27 giugno 2009

Turismo di qualità. L'atletica leggera al servizio di Dop e Igp

Un'altra tappa, la quarta, conclusasi con successo ad Amburgo. La vetrina itinerante di Casa Italia ha dato un senso alla necessità di stare insieme ed esprimere il valore di fare sinergia a partire dai produttori
di Pasquale Di Lena
La Vetrina itinerante di Casa Italia delle Dop e delle Igp e dei territori che esprimono queste nostre eccellenze agroalimentari, ha animato la singolare maratona, che si è appena conclusa ad Amburgo nel nord della Germania, registrando un significativo successo, che avrà il suo applauso finale in occasione del grande evento, prossimamente in programma a Berlino, dal 14 al 23 di Agosto 2009. Fondamentale la collaborazione dell’Ice e dell’Enit e la partecipazione di enti ed istituzioni insieme ai produttori e agli operatori turistici.Il vincitore assoluto della prima maratona del gusto e delle bellezze d’Italia, che si è conclusa ad Amburgo, è risultato l’abbinamento Sport, Alimentazione e Turismo di qualità, con grande sorpresa da parte di tutti, ma non per Casa Italia Atletica, la struttura operativa di Fidal servizi, che aveva puntato su questo risultato, certa di ottenerlo. Non vogliamo perdere l’occasione di raccontare, per il nostro Teatro Naturale, anche questa ultima tappa, la quarta, che ha visto come protagonista la deliziosa e stupenda Città di Amburgo, dopo aver riferito della presentazione a Roma e delle tre precedenti tappe di Francoforte, Monaco e Vienna, che ha portato a vivere l’evento in Austria.La tappa di Amburgo ha confermato, quindi, le impressioni di una iniziativa valida e ha mostrato tutte le sue enormi potenzialità nel campo della promozione e della valorizzazione, segnando una vera e propria svolta, visto che è diventata un esempio valido per altre discipline sportive e per Buonitalia, l’agenzia del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Per questo successo fondamentale è risultata la collaborazione delle rappresentanze Ice ed Enit in Germania e Austria, a confermare l’importanza delle sinergie nel campo della promozione e della valorizzazione del “gusto e delle bellezze” del nostro Paese. Altrettanto fondamentale è risultata la partecipazione di Regioni, Provincie e Città oltre, naturalmente, che dei produttori e degli operatori turistici di queste realtà.Ora non resta che il grande evento, quello dei Campionati del mondo di Berlino 2009, per completare il giudizio positivo della iniziativa che, dopo questo importante appuntamento, ha come obiettivo la Spagna, con i Campionati Europei di Atletica di Barcellona 2010.Ancora una volta le dop e le igp, le nostre eccellenze agroalimentari, sono risultate, insieme ai territori di origine, le grandi protagoniste dell’incontro. In particolare del seminario, che, questa volta, oltre all’olio, è passato alla degustazione guidata di quattro formaggi dop come la “Casatella trevigiana” e “Grana padano” della Associazione dei produttori del latte del Venet; “Stelvio” o “Stilfer”, come dicono nella provincia autonoma di Bolzano, in Alto Adige e, infine, un “Caciocavallo al tartufo del Molise”, del Caseificio Di Nucci, già sul podio delle Olimpiadi del formaggio di tre anni fa in Svizzera. Degustati da soli e, anche, con altri prodotti, come un olio extravergine della Provincia di Benevento per arrotondare il sapore della Casatella; una marmellata di ciliegie di Biosapori, una cooperativa di donne che vanno riscuotendo successo ovunque; pere di S. Giuseppe, come da tradizione per gustare meglio il Grana, in un intreccio di territori e con un abbinamento ben riuscito di quattro vini, un “Gironia” della doc Biferno; un Traminer aromatico perfetto con il Grana padano, un cerasuolo per lo Stelvio ed un rosso ben strutturato del 2005, “Nerone di Calabria, per reggere il profumo intenso ma delicato ed il sapore avvolgente del caciocavallo al tartufo nero. Altro protagonista il risotto al vino rosso “Trabucco” della cooperativa “ Nuova Cliternia” e al formaggio “Monte veronese” dop, con la preparazione in diretta fatta dallo chef Maurizio Ferron, che ha entusiasmato il pubblico presente anche per la bontà del risultato.Un pomeriggio, quello di martedì scorso, ricco di sorprese, che hanno avuto il merito di coinvolgere oltre 20 giornalisti, presenti insieme ai tanti operatori nel campo della distribuzione dei prodotti alimentari ed a operatori turistici, che hanno risposto con applausi ai momenti più significativi dei vari incontri.Se questa è la cronaca di un pomeriggio, programmato nei minimi particolari, e di una serata dedicata ai piatti della nostra cucina, c’è da tornare un attimo a quella che, poco sopra, abbiamo chiamato svolta nel campo della promozione e della valorizzazione dell’agroalimentare e dello stesso turismo. Per dire che lo Sport italiano, grazie alla Maratona di Casa Italia Atletica, ha tutto per diventare uno straordinario vessillo che porta alto l’immagine delle risorse più importanti che i nostri territori esprimono. Un rapporto vincente quello dell’agroalimentare e del turismo con lo sport, stimolando altri a prender iniziative similari, che servono a far crescere la cultura dell’alimentazione e a porre al centro della stessa la qualità del cibo che ben esprimono le Dop e le Igp.La maratona, comunque, ha dato un senso alla necessità di stare insieme per esprimere tutto il valore di fare sinergia, che è una condizione importante sì, ma non sufficiente per ottenere tutti i risultati possibili per appagare gli sforzi di ognuno dei soggetti impegnati, a partire dai produttori.C’è bisogno, ora, di trasformare queste valide premesse in sistema, per raccogliere, con la qualità e l’organizzazione dei vari soggetti interessati al mercato, i frutti della promozione, senza trascurare l’organizzazione dei partner del mercato che interessa. In questo caso, la Germania.
di Pasquale Di Lena

25 giugno 2009

Di Lena, per un viaggio nelle eccellenze italiane


Un viaggio nei sapori guidati delle eccellenze italiane. Pasquale Di Lena ha condotto i numerosi ospiti di Amburgo in un percorso originale, dettato certamente dalla fantasia di un “artista” che non ha mai smesso di ribadire che “noi siamo territorio e che il territorio è anche quello che noi mangiamo”.Doverosa l’introduzione ai marchi di qualità - Dop e Igp - una garanzia per il consumatore che può contare sulla responsabilità dei produttori in grado di scegliere un disciplinare di produzione soggetto a rigidi controlli affinché siano assicurate le condizioni di qualità, nel rispetto del consumatore. «Nel quadro europeo delle certificazioni l’Italia occupa una posizione predominante – ha detto il dottor Di Lena – fornendo un evidente contributo al ricco patrimonio dei Paesi dell’Unione europea ed alla crescita della cultura del cibo. Le denominazioni di origine sono espressione dei territori da visitare non solo per le bellezze paesaggistiche, ma anche per le tipicità che esprimono».E poi via, in un suggestivo accoppiamento di sapori che apparentemente potrebbero sembrare distanti e che invece hanno mostrato tante possibilità di incontro, partendo da una Casatella trevigiana Dop abbinata ad un Olio extra vergine di oliva della Campania, degustati con un Biferno Doc 2008; proseguendo con uno Stelvio Dop abbinato ad una confettura di ciliegie del Molise, accompagnati da un Montepulciano d’Abruzzo Doc Cerasuolo 2008. Fari puntati sul Grana Padano Dop, abbinato alle Perette di San Pietro, degustati con un Alto Adige Doc Gewürztraminer 2007 fino a concludere con un Caciocavallo al tartufo del Molise abbinato al Nerone di Calabria Rosso Igt 2005.Infine una degustazione di olio extravergine di oliva della varietà “Gentile di Larino”, attraverso la quale è stato possibile ribadire quanto sia fondamentale la qualità di questo prodotto: «Perché la vostra vita vada liscia come l’olio».
L’esperienza è stata molto apprezzata, le numerose domande ed i calorosi applausi finali testimoniano quanto l’entusiasmo di Pasquale Di Lena abbia lasciato il segno anche ad Amburgo.
23/06/2009















Da Amburgo a Berlino





Ancora entusiasmo nella conferenza stampa (foto in basso) moderata dal direttore dell’Enit Germania, Marco Montini (nella foto in alto a sinistra), già presente nella prima tappa di Francoforte. «Ho condiviso da subito questa innovativa formula di promozione dell’enogastronomia e del turismo attraverso lo sport – le sue parole – e spero che anche a Berlino si possa continuare a valorizzare al meglio il Made in Italy». Parole di elogio anche da parte dell’attaché al consolato italiano, Paolo Alimonti che ha sottolineato come sport, turismo e alimentazione siano intimamente legati da una filosofia che conduce ad un approccio migliore alla vita. In effetti i numeri del progetto della Maratona del gusto e delle bellezze d’Italia sono davvero incoraggianti: oltre 600 invitati in 4 tappe con più di 100 giornalisti accreditati. Notevole la comunicazione sui giornali e sulle riviste specializzate per non parlare dei siti internet di settore. Tanti i quintali di alimenti cucinati in Germania al pari dei contatti con gli operatori turistici tedeschi che hanno apprezzato le bellezze del territorio italiano. «Porto i saluti della Fidal Servizi e della Fidal – ha detto l’ex segretario federale ed ora membro del Consiglio di Amministrazione di Fidal Servizi, Gianfranco Carabelli – per una iniziativa che nasce da un vecchio principio: l’alimentazione è parte invisibile dell’allenamento. La sinergia tra Fidal, ditte produttrici ed Enti locali, ha stimolato la nascita di Casa Italia Atletica che negli ultimi anni ha coinvolto anche ENIT ed ICE fino ad arrivare al progetto della Maratona del gusto e delle bellezze d’Italia. Auguri alla Germania perché vinca molte medaglie a Berlino – ha concluso Carabelli con un sorriso – sperando non a scapito delle medaglie italiane».Arcangelo Scherillo, funzionario della Regione Campania, ha portato i saluti dell’assessorato all’agricoltura e alle attività produttive campano. «Siamo impegnati nella valorizzazione dei nostri prodotti sia in Italia che all’estero. Quando parliamo di buoni prodotti abbinati allo sport abbiamo il top del benessere ed il top della bellezza».Infine la parola all’ideatore della maratona del gusto, Pasquale Di Lena: «In fondo questa idea nasce dalla storia: prendi per la gola gli amici e portali dove vuoi per conoscerli, abbracciarli. Ecco, noi vi aspettiamo a Berlino dal 14 al 23 agosto. E’ stato un viaggio faticoso, ma abbiamo conosciuto davvero molti amici, orgogliosi del nostro Paese, per i nostri produttori molto bravi, per l’atletica, regina degli sport, che anche a Berlino ci farà ritornare ad apprezzare il gusto e le bellezze d’Italia». A conclusione della serata il tradizionale buffet con i prodotti tipici delle entità territoriali partecipanti alla Maratona con Massimo Samuele e Antonio Di Tullio alle prese con i fornelli per assicurare il massimo della qualità e Duilio Fabbiani impegnato invece a diffondere l’eleganza e lo stile del Made in Italy.
Il tutto, naturalmente aspettando i mondiali di Berlino dove la Maratona del Gusto e delle Bellezze d’Italia concluderà il suo percorso nella spettacolare cornice dei campionati del mondo, all’interno della quale non poteva mancare l’ennesimo appuntamento con Casa Italia Atletica.
23/06/2009

Maratona del gusto: un successo ad Amburgo

Una giornata solare ha accolto i numerosi partecipanti che hanno impreziosito la quarta tappa della “Maratona del gusto e delle bellezze d’Italia” all’Intercontinental Hotel di Amburgo. Ancora una volta la manifestazione si è svolta in diversi ambienti per un itinerario culturale che ha inteso coniugare i valori dello sport con un corretto stile di vita ed una sana alimentazione dedicando uno spazio anche al territorio come leva di promozione turistica.Protagonista assoluto il “sistema Italia”, rappresentato ad Amburgo da Gianfranco Carabelli, consigliere di Amministrazione di Fidal Servizi e da Pasquale Di Lena, ideatore della maratona del gusto e mentore della guida ad una alimentazione orientata alla qualità. Oltre alla consueta collaborazione dell’ENIT e dell’ICE il pool di partner ha presentato una composizione impreziosita dalla diversità territoriale: la provincia autonoma di Bolzano, il Veneto (con una serie di Consorzi), il Molise (con l’unione delle province molisane e l’Unioncamere Molise), la Campania (Assessorato all’A Agricoltura e alle Attività Produttive) e la città di Reggio Calabria (con la Camera di Commercio).
Giovanni Esposito
Continua a leggere le news da Amburgo sul sito di Casa Italia Atletica

18 giugno 2009

OMAGGIO A OBAMA



scritta tanti anni fa, ma, grazie a Obama, oggi di grande attualità

U PENZIERE
U penziere che ne vu penzà
è na mósche
che te fa s’cattà

T'èggìre èttuórne
ze póse ngòpp'a frónte
èrréte u cuólle
chiù a chiecce
chiù devènde nu taluórne

Rezzeiànne sèmbe chiù fòrte
te piombe dàpprime dend'é n'uocchie.
dapù dend'e na récchie
e cuande a cierche d'ècchiapparle
fi fetecchie

Te s’caffiéie sule sule
cóme nu baccalá
pe na mósche
che continue e velà.

1983





s’= sc

Il pensiero, in questo caso chiodo fisso che non riesci a scacciare come quando ti gira intorno una mosca, anzi più lo fai e più diventa insistente e fastidosio, ossessivo e pesante.Ti prendi a schiaffi da solo per una mosca che continua tranquillamente a volare e a darti fastidio

Ad Amburgo per la quarta tappa


Fervono i preparativi per la quarta tappa della “Maratona del gusto e delle bellezze d’Italia” in programma il 23 giugno ad Amburgo (Hotel InterContinental – Fontenay 10, ore 17). Il conto alla rovescia per i mondiali di Berlino si fa sempre più incalzante con il made in Italy pronto, ancora una volta, a trionfare grazie alla collaborazione dell’ENIT e dell’ICE, due istituzioni che consentiranno alla provincia autonoma di Bolzano, al Veneto (con una serie di Consorzi), al Molise (con l’unione delle province molisane e l’unioncamere Molise), alla Campania (Assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive) e alla città di Reggio Calabria (con la Camera di Commercio), di sviluppare, attraverso il progetto di Casa Italia Atletica, nuove e concrete opportunità in un contesto strategico per il panorama del marketing internazionale. Punto di forza dell’appuntamento tedesco, sarà ancora una volta il seminario, condotto dall’esperto Pasquale Di Lena: un viaggio nelle eccellenze dell’agroalimentare italiano per valorizzare al meglio il significato delle 176 Dop e delle Igp, ad oggi riconosciute, sulle 844 riconosciute dalla Ue. Fari puntati sull’olio extravergine che ha un valore enorme per la nostra salute e quindi per una sana e corretta alimentazione con la consueta degustazione guidata che ha riscosso enorme successo nelle tappe precedenti della Maratona del Gusto.
Nel pomeriggio ci sarà anche una sezione dedicata al Turismo ed agli eventi sportivi con il coinvolgimento di numerosi operatori del settore al fine di proporre l’ennesimo viaggio tra storia, cultura, tradizioni, stavolta per valorizzare le peculiarità paesaggistico-ambientali, delle località italiane.
A seguire un incontro con le autorità nel quale saranno illustrate le caratteristiche dell’iniziativa che culminerà in un buffet di prodotti tipici dove gli ospiti saranno guidati nella degustazione e daranno spiegazioni in merito a particolari abbinamenti che saranno effettuati dagli chef.
PROGRAMMA PER AMBURGO Hotel InterContinental (FONTENAY 10) 23 GIUGNO 2009 ORE 17,00: Accoglienza e registrazione operatori - Cocktail di benvenuto;
SALA ESPOSIZIONE ORE 17,30 – 20,00: Attività e incontri con gli operatori italiani presenti
SALA INCONTRI ORE 17,30 – 18,30: Seminario su Dop, Igp, Stg – Degustazione guidata di formaggi Dop italiani con abbinamento di olio, marmellate e vini; dimostrazione preparazione piatto Riso nano vialone Dop; ORE 18,30- 19,15: Presentazione itinerari turistici e tipicità locali;
Sala ESPOSIZIONE ORE 19,30: Incontro con le autorità;
SALA RICEVIMENTO ORE 20,00: BUFFET I partner guideranno gli ospiti nella degustazione dei prodotti e daranno spiegazioni in merito a particolari abbinamenti che saranno effettuati dagli chef
10/06/2009



Non basta dire Dop, occorre esserne convinti



I produttori sono disponibili a semplificare al massimo le procedure per azzerare i costi aggiuntivi che mettono fuori mercato il prodotto. Pubblichiamo l’articolo (apparso anche sul sito www.teatronaturale.it) dall’esperto Pasquale di Lena.
C’è qualcosa che non torna lungo il percorso delle denominazioni di origine, iniziato, nel 1963, con l’approvazione del Dpr 930 e con il primo riconoscimento, nel 1966, ottenuto dalla “Vernaccia di San Gimignano”, un vino bianco che ha portato fortuna al vino italiano, visto il successo dell’acronimo Doc, che, nell’arco di pochi anni, è diventato, nell’immaginario collettivo, sinonimo di alta qualità. Un percorso non facile, pieno di ostacoli, che sono stati sistematicamente superati dalle capacità e determinazione di personalità come il Sen. Desana ed altri illustri componenti del Comitato Nazionale Vini, sostenuti dalle direzioni generali del Ministero dell’Agricoltura, che hanno fatto scuola in questo campo.Un percorso che ha permesso di superare in poco tempo la tragedia del metanolo e di qualificare con il prestigio della qualità di tanti testimoni doc e, a partire dalla metà degli anni ’80, docg, territori che oggi sono punti di attrazione turistica ed esempio di quello sviluppo rurale di cui ha bisogno il Paese con il rilancio dell’agricoltura.Poi, agli inizi degli anni ’90, i due regolamenti comunitari, il 2081/92 e il 2082/92 (modificati nel 2006), con un sistema di certificazione dell’origine geografiche dei prodotti alimentari, rappresentato da Dop e Igp, due sigle che stanno a significare la protezione di un nome di un prodotto la cui produzione, trasformazione ed elaborazione devono aver luogo in un’area geografica determinata, o, di una indicazione geografica che identifica il legame con il territorio, il cui carattere distintivo è presente in almeno una delle tre fasi sopra riportate.Se in Italia, l’acronimo è Dop o Igp, in tutti gli altri paesi della Ue, questo acronimo si adatta alla lingua ufficiale, così “denominazione” – tanto per fare un esempio - in francese diventa “appellation”. Questo per dire che il processo avviato ha dato vita ad un quadro di prodotti a denominazione di origine, davvero esaltante, soprattutto per le nostre eccellenze, che registrano primati in ognuna delle 13 categorie previste per la classificazione dei prodotti Dop, Igp e, anche, Stg (formaggi, olio, carni fresche, prodotti a base di carne, etc).Su un totale di 850 riconoscimenti Dop, Igp e Stg, ben 178 (oltre il 20%), di cui 115 Dop, 62 Igp e appena 1 Stg (Specialità tradizionale garantita , nel senso che viene preso in considerazione il metodo di produzione o la composizione tradizionale non il riferimento geografico), tant’è che riguarda la “Mozzarella”, con la possibilità di poterla produrre in ogni paese Ue.Un primato, purtroppo, ancora poco considerato e, quindi, non in grado di esprimere tutte le sue potenzialità, al pari di quello rappresentato dalla biodiversità e delle produzioni biologiche. In particolare quello di dare tutte le sicurezze che oggi mancano al consumatore e che, se le cose vanno avanti così come stanno andando avanti ultimamente, la garanzia circa la qualità dell’alimento che va a mangiare, diventerà sempre più una conditio sine qua non nella scelta di un prodotto. Un consumatore sempre più certo del rapporto stretto della qualità del cibo con la qualità della sua salute. Un abbinamento che ha saputo cogliere magnificamente la Fidal, con la sua Casa Italia, quando ha fatto proprio il progetto “Maratona del Gusto e delle Bellezze d’Italia”, che, partito da Roma alla fine di Gennaio ha fatto tappa a Francoforte e Monaco e sta per raggiungere Vienna, per poi proseguire verso Amburgo e fermarsi a Berlino dove vivere, con la sua vetrina delle nostre bontà agroalimentari, i campionati mondiali di atletica leggera nel bel mezzo di un mondo dove il binomio “salute-qualità dell’alimentazione” è fondamentale per ottenere i primati nello sport.Una iniziativa promozionale che parla di Dop e Igp, di prodotti e territori certificati dall’impegno dei produttori e delle istituzioni, e, nel momento in cui fa questo, apre ad un modello di agricoltura e di produzione ad essa legato, tutto incentrato sulla qualità e sulla conservazione di pratiche fortemente radicate, capaci – anche alla luce delle indicazioni date dal recente G8 Agricoltura, vertice voluto dal Ministro Zaia - di rilanciare la competitività del settore e di affrontare con strumenti adeguati le sfide della internazionalizzazione del commercio, nel segno della garanzia della qualità ancorata ed assicurata dall’origine del prodotto.Ma di iniziative come quelle della Fidal, che vanno nel senso della promozione delle produzioni Dop e Igp, davvero un patrimonio unico del nostro agroalimentare, ce ne vorrebbero dieci, cento per avere la certezza di raggiungere qualche risultato. Come fondamentali risultano l’informazione e gli stimoli da dare ai produttori per avere poi i prodotti richiesti dal mercato. E cosa ancora più necessaria è evitare in tutti i modi iniziative che portano solo a creare confusione, nel momento in cui creano nel consumatore una immagine doppia o tripla della qualità e non sempre corretta.La mia perplessità iniziale, quella di non capire ciò che sta succedendo lungo il percorso delle Dop e Igp, sta proprio nelle indicazioni del vertice, sopra riportate, che mi trovano più che d’accordo, e nel fatto che verifico un rallentamento sul percorso delle Dop e Igp, che trovo pericoloso, ma soprattutto in contraddizione con i propositi prima citati.In questo senso, insisto, la necessità che il Ministero eviti di affidare ad altri i controlli che sta facendo da dieci anni, e in modo encomiabile, per la semplice ragione che le Dop e le Igp i produttori sono disposti a farle, ma solo se vengono semplificate al massimo le procedure ed i controlli e, soprattutto, se vengono azzerati i costi aggiuntivi che, il più delle volte, mettono fuori mercato il prodotto. E ciò, soprattutto, per dare ai produttori la forza di credere che si può uscire da situazioni di crisi, dovute a tanti fattori, ma non ultimi quelli riferiti al marketing in tutti i suoi aspetti, soprattutto quelli della informazione, della comunicazione, della promozione e valorizzazione dei prodotti e, insieme, dell’origine degli stessi, cioè il territorio. Gli organismi che si occupano ci sono e i risultati, dicono che sono all’altezza del compito. Si tratta di entrare nel merito di alcune questioni e di concordare una strategia di comunicazione e promozione delle produzioni Dop e Igp, in Italia e nei Paesi Ue, senza dimenticare tutti gli altri, utilizzando il mondo medico, quello dello sport e altri testimonial per affermare un modello di agricoltura che è quello italiano, anche perché il solo che noi possiamo esprimere.Tutto questo per arricchire il percorso di risultati e non per impoverirlo e, alla fine, interromperlo, facendo tornare indietro il discorso, proprio nel momento in cui basta poco per accelerarlo e renderlo patrimonio di un mondo, che vede insieme produttori e consumatori dialogare nel reciproco interesse, tanto più in questa nostra Italia che non ha, per una serie di ragioni, la possibilità di presentarsi con le quantità, ma solo di offrire eccellenze, cioè Dop e Igp.Promuoverle vuol dire rafforzare il dialogo, di cui prima parlavo, e, nel contempo, far crescere la cultura della qualità e della corretta alimentazione, fondamentale per riportare l’agricoltura al centro dello sviluppo, il solo modo per salvaguardare e tutelare le bellezze dei nostri territori. Per credere a quello che sto dicendo basta porre attenzione alla situazione disastrosa dell’olio extravergine di oliva con la Spagna, ormai diventata sottolio, che sta impoverendo e facendo rischiare la nostra olivicoltura. E allora, cominciamo dall’olio, subito, e facciamo di esso un esempio per tutti gli altri prodotti, sapendo che non basta solo dire 100% italiano per dare quelle garanzie di cui ha bisogno il consumatore, in particolare la tracciabilità e, con essa, la certificazione della qualità che la Dop e la Igp assicurano.

Alimentazione e salute, fari puntati sulla qualità



Non solo un seminario sull’olio. Quello di Pasquale di Lena è stato un vero viaggio nei primati della qualità italiana con l’esaltazione dello stretto legame tra corretta alimentazione e benessere. In prima fila, due maratoneti doc, Stefano Baldini e Giacomo Leone.«Questa idea nasce da un incontro avvenuto prima degli europei di Goteborg 2006 con Baldini – esordisce il dottor Di Lena – Quella degustazione portò fortuna al campione europeo di maratona. La Fidal e Casa Italia Atletica con la manifestazione di oggi vogliono presentare, raccontare e far degustare, grazie al contributo ed alla collaborazione di enti ed istituzioni, consorzi e singole aziende, le eccellenze agroalimentari e i vini di insigni territori del nostro Paese. L’alimentazione, la consapevolezza del valore del cibo, in quanto qualità ma anche sobrietà e convivialità, sono tanta parte della cultura che anima la Federazione e i protagonisti di ieri e di oggi dell’atletica italiana.Ciò è ancora più vero nei tempi attuali, con la cultura della semplificazione e della sofisticazione, dell’alimentazione propinata dalla pubblicità, il più delle volte ingannevole. Operare per la crescita della cultura della qualità de cibo è un compito alto ma di grande soddisfazione per la Fidal. Un’azione di promozione e di valorizzazione dei prodotti con i marchi DOP e IGP, cioè Denominazione di Origine Protetta e Indicazione Geografica Protetta, che tradotti nelle varie lingue stanno a significare un patrimonio unico europeo di ben 844 DOP e IGP riconosciute. L’Italia con 177 riconoscimenti, registra una serie di primati all’interno anche delle categorie di prodotti.Quando parliamo di DOP e IGP, ci riferiamo altresì al territorio che esprime il prodotto e lo rende unico, particolare inimitabile proprio perché inimitabile è il territorio. Sta qui la necessità di difendere e valorizzare questo patrimonio che è di tutti, in primo luogo dei produttori ma anche per le garanzie che questo patrimonio offre. Ieri, oggi, con la globalizzazione le DOP e IGP aiutano il consumatore e nel momento in cui lo rassicurano e lo portano a scegliere, salvano le agricolture di qualità e i valori della ruralità dei territori. Le garanzie offerte dalle DOP e IGP stanno nella origine della qualità - conclude il dottor Di Lena - ma anche nelle regole scritte (Disciplinare di produzione) e nel rispetto di queste regole attraverso i controlli. In pratica DOP e IGP come espressione del concetto di tracciabilità. Tracciabilità, regole, controlli, essenziali per garantire il consumatore».
26/05/2009

MARATONA DEL GUSTO E DELLE BELLEZZE D'ITALIA


Fervono i preparativi della terza tappa della “Maratona del gusto e delle bellezze d’Italia” in programma il 26 maggio a Vienna (Hotel Marriot – Parkring 12a, ore 17).La presenza del campione olimpico di Atene 2004, Stefano Baldini, è una delle chicche dell’evento che tra l’altro vedrà la prima uscita internazionale del neo segretario federale Renato Montabone. Tra gli altri, hanno già comunicato la loro adesione l'Ambasciatore italiano a Vienna ed il presidente della federazione austriaca di atletica leggera.Come al solito sono previste alcune degustazioni tipiche che vedranno stavolta lo speck ed i formaggi del nord, accompagnati dalle marmellate e dal bergamotto del sud con dei sapori dal fascino indiscusso.Filo conduttore della serata, una dieta mediterranea capace di fornire piena copertura nutrizionale e nel contempo di proporre un’alimentazione facilmente assimilabile per non gravare sulla funzione digestiva non solo dello sportivo ma più in generale di tutti coloro che intendono costruire un rapporto positivo con il cibo. Insomma la dieta mediterranea come strumento privilegiato per il benessere quotidiano.Non a caso al centro dell’incontro un seminario che parlerà dei prodotti Dop. Igp e Stg, cioè delle eccellenze dell’agroalimentare italiano, un patrimonio unico che dà al nostro paese il primato in Europa e nel mondo. Infatti delle 844 riconosciute dalla Ue ben 176 sono le Dop e le Igp, prodotte nelle 20 regioni italiane. Un patrimonio di qualità e di garanzia del consumatore con il riconoscimento di un disciplinare di produzione e i controlli che questi prodotti hanno una volta riconosciuti tali. Sarà Pasquale Di Lena, l’ideatore dellla Maratona a guidare gli ospiti in questo percorso affascinante che porta oltre alla scoperta della origine della qualità dei prodotti, i territori, anche le bellezze che questi esprimono. Seguirà una degustazione guidata di alcuni dei 38 oli extravergini dop e di alcuni abbinamenti di prodotti presenti a Vienna.
Programma 3^ Tappa della Maratona del Gusto e delle bellezze d’ItaliaVienna, 26 maggio – Hotel Marriot
Ore 17 Accoglienza e registrazione dei partecipanti – Cocktail di benvenuto
SEZIONE ENOGASTRONOMIA
SEZIONE TURISMO
Ore 17.30 Sala AIncontro sui primati del gusto – degustazione olio Ore 18.15Inizio incontri con operatori / workshop
Ore 17.30 Sala BAttività di presentazione delle località italiane Ore 18.15Inizio incontri con operatori / Workshop
Ore 19 Conferenza stampa
Ore 19.30 Buffet di prodotti tipici

17 giugno 2009

LA VERITA’



Zacc- il Berlusca è infuriato “ i giornali sono spazzatura”
Bélina – si riferisce ai suoi giornali e questa è una santa verità. Finalmente!

Sarà Stefano Baldini il testimonial d’eccezione della terza tappa della “Maratona del gusto e delle bellezze d’Italia” in programma il 26 maggio a Vienna (Hotel Marriot – Parkring 12a, ore 17). Dopo aver vinto, tra l'altro, due medaglie di bronzo ai mondiali di Parigi ed Edmonton, nelle Olimpiadi di Atene ha compiuto "l'impresa", conquistando la medaglia d'oro nella maratona proprio nel luogo in cui quella corsa è nata, diventando così l'idolo e il simbolo mondiale di questa disciplina. Con Mondadori Baldini ha pubblicato “Con le ali ai piedi” e “Quelli che corrono”, due libri nei quali insegna come allenare il fisico e la mente, come vestirsi nelle diverse stagioni, che tipo di scarpa scegliere, come prevenire e curare gli infortuni, quali tabelle di allenamento seguire in base alle proprie caratteristiche, quali sono i test che funzionano veramente, e così via, fino a una guida ragionata delle principali maratone che si tengono nel mondo.Una particolare attenzione viene rivolta alla dieta, alla quale l’azzurro ha sempre prestato la massima attenzione e proprio a Vienna svelerà i suoi segreti per uno stile di vita orientato alla corretta alimentazione. Del resto l'azzurro non è nuovo a queste esperienze con Casa Italia Atletica: già a Goterborg, prima della vittoria europea, partecipò ai seminari del dottor Pasquale Di Lena (foto in basso).

Programma 3^ Tappa della Maratona del Gusto e delle bellezze d’ItaliaVienna, 26 maggio – Hotel Marriot Ore 17 Accoglienza e registrazione dei partecipanti – Cocktail di benvenuto
SEZIONE ENOGASTRONOMIA
SEZIONE TURISMO
Ore 17.30 Sala AIncontro sui primati del gusto – degustazione olio Ore 18.15Inizio incontri con operatori / workshop
Ore 17.30 Sala BAttività di presentazione delle località italiane Ore 18.15Inizio incontri con operatori / Workshop Ore 19Conferenza stampa Ore 19.30Buffet di prodotti tipici

16 giugno 2009

I vincitori assoluti di

pubblichiamo ben volentieri questo articolo del nostro amico Eustachio Cazzorla, bravissimo gionalista e sommelier


Organizzazione: Propapilla, in collaborazione con Pasquale Porcelli e Enzo Scivetti, sotto
gli auspici degli Assessorati Regionali alle Politiche Agricole e al Turismo.
Sede evento: Relais & chateau Il Melograno di Monopoli (Bari)
1) Polvanera (Gioia del Colle - BA) - Polvanera 17 2006
2) Nicola Chiaromonte (Acquaviva delle Fonti - BA) – Primitivo Riserva 2006
3) Pietraventosa (Gioia del Colle - BA) – Primitivo Riserva 2006
Vincitori distinti per batteria:
Vino Bianco da vitigno autoctono primo classificato – giuria appassionati: Polvanera
- Aùva 2008
Vino Bianco da vitigno autoctono primo classificato – giuria tecnica: I Pastini –
Rampone 2008
Vino Bianco da vitigno autoctono secondo classificato – giuria appassionati: Cantele
– Alticelli 2008
Vino Bianco da vitigno autoctono secondo classificato - giuria tecnica: La Marchesa
– Il Quadrello 2008
Vino Rosato da vitigno autoctono primo classificato – giuria appassionati: Rivera –
Pungirosa 2008
Vino Rosato da vitigno autoctono primo classificato – giuria tecnica: Paolo Leo –
Fuxia 2008
Vino Rosato da vitigno autoctono secondo classificato – giuria appassionati: Santi
Dimitri – Aruca 2008
Vino Rosato da vitigno autoctono secondo classificato - giuria tecnica: La Marchesa
– Il Melograno 2008
Nero di Troia primo classificato – giuria appassionati: Santa Lucia: Riserva le More
2006
Nero di Troia primo classificato – giuria tecnica: Valle dell’elce – Essenziale 2008
Nero di Troia secondo classificato – giuria appassionati: Agricola Tarantini –
Petrignana 2007
Nero di Troia secondo classificato - giuria tecnica: Fujanera – Arrocco 2008
Negroamaro primo classificato – giuria appassionati: Apollonio – Divoto 2001
Negroamaro primo classificato – giuria tecnica: Cantine Menhir - Salice Salentino
2007
Negroamaro secondo classificato – giuria appassionati: Candido – Duca D’Aragona
2003
Negroamaro secondo classificato - giuria tecnica: Palamà – Mavro 2007
Primitivo primo classificato – giuria appassionati: Morella – La Signora 2005
Primitivo primo classificato – giuria tecnica: Ferri – Purpureus 2007
Primitivo secondo classificato – giuria appassionati: S. Maria del Morige –
Settantasei 2007
Primitivo secondo classificato - giuria tecnica: Fatalone – Primitivo Riserva 2000
Aglianico del vulture primo classificato – giuria appassionati: Cantine del Notaio –
La Firma 2006
Aglianico del vulture primo classificato – giuria tecnica: Macarico – Aglianico del
vulture2006
Aglianico del Vulture secondo classificato – giuria appassionati: Lucania – Grifalco
2006
Aglianico del Vulture secondo classificato - giuria tecnica: Lucania – Grifalco 2006

14 giugno 2009

ZACC E BELINA


I BUGIARDI
Zacc- anche Gheddafi giustifica tutto con le bugie
Bélina- chi va con lo zoppo impara a zoppicare

PYONGYANG
Zacc – la Corea del Nord ha un pazzo a governo
Bélina- vuoi dire che non c’è da lamentarsi se noi abbiamo papi

LA TENDA
Zacc . ha tolto la tenda
Bélina. Ed ora come faremo soli con Berlusconi?

OSTAGGI DELLA IMBECILLITA’
Zacc- i bambini di figli di clandestini non possono andare al mare con i loro compagni di scuola
Bélina- diventano ostaggi della Lega

D’ALEMA
Zacc- non ho capito il ruolo di D’Alema
Bélina- il Bonaiuti di Gheddafi

13 giugno 2009

La questione Breasola e le denominazioni di origine


Carne bovina scaduta dell’Uruguay destinata alla produzione di Bresaola Igp Valtellina. Un serio problema da affrontare, ma le azioni di controllo non affossano, semmai esaltano il significato e il valore delle denominazioni Dop e Igp

Ho appena finito di leggere un lungo articolo sulla scoperta, in un salumificio in provincia di Milano, di carne bovina scaduta proveniente dall’Uruguay e destinata alla produzione di Bresaola della Valtellina Igp per le aziende di questo territorio, e mi sono reso conto dell’allarme che questa scoperta può suscitare e di come essa possa imbrattare l’immagine di un prodotto e del suo territorio di origine e quella dei produttori e trasformatori onesti.Ma è proprio questo risultato ottenuto dai controlli del Ministero a mettere ancor più in rilievo il valore e il significato delle denominazioni di origine, soprattutto per ciò che riguarda la garanzia offerta al consumatore.Pensare, come fanno alcuni, che basta indicare la provenienza italiana della materia prima impiegata per risolvere il problema, è solo un modo che porta a banalizzare una questione di primaria importanza. La soluzione è stata trovata dalla Ue, con i suoi regolamenti 2081 e 2082, oggi aggiornati dal 509 e 510 del 2006, e sta nelle denominazioni e indicazioni geografiche protette. Ben 844 nella Ue, di cui 177 (21%) i riconoscimenti italiani.Si tratta di rafforzare questa strategia della qualità dei prodotti agroalimentari italiani ed europei,soprattutto con politiche di marketing adeguate, sapendo che dietro ogni prodotto dop o igp c’è un territorio con i suoi valori storico-culturali, paesaggistico-ambientali, produttivo-tradizionali, che nessuno può mai riuscire a imitare ma solo a falsificare, fino a quando, però, il consumatore non è informato e fino a quando gli accordi tra i governi non portano alla completa salvaguardia e tutela della origine di un prodotto.In questo modo si dà spazio alla libertà di scelta del consumatore, che è una questione di civiltà, e alla possibilità di essere garantito della qualità che un prodotto dop e igp è in grado di esprimere. Si tratta, come dice, il Presidente della Cia Politi, che è anche presidente del Comitato Mediterraneo della Fipa, di porsi “l’obiettivo di fornire un reale sostegno alle produzioni di qualità, di definire ancora meglio le regole di origine, di proteggere le denominazioni e le indicazioni geografiche” e- mi permetto di aggiungere- di promuovere e valorizzare queste eccellenze, dando ad esse tutto lo spazio che meritano per coinvolgere tutti i produttori, in modo da avere quantità sufficienti per affrontare il mercato, e di portare questi produttori a intensificare il dialogo con i consumatori.Sapendo che le eccellenze riguardano tutti i paesi della Unione europea e che, in questo modo, campagne di comunicazione e informazione su queste produzioni hanno un comune obiettivo: 1. garantire produzioni di qualità che vuol dire un futuro alla nostra agricoltura, visto che sono le uniche che può mettere a disposizione di un mercato globale. Una realtà che vede la crescita del numero delle bocche da sfamare e la forbice aprirsi sempre più tra chi ha la possibilità di mangiare e spendere per farlo nel modo migliore e chi non ha questa possibilità; 2. garantire il consumatore nelle scelte che va a fare per assicurarsi, con un’alimentazione corretta e sana, salute e benessere.Una scelta culturale, di grande civiltà come dicevo poco prima, ma anche una grande opportunità per la nostra agricoltura; i coltivatori, in particolare i giovani; i territori che, con questi testimoni importanti, possono essere valutati meglio sotto l’aspetto turistico; i consumatori che, oggi più che mai, hanno bisogno di certezze.Nel caso della Bresaola, il fatto che aziende della provincia di Sondrio (unico territorio indicato per la sua produzione), si rifornissero di bresaola preparata da un’azienda in provincia di Milano, testimonia che le tentazioni degli imprenditori poco onesti sono sempre più all’ordine del giorno in un mondo dove delinquere a volte viene propagandato dai media come un segno di intelligenza e, comunque, di furbizia o di saper fare. Ma è anche vero che quando ci sono indicazioni precise e regole da rispettare con i giusti controlli, questi delinquenti vengono allo scoperto e, speriamo, puniti severamente per il grave danno arrecato ad un prodotto di straordinario valore.Ecco, i controlli. Una necessità di cui non se ne può fare a meno e che, per l’importanza che rivestono nel percorso della tracciabilità, non possono essere affidati, almeno in questa fase e, comunque, ancora per lungo tempo, a privati, visto che il pubblico ha lavorato bene e, come dimostra l’operazione Bresaola, ha portato allo scoperto malfattori e delinquenti cosi come in altre decine di situazioni similari. Grazie alle regole scritte ed ai controlli previsti dalle Denominazioni e indicazioni geografiche. Ecco perché continuiamo a insistere con il Ministro, on. Zaia, a soprassedere sulla decisioni di voler affidare ad un’agenzia esterna quello che sta facendo con importanti risultati, il suo ministero.
di Pasquale Di Lena 13 Giugno 2009 TN 23 Anno 7

“Bere bene, per bere poco”.

I valori del vino si fondano su idee ben solide
Per smarcarsi dall'ondata di neoproibizionismo, ci vogliono soluzioni credibili. L’educazione al bere consapevole per prevenire abusi è la strada maestra. E così un'antica iniziativa di Pasquale Di Lena per l'Enoteca Italiana di Siena è stata oggi ripresa dall'Unione italiana vini

L’Unione Italiana Vini, l’associazione di categoria più rappresentativa nel mondo del vino, ha diffuso un comunicato (puntualmente pubblicato da Teatro naturale la settimana scorsa: link esterno), che riporta la proposta del suo Presidente, Andrea Sartori, di una “Scuola di educazione al gusto” che, attraverso analisi sensoriale e percorsi didattici on-line conduca i ragazzi alla riscoperta delle emozioni, che offre il vino con i suoi colori, profumi e sapori, ma, anche, l’invito al Ministero delle Politiche Agricole, a quello della Salute, della Gioventù e della Pubblica istruzione a dar vita ad un tavolo permanente sul “bere consapevole”.La lettura del comunicato mi ha fatto tornare indietro di qualche anno, precisamente nel 2002, quando ho predisposto e messo a disposizione dell’Enoteca Italiana di Siena, che allora dirigevo, il progetto esecutivo “Vino e Giovani” e realizzato, a sostegno dello stesso, l’idea della “formazione a distanza”. Con queste due iniziative la nobile istituzione senese confermava quella sua caratteristica, ereditata dall’esperienza dell’Ente Nazionale Mostra Vini tipici e di pregio, nato nel lontano 1933, di anticipare i tempi e di segnare, selezionando e promuovendo la qualità, soprattutto quella contrassegnata dalle doc e docg.Oggi, l’Enoteca Italiana di Siena, con la riproposizione del progetto “Vino e Giovani”, torna in mezzo ai giovani, che hanno più di 18 anni, per riprendere il dialogo interrotto nel 2005, con le Viniadi, un vero e proprio Campionato Nazionale Degustatori non Professionisti, in programma in questi giorni, nelle 20 regioni italiane. Domenica ho avuto modo di seguire le Viniadi che si sono svolte presso la bellissima enoteca “Terra mia” che Bobo, straordinario cuoco famoso soprattutto per la sua cucina a base di pesce, ha realizzato di fronte al suo ristorante Ribo nel Comune di Guglionesi in provincia di Campobasso.Ho avuto modo, così, di registrare il successo della gara che si è svolta in Molise e di verificare la bravura dei tre vincitori che parteciperanno ad una delle due semifinali, in programma a settembre in una regione del centro sud.Un’età media di trent’anni, con una significativa presenza femminile, a dimostrare l’interesse della donna per il vino.Il successo, dicevo, della gara dell’altro giorno nel piccolo Molise, ha confermato la bontà dei risultati ottenuti dalle Viniadi nelle due precedenti edizioni, proprio nel senso della educazione al bere consapevole, dimostrando che il vino, quale espressione importante del territorio e, quindi, di una cultura e di una storia, è la sola bevanda che può raccontare ai giovani il valore ed il significato della sobrietà.Così mentre l’Unione italiana vini, alla fine della settimana scorsa, lanciava, con un comunicato stampa, la sua proposta di una “Scuola on-line di educazione al gusto”, l’Enoteca Italiana rilanciava il suo progetto “Vino e Giovani” con la singolare gara “le Viniadi” , riservata agli eno-appassionati non professionisti per vivere, attraverso di essa, l’emozione di una degustazione.In pratica la proposta Uiv richiama “Vino e Giovani”, visto che questa iniziativa, pensata anni fa, si è posto come obiettivo, la sobrietà, cioè il consumo moderato e consapevole del vino attraverso la formazione e la informazione, puntando sugli aspetti che il territorio esprime, che, come prima dicevo, sono la storia e la cultura di questo prodotto simbolo del “Made in Italy”, ma anche ambiente, paesaggio, tradizione, gastronomia.Elementi che fanno del vino è uno straordinario protagonista, tant’è che, diversamente da tutte le altre bevande, compresa la birra, esso diventa occasione di convivialità, che in un modo dove l’urlo sostituisce il silenzio, vuol dire dialogo, il modo migliore di stare insieme e fare comunità. Sta qui, in questa sua capacità, il successo registrato, nelle due precedenti edizioni, da “Vino e Giovani” nel suo rapporto con le nuove generazioni, che, non a caso, ha come messaggio “Bere poco, per bere bene” o, se si vuole, “Bere bene, per bere poco”, cioè l’invito alla moderazione per cogliere il valore della qualità, che solo l’origine dà.E, non volendo dimenticare, l’educazione a distanza portata avanti dall’Enoteca, chiedo: ha significato creare doppioni? Non sarebbe meglio, visto il ruolo ed il prestigio delle due istituzioni, aprire un dialogo per vedere come collaborare per il raggiungimento di un obiettivo comune, che è quello della educazione al bere consapevole per prevenire gli abusi e godere, così, i piaceri del vino?Dico questo perché so che l’esperienza maturata dall’Enoteca con “Vino e Giovani” è, diventata, un esempio alto di comunicazione istituzionale, un patrimonio importante, che ha ancor più significato se messo a disposizione di quanti operano nel mondo del vino e per il vino. Cominciando subito a collaborare si arriva prima alla istituzione di un tavolo permanente sul “bere consapevole”, che riguarda l’intero mondo dei consumatori, soprattutto quelli giovani che, se protagonisti, sanno apprendere, attraverso il vino, il valore della sobrietà.
di Pasquale Di Lena 13 Giugno 2009 TN 23 Anno 7
I PIZZINI
Zacc- 21 dell’opposizione hanno votato con la maggioranza
Bélina- 21 pizzini
LA DEMOCRAZIA
Zacc- l’intervento di Gheddafi in Campidoglio riguardo alla democrazia…..
Bélina- posso assicurare che non è venuto a fare il portavoce di Berlusconi

10 giugno 2009

KAKKA’


ZACC – Kakà è del Real Madrid
Bélina- gli spagnoli lo sapevano prima delle elezioni. I milanisti e gli italiani il giorno dopo.

LE PALLE
Zacc – sai qual’è la differenza tra La Russa e Fini?
Bélina – il primo ha il vizio dell’inchino, il secondo ha le palle rotte

LA VITTIMA
Zacc – si sente calunniato
Bélina – gli italiani che l’hanno votato appagati

9 giugno 2009

"Bere poco, per bere bene" alla base del successo delle Viniadi all'Enoteca "Terra mia" di Guglionesi



E' questo l'obiettivo di due importanti istituzioni nel mondo del vino: l' Unione Italiana Vini, l'associazione di categoria più rappresentativa nel mondo del vino e l'Enoteca Italiana di Siena, l'istituzione che, sin dalla sua nascita, nel 1960, ha segnato in profondità il futuro del vino italiano, selezionando e promuovendo la qualità, soprattutto quella contrassegnata dalle doc e docg..L'Unione Italiana Vini, con la proposta di questi giorni, lanciata dal suo Presidente, Andrea Sartori, di una "Scuola di educazione al gusto" che, attraverso analisi sensoriale e percorsi didattici on-line conduca i ragazzi alla riscoperta delle emozioni che offre il vino con i suoi colori, profumi e sapori, ma, anche, con l'invito al Ministero delle Politiche Agricole, a quello della Salute, della Gioventù e della Pubblica istruzione a dar vita ad un tavolo permanente sul "bere consapevole".Una proposta che riprende le finalità del progetto "Vino e Giovani", che ha impegnato l'Enoteca Italiana dal 2003 al 2005 ed, oggi, di nuovo in azione con il rifinanziamento da pare dl Mipaaf, e l'iniziativa ad esso collegata della Formazione a distanza che ha coinvolto già migliaia di giovani. L'Enoteca Italiana di Siena, con la riproposizione del progetto "Vino e Giovani", che ho avuto il piacere di pensare e scrivere nel 2002, quando dirigevo questa nobile istituzione, torna in mezzo ai giovani per riprendere il dialogo interrotto da qualche anno. Un progetto, questo, che, nelle sue due precedenti edizioni, ha raccolto, grazie anche alla formazione a distanza, risultati interessanti proprio nel senso della educazione al bere consapevole, dimostrando che il vino, quale espressione importante del territorio e, quindi, di una cultura e di una storia, è la sola bevanda che può raccontare ai giovani il valore ed il significato della sobrietà.Così mentre l'UIV, alla fine della settimana scorsa, lanciava questa sua proposta con un comunicato stampa, il Molise ospitava, presso la bella Enoteca di Bobo "Terra mia", a fianco al suo ristorante "Ribo" di Guglionesi, la manifestazione nazionale che ha coinvolto e reso protagonisti migliaia di giovani, con una singolare gara "le Viniadi" , riservata agli eno-appassionati non professionisti per vivere, attraverso di essa, l'emozione di una degustazione.Un vero e proprio Campionato Nazionale Degustatori non Professionisti, in programma nelle 20 regioni italiane, al quale partecipano i giovani che hanno compiuto il 18° anno di età , ma anche gli ultra quarantenni che, però, sono esclusi dalla corsa alla palma di campione assoluto.In pratica le due iniziative, quella dell'UIV e dell'Enoteca Italiana, hanno come obiettivo, la sobrietà, cioè il consumo moderato e consapevole del vino attraverso la formazione e la informazione, puntando sugli aspetti che il territorio esprime, che, come prima dicevo, sono la storia e la cultura di questo prodotto simbolo del "Made in Italy", ma anche ambiente, paesaggio, tradizione, gastronomia.Per queste ragioni, il vino è uno straordinario protagonista, ed ecco che, diversamente da tutte le altre bevande, compresa la birra, diventa occasione di convivialità, che in un modo dove l'urlo sostituisce il silenzio, vuol dire dialogo, il modo migliore di stare insieme e fare comunità. Sta qui, in questa sua capacità, il successo di "Vino e Giovani", nel suo rapporto con le nuove generazioni, e, non a caso, ha come messaggio "Bere poco, per bere bene" o, se si vuole, "Bere bene, per bere poco", che mette in evidenza il valore della qualità che solo l'origine dà.Sono convinto, per aver vissuto in prima persona l'esperienza sopra citata, che l'iniziativa dell'UIV va a rafforzare le finalità di "Vino e Giovani" , e ciò, soprattutto se c'è la collaborazione tra le due istituzioni, non può che dare risultati positivi, sia per ciò che riguarda l'uso moderato e consapevole del vino che la centralità di questo testimone illustre dei nostri territori più significativi sotto l'aspetto paesaggistico-ambientale che storico.culturale. Non a caso straordinario richiamo turistico.Per chiudere, un augurio ai tre vincitori delle Viniadi Molise, di vincere le semifinali che ci saranno a settembre per poter partecipare, così, alle finali e contribuire alla diffusione della immagine del Molise.
p.di.lena@alice.it

I DUE BUONTEMPONI



Zacc -Ecco come ridono degli italiani che li hanno appena votati.

Bélina-è sempre così quando parlano di Fini

Lla fot è stata scaricata da Repubblica on line del 09.06.09

7 giugno 2009

SERVE L’AGRICOLTURA PER USCIRE DALLA CRISI

Riportare l’agricoltura al centro del dibattito politico e culturale serve anche per affermare le peculiarità delle nostre eccellenze agroalimentari, il significato e i valori dei territori che le esprimono, soprattutto l’origine della qualità, fondamentale per dare fiducia ad un consumatore che ha sempre più bisogno di essere garantito nella scelta del cibo. L’abbinamento “spor t- alimentazione”, creato dalla Fidal, è una straordinaria opportunità per la valorizzazione e affermazione di nostri prodotti sul mercato globale.

Un grande quadro senza la cornice perde di valore e la stessa cosa succede se la cornice non è adeguata al valore ed alla bellezza del quadro.
Cerco di spiegarmi. In questi anni di lento e costante abbandono della agricoltura, bisogna ringraziare il vino ed altri prodotti testimoni dei nostri territori, se dell’agricoltura si è continuato a parlare, lasciando accesa una piccola fiammella nel campo della cultura di questo nostro Paese, che, dispiace dirlo, si è andata restringendo sempre più da qualche anno a questa parte.
Anzi, mentre questo campo riduceva la sua sperficie e registrava una perdita netta di attenzione per la nostra Agricoltura ed il mondo rurale, questi prodotti hanno svolto un’azione di recupero di questa perdita, riuscendo, perfino, a diventare testimoni , “genius loci”, dei territori che li esprimono, in quanto origine della qualità.
E’ il tempo in cui si affermano le denominazioni di origine, sia quelle controllate e/o garantite, riguardanti i vini, soprattutto dopo l’approvazione della legge 164, che apporta modifiche al Dpr 930 del 1963, quello che apre alla grande qualità i nostri vini, e le denominazioni si estendono, con le Dop, e Igp regolamentate dall’Ue, agli altri prodotti dell’agroalimentare italiano. Il risultato è, nel corso di qualche decennio, la creazione di un quadro delle eccellenze, davvero straordinario, che, oggi, dà al nostro Paese un primato, in Europa e nel mondo, significativo in quanto a qualità dei prodotti ed alla tracciabilità della stessa. E non solo, primati anche nel campo del biologico e della biodiversità, che, nell’insieme, anticipano temi che sono, oggi, di grande attualità, quali la garanzia richiesta dal consumatore; la sostenibilità ambientale; la corretta e sana alimentazione; il significato ed il valore del territorio; la scelta del destinatario dei nostri prodotti, cioè quale consumatore privilegiare nella prospettiva, non lontana, di un mondo che deve conciliare la perdita di terreno agricolo con la crescita della popolazione.
Per fortuna, grazie alle istituzioni, e, soprattutto, ai dirigenti e burocrati di queste istituzioni, a partire dal Mipaaf e dalle Regioni; ai produttori lungimiranti ed ai loro consorzi; ai tecnici ed alle organizzazioni professionali e cooperative, il quadro che abbiamo di fronte oggi è rappresentativo di risultati, in molti casi esaltanti, che, sicuramente, avrebbero avuto maggiore attenzione se il quadro avesse trovato la sua naturale cornice, l’agricoltura e il mondo rurale, già attrezzato di politiche e strategie adeguate a trainare e velocizzare questo processo.
Non sono bastati, quindi, questi risultati né i tanti proclami, di questa o quella organizzazione, a riportare l’agricoltura e lo sviluppo rurale al centro del dibattito economico. C’è voluta la crisi, globale e locale, per far riflettere - se si vuole fare della situazione attuale una necessità da trasformare in virtù - sulla centralità dell’agricoltura, per renderla fattore strategico, quindi decisivo del cambiamento di cui il mondo e l’Italia hanno bisogno.
Tant’è che, ultimamente, il settore primario è tornato a interessare l’agenda politica, con iniziative di grande interesse. Prima fra tutte il vertice dei Ministri dell’Agricoltura del G8, tenutosi qualche settimana fa in provincia di Treviso, voluto dal nostro Ministro, On. Zaia, con la dichiarazione finale che farà parte dell’agenda del prossimo G 8.
Seguendo il recente G8 Agricoltura e, soprattutto, leggendo la Dichiarazione finale di questo importante vertice, posso dire che c’è la volontà di ridare al quadro una cornice, ancora più preziosa del passato, nel momento in cui l’agricoltura e lo sviluppo rurale, con la sicurezza alimentare, vengono posti al centro del dibattito politico internazionale e della crescita economica sostenibile. In pratica torna l’agricoltura quella attività produttiva nobile ed importante e, come tale, di grande attualità con la sua capacità, unica per la verità, di mettere a disposizione dell’uomo il cibo di cui ha bisogno.
Personalmente ho colto, in questa dichiarazione, la necessità e, insieme, il significato di una nuova cultura che, voglio augurarmi, sia la base di una rinascita di un settore che serve al nostro Paese per programmare il suo futuro, e dare, attraverso i suoi primati nel campo della qualità e biodiversità, quel ruolo che le spetta nel panorama internazionale, di punto di riferimento del consumatore. Un consumatore che ha sempre più bisogno di essere garantito nelle scelte, sapendo che una corretta alimentazione è tanta parte del suo stato di salute e di benessere.
Far conoscere i risultati che sono alla base dei primati che offre la nostra agricoltura, così come sta facendo la Federazione dell’Atletica leggera italiana – lo sottolineavo nel precedente articolo - con la sua scesa in campo con la organizzazione della “Maratona del Gusto e delle Bellezze d’Italia”, vuol dire far crescere e le azioni di marketing. Soprattutto se si pensa che la Fidal, con questa sua iniiativa, ha aperto le porte ad altre realtà del mondo dello sport, dando risalto ad un abbinamento “alimentazione e sport”, che vive da sempre ed, ora, può dare risposte nuove ad un mondo, quello agricolo, che ha bisogno di amici, prima ancora che di programmi e sostegni.
p.di.lena@alice.it
Pubblicato sul mensile "Chianti - le Terre del vino

VOLI DI STATUS di Bandanas


GOLA PROFONDA
ZACC- la Santanchè ha detto tutto a Libero
Bélina – che è becco e bastonato.

VESPA A VESPA di Bandanas


RUFFIANA
ZACC- si può dire che la Santanché è una ruffiana
Bélina- No, però porta le calze rosse

IL SERVO DI PRIAPO di Ro Marcenaro


CORNA E CORNUTI
Zacc – Bossi gli ha detto di abbassare i toni nei confronti della magistratura
Bélina – il bue che dice a te che sei cornuto

5 giugno 2009

ALLE AZIENDE VITIVINICOLE MOLISANE

Caro produttore,
non ritengo si possa accettare che uno venga maltrattato e infamato solo perché esprime liberamente il proprio pensiero ed ha il buon senso di farlo conoscere agli altri.
Mi è stato riferito dell’incontro tra i produttori di vino che c’è stato l’altro ieri per discutere la questione Tintilia, nel corso del quale c’è chi ha insinuato, trovando ascolto in qualche altro, che io mi sono messo a disposizione non si è ben capito di chi. Insomma sarei un venduto.
In verità, pensavo fosse mio preciso dovere, come di tutti quelli che hanno a cuore il proprio territorio e la propria identità, difendere quello da tutti definito il vino del Molise, la Tintilia.
E’, come molti di voi sanno, da oltre trent’anni che ho preso a cuore questo vino, mio perché del mio Molise, fino a recuperarlo e, con l’aiuto di altri, a riportarlo quello che è sempre stato il testimone della vitivinicoltura molisana. Ecco perché ho scritto l’articolo “Giù le mani dalla Tintilia”, che ha tanto colpito chi aveva già deciso di spezzettare la sua immagine d grande vino rosso (tinto) in altre tipologie che non riguardano neanche minimamente la sua tradizione, e impoverire, così, l’intera vitivinicoltura molisana. Un’azione impropria e perdente per la Tintilia, che - è giusto sottolinearlo - pochi conoscono ma che ha in sé le potenzialità per affermarsi.
Un articolo ripreso da Michele Tanno che, a giusta ragione, può essere considerato il padre di questo prezioso vino, e il presidente della CIA provinciale di Campobasso, Dino Campolieto.
Sono stato anche insultato, ma per evitare di aprire polemiche che non servono a nessuno, non ho risposto, facendo finta di non capire e chiudere così la questione.
Continuerò nella mia azione di difesa della “Tintilia del Molise” o “Molise Tintilia”, perché trovo un grave errore questa azione di spezzettamento della sua immagine, mentre sono da prendere in considerazione tutte le iniziative che portano a rafforzarla. Per esempio considerare “classico” il vino Tintilia che viene dal territorio attuale, che è quello tradizionale, per lasciare all’intero territorio della Doc “Molise”, la possibilità di produrre Vino “Tintilia”. Come pure pensare a costruire il percorso per portare la Doc “Tintilia del Molise” a Docg.
La tradizione, come si sa, è un elemento fondamentale per avere il riconoscimento doc ed è giusto che sia così, altrimenti il primo che si alza la mattina può inventare il proprio vino, in considerazione, anche, che la denominazione, in quanto riferimento ad un preciso territorio, è proprietà di tutti e non solo dei singoli produttori. Aspetti che saranno posti all’attenzione di chi avrà il compito di promuovere una pubblica audizione.
Vi ringrazio per l’attenzione e mi scuso per averla richiesta, ma come ognuno di voi può ben capire, non è giusto che uno venga insultato e offeso in modo gratuito e, ciò che più conta, non è giusto che si distrugga un bene prezioso, da curare nei minimi particolari, perché esso dia sempre più risposte di grandi soddisfazioni a voi ed al nostro Molise.


Distinti saluti
Pasquale Di Lena
Larino, 05.06.09

3 giugno 2009

L'E' TUTTO DA RIFARE



Voler far credere, come prima cosa, che i giornali del mondo che parlano della sua storia o meglio delle sue storie, compreso il “The Times”, il più titolato giornale del mondo, sono ispirati dalla sinistra italiana e, poi, che gli attacchi che arrivano da questi giornali stanno a significare un complotto internazionale vuol dire che non ci sta più con la testa. Ha ragione Veronica che lo dice da tempo. A proposito di Veronica c’è da segnalare l’intervento della signora Santanché che, sullo stesso giornale – con Feltri direttore che ha messo in prima pagina le tette fuori della moglie dell’editore - ha dato di puttana a Veronica affibbiandole un amante giovane e prestante che è sempre a portata di mano e mentre dichiarava fedifraga la Veronica, senza volerlo, ha dato del cornuto a Berlusconi. Ma non c’è di che meravigliarsi, neanche il Vaticano lo fa, visto che fra quelli che hanno troppi soldi e, spesso, non hanno niente da fare, la puttana e il cornuto convivono magnificamente bene a tal punto che nessuno si vergogna se tutti lo sanno. Anzi! E’ una notizia che fa parlare i giornali e questo, il più delle volte, fa aumentare i voti e/o gli affari. Ricordate la storia di qualche mese fa delle due straricche tedesche che hanno sborsato milioni di euro per non essere ricattate dall’amante al quale si erano date? Milioni di euro tolti dalle tasche degli operai delle loro fabbriche, dalle tasse non pagate, dalle tangenti prese o date.Signore di mariti cornuti perché sposate e soprattutto madri di figli che domani faranno, sempre che continuino ad essere ricchi, come i genitori perché la ricchezza non ammette vergogna e, tantomeno, rimorsi. Diceva una donna ricca che, con i soldi, l’unica cosa che non ti puoi comprare è la pazzia.E’ così che continuano a franare i valori e a rendere tutti tanti piccoli Berlusconi, perché non sono proprietari di ville o di giardini di piante grasse, non hanno guardie del corpo che, come dice la “Santa a ché” (anche questa signora che si mette a fare la ruffiana!), consolano la moglie e lui, per dispetto solo per dispetto, si mette a organizzare, nella villa più lontana, feste con uomini nudi e ragazzine in topless. Solo per dispetto. Se poi ha deciso di tagliarselo non è dato sapere, ne ci interessa e tantomeno ci può preoccupare come ci preoccupa la sua natura di onnipotente e di bugiardo.Ma anche quella di ispirare Feltri e un suo giornale, nel momento in cui non si ribella per come tratta la moglie e la presenta ai lettori arrabbiati di aver detto cose che scrostano il volto del loro idolo, sempre più un mito. Evidentemente i sondaggi o Gelli gli hanno suggerito che portare le corna ed essere marito di una donna che è una poco di buono, produce consensi da parte di chi si trova nelle stesse condizioni.Lo stesso giornale, insieme agli altri dello stesso editore, le sue televisioni e quelle che sue non sono, dicono che sono vicende private, talmente private che stendono al balcone i panni sporchi non lavati in casa. Vicende private da raccontarle con una dose elevata di bugie, nel salotto di Bruno Vespa.Riteniamo che la privacy debba essere rispettata. Ma nel momento in cui uno non ha rispettato questa privacy e va raccontando in giro cose non belle, c’è un solo modo, per un uomo pubblico che dovrebbe mostrare, sempre, di essere trasparente, per smentire le insinuazioni ed è quello di fare vedere e non di sequestrare le foto oggetto di reato.Un uomo pubblico, soprattutto, quello che ha la responsabilità di governare un paese, non può invocare la privacy, perché ciò fa pensare che vuole nascondere qualcosa che i cittadini devono sapere per poi esprimere ognuno il proprio giudizio.E poi non si può dire e, subito dopo smentire, mettendo a dura prova i capezzoni, i gasparri, i bonaiuti e tutti gli altri tappetini quotidiani. È vero che hanno famiglia, ma non è giusto, anche loro, da come appaiono sono uomini.
U faùneie

SOLIDARIEA' CON RISERVA

SOLIDARIETA'
In un mondo dove il consumismo brucia anche i valori e prevale l’egoismo, la solidarietà non è di grande attualità, proprio nel momento in cui c’è maggior bisogno di pensare all’altro e di essere generoso con lui. Solidale con chi ha il coraggio di dire le cose come stanno, anche quando le dice in modo grezzo, ma sufficiente per capire come esse stanno. Parliamo del sindaco di Ururi quando dice, di fronte al rinnovo della carica del Presidente dell’Unione dei Comuni del “Basso Biferno”, stabilito sulla base di una rotazione, che “i requisiti necessari per essere designati non sono l’onestà politica, la difesa degli interessi dell’intero territorio o l’impegno, ma quello di far parte della corte di Michele Iorio, Vitaglianizzarsi e farsi levare il malocchio dal grande Bellocchio (in verità il malocchio l’ha provocato al territorio del Basso Molise da quando si è messo a dialogare con la destra, da sinistra, sostenendo il suo paesano e altri), frequentare la stanza dei bottoni del Cosib e del suo presidente Del Torto (comunione e liberazione), tenere lontani, come fossero degli “appestati” i sindaci di Termoli, Campomarino ed Ururi ed il Presidente della Provincia”.Una denuncia forte, che merita un’amplia riflessione su come si muovono i personaggi della politica di questo Molise, il trasformismo strisciante e l’inciucio imperante per mantenere a galla una realtà che fa acqua da tutte le parti e che risponde solo agli interessi di pochi manovratori ed alla schiera di mendicanti che questi manovratori, furbi e chiusi entro scafandri di potere, attorniano.E così una stupenda idea di aggregazione di realtà locali, essenziale per dialogare, progettare e programmare insieme il territorio, si è trasformata nell’ennesimo centro di potere che, con le buone maniere o con la forza, si deve adattare alla realtà imperante e seguire, come una foglia, il corso del fiume. Chi non si adegua viene costretto a farsi da parte e chi parla, e non è d’accordo con le regole che la politica si è data in questi ultimi anni, qual è quella della pazienza e della connivenza, viene punito con il marchio di “appestato” come dice bene il sindaco di Ururi.Tutti sanno tutto e tutti sono d’accordo, tant’è che viene bollato subito come un rompiballe chi non sa o sa e vuole capire, solo perché pone della domande o prova a fare qualche ragionamento sensato e coerente (guai! Si può morire fulminati dalla nostre parti, dove non è lecito pensare ma obbedir tacendo).Il sindaco di Ururi che, per turnazione, aveva il compito di presiedere l’Unione, deve aver commesso più di qualche errore e così è stato fatto fuori. Gli è stato preferito il buon sindaco di Petacciato - un trasformista ante litteram, quello che ha aperto un percorso imparando prima di altri il salto della quaglia - perché funzionale alle grandi manovre, da tempo avviate, con il prezioso contributo dell’Unione e grazie al malocchio che ha toccato il nostro basso Molise.Vedi l’adesione di molti comuni al Cosib, compreso il comune di Ururi, e, solo ultimo in ordine di tempo, il comune di Larino che ha dovuto ritrovare una maggioranza di centro destra per fare un atto rifiutato da quarant’anni. Larino Viva esprime la sua solidarietà al sindaco Cocco, ma con riserva, in considerazione di questa adesione al Cosib del Comune di Ururi. Una riserva che verrà tolta nel momento in cui il sindaco di Ururi decide la uscita dal Cosib del suo Comune e invita gli altri sindaci a fare la stessa cosa, visto che è tutto lì il nocciolo del problema ed è lì che si decide il futuro del Molise. Soprattutto del Basso Molise, con i terreni opzionati dal disegno folle di nuove centrali nucleari, che serve solo ad appagare gli appetiti di chi le andrà a costruire e di chi intorno si sta dando da fare per raccogliere gli spiccioli, svendendo il nostro patrimonio più importante, il territorio. Cioè il nostro bene, la nostra identità, il futuro dei nostri giovani e di questo amato Molise.Faccia questo se vuole dare davvero fastidio a tutti quelli che meritano di essere disturbati per quello che fanno. Un volantino o la scelta del digiuno, a soggetti, prima nominati, stuzzica ilarità e sarcasmo.
Larino Viva