza”.
Ed ora l’attenzione al primo degli appuntamenti, il 25 di Febbraio a Francoforte.
di Pasquale Di Lena
31 Gennaio 2009 TN 4 Anno 7

Da Roma a Berlino, lo sport ambasciatore delle nostre


La FIDAL, Federazione Italiana di Atletica Leggera, in
vista del prossimo campionato del mondo che si terrà a
Berlino dal 15 al 22 agosto, ha predisposto una serie di
tappe di avvicinamento all’evento, all’insegna delle
eccellenze dell’agroalimentare italiano. L'iniziativa,
quasi una staffetta golosa e nello stesso tempo un
incisivo progetto di marketing territoriale, è stata
presentata a Roma, nella sede dell'ENIT, dai
rappresentanti degli enti promotori e di dieci regioni e
province italiane. Per il presidente ENIT, Matteo
Marzotto, assiduo sportivo dichiarato, «è importante
parlare di sport e di educazione al cibo in un'epoca in
cui l'Occidente sembra essere alla deriva verso la
diseducazione alimentare, col trionfo di grassi e di
zuccheri. Noi siamo quello che mangiamo. Possiamo
lanciare un messaggio in tal senso attraverso l'Italia
che rappresenta un marchio forte,vincente. E credo che
l'ENIT possa contribuire a diffondere questi valori».
Gli appuntamenti con il meglio del Made in Italy sono
previsti a Francoforte (25 febbraio), a Monaco di
Baviera (22 aprile), a Vienna (26 maggio), ad Amburgo
(17 giugno) fino al gran finale di Berlino. «Lo sport
spesso è considerato qualcosa di secondario - ha detto
il presidente della FiDAL Francesco Arese - invece
lascia delle tracce indelebili nella vita delle persone
col suo evidente impatto sociale. Avere degli approcci
con chi rappresenta e promuove il territorio italiano è
un'occasione importante per diffondere la cultura dello
sport legata ad una sana alimentazione».
Anche Roberto Lovato dell'ICE ha ribadito l'importanza
di un cibo sano. "L'atleta è anche frutto di una
tradizione alimentare e culturale. Nessun'altra dieta -
ha detto - può presentare prodotti così buoni come
quelli italiani». La grande novità di questa maratona è
che diverse unità territoriali si sono unite per
promuovere l'immagine dell'Italia nella sua interezza.
Le Regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche Molise,
Puglia, Campania e le province di Bolzano, Ascoli Piceno
e Ragusa rappresentano, per Mario Ialenti di Casa Italia
Atletica, una forte squadra istituzionale. Organizzatore
dei seminari enogastronomici in Austria e in Germania
sarà Pasquale di Lena, appassionato sostenitore delle
eccellenze alimentari che ci pongono al primo posto in
Europa con 166 prodotti certificati (111 Dop e 55 Igp).
Sul podio la Regione Emilia Romagna con 25, a seguire il
Veneto (22), la Lombardia (21) e la Toscana (19).
Applauditissimi i campioni dello sport presenti,
Maurizio Damilano e Cosimo Caliandro che hanno auspicato
per tutti un... doping autorizzato di prelibatezze
italiane.
Mariella Morosi

(ANSA) - ROMA, 29 GEN -


Ha preso il via oggi, nella sede
dell'Enit a Roma, la 'Maratona del gusto e delle bellezze
d'Italia', che vede dieci Regioni e Province far sistema per
portare nei mercati di lingua tedesca, in vista del campionato
del mondo di atletica leggera a Berlino (dal 15 al 22 agosto), i
prodotti agroalimentari Made in Italy da primato. Tra gli atleti
presenti alla conferenza stampa Maurizio Damilano, campione
olimpico nel 1980 a Mosca, Giacomo Leone e Cosimo Caliandro, che
hanno sottolineato il legame con l'emozionalita' tra vittorie
sportive e buona tavola.
Le tappe della 'Maratona del gusto' saranno il 25 febbraio a
Francoforte, il 22 aprile a Monaco di Baviera, il 26 maggio a
Vienna, il 17 giugno ad Amburgo, dal 14 al 23 agosto a 'Casa
Italia' Atletica e all'hotel Ellington di Berlino.
A promuovere questo gioco di squadra, tra sport e buona
tavola, e' la Fidal, Federazione Italiana di Atletica Leggera,
in collaborazione con l'Enit e l'Ice, con l'adesione delle
Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Molise, Puglia,
Campania e delle province di Bolzano, Ragusa, Reggio Calabria e
Pescara e molte aziende agroalimentari. Sara' una ''bella
vetrina itinerante del Made in Italy da primato - ha detto
l'ideatore Pasquale Di Lena - perche' chi si somiglia si piglia;
per questo il connubio tra gli sportivi e i produttori di cibo
di qualita'''.
Lo sport e' tema caro anche al presidente dell'Enit Matteo
Marzotto che ha fatto 5 Parigi-Dakar. ''Fa orgoglio e piacere
parlare di educazione al cibo - ha detto Marzotto - quando
l'Occidente rischia una deriva di grassi e zucchero, con gusto
omologato. L'Enit sara' strumento di diffusione dei valori
sportivi e di sana alimentazione''. L'atletica e' sport ''di
fatica capillare sul territorio, proprio come l'agricoltura. E
insieme rappresentano per la societa' una forma di benessere'',
ha poi sottolineato il presidente della Fidal Francesco Arese.
E' per ''mettere in risalto l'inesausta, dirompente creativita'
italiana che l'Ice ha voluto essere presente a Casa Italia ai
Campionati mondiali di Atletica 2009'' ha scritto il presidente
dell'Ice Umberto Vattani. ''Dovunque gareggia il nostro Paese, e
per fortuna spesso trionfa vogliamo - ha annunciato Vattani -
esserci anche noi, paladini per definizione dell'eccellenza
italiana''. Con questa iniziativa l'Ice vuole ''presentare il
sistema-Paese a tutto tondo, in un'unica opera di valorizzazione
di identita' economiche, umane e culturali'' ha concluso Roberto
Lovato dell'Istituto del commercio per l'Estero. (ANSA).