23 dicembre 2009

L'uoie, l'olio. S’ta zitte dend’u zìrre. Repóse



Tracce > Cultura

Una lirica inedita di Pasquale Di Lena, in dialetto larinese, con una foto di Giovanni Aloia
di Pasquale Di Lena
E' una lirica ispirata al libro Il respiro dell'olio, di Luigi Caricato: link esterno
Pasquale Di Lena
L’UOIE ( ZYT)S’ta zitte l’uoiedend’u zìrre.Repóse.Zitte cóme i zite èppène spesate pe nzurà.Zitte, settìle,vérde chelòr d’óre bas’te nu file pe sentì jèrv’a frésche carciòfe o pemmedóre .Respire chiàne com’a ddòre du pane.T’èrrecriie chi fasciuole, i cice, ca pizz’è màne, a ciabòtte, u sughe pì zite, i fóje, i tréje, i calàmarei paeparuóle, i melegname.Bas’te na ócce pe sazià a fame. Renfrésche u cuórpe, ogne a pèllez’émmésche cà cite pe na nzalàta frésche, sciùvele lisce ngòppe na matenèlle.Larino, 8 dicembre 2008
Nel cuore dell'olivo - foto di Giovanni AloiaL’olio ( “zyt“, come lo chiama Annibale quando, due secoli e più a. C.- seconda guerra punica – sosta sul colle di Gerione, che pendola tra Kalena e Montorio e guarda Larino).Sta zitto l’olio/nello ziro.//Riposa.// in silenzio come gli sposi /appena sposati per procreare// In silenzio,sottile/verde color dell’oro/basta un filo/per avere il sentore dell’erba appena sfalciata/del carciofo o del pomodoro//Respira piano/ come l’odore del pane// Ti dà gioia/ con i fagioli, i ceci/la pizza semplice/il ragù per i maccheroni, le verdure/la ciambotta/ le triglie, i calamari/i peperoni, le melanzane.//Basta una goccia per saziare la fame//Rinfresca l’intestino/alimenta la pelle/si mescola con l’aceto/ per condire una insalata appena raccolta/scivola liscio sulla mattonellaZyt, zit-to, zi-ro, zit-i, n- zu-rà, zit-e
di Pasquale Di Lena 20 Dicembre 2008 Teatro Naturale n. 45 Anno 6
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L’ACQUA NON HA COLORE POLITICO A LARINO

L’acqua, bene primario e indispensabile per la vita, è stata la protagonista indiscussa della serata di presentazione, svoltasi presso il Palazzo Ducale, del “Calendario delle Fonti e Fontane di Larino” e del progetto “adotta una fontana” pensato dall’Associazione Larino Viva all’interno del contenitore “Il Gusto delle Idee”.

Una serata tranquilla, come sa rendere tranquillo il tempo, il lento scorrere di un ruscello, ha messo tutti d’accordo su un bene fondamentale per la vita, l’acqua.
Dopo il saluto e l’introduzione fatta dal rappresentante di Larino Viva, Franco Sorrentino e i saluti del Sindaco di Larino, dott. Guglielmo Giardino, si è entrati subito nel vivo dell’evento con un excursus, fatto da Stefano Vincelli, sulle origini del progetto e sull’idea del calendario, legate entrambe alla risorsa acqua e alle problematiche consequenziali alla privatizzazione del servizio idrico attraverso l’approvazione del decreto Ronchi (135/09). Una problematica che passa, ed è passata, inosservata su quasi tutti media nazionali, con il bene placito del governo nazionale e di buona parte della opposizione, che ci porta a capire che le lobby, le multinazionali che lucrano sulla pelle dei cittadini, sono trasversali all’informazione e al sistema politico italiano. È stato riportato l’esempio di cosa si è verificato ad Aprilia (LT) dopo la privatizzazione dell’acqua che è avvenuta nel 2002: aumenti delle tariffe oltre il 110%, nessun miglioramento del servizio e riduzione del flusso idrico per chi, per difficoltà economiche, non ha potuto far fronte all’aumento delle tariffe.
Per questo, la necessità di sensibilizzare la società civile sulle problematiche citate, attraverso forme di partecipazione collettiva, per la riscoperta di un patrimonio storico, artistico e culturale e per la difesa di un bene vitale che deve essere a disposizione di tutti. Adottare una fontana per vivere la memoria, per tramandarla a chi verrà dopo di noi, per avere rispetto del territorio e delle risorse che ci offre e per tornare a far vivere uno dei primi manufatti civili dell’era moderna che mette a disposizione gratuitamente l’acqua. Da qui, l’idea del calendario per raccogliere sottoscrizioni volontarie e dare vita al progetto.
Successivamente, ha preso la parola Giuseppe Antonio Vincelli, catalogatore delle numerose fontane presenti nel territorio frentano e delle storie a loro collegate, allietando i presenti con il racconto di alcune di esse.
Intervento che ha preceduto quello del dott. Pasquale di Lena, che, dopo aver illustrato i presenti sul significato più ampio de “Il Gusto delle Idee” e dell’altro progetto impostato sulla “salvaguardia e valorizzazione degli ulivi secolari”, ha recitato una delle sue due poesie presenti nel calendario e narrante della Fonte Nuova (a Fòntanove), uno dei simboli di Larino.
All’apertura del dibattito, hanno fatto seguito gli interventi del prof. Picariello, che ha ricordato come l’acqua sia memoria dei tempi e descrittrice del territorio; del Sindaco di Larino, che ha ricordato l’importanza dell’acqua a Larino a partire dal tempo dei Romani, passando per il pastificio Colagiovanni e l’opera dei fratelli Battista, che, attraverso la produzione di energia idro-elettrica, portarono la “corrente” a Larino in concomitanza di quando fu fatto a Napoli e terminando con la prossima presentazione di alcuni progetti che riguardano il recupero di fonti e abbeveratoi; del consigliere comunale di opposizione Ruggero Pizzi; di Gennaro Miozza, che ha ricordato come l’acqua, al pari di una bellissima canzone, mette tutti d’accordo.
Per ultimo è intervenuto Antonio De Lellis, responsabile, per il Molise, del Forum dei movimenti per l’acqua e Direttore Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Termoli/Larino che ha ricordato l’importanza dell’acqua in Molise, una delle poche risorse di cui il Molise è ricco, dei rischi che si potrebbero correre se il servizio idrico fosse privatizzato, uno su tutti, la non convenienza economica di condurre e quindi servire i piccoli comuni di poche centinaia di abitanti, della necessità di difendere il territorio dai continui attacchi che gli vengono inferti, anche in previsione e alla luce degli ultimi accadimenti politici, della necessità di trovare aggregazione intorno a temi così importanti, senza nessun distinguo politico.
Ed ora, tutti insieme ad adottare la prima fontana.

23.12.2009
Redazione Larino Viva

RAGLI&BELATI


di Zacc e Bélina
VASELLINA
Bélina – in No di Bersani al nucleare “non ne vedo l’utilità e il senso”
Zacc – neanche noi, ma che cazzo fai come partito di opposizione?
POVERA ITALIA!
Bélina –…… e la notizia che Alfano succederà a Berlusconi?
Zacc –di male in peggio

21 dicembre 2009

PROGETTO “ADOTTA UNA FONTANA”, IL PRIMO VENUTO FUORI DA “IL GUSTO DELLE IDEE”.

PRESENTAZIONE DEL CALENDARIO 2010 DELLE FONTI E FONTANE DI LARINO E DEL

L’Associazione Larino Viva presenterà domani, 22 dicembre, alle ore 18, presso la Saletta della Giunta del Palazzo Ducale, il calendario 2010 delle Fonti e fontane di Larino, inserito nel progetto “Adotta una fontana”.
Il tema di fondo è l’acqua, con la sua storia legata alle oltre 60 fonti, fontane e sorgenti sparse sull’intero territorio comunale che, sin dall’epoca dei Romani, hanno reso questa cittadina fiorente.
L’idea, nata nel mentre il Governo Berlusconi si apprestava ad approvare il decreto Ronchi sulla privatizzazione del servizio idrico, ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla difesa di un bene che è indispensabile per la vita e sui grossi pericoli che si corrono consegnando l’acqua nelle mani delle lobby, che hanno un unico scopo, fare soldi.REDAZIONE LARINO VIVA



ACQUA, BENE COMUNE
Presentazione del calendario e del progetto
Larino - Palazzo Ducale - Saletta della Giunta - Martedì 22 dicembre 2009 ore 18.00
La cittadinanza è invitata

20 dicembre 2009

RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina




MAI
Bélina – ecco, di nuovo D’Alema. Casini ha detto che a volte ci vuole il compromesso.
Zacc – a volte!

18 dicembre 2009

RAGLI&BELATI


di Zacc e Belina
508 MILA IN MENO
Bélina - Secondo l’Istat 508 milaposti in meno nel primo trimestre. Non è violenza questa?
Zacc - Colpa di Travaglio e/o di Santoro

17 dicembre 2009

17.12.1994 A LARINO NASCE L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE CITTA' DELL'OLIO


Come oggi, nella sala conferenza del Palazzo Ducale, il saluto del Sindaco Alberto Malorni ai 17 sindaci ed amministratori di Province e Camere di Commercio, che hanno deciso di diventare soci fondatori; ad un numeroso pubblico presente e, poi, l'inizio della cerimonia di presentazione dei dieci fondamenti della Associazione, con pochi ma significativi interventi, tra i quali quello di Angela Di Niro, a raccontare la lunga storia degli oli molisani, in particolare quello di Venafro e quello "Gentile di Larino" e quello del sindaco di Imperia, l'attuale Ministro delle Attività produttive, Scajola, a parlare della oliva "Taggiasca" e della sua olivicoltura ligure.

L'intervento del sindaco di Trevi, Carlo Antonini, subito dopo la sua nomina a presidente dell'Associazione, a rimarcare i principi, gli scopi e le finalità, in particolare l'obiettivo della salvaguardia e la tutela dei territori dell'olivo e dell'olio, e quindi, della storia, della cultura, degli aambienti e dei paesaggi segnati dall'olivo, delle tradizioni impresse dall'olio di oliva.

La scoperta del Logo, l'olivina di Ro Marcenaro, e poi l'augurio di buon lavoro espresso con un lungo applauso.

Stamattina abbiamo telefonato al sindaco di Larino per ricordargli questa ricorrenza, visto che si è dimenticato di partecipare alla bella cerimonia di Spello e di inviare almeno il saluto.

Ma quella dei sindaci di Larino che si sono succeduti dopo il compianto Alberto Malorni, e che hanno fatto di tutto per cancellare questa data e, con essa, l'associazione, è un'altra storia, tutta da raccontare per capire perchè l'antica capitale dei Frentani si va riducendo a un ruolo sempre più secondario e vive una situazione di grande difficoltà.

Riportiamo l'intervento scritto che abbiamo consegnato nelle mani del Presidente Enrico Lupi, dopo averlo ringraziato per il ruolo svolto dall'Associazione in questi suoi quasi dieci anni di presidenza e dopo aver augurato alle Città dell'Olio lunga vita e sempre nuovi successi, nell'interesse di una coltivazione e di un prodotto che fanno parte della nostra identità.


I 15 ANNI DELLE CITTA’ DELL’OLIO

È successo tutto ieri e già siamo di nuovo qui, non a Larino, ma a Spello, questa incantevole città dell’olio della bella e dolcissima Umbria.

Sembra ieri quello che è successo 15 anni fa, il 17 dicembre 1994, nel Molise, e invece di tempo ne è passato, e tanto, con l’associazione che è entrata nella fase dell’adolescenza, ormai una ragazza cresciuta bene, sana, che ha dentro principi e valori che fanno sperare per il futuro, nella continuità dell’importante ruolo ricevuto.

Ma, come si sa, 15 anni sono anche gli anni che preparano alla maturità e, nella generalità dei casi, molto difficili per tutti, come in tutti i momenti di passaggio della vita.

Un mio amico tedesco, grande scienziato del cervello umano, Jürgen K.Mai, mi diceva, anni fa, che l’uomo è quello che si è formato a tre anni.

I primi tre anni dell’Associazione Città dell’Olio sono stati vissuti, sotto la presidenza Antonini e la direzione Balenzano, con grande entusiasmo, al punto di aprire quel percorso che l’ha portata a crescere ed arrivare, nelle mani del Presidente Lupi e di quanti l’hanno affiancato nel non facile compito, fin qui, con un a serie di successi segnati da iniziative e interventi, soprattutto, nel campo della cultura dell’olivo e dell’olio, molto significativi, che sono alla base della affermazione del suo ruolo in un comparto importante della nostra agricoltura.

L’olivicoltura. L’olivo e il suo olio. Millenni di storia e di cultura;
logo che esprime quella culla di civiltà che è sempre stato il Mare Mediterraneo;
filo conduttore di mille cucine, tutte quelle che oggi esprimono il mangiare più salutare, la dieta Mediterranea, dichiarata patrimonio dell’umanità;
espressione di ambienti e di paesaggi tra i più belli e i più significativi;
segno del tempo con i suoi patriarchi che arrivano fino a 4000 mila anni di età, come il padre di tutti gli olivi, quello di Lucas, vicino a Tempio Pausania, in provincia di Sassari, o, anche un po’ più giovane, solo di 2.000 anni come quello di Canino o quelli della Puglia e di altre regioni italiane; simbolo di pace;
amico grande, prezioso dell’uomo, con la sua duttilità: luce, bellezza, panacea, rito, cibo.
Cioè alimento particolare per le sue preziose peculiarità salutari.

Nonostante questo patrimonio immenso, il suo essere testimone di regioni e paesi, territori vasti o piccoli, comunque particolari, e nonostante il fondamentale ruolo, soprattutto culturale, svolto dall’associazione, l’olio è un prodotto che ancora pochi conoscono, a partire da quelli che ne sono abituali consumatori da sempre.

Oggi, ma ancor più 15/16 anni fa, quando l’associazione è stata costituita, se ricordo bene, da 17 soci con un anno di gestazione tra Campobasso e Siena, tra la Provincia di Campobasso, allora presieduta da Antonio Chieffo, e l’Enoteca Italiana di Siena, presieduta dal sen. Riccardo Margheriti.

A queste due persone, ieri come oggi, va il mio riconoscimento e, non posso dimenticare un amico di Fano, Enghels, che non c’è più, che è stato fondamentale nella fase di preparazione dell’associazione. È l’amico che mi ha portato a conoscere Carlo Antonini, sindaco di Trevi, fresco di nomina, che ha accettato di fare il Presidente e che, con capacità ed impegno, ha saputo portare in mare aperto la nave appena varata.

Nel frattempo avevo coinvolto Marcenaro, che conoscevo già da tempo, per dare all’associazione, l’olivina, quella immagine che oggi ancora ha.

Voglio, sperando di riuscire a trovare la sintesi, riportare le ragioni che mi hanno spinto a pensare e organizzare, con gli amici prima citati ed altri ancora, l’Associazione.

In pratica, com’è nata e come si è sviluppata l’idea di un’associazione di enti istituzionali, città, dedicata all’olio.

Si deve tutto all’Enoteca Italiana di Siena, perché tutto è stato fatto grazie al ruolo ed all’iniziativa di questa istituzione unica, che ha stimolato e contribuito a far vivere, negli anni ’80, il Rinascimento del vino italiano, prima e dopo il metanolo.

Senza l’Enoteca, non avrebbe preso avvio quel processo che ha caratterizzato il vino e, con il vino, il territorio, fino a rivoluzionare, sia l’uno che l’altro, nel profondo.

Quando entro, nell’agosto 1982, all’Enoteca, porto, insieme a un bagaglio di esperienze politico-sindacali, oltre che di studi, una idea che avevo sviluppato qualche mese prima, a Marsala, partecipando come relatore a un convegno sul vino. L’accoppiata “vino e turismo”, un’idea nata dall’esperienza di studente in una città del mondo come Firenze, a forte impronta turistica.

Un’idea che è subito piaciuta al mio presidente Mencaraglia e ad un altro mio maestro, Guagliumi, che mi ha aiutato a trasformarla in un programma di iniziative, a partire da un convegno che si è aperto (strana coincidenza) il giorno in cui arriva la notizia della grande tragedia del metanolo.

Una tragedia che non è qui il caso di raccontare, ma che ha scosso il mondo del vino con i numerosi scheletri nell’armadio di numerose aziende, anche le più blasonate.

Nel corso di quella giornata di lavoro l’intervento di un grande creativo, Elio Archimede, che qualche anno prima si era inventato le strade del vino del Piemonte e il sistema delle Enoteche comunali e provinciali di quella Regione.

Archimede interviene e parla del territorio e dei responsabili di questo patrimonio di storia, cultura; di paesaggio, ambiente; tradizioni; della necessità di mettere insieme i responsabili dei territori per salvaguardare, tutelare, promuovere e valorizzare questa preziosità.

Nasce immediatamente un rapporto di collaborazione che porta a coinvolgere realtà amministrative, soprattutto toscane e piemontesi, che, nell’arco di un anno, il 22 marzo del 1987, porta alla costituzione, a Siena, dell’Associazione nazionale delle Città del vino e, dopo “Vino e Turismo”, ad un serie di altri abbinamenti, che hanno fatto la fortuna del mondo del vino: vino e arte; vino e moda; vino e sport; le donne del vino; il movimento del turismo del vino, lo strumento che dà il via al turismo enogastronomico, che è diventato subito una voce importante del bilancio del Turismo.

Dopo aver diretto per cinque anni l’associazione città del vino e dopo aver lasciato ad altri questo impegno, ho pensato di rifarmi dando vita ad uno strumento che si ispirava a questa associazione, ma dalla quale si differenziava per tanti aspetti, oltre che per essere l’olio, non il vino, il grande protagonista.

Un omaggio all’olivo ed al suo olio, che è tanta parte della mia identità; un omaggio alla mia terra, nel momento in cui l’avvenimento della nascita viene svolto nella mia città e nella mia Regione, che hanno nell’olio il loro testimone principale.

Larino 17 dicembre 1994 e da quel giorno l’inizio di una storia che dura da 15 anni.

Ma non voglio chiudere questo intervento senza un accenno ai principi ispiratori dell’associazione, raccolti nella Carta dei fondamenti, dieci per non essere da meno di altri.

Il valore del territorio quale origine della qualità, ma, anche e soprattutto, quale luogo della ospitalità e delle tradizioni legate alla storia ed alla cultura espresse dall’olivo e dell’olio; alla tutela ed alla promozione dell’ambiente e del paesaggio; alla valorizzazione della biodiversità dell’olivo e della identità Dop e Igp, da poco riconosciute dalla Ue con i primi Regolamenti, 2081 e 2082 del 1992.

Il valore e il significato della conoscenza; dello studio, della ricerca e della sperimentazione; della informazione e della educazione del consumatore; della qualità dell’olio e del suo stretto rapporto con un’alimentazione sana e ricca di benessere.

Sono questi fondamenti, quelli che escludono l’associazione da ogni iniziativa commerciale, la risposta alla domanda che ha posto più volte il presidente Lupi ieri, nel direttivo e nella piacevole serata con gli amici di Spello e dell’Umbria: quali le ragioni che ci fanno stare insieme?.
I valori che caratterizzano i fondamenti dell’Associazione che hanno portato a ispirare le prime importanti iniziative: la F.E.M.O., Andar per Frantoi e Mercatini, Bimboil, il Giardino degli Olivi, l’Università dell’olivo e dell’olio del mediterraneo, la settimana degli oli di Siena.

L’Università dell’olivo e dell’olio del mediterraneo è un’idea che è stata presa in considerazione dalla Regione Molise e trasformata in progetto, ma anche da una rinomata industria olearia di Imperia, quando ha festeggiato i 25 anni della sua associazione degli assaggiatori di olio.

Il Giardino degli Olivi si è trasformato in “Olivoteca d’Italia”, un oliveto particolare che raccoglie e coltiva per una serie di finalità promozionali e di valorizzazione degli oli provenienti da 400 varietà di olivi, un patrimonio immenso di biodiversità che, se bene utilizzato, farà la grande differenza sul mercato globale nel momento in cui tutti gli altri paesi produttori non hanno la possibilità di mostrare una ricchezza simile. Si pensi: 400 varietà pari al doppio del restante patrimonio mondiale.

Un progetto che vede, da sempre, l’Associazione protagonista, insieme ad altre organizzazioni nazionali, per la sua istituzione nelle Regioni italiane, con una che svolgerà il ruolo di “Olivoteca” nazionale, al centro di una rete di strutture promozionali permanenti che è l’altro distinguo dell’agroalimentare italiano così ricco di primati.

E così che l’avventura continua e lascia pensare a nuovi successi della nostra associazione nazionale città dell’olio, alla quale non posso che rinnovare il mio augurio di buon compleanno e lunga vita.

Lunga vita a te associazione nazionale città dell’olio, grazie presidente Lupi, a te ed ai bravi collaboratori, grazie sindaci e amici amministratori di un bene, il territorio, che, nel nostro caso, l’olio rappresenta.
Un bene che è certamente identità dell’olio o del vino o di un altro prodotto, ma, soprattutto, identità di ognuno di noi, e, come tale, spetta a noi proteggere, tutelare, esprimere, valorizzare.

Spello, 05.12.09

LARINO VIVA: CON LA PRESENTAZIONE, MARTEDI’ 22, DEL “CALENDARIO DELLE FONTI E FONTANE DI LARINO”, PARTE IL PRIMO PROGETTO DE “IL GUSTO DELLE IDEE”.



È passato poco tempo dalla presentazione de “Il Gusto delle Idee”, una raccolta pensata e proposta da Pasquale Di Lena, con un opuscolo, e già il progetto “adotta una fontana” prende forma con la pubblicazione di un calendario interamente dedicato alle fonti ed alle sorgenti di Larino, selezionate insieme a Giuseppe Antonio Vincelli, detto Pinuccio, che ne ha catalogate oltre 60, sparse sul territorio di Larino, a partire dalla Fonte Nuova che fa da copertina al calendario.

Una dedica particolare a quella risorsa che è di tutti, l’acqua, e che il governo Berlusconi ha ritenuto di privatizzare debitamente.

Il calendario verrà presentato alla cittadinanza martedì 22, alle ore 18, nella Sala della Giunta del Palazzo Ducale, insieme al progetto “adotta una fontana”.

Nel frattempo prende forma una nuova idea, promossa durante gli incontri del mercoledì presso il Park Hotel Campitelli 2, ed è quella che riguarda gli olivi secolari.

Un patrimonio enorme di biodiversità, con i patriarchi che sono lì a rappresentare il tempo, quello passato che ci ha portato non solo a vivere l’oggi, ma che ci assicura il futuro, nostro e delle nuove generazioni.

Pasquale Gianquitto, da tempo, si è messo alla ricerca di questi patriarchi, convinto che, se si vuole mantenere viva la nostra identità e la memoria, c’è bisogno di essi, quali testimoni della storia dei nostri paesaggi e dei nostri territori, della cultura e delle tradizioni.

I più importanti ed i più significativi sono i nostri olivi, a partire da quelli di Portocannone, che vivono magnificamente i loro sei o, anche, sette secoli di vita, salvati dal Prof. Giuseppe Battista che li ha catalogati, per poi salutare quelli di Campomarino, Guglionesi, Larino, Casacalenda e via via nella terra degli olivi che è il Molise. Ma non solo gli olivi, anche tutti gli altri alberi coltivati e forestali, solo quest’ultimi censiti e catalogati dal Corpo forestale.

Anche l’impegno a fotografare questi patriarchi, divenuta nel tempo una vera e propria passione di Gianquitto che, se viene allo scoperto, come quella per l’acqua e le fontane, è grazie alla iniziativa di Larino Viva che ha dato spazio a “Il Gusto delle Idee”.

Merita altrettanta attenzione la iniziativa del dr. Berardo Mastrogiuseppe con la messa a disposizione de “Il Gusto delle Idee” di documenti raccolti e da lui selezionati per una storia della Filatelia fiscale, che spiega tanta parte della storia di questa Regione e del Paese, dando ragione a Benedetto Croce, che intendeva il documento come la fonte della storia.

Una serie di idee che hanno già arricchito “Il gusto delle idee”, inteso come un salvadanaio dal quale attingere per proporre e costruire il futuro di Larino e del Molise, dando spazio alla partecipazione di quanti sentono, in particolare i giovani, il bisogno di questo futuro e vogliono essere coinvolti per dare il proprio personale contributo.

Un percorso appena iniziato, che ha già tante cose da proporre e realizzare, a testimoniare la ricchezza di proposte e, insieme, di risorse e di valori che appartengono a questa nostra amata terra, essenziali per disegnare e costruire il futuro delle nuove generazioni.

Larino Viva

16 dicembre 2009

RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina




I SONDAGGI
Bélina – anch’io faccio un passo indietro come Maroni
Zacc – non mi dire che anche tu ti avvali dei sondaggi!
Pasquale Di Lena informa

SEDUTA STRAORDINARIA DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE DEI COMUNI DEL BASSO BIFERNO: NO ALLA VIOLENZA SI ALLA RESPONSABILITA’.

Una seduta straordinaria, quella di martedì, necessaria per le decisioni da prendere dopo il blocco causato dalla delibera del Comune di Ururi di modificare l’articolo 30 dello Statuto dell’Unione dei Comuni, commi 1 e 2, approvato all’unanimità nella seduta di Montecilfone e posto all’attenzione dei comuni aderenti per una presa d’atto.

La modifica proposta dal capogruppo della minoranza del Comune di Ururi e fatta propria dal Sindaco e dalla maggioranza e, come tale, votata all’unanimità, di fatto blocca il nuovo statuto dell’Unione, come ha detto nella sua comunicazione il presidente dell’Unione, Gabriele Lapalombara, se non c’è l’adesione del Comune di Ururi, così come espressa da tutti gli altri Comuni aderenti all’Unione.

In tal senso l’invito scritto a recedere dalla decisione da parte del presidente, che si è impegnato a chiarire la questione nel corso di un incontro con il sindaco e i rappresentanti della maggioranza e minoranza in Consiglio comunale.

All’inizio della seduta il Presidente del Consiglio, prendendo in esame il clima politico del Paese e ricordando la gravità di quanto è successo domenica a Milano con il ferimento del Presidente del Consiglio, on. Berlusconi, dopo aver espresso la solidarietà e gli auguri di una pronta guarigione, ha rimarcato i pericoli che corre il nostro Paese se non si pone fine alla tensione e si ritorna al confronto tra chi governa e chi svolge il ruolo di opposizione, nel rispetto delle regole e dei presidi costituzionali.

Oggi più che mai c’è bisogno di ripristinare i ruoli e di dire un No forte alla violenza, anche quella verbale, per non rivivere storie e situazioni che questo paese ha pagato a caro prezzo nel secolo scorso, a partire dal secondo dopoguerra.

La proposta rivolta ai consiglieri di fare proprie le dichiarazioni del Presidente Napolitano, che, ancora una volta ha dimostrato di essere super partes, vero garante della Carta costituzionale, è stata accolta all’unanimità dai rappresentanti dei comuni presenti.

Approvati gli altri punti all’ordine del giorno, in particolare il regolamento per il funzionamento delle due commissioni consigliari, quella della programmazione e servizi associati e quella dell’ambiente e del territorio (quest’ultimo inserito con un emendamento approvato all’unanimità) e la composizione dei cinque membri per ogni commissione, in rappresentanza dei dieci comuni aderenti all’Unione, che, nomineranno il presidente nella seduta di insediamento su convocazione del presidente Lapalombara.
p.di.lena@alice.it
Larino, 16.12.09




DICHIARAZIONI DI NAPOLITANO

"Non alimentare la tensione da entrambe le parti""Si resti ciascuno nei limiti del proprio ruolo. Il Paese deve essere governato serenamente e deve vedere affrontati i suoi tanti problemi". Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un'intervista al direttore del Tg2 Mario Orfeo. "All'opposizione spetta controllare, criticare e proporre con tenacia in un Parlamento, che come dice la Costituzione è eletto per cinque anni, quindi non si alimenti tensioni né da una parte cercando scorciatoie, né dall'altra vedendo complotti. Ciascuno faccia la sua parte restando nei limiti fissati in Costituzione".

"No al ritorno di ogni forma di violenza"
"No al ritorno di ogni forma di violenza". E' l'appello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un'intervista al direttore del Tg2 Mario Orfeo.


no a qualunque violenza
«Impediamo subito risolutamente che rinascano forme di violenza, che l'Italia in un passato non lontano ha già conosciuto e duramente pagato» ha detto Giorgio Napolitano, in un'intervista al Tg2.
«E' mia convinzione che ci sia stata una esasperazione pericolosa della polemica politica. Bisogna fermarla. E' stato colpito e ferito il presidente del Consiglio e, anche se verrà verificato che si è trattato di un gesto di uno sconsiderato, dobbiamo essere tutti egualmente allarmati». E infine, Napolitano ha aggiunto «In questo momento non ha senso che gli uni diano le colpe agli altri per il clima che si è creato. Bisogna rispettarsi reciprocamente, misurare le parole ovunque si parli».

"Italia più coesa della sua politica esasperata"
La societa' italiana si mostra ''piu' forte e coesa'' rispetto all'immagine di ''esasperato conflitto'' che da' la nostra politica. Lo sostiene il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricevendo al Quirinale gli atleti campioni in specialita' olimpiche.

"Costituzione, le modifiche siano condivise"
"La vitalità della Carta costituzionale dipende anche dalla capacità di attuarne concretamente e costantemente i valori che ne rappresentano i pilastri fondanti, senza che ciò precluda la possibilità di modificare norme della sua seconda parte, al fine di adeguarne indirizzi e istituti ai cambiamenti della società, in un percorso condiviso e attento ai complessivi equilibri istituzionali": lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Mia dolce e cara amica,

pensavo di aspettare qualche giorno prima di risponderti.
Volevo farlo ragionando sulle reazioni suscitate dal gesto, riprovevole, di una persona con difficoltà psichiche che – a detta sua- si è già pentito di quello che ha fatto.
Sono bastati pochi minuti per capire subito che gli uomini della maggioranza, quelli più accaniti, aspettavano l’occasione per aggiungere nuovo odio all’odio che hanno nei confronti di chiunque, nel modo più giusto o sbagliato, difende la democrazia e la Carta costituzionale.
Un coro di tromboni che, se danno fastidio quando suonano da soli, figuriamoci quando lo fanno tutt’insieme, approfittando delle loro televisioni che hanno gente speciale come Fede, Vespa, Minzolini e tanti altri ancora.
Capisco il tuo avvilimento e la voglia di tacere; di non animare battute per non lasciare spazio a chi poi le strumentalizza per fare, come dice e vuole Maroni, leggi speciali contro internet e le manifestazioni.
Una prova, solo una prova d’orchestra, per poi comprendere tutti quelli che sono stati elencati da Cicchito nella sua lista di prescrizione, già pronta da lungo tempo.
La violenza verbale e il dito accusatorio di questo numero della P2, fanno capire che non sono poi così casuali. Le leggi speciali comprenderanno anche “L’Asino” che il nostro Biscarozzi Primo, incazzato più del normale, cerca di animare anche con le nostre collaborazioni.
Un modo per chiudere la bocca e azzerare l’opposizione a chi lascia che si chiudano le fabbriche perché si spostino in altri paesi, insieme ai capitali; a chi mette in mezzo alla strada migliaia di famiglie; a chi lascia scappare i nostri migliori cervelli altrove e pone la scuola nelle condizioni di non esprimere più il sapere, la cultura; a chi lascia spazio alla speculazione; reintroduce il nucleare; privatizza l’acqua ( ci pensi, privatizza l’acqua!); alla libera stampa ed alla libera televisione, alla magistratura.
E tu ti vuoi pentire solo per aver fatto una semplice battuta, del tutto innocua, che già nel titolo “antichi rimedi”, faceva capire che ci si rivolgeva a un bambino capriccioso e, quindi, da educare come si faceva un tempo?
So che sei avvilita e capisco, ma non capisco il silenzio che ti sei imposto.
Torna, mia dolce e cara amica, anche perché se non torni fai stare zitto anche me. Fino a quando resisterò non lo so. So, di certo, che il giorno che tornerò a ragliare allora sì che rischio di cadere nel gioco di questi signori che è quello di portarti all’esasperazione per approfittare e farti apparire coglione.
Questo per dirti, anche, che sono pochi giorni e già mi mancano i tuoi belati, segni di saggezza e di considerazione, dolcezza e comprensione.
Zacc.

13 dicembre 2009

Bèlina: mi pento

Caro Zacc,
quello che è successo a Milano mi fa capire che non è questo il momento di fare le battute, tantomeno scherzare.
Mi pento dell'ultima battuta e credo che non avrò più la spontaneità di rispondere alle tue puntuali osservazion della realtà.
Credimi, sono avvilita. Un caro saluto.
Bélina

RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina


RIMEDIO ANTICO
Zacc – Veronica l’aveva detto che aveva bisogno di cure
Bélina – sono convinta che quattro ceffoni ben assestati lo riporterebbero alla ragione


JUVE - INTER
Zacc – perché Spatuzza è un infame e Graviano una persona d’onore?
Bélina – per animare i bar dello sport

11 dicembre 2009

I 15 ANNI DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DELLE CITTA’ DELL’OLIO


I festeggiamenti a Spello, la incantevole Città dell’Olio della bella e ospitale Umbria, la Regione che ha dato all’Associazione, nata a Larino, nel Molise, il 17 dicembre 1994, il primo presidente, Carlo Antonini, allora sindaco di Trevi ed ora bravo assessore alla Provincia di Perugia. L’emozione del Presidente Lupi che dal 2000 guida, con capacità, le Città dell’Olio.

Molto bella la dedica che Spello ha voluto fare alle Città dell’Olio, a pochi giorni dal 17 dicembre, il giorno che 15 anni fa ha visto la sua nascita a Larino, nel Molise

Una festa inserita nel programma dell’ “Oro di Spello”, l’iniziativa che ha caratterizzato la prima settimana di dicembre.

Un omaggio dovuto da parte di una terra, l’Umbria, che ha svolto, con l’allora sindaco di Trevi, Carlo Antonini, primo presidente fino al 2000, un ruolo importante nella fase della gestazione e avvio dell’attività dell’Associazioni. Da allora il presidente è Enrico Lupi, che, grazie anche al contributo di validi amministratori e collaboratori, ha dato un forte impulso alla crescita del ruolo e del prestigio dell’Associazione.

Una cerimonia di poche ore ed un numero di interventi mirati, come si conviene per una ricorrenza, sono bastati per rimarcare l’importate ruolo svolto, nei suoi quindici anni di vita, dalla Associazione nazionale delle Città dell’Olio che, dal 2000 è nelle mani di Enrico Lupi.

Il Presidente che, dopo aver affiancato per cinque anni Carlo Antonini, l’allora sindaco di Trevi, è riuscito, nel rispetto dei principi ispiratori, ad affermare l’associazione nel suo ruolo di fondamentale strumento nell’ambito della cultura dell’olio e dei territori che lo esprimono, e, così, a renderla forte e rappresentativa di 350 soggetti istituzionali, che oggi formano la compagine sociale.

Un importante risultato che premia l’impegno e la passione dei titolari pro tempore dei territori segnati dall’olivo e dal suo olio, i sindaci, soprattutto quelli di piccoli comuni, a rappresentare, nella quasi generalità dei casi, le aree interne e quelle marginali. Senza dimenticare, però, quanti, insieme a questi protagonisti ed ai presidenti prima citati, ieri ed oggi, hanno dato un contributo di idee e di partecipazione alla nascita ed alla crescita dell’associazione.

Una realtà che, come qualcuno ha detto nel suo intervento di saluto, ha rappresentato una straordinaria novità che ha inciso subito, e fortemente, su un comparto, quello olivicolo, fondamentalmente raccolto sulle proprie problematiche e poco attento ad esprimere il nuovo.

Diversamente dal mondo del vino che, scosso dalla tragedia del metanolo, riesce, nella metà degli ’80, a vivere un vero e proprio “rinascimento”, grazie al ruolo ed al contributo dato dall’Enoteca Italiana di Siena che, torna ad essere, dopo una fase di crisi, quella straordinaria fucina di idee e di iniziative nel campo della promozione e della valorizzazione della vitivinicoltura italiana di qualità.

Ed è proprio la importante istituzione senese all’origine del percorso che dà vita, con lo sviluppo, nel 1986, del primo binomio “Vino e Turismo”, alle Città del Vino e, subito dopo, al Movimento del Turismo del Vino, che, insieme, hanno contribuito a rivoluzionare il turismo in Italia e a riconoscere i valori e le risorse dei nostri territori.

Fatti e esperienze che sono alla base della idea di dare all’olivo ed al suo olio uno strumento in grado di scuotere il comparto e di far vivere territori che la crisi aveva reso marginali, in una situazione di abbandono.

E’ il Molise, con la sua antica capitale dei Frentani, Larino, incastonata dentro un anfiteatro di colline coperte di ben tre varietà autoctone ( “Gentile”, “S. Pardo” e “Salegna”), che il 17 dicembre del 1994. fa da culla delle Città dell’Olio, alla presenza di 17 amministratori provenienti da varie regioni, Liguria, Sardegna, Marche, Campania, Toscana, che affiancano il Molise, e di Ro Marcenaro che disegna il logo che, ancora oggi, dà l’immagine alla Associazione.

Una premessa necessaria che serve a spiegare le ragioni che portano alla nascita delle Città dell’Olio e il momento storico di profondi cambiamenti, come prima dicevamo, che vive, a cavallo degli anni ‘80/’90, il mondo agricolo con i suoi comparti, prima con il vino e, poi, grazie alla Associazione festeggiata, con l’olio. Un pullulare di importanti iniziative che portano subito le Città dell’Olio, con una serie di idee e di iniziative, in Italia e nel mondo, a diventare protagoniste di un percorso che, per diventare virtuoso, in grado, cioè, di dare quelle risposte che il mondo dei produttori e dei trasformatori dell’olio aspettano da anni, ha bisogno di programmi e risorse adeguate, essenziali per dare fondo al rinnovamento del comparto.

Un compito che spetta ad altri portare avanti e non ad una associazione che ha operato, con successo, al rinnovamento culturale riguardante l’olio quale testimone di territori, mostrando un carattere ricco di valori e di entusiasmo, fortemente espresso con i suoi 15 anni. L’età che prepara alla maturità e che, visto il percorso fatto, fanno pensare a un futuro pieno di nuovi ed importanti successi.

Risultati che servono al mondo dell’olio per superare la crisi pesante di questi ultimi anni.

Un tema solo accennato, e giustamente visto che il momento era quello di una grande festa con tanti ospiti presenti, tra i quali il vicepresidente del Consiglio regionale del Molise, il neo presidente delle Città del Vino, Giampaolo Pioli, la presidente di Pandolea, Loriana Abruzzetti, tutti a rendere onore al presidente Lupi ed agli amministratori di ieri e di oggi, cioè a quanti meritano un grazie per il lavoro svolto e per i risultati ottenuti, ma, anche, ad augurare alla festeggiata lunga vita e nuove fortune.
p.di.lena@alice.it
Spello, 06.12.09

RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina


CAZZO CHE PALLE!
Zacc – Bossi ha detto che è l’unico con le palle
Bélina- sapendo che lui è l’unico che ce l’ha duro
GLI SCHELETRI
Zacc- assolto Cosentino dai suoi colleghi
Bélina – succede quando la decisione è presa dagli scheletri che ognuno di loro ha nell’armadio

9 dicembre 2009

RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina


QUANDO LA SEMPLIFICAZIONE DIVENTA ARTE
Zacc- Bertone solo due parole per il collega Tettamanzi
Bélina- un tocco di classe nell’arte della semplificazione, e, anche, uno schiaffo alla imbecillità ed alla volgarità. Volendo semplificare anch’io, dico che se non sei imbecille e volgare non puoi far parte della lega.

ANGELETTI DAY
Zacc – vogliono appropriarsi dei risparmi dei lavoratori
Bélina – per lor signori sono lasciti, visto che gli operai non esistono, sono solo una invenzione dei comunisti

8 dicembre 2009

NE’ BASSO NE’ ALTO MOLISE, CHE BELLO! W LE CENTRALI NUCLEARI

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Segnaliamo, leggendo qua e là, da l’unità di oggi, martedì 8 dicembre, il giorno della immacolata, la notizia, sotto riportata, fatta circolare dai Verdi, dei siti individuati dall’Enel, dove costruire le centrali nucleari. NON C’E’ IL MOLISE, Né BASSO e Né ALTO. Che bello non c’è! E tutti siamo pronti a tirare un sospiro di sollievo, sollevati appunto dal fatto che il Molise è stato escluso. Ma non è così. il Molise, ammesso che sia escluso anche dall’individuazione di siti per il deposito delle scorie, che è una maledizione peggiore di una centrale, ci rientra e come, in particolare con le nuove generazioni, che si troveranno a dover pagare non solo i rischi del nucleare e delle scorie, ma, anche, un debito di 20 miliardi di euro che, come sappiamo da esperienze vissute da questo Paese, può aumentare di due, tre e più volte, visto che i tecnici, come succede anche qui a Larino e nel Molise, vivono di fiducia e di speranza, nel senso che loro prevedono al ribasso per poi procedere, in corso d’opera, al rialzo. Non sappiamo se per una semplice questione di riscaldamento dei muscoli che hanno nel cervello, o, per il fatto che all’inizio non vogliono impressionare più di tanto, per poi procedere, a regime, con le dovute varianti, nel momento in cui tutti dormono e nessuno ha più niente da ridire. La casta dei tecnici è molto più attenta e più abile della casta dei politici, sanno addolcire la pillola e procedere con la sicurezza e tranquillità di chi sa che se c’è qualcosa che non va è il politico che pagherà.
Se poi c’è da accontentarlo con qualche regalo, nessun problema, anche perché serve in caso di difficoltà e nella necessità, come dire, di dover affrontare tutti i rischi che, in genere, danno sostegno ad un sistema che sta affossando il paese e, ancor più, la nostra Larino. Il tema diffuso delle tangenti che trova anche attraverso i tecnici la ragione di un suo pauroso sviluppo dopo tangentopoli, che, invece, di chiudere un percorso a perdere, l’ha solo reso più prezioso.
Se tutto questo succede per pochi spiccioli (si fa per dire) figuratevi per i 20 miliardi di euro come prima battuta. 20 miliardi di euro, cioè 20 mila miliardi di vecchie lire se riusciamo a reggere le cifre e il numero degli zeri che sostengono il due posto all’inizio.
Ecco il business delle centrali nucleari, dei rifiuti, delle grandi infrastrutture, delle centomila case e di altre schifezze varie che, nel frattempo, sono passate inosservate grazie al clamore dei “papi” e dei letti a tre piazze e di altre schifezze propinate a piene mani e ad alta risonanza di telegiornali. Siccome, però, tutte le possibili precauzioni prese non sono servite, come quella di mettere nelle tv e nei giornali solo uomini di Fede, cioè sicure perché non hanno altro pensiero che quello di fare bene il loro mestiere di leccaculi del padrone che li ha assunti, o, come nel caso del direttore del tg1, con scarsa o nulla materia grigia, e, quindi, incapaci di avere un sussulto, allora sono passati, vedi quello che vogliono approvare con la finanziaria, a togliere l’aria ai giornali e televisioni che danno fastidio.
92 testate a rischio di cancellazione; 2.000 giornalisti a casa disoccupati; 1500 tipografi senza più attività.
Così costringono gli italiani, stufi della situazione e desiderosi di far vivere a questo Paese un futuro migliore, a moltiplicarsi la prossima volta per dire no ai guai che sta combinando Berlusconi con il suo governo di improvvisatori.
Sta togliendo il futuro ai nostri giovani e i giovani l’hanno cominciato a capire al punto che, salvo qualche coglione, cominciano a ribellarsi alla situazione.
Ecco il significato del “No-B-day” che ha fatto rimboccare le maniche a destra ed anche a sinistra, no per analizzare le ragioni di tanta spontanea partecipazione, ma per vedere come stracciare questo significato e renderlo vuoto a perdere.
Gli italiani sono stufi anche di questi teatrino della politica che hanno un solo significato e cioè quello di coprire le sofferenze e le preoccupazioni di milioni di perone, giovani e donne in particolare, espresse da una realtà che precipita verso il degrado totale.
Prendete il problema dello sballo, dell’alcol e della droga. Guai a chi pensa che la colpa è dei giovani e non del degrado che stimola e porta il giovane a viverlo pienamente, illuso, com’è, da una società che la politica ha abbandonato, a tal punto da pagare un prezzo alto a chi ha i cordoni della borsa, la grande finanza e la criminalità.
Se queste riflessioni sparse qua e là, hanno un pizzico di verità, allora bisogna procedere nell’analisi e capire che fare per cambiare una situazione che punisce tutti, salvo i grandi speculatori.
Punisce il Paese e, ancor più, per la sua fragilità, il Molise.
Ecco perché, oggi più che mai, bisogna dire, con grande forza, No alle centrali nucleari; No a un Molise nelle mani delle grandi speculazioni e degli affaristi, non importa se di destra o di sinistra.
Una turbogas di sinistra non ci consola ma ci fa incazzare per la semplice ragione che essa ha una pericolosità maggiore di quella di destra perché il padrone che usa la sinistra si è comprato chi doveva contrastarla e l’ha fatto in modo subdolo, come sempre succede quando ci sono di mezzo montagne di denaro e fumi maleodoranti e pericolosi, nel caso non solo delle turbogas, ma, anche, delle centrali nucleari.
A Voreie

«Ecco le località scelte per il nucleare»

I Verdi rivelano i siti in cui si vorrebbero costruire le nuove centrali nucleari in Italia, due sono nel Lazio a pochi chilometri da Roma: Montalto di Castro e Borgo Sabotino. Le altre localizzazioni, che sarebbero state individuate in uno studio inviato dall'Enel al governo, sono: Garigliano (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli ), Caorso (Piacenza), Oristano, Palma (Agrigento ) e Monfalcone (Gorizia).Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, afferma: «Le aree sono idonee, secondo l'Enel, perchè vicine a zone costiere e ai fiumi, poichè come è noto le centrali necessitano di un gran quantitativo di acqua per funzionare. Chiamiamo alla mobilitazione democratica le popolazioni per dire no alle centrali nucleari».Bonelli conclude: «Noi Verdi avvieremo il presidio dei siti nucleari per dire no al nucleare e sì al solare. Il governo sta portando l'Italia in una pericolosa avventura che porterà alla militarizzazione dei territori e a far aumentare la bolletta elettrica degli italiani, perché i 20 miliardi di euro per la costruzione delle centrali li pagheranno gli italiani. Berlusconi in Italia ammazza le energie rinnovabili e finanzia la speculazione del costoso nucleare. Daremo nel paese dura battaglia».

RAGLI&BELATI


di Zacc e Bélina
LECCACULO
Zacc- Con la finanziaria rischiano di sparire 92 testate giornalistiche scomode; 2.000 giornalisti; 1500 poligrafici
Bélina – Una tragedia con Bonaiuti che rimane!

7 dicembre 2009

GRANDE FESTA A SPELLO PER L'ANNIVERSARIO DELLE CITTA' DELL'OLIO, L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE NATA A LARINO 15 ANNI FA.


La presidenza del Consiglio regionale del Molise ha fatto bene a rispondere positivamente all’invito dell’Associazione Nazionale delle città dell’Olio e del suo Presidente, Enrico Lupi, per partecipare ai festeggiamenti dei 15 anni della Istituzione che, come tutti sanno, è nata a Larino, nel nostro Molise, il 17 di dicembre del 1994, per merito della Enoteca Italiana di Siena e della Provincia di Campobasso, allora guidata da Antonio Chieffo.
Positiva la delega al suo vicepresidente a rappresentare il Consiglio regionale per un saluto e a consegnare una piccola campana di Agnone, un dono che è stato molto apprezzato dagli oltre 150 ospiti che hanno riempito la sala consigliare del Comune di Spello, la incantevole Città dell’Olio della bellissima e dolcissima Umbria.
È questa la regione che ha dato alla festeggiata il suo primo presidente, Carlo Antonini, presente all’incontro e chiamato da Lupi a portare il saluto.
Nel suo intervento Antonini, allora sindaco di Trevi e, oggi, assessore capace alla provincia di Perugia, ha raccontato come è stato coinvolto in un’avventura esaltante, durata due mandati di tre anni l’uno, e “quel 17 dicembre a Larino”, quando 17 amministratori pubblici, tra i quali il Ministro Scajola, allora sindaco di Imperia, proveniente dalla Liguria, e altri del Molise, Toscana, Marche, Sardegna, Umbria e Campania, hanno fondato l’Associazione.
In quella occasione l’applauso per l’immagine, l’olivina disegnata da Ro Marcenaro, che, grazie ai programmi ed ai progetti approvati dagli organi di amministrazione dell’Associazione, ha fatto il giro del mondo dando immagine e un contributo importante ai risultati ed ai successi che le Città dell’Olio vivono con quasi 350 istituzione associate, in rappresentanza di tutte e 18 le regioni segnate dall’olivo e dal suo olio.
Un giorno importante quello dell’anniversario di un’associazione che, con le sue iniziative a carattere nazionale, ma con i comuni, le scuole, i produttori, i trasformatori e gli organi di informazione protagonisti, ha rivoluzionato il mondo dell’olio, soprattutto mettendo in luce il valore ed il significato profondo della cultura che questo delizioso prodotto esprime insieme al suo territorio.
Alle voci dei tanti ospiti presenti, fra i quali il presidente, Giampaolo Pioli, della prima associazione delle identità enogastronomiche, quella del vino, hanno fatto eco i saluti dei ministri dell’agricoltura e del turismo, dei sindaci che non hanno potuto partecipare all’evento. Ciò che ha fatto rimarcare ancor di più l’assenza e il silenzio della città di Larino.
Una straordinaria realtà, oggi, molto bella e significativa per un mondo, quello dell’olivicoltura, completamente abbandonato dalla politica, con gli olivicoltori in seria e pesante difficoltà ad andare avanti nella cura e coltura dell’olivo. La pianta che, più di altre, rappresenta i paesaggi e gli ambienti fantastici, soprattutto delle aree interne; è l’espressione più alta della storia e della cultura di quella culla di civiltà che è stato ed è il Mediterraneo e, con il suo olio, il filo conduttore di mille cucine, quelle che esprimono la famosa dieta mediterranea, oggi patrimonio dell’umanità, che ha dato all’Italia il primato nel mondo per la ricchezza delle bontà della sua cucina.
Se non ci fosse l’Associazione Città dell’Olio, bisognerebbe inventarla per portare avanti, così come ha saputo fare fino ad ora, ed in modo egregio, il suo compito di far sentire la voce di un prodotto che, per sua natura, preferisce stare in silenzio e vivere, il tempo breve che gli è dato, per esaltare il gusto di un piatto e la bontà di una cucina. Ma, non solo, aiutare, quanti ne fanno uso quotidiano, a stare bene in salute, soprattutto quando chi lo produce e lo conserva, lo porta a tavola integro delle sue peculiarità organolettiche e ricco di qualità, che l’odore di fruttato e il gusto di note di amaro e di piccante sanno esprimere magnificamente.
Una grande festa quella che Spello ha voluto dedicare ai 15 anni delle Città dell’Olio.
Ed ora, a conclusione, non resta che rinnovare l’augurio di lunga vita all’Associazione delle Città dell’Olio in questa sua non facile ma esaltante avventura, ringraziando quanti l’hanno portata all’età dell’adolescenza rispettosa dei principi e dei valori che ad essa sono stati dati, in particolare i due presidenti e quanti, con loro, si sono premurati di farla crescere bene.
Grazie Antonini, grazie Lupi, grazie amici delle Città dell’Olio e, con voi, grazie Enoteca italiana, grazie provincia di Campobasso, grazie Alberto Malorni, l’allora sindaco così orgoglioso di questa nascita nella sua Larino.
p.di.lena@alice.it

3 dicembre 2009

RAGLI&BELATI


di Zacc e Bélina


NO –B - DAY
Zacc - ...un Paese in cui i giovani se ne scappano, ma che paese è?
Bélina - il Paese di Berlusconi
Zacc - l'altra sera Luttwak ha incoronato Fini e trombato l'opposizione
Bèlina - bella notizia. Vuol dire che l'America ha deciso di liberarci da Berlusconi

1 dicembre 2009

Tracce > Cultura


L’accue è respire miie e tiie

Una poesia di Pasquale Di Lena, in dialetto larinese, con traduzione dell'autore. E' dedicata all'acqua e a tutti coloro che lottano per difenderla dalla avidità degli uomini
di Pasquale Di Lena

L’ACCUE
U cigne scégne vèrse u ‘hiume
e u ‘hiume scórre liénte
pe irse è nasconne dend’u mare.

L’accue nghiane u Mónte chiane chiane,
èccuescì a Cuarènze, u Mentàròne, Montarcane
Dapù rescegne pe devendà sergive
fonte, tine, mèzze, varile, tragne, callare,
ièrve, fóie, uve, uelive, pane,
anemale, cres’tiane,
s(g)uarde, récchie, paróle,mane,
carézze, mòre,mùseche,
cante che ze sènte lendane.

L’accue
frésche, cruecciarèlledòce, salate, marce
pe vève pelì a facce
è sòle, lune, faùneie, vòrie, zirre, vótte, tenacce,
vrecciuóle, maièse, trattùre.
L’accue è respire miie e tiie
che me fa dice ca ésse sì tu
ca ésse so iie
Larino, 21.11.09

L’ACQUAIl ruscello scende verso il fiume/ e il fiume scorre lento /per andare a nascondersi dentro il mare//l’acqua risale il Monte/ piano piano, così la Quarenza/Monte Arone/Monte Arcano/per poi riscendere e diventare sorgente/fonte, anfora, misura, barile, secchio/caldaio in rame/erba, verdura, uva, oliva, pane/animale, persona/sguardo, orecchie, parole/mani, carezze, amore/musica, canto che si sènte/lontano//l’acqua/fresca, frizzante/dolce, salata, marcia/è sole, luna, scirocco, bora/ziro, botte, tinaccio/terreno ghiaioso, maggese, tratturo// l’acqua è il mio respiro, il tuo/ e questo mi fa dire che l’acqua sei tu, che l’acqua sono io.
di Pasquale Di Lena 28 Novembre 2009 Teatro Naturale n. 42 Anno 7
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Vino e giovani, la sfida delle Viniadi

L’entusiasmo a mille, per l’edizione 2009. La singolare competizione tra gli assaggiatori di vino non professionisti sta lasciando un segno importante. Una brillante iniziativa targata Enoteca Italiana
di Pasquale Di Lena

L’iniziativa è promossa dalla Enoteca Italiana di Siena e dal Ministero delle Politiche Agricole. La grande finale, dopo le due semifinali di Siena per i selezionati delle Regioni del Centro Nord e di Larino, nel Molise, per il Centro Sud, nel Veneto a Montegrotto Terme, nel cuore dei Colli Euganei, ospite delle Strade del vino . Ha vinto Marco Piacentino, un giovane romagnolo davanti a un milanese ed un marchigiano. Un finale molto combattuto che, dopo uno spareggio tra il rappresentante dell’Emilia-Romagna, Marco Piacentino e quello del Piemonte, Christian Carlevero, ha vinto il primo con il marchigiano Carlo Cleri a conquistare la medaglia di bronzo. Ma non basta, altri quattro i premi assegnati: al più giovane tra i finalisti, Francesco Guarino della Basilicata; all’over 40 Marco Pojer del Trentino; il primo tra quelli di età compresa tra i 26-40 anni e, l’ultimo, al vincitore tra i giovani di età 18-25 anni.Subito dopo la proclamazione dei vincitori tutti a vivere l’incontro con i vini dei Colli Euganei dell’Azienda Montecchia di Selvazzano Dentro (PD) con visita del museo di vita rurale, le cantine e il bellissimo centro aziendale, per poi degustare un Moscato bianco che trova il suo abbinamento migliore con un prodotto principe della cucina veneta, l’asparago; un cabernet e un merlot; un Raboso e, per chiudere, il vino che i produttori hanno fatto richiesta del riconoscimento Docg, il Moscato giallo che, nel territorio dei Colli Euganei esprime un agrumato accentuato, la ragione del suo nome.Il giorno dopo il grande incontro all’Università di Padova a parlare di “il vino ieri, oggi e domani: la parola ai giovani” con il direttore dell’Enoteca Italiana, Fabio Carlesi, che ha sottolineato il valore e il significato del progetto “Vino e Giovani”, che, nato anni fa, ha avuto il merito di anticipare i tempi e mostrare, con il coinvolgimento di migliaia di giovani, in ogni regione italiana, il rispetto che essi hanno per il vino nel momento in cui al vino viene data la possibilità di presentarsi per quello che è, una bevanda che ha il merito di dissetare e anche di alimentare e dare benessere per il rispetto della regola della sobrietà. E soprattutto di esprimere cultura quale testimone principe di questo o quel territorio; capacità di raccontare storie, stimolare dialogo e rafforzare amicizia. In pratica essere quello straordinario protagonista che è sempre stato, è e sarà, se esso torna a vivere la popolarità di un tempo e non l’elitè di oggi, una condizione che lo relega nelle pagine delle mille guide; negli angoli delle enoteche; negli scaffali dei ristoranti e sulle tavole dei soli abbienti. Ai giovani il vino non solo piace ma suscita interesse nel momento in cui viene presentato, raccontato, messo nelle condizioni di mostrare quello che è: un amico che vuole e deve essere trattato come tale e così, avere la possibilità di raccontarsi, conoscersi, dare senso e significato alla vita. Questo hanno detto i giovani dell’Università di Padova con una serie di significativi interventi che l’attore Beppe Fiorello e la giornalista/presentatrice del TG1, Susanna Petruni, hanno saputo stimolare insieme con la professoressa Rosa Bianco, il professore Corrado Barberis, la storia della sociologia rurale italiana, e altri convenuti. Sono anni - quelli che ci hanno portato a trasformare l’idea “Vino e Giovani” in un progetto che abbiamo posto nelle mani capaci e sapienti della dottoressa Silvana Lilli e dei suoi collaboratori - che sottolineiamo questi aspetti trovando il mondo del vino abbastanza distratto. Tant’è che solo qualche mese fa esso a presentato come un impegno di grande forza e novità, l’importanza dell’educazione dei giovani, della formazione, in particolare quella a distanza. A quest’impegno grazie al teatro naturale, abbiamo dedicato una nota di meraviglia sapendo che “Vino e Giovani” nasce come idea nella metà degli anni novanta che diviene progetto nel 2002, se non ricordo male per merito del dottor Camilla, del Ministero delle Politiche Agricole. A questo punto viene da dire che le difficoltà che vive adesso il vino trovano una loro giustificazione anche nella disattenzione del mondo che lo rappresenta. Se è così, bisogna dare ancora più merito al ruolo svolto, nei suoi ormai prossimi cinquanta anni di vita, dall’Enoteca italiana di Siena, attraverso una serie di iniziative, tra le quali “Vino e Giovani” è di sicuro la più importante, comunque la più prestigiosa. E allora non si può che dire grazie Enoteca.
di Pasquale Di Lena 28 Novembre 2009 Teatro Naturale n. 42 Anno 7
© RIPRODUZIONE RISERVATA

RAGLI&BELATI



di Zacc e Bélina


AVANTI TUTTA
- Avanti tutta….Ho detto avanti tutta!!!!
* Di fronte c’è uno scoglio
- A quello ci pensa Ghedini
* Mavalà presidente, lei ha sempre voglia di scherzare..
- Scherzare io? Neanche per sogno con i tempi che corrono. Non sai quant’è grande la mia rabbia Li strozzerei tutti questi comunisti….. !
* Sì, però, non è meglio ascoltare le richieste di Bersani?
- A Bersani che crede di avere le ali ci pensa Gasparri che non sa cosa vuol dire volare!
* Lo scoglio Presidente è sempre là, c’è bisogno di cambiare rotta subito, altrimenti….
- Altrimenti che? Che vuoi dire mio grande figlio di p. con questi tuoi inviti a cambiare
* Sono Capezzone presidente, il suo Capezzone
- Coglione come tutti quelli che parlano per me, salvo il mio scendiletto prediletto, che ora ha lo scettro della cultura dopo aver letto le sue poesie demenziali.
* Non dica così, presidente, rischia di offendere il suo portavoce preferito....
- Oh sì, Bonaiuti! Un altro povero cristo che ho salvato dall’anonimato.
* Presidente, attenzione, lo scoglio……….
- Ma Ghedini, Ghedini dov’è ?
* Sullo scoglio,, presidente, sempre il solito, la Costituzione.
- Non sono mai riuscito ad afferrarla per strozzarla. Ti prego Ghedini, fallo tu! Ma fallo, per tutti i santi che mi hanno protetto sino ad ora!
* Presidente, sulla nave ci sono i comunisti, i magistrati, il sindacato cgil, i registi, gli scrittori, i poeti, gli umoristi, gli operai in cassa integrazione, gli extracomunitari, le donne incazzate….
- Ma D’Alema dove sta!
* Non c’è, dicono che sia da Vendola
- Trova subito una scialuppa. Avanti tutta!!!!!!!!.

Trattato di Lisbona

Un’Unione europea piu’ efficiente e piu’ partecipata dai cittadini nelle sue decisioni e piu’ forte sulla scena mondiale: e’ questa la visione della nuova Europa contenuta nel trattato di Lisbona che entrera’ in vigore dal primo dicembre.
L’iter lungo e travagliato dell’adesione al trattato, per la comprensibile resistenza di molti Stati a cedere sovranita’ e a rinunciare a diritti di veto a favore delle istituzioni europee, e’ probabilmente la migliore testimonianza a favore della profondita’ dei cambiamenti che il nuovo patto porta con se’. Avvicinare la Ue ai cittadini e i cittadini alla Ue rafforzando, accanto all’intermediazione dei governi nazionali che sono stati finora i veri ‘’signori’’ dell’Unione politica, il ruolo dei parlamenti, e’ il primo obiettivo della riforma istituzionale che sta ridisegnando la governance di Bruxelles.
L’adozione di tutta la normativa europea, da cui deriva, e’ bene ricordarlo, il 75% del nostro corpus legislativo, sara’ soggetta d’ora in poi a un livello di controllo parlamentare che non ha riscontri in nessun’altra struttura sovranazionale o internazionale. Infatti tutta la legislazione europea richiedera’, con poche eccezioni, la duplice approvazione del Consiglio e del Parlamento europeo. Inoltre scatta un importante coinvolgimento dei parlamentari nazionali nel processo decisionale. Ciascuno di essi infatti ricevera’ infatti tutte le proposte legislative dell’Unione, in tempo utile per discuterle con i suoi ministri prima che il Consiglio europeo adotti una posizione e avra’ anche il diritto di proporre un nuovo esame se ritiene che non sia rispettato il principio di sussidiarieta’, per il quale ogni decisione va presa al livello di governo piu’ vicino possibile al territorio.
Ma i cittadini stessi conteranno di piu’, perche’ avranno la possibilita’ di presentare direttamente iniziative legislative alle istituzioni europee. Secondo questa nuova disposizione di democrazia partecipativa, un milione di cittadini appartenenti a un numero significativo di Stati membri, puo’ invitare la Commissione a presentare una proposta su questioni per le quali ritiene necessario un atto giuridico ai fini dell’attuazione del trattato di Lisbona.
Anche la voce dell’Europa sulla scena mondiale potra’ essere piu’ forte se sara’ politicamente colta una delle principali novita’ del trattato. A rappresentare l’unicita’ della politica ‘’estera’’ dell’Ue sara’ una nuova carica istituzionale, nominata per la prima volta nei giorni scorsi dal Consiglio. La carta di Lisbona stabilisce principi e obiettivi comuni per l’azione esterna dell’Unione: democrazia, Stato di diritto, universalita’ ed inscindibilita’ dei diritti dell’uomo e delle liberta’ fondamentali, rispetto della dignita’ umana e dei principi di uguaglianza e solidarieta’.
Un’importante novita’ riguarda anche l’organismo di rappresentanza dei governi: la durata del mandato del presidente del Consiglio e’ stata prolungata, in modo da rafforzarne il suo potere di coordinamento. Inoltre il trattato estende il voto a maggioranza qualificata a nuovi ambiti politici per arrivare a processi decisionali piu’ snelli su questioni cruciali come il clima, la sicurezza energetica, gli aiuti umanitari, ambiti per i quali la carta prevede per la prima volta apposite sezioni. L’unanimita’ e’ stata mantenuta solo per la politica fiscale, estera, la difesa e la sicurezza sociale. Si chiude davvero un’epoca, spetta a tutti noi europei pretendere che se ne apra una nuova, forti del trattato di Lisbona.
Di Roberta Angelilli e Gianni Pittella Vicepresidenti del Parlamento europeo