31 marzo 2010

ILLUMINATI E SPENTI

Tempo fa abbiamo riportato la nota, con il titolo “la scossa”, che riguardava Carolina Colagiovanni in Battista, la donna che ha voluto l’elettricità a Larino.
Lo abbiamo fatto, grazie al materiale messoci a disposizione da Berardo Mastrogiuseppe, per ricordare il coraggio di questa mamma illuminata, in un periodo che vedeva Larino, ricca di industrie e di attività, primeggiare.
Ancora prima di quell’evento, precisamente il 1° di ottobre del 1968, c’è un documento interessante, precisamente un “manifesto”, trovato e messo anche questo a disposizione dal dr. Mastrogiuseppe, che riguarda la promozione delle due fiere di giugno e di ottobre, entrambe dedicate a San Pardo e la programmazione del mercato domenicale per tutte le domeniche dell’anno.
Un manifesto firmato dall’allora sindaco, Luigi Cav. De Blasiis e dal segretario Pardo Lipartiti, oltre che dagli assessori Giuseppe Vietri (colui che darà il nome al futuro ospedale di Larino), dall’Arch. Eutichio (non abbiamo sbagliato a trascrivere il nome), Tommaso Sorella, Pardo Vairano e dal supplente, Luigi Naglieri.
L’elemento più interessante di questo manifesto non è solo l’annuncio dei mercati domenicali, ma il desiderio espresso, dal sindaco di Larino e dalla sua giunta, di migliorare ed aumentare i rapporti sociali, ricordando ai “mercanti tutti, proprietari e produttori”, la celebrazione, da secoli, a Larino della “fiera così detta di S. Pardo nei giorni 10 e 11 di ottobre di ciascun anno, ed un’altra per Decreto del 1834 nei giorni 6 e 7 giugno”.
A noi ha colpito molto la sottolineatura, da secoli, che non ha fatto che confermare quanto era facile far capire anche a chi, come noi, non è storico, lo stretto rapporto dei due avvenimenti con la transumanza che ha permesso a Larino, con le sue piane attraversate da tre tratturi e da una strada romana, di vivere nel corso dei millenni il ruolo di centralità. La ragione che l’ha portata ad essere capitale.
Se quella di ottobre, che qualcuno, non si capisce come e perché, ha voluto datare 267° anno dal suo primo svolgimento, forse perché erano troppi i millenni da conteggiare, quella di giugno è stata assorbita dalla Festa, non a caso dedicata a S. Pardo, che, sempre non a caso, vede protagonisti gli animali, i possenti buoi che servivano per fare entrare l’aratro ancor più in profondità.
Millenni trasformati in qualche centinaio di anni da qualcuno che, dopo il 1868, ha pensato bene di accorciare la storia e di ridurla a poca cosa.
Come del resto stanno facendo gli attuali amministratori che, in attesa di dare una piazzola all’avvenimento, continuano, al pari dei predecessori, a sminuire il valore della Fiera di San Pardo, ora di Ottobre, non riuscendo a capire le potenzialità (non è la prima volta che scriviamo di come sfruttare queste potenzialità), che essa può esprimere se solo avessero in mente quello che gli amministratori del 1868 avevano ben chiaro: “Se le fiere non sono una ai Mercati che il ritrovo dei mercanti ed industriosi per il libero cambio di chi vende, o compra a provvedere ai bisogni della vita per modo che la ricchezza di una Città, Provincia, o Nazione stà in ragion diretta del traffico degli smerciati prodotti …..esso verrà dall’Amministrazione e dai Cittadini incoraggiato con ogni cura garantendo …. la sicurezza delle vie, l’ordine, l’ospitalità e quant’altro fosse necessario a regolare l’andamento”.
Ecco, proprio come le recenti amministrazioni e l’ultima in particolare!
Amministratori che si sono solo premurati di trasformare l’antica “Fiera di San Pardo”, oggi, di “Ottobre” in un grande mercato rionale, che tutto ha fuorché quella funzione di stimolo e di immagine di una realtà produttiva né tantomeno di invito “a mercanti ed industriosi” a viverla per rendere la stessa una fonte di rapporti sociali e di sviluppo economico.
Che dire? Solo che le donne e gli uomini illuminati di un tempo di questa nostra città sono oggi spenti “per il troppo fare - come suole ripetere uno di essi - che non dà la possibilità di sognare e neanche di pensare”.
Vuoi vedere che la colpa è della grande Carolina Battista e della sua paura per la scossa?


A voreie

30 marzo 2010

RAGLI&BELATI



di Zacc e Bélina
ANONIMO
Zacc– Marco Tronchetti Provera ha detto che è stato Gianni Letta a consigliarlo di riprendere Tavaroli. Una storia di spie.
Bélina- finalmente uno che conosce Gianni Letta

SPARITO

Zacc – le ragioni della sconfitta di Brunetta a Venezia?

Bélina- nessuno l’ha visto



IL FUTURO DEL MOLISE

A Termoli ha perso l’armata Di Brino ed ha vinto Erminia Gatti e non ce ne eravamo accorti. Come pure, bisogna dirlo, ha perso Di Giandomenico ed ha vinto il Pd e neanche di questo ce ne eravamo accorti.
Ci siamo, però, resi perfettamente conto del buon risultato di Filippo Monaco e della sua squadra che, pur lottando da solo contro i poteri forti, è riuscito a imporre il ballottaggio.
Bravo Filippo e bravi tutti quelli che ti hanno dato una mano.
Ieri sera la Gatti era così raggiante che ci ha veramente sorpresi per la carica di felicità che esprimeva nel momento in cui aveva ricevuto un voto su dieci dei termolesi che, noi che li stimiamo e li invidiamo per il pescato del loro bellissimo mare, hanno sentito la loro responsabilità di essere i soli a difendere il territorio del Molise, dopo la mossa dell’artista del Pd, Chiappini.
Per noi che intendiamo la politica come una missione di chi si deve mettere a disposizione del bene comune e spogliarsi degli interessi personali, non ci siamo accorti che la Gatti, dopo questo risultato, ha tutte le possibilità, insieme allo stesso Di Giandomenico, di diventare l’ago della bilancia, chiedendo in cambio la nomina a vicesindaco a Monaco, in caso di vittoria fra due domeniche al ballottaggio.
Di Giandomenico, che non può essere vicesindaco di nessuno, come minimo chiederà l’assicurazione gratis sulla vita, intendiamo quella politica, per rilanciare definitivamente un suo ruolo e dare, così, uno schiaffo a chi l’aveva dato, dopo le innumerevoli vicende, ormai finito e perso alla politica.
Ritornando alla Gatti, ciò che serve capire è cosa ne pensano i suoi compagni di avventura, quelli che hanno fatto cadere Greco; hanno fatto fuori Monaco ed hanno messo in gioco Chiappini a Montenero di Bisaccia.
Vecchio democristiano doc come Ruta., Chiappini ha svolto bene il suo ruolo, a tal punto da risultare, secondo il nostro modesto parere, il grande vincitore e questo suo successo personale lo può dimostrare con i fatti.
È riuscito, come la Gatti, a dividere il Pd ed il centro sinistra; ha fatto vincere il centro destra (cosa che al Pd di Termoli ed alla Gatti non è riuscito); ha fatto perdere il centro sinistra (a Termoli, grazie a Monaco, questo non è successo) e, in un solo colpo, ha fatto fuori Di Pietro e D’Ascanio insieme, rendendo l’Idv il grande sconfitto della dura competizione elettorale.
Un vero artista che, con una sola fava, è riuscito ad acchiappare non due, ma più piccioni.
Ancor più della Gatti, Chiappini si deve sentire il grande vincitore di questa competizione e, conoscendolo, non perderà tempo a passare dalla cassa per riscuotere il suo duro e onorevole lavoro. Noi prevediamo una candidatura in Regione alle elezioni del prossimo anno al posto di Natalini.
Come dire che non cambierà niente in questo nostro Molise in quanto a paralisi dell’opposizione.
Da tempo c’è una sola strada che porta i pellegrini al santuario di Michele Iorio, così cara alla classe dirigente di questa Regione. Una strada, però, vietata, giustamente, a chi non si adegua alle necessità ed ai bisogni personali o del gruppo degli amici e di qualche sponsor.
È la strada degli ambasciatori, cioè di quelli che, invece di fare i consiglieri regionali, fanno le ambasciate (i masciàte) alla gente che non ha tempo di raggiungere Campobasso o Termoli, Isernia o Venafro.
A Monaco, in questa fase di grande responsabilità, resta il compito, di fronte agli assalti che sono già cominciati, di avere calma e sangue freddo e di mantenere la barra dritta per combinare le giuste alleanze e non cedere nulla in quanto a contrapposizione al governo regionale e nazionale; alle politiche del Nucleo industriale, di Vitagliano e di Del Torto, che da tempo lavorano con la chimica, la turbogas, l’inceneritore e Scajola per il nucleare.
Se ci possiamo permettere di dare un altro consiglio: la vittoria di Vendola in Puglia è una straordinaria opportunità per coinvolgere, nei prossimi giorni, il riconfermato governatore, insieme alle comunità del foggiano ed, anche, a quelle abruzzesi, per una campagna contro il nucleare, che è il tema centrale da portare all’attenzione dell’elettore. Dal nucleare e da altre schifezze varie, che servono a cambiare il volto della nostra regione e, soprattutto di Termoli e del Basso Molise, dipende il futuro del Molise intero.
In pratica far capire che quello che succederà a Termoli fra quindici giorni non è un problema solo
Un NO forte al nucleare, oggi più che mai, vale non solo per sconfiggere il progetto folle del governo Berlusconi, ma anche per aggregare, intorno al tema dell’ambiente e del territorio, le sensibilità dei termolesi e dei molisani, proprie delle nuove generazioni.
Far sapere e convincere i giovani che solo così il futuro è nelle loro mani, per come va il mondo oggi, è una grande rivoluzione..
A voreie

VERGOGNA

Quello che doveva succedere è successo.
Li ho tutti presenti dietro il tavolo intorno alla Gatti, al momento della presentazione di una candidata che voleva solo un posto a sole per le nuove occasioni. A destra o a sinistra? Dipende di come gira la situazione e non, come ingiustamente viene detto, il vento.
Io, voreie, soffio solo in una direzione e così gli altri venti a dimostrazione che siamo coerenti e fermi nel nostro ruolo.
A girare sono solo le banderuole che si adattano alla nostra presenza per andare ora da una parte ed ora dall’altra.
E di banderuole ne ha mostrate molte quest’ultima elezione. Non bastavano quelle che ogni giorno si avvicinano al potere che, nel nostro Molise, vuol dire Iorio.
Sto soffiando su Termoli e su Montenero di Bisaccia, dove la destra avanza al Pd ed ai suoi dirigenti regionali, provinciali e locali, che in questo momento, mentre arrivano i dati di una secca sconfitta a Montenero di Bisaccia, e, in parte, quelli di Termoli, hanno già in mano bottiglie di spumante ossidato da stappare. Di fronte al presidente del Cosib, quel giocherellone di Del Torto che spreca soldi in botti, vogliono risparmiare anche se i botti non si lasceranno sentire lontano.
Ruta, D’Ambrosio, Leva, Occhionero, la mitica Macchiarola, D’Alete e, ultimamente, dopo l’acquisto alle primarie, Petraroia, sono anche pronti a ubriacarsi con il pessimo spumante da quattro soldi che hanno comprato. Che schifo!
Domani quando la pelle sarà passata, tutti a rimboccarsi le maniche per dare una mano al povero Di Brino e, così, ringraziare Iorio per la sua bontà, se restano fermi i dati che danno Di Brino al 44% e Monaco al 27%, i due possibili ad andare al ballottaggio. Tutti all’opera una volta scaricata la povera Gatti, anche visto il peso dei voti non avrebbe dato fastidio più di tanto.
E così, dopo aver portato in porto il risultato per la destra, continueranno, come hanno già fatto altri dirigenti (!) a Larino e, anche, in altri luoghi del Molise, a dirigere il Pd per vedere come azzerarlo completamente, visto che non serve in un Molise dove bisogna dire Grazie Iorio, W Iorio e Michele sei tutti noi.
Ed ora subito a convincere i cittadini del Basso Molise che il domani è assicurato e che i nostri giovani non avranno più bisogno di partire con i soldi e l’occupazione che porta il nucleare. W il nucleare. Che Berlusconi sia benedetto e così pure Scajola, Iorio, De Camillis, Vitagliano, Velardi, e quel giocherellone di Del Torto che, così, arricchisce il suo nucleo industriale.
Che siano benedetti anche Giardino e la sua maggioranza che hanno aderito al nucleo industriale, i sindaci del Basso Molise che non hanno voglia di volare.
Se le cose restano così e si apre la possibilità del ballottaggio è bello vedere fare ressa sotto i portoni degli elettori termolesi i signori prima citati.
Coprirsi di vergogna neanche a parlarne.
A voreie

27 marzo 2010

RAGLI&BELATI
di Zacc e Bélina




IL TORMENTONE
Zacc- che bella e che brava Franca Valeri

Bélina- Grande, quando, fra le tante cose puntuali dette, afferma “quella battuta è solo la volgarità inutile di un signore anziano”

A FINE CAMPAGNA ELETTORALE

Zacc-la Commissione ha inflitto una sanzione di 100.000 euro al Tg1 e al Tg5 per esagerata pubblicità a Papi.

Bélina- se paga Scodinzolini è proprio una bella notizia

In volo a quota 203. L’Italia sale sulle vette di Dop e Igp

Crescono i territori dall’origine protetta. In tutto sono 912 i riconoscimenti dell’Unione europea. Si apre ora la strada per un sano confronto tra produttori e consumatori. Il rapporto è basato tutto sulla fiducia e sulla garanzia di qualità data dal bollino Ue


Prima il “Sedano Bianco di Sperlonga” Igp, poi, l’indomani la “Patata di Bologna” Dop e i “Ricciarelli di Siena” Igp. Sono dunque ben 203 riconoscimenti per l’Italia. E’ un primato che onora l’agroalimentare italiano e che lo rende sempre più fonte di attenzione da parte del consumatore, anche il più esigente, di ogni parte del mondo.

Il “Sedano Bianco di Sperlonga”, prodotto nel territorio di questo comune e in quello di Fondi, è uno dei tanti simboli della nostra pregiata orticoltura. Ha un sapore dolce e fortemente aromatico da renderlo sublime in pinzimonio con oli altrettanto decisi. Esso va ad aggiungersi alle 6 Igp ed alle 10 Dop, portando a 17 il totale delle eccellenze riconosciute della Regione Lazio.

La “Patata di Bologna” Dop è la risposta più chiara e più puntuale alla patata Ogm riconosciuta dall’Ue che, oltre a mettere a rischio il nostro patrimonio varietale, tocca anche la salute umana con l’attacco a un antibiotico naturale contenuto nell’amido.

Ottenuta dalla varietà “Primura”, che ha trovato nella Provincia di Bologna una situazione pedoclimatica molto favorevole. Si presenta con la buccia liscia dalla tonalità chiara a contenere una polpa consistente apprezzata per le qualità organolettiche e la duttilità degli usi in cucina.

La nuova Dop va a rafforzare il primato dell’Emilia e Romagna nel campo delle Dop, con 16 riconoscimenti, che, con l’aggiunta delle 15 Igt riconosciute, porta a 31 il totale delle eccellenze, subito dopo il Veneto che, con 32, occupa il primo posto in Italia.

I “Ricciarelli di Siena” Igp, elencati tra i prodotti della panetteria, un vero e proprio cult per i senesi, immancabile sulle tavole, soprattutto nel periodo natalizia, è una ghiottoneria conosciuta dai milioni di turisti che visitano la città del palio. Un impasto di farina, zucchero di velo, arancia candita tritata finemente, albume, mandorle macinate, che viene fatto riposare in frigo prima di essere tagliato in diagonale per formare rombi e, così, essereinfornato per 15’ finche non saranno lievemente dorati.

Con questa nuova Igp la Toscana, con 11 Dop e 10 Igp, rimane al terzo posto e si avvicina alla Lombardia con i suoi 22 riconoscimenti.

Con i tre riconoscimenti sopra descritti acquista anor più significato la “Maratona del Gusto e delle Bellezze d’Italia”, la vetrina che ha reso itinerante Casa Italia Atletica, la struttura operativa di Fidal serviz, che accompagna e assiste l’alimentazione dei nostri atleti nei grandi eventi internazionali.
Il primo di quattro importanti appuntamenti nel 2010 è la Maratona di Madrid, fra un mese, per arrivare a luglio con i master europei in Ungheria e il Campionato europeo di atletica leggera di Barcellona e poi chiudere con la Maratona di New York a novembre.

di Pasquale Di Lena
27 Marzo 2010 Teatro Naturale n. 12 Anno 8

24 marzo 2010

RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina

OSSESSIONE

Zacc - è la solita barzelletta che racconta a tutti da un po’ di tempo

Bélina - trasferisce ad altri la sua ossessione mattutina.

23 marzo 2010

RAGLI&BELATI



di Zacc e Bélina


LA PREDICA

Zacc-per l’aborto e la Ru486 ha fatto nomi e cognomi, per i ladri no

Bélina- era troppo lungo l’elenco. Bisognava chiudere la conferenza entro la giornata


LA LIBERTA’ DELLA SCELTA



Zacc- La gente ha bisogno di un padrone

Bélina -Se è così perché non se lo sceglie senza tacchi e pelato e, soprattutto, senza Gianni Letta?

21 marzo 2010

RAGLI&BELATI



di Zacc e Bélina


PECUNIA

Zacc – 100 euro per Silvio

Bélina- una vera miseria



NO, NON E’ GIUSTO


Zacc – ha detto “non è colpa o responsabilità alcuna dei nostri delegati”


Bélina- solo del Padreterno che non sempre fa le cose giuste

17 marzo 2010

RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina

Zacc – Minzo, il direttorissimo, ha detto che lo vogliamo muto

Bélina- veramente non lo vogliamo neanche vedere

14 marzo 2010

TUTTI UGUALI





Il qualunquismo è un brutto male che, quando si diffonde, mette in crisi ogni società e in pericolo la democrazia.
È un male che è dentro l’uomo e che ha come solo antidodo la cultura, ancor più che l’intelligenza.
Il qualunquista è quello che fa di ogni erba un fascio, senza distinzione, come dire che l’uno vale l’altra.

A volte per la fretta e per la mancanza di quella pazienza che serve per distinguere e separare, ma il più delle volte per ergersi a unico capace di capire e di fare, diversamente da tutti gli altri che, per lui, sono poca cosa.

E, come la puzza, riesce a intrecciarsi e confondere con altri qualunquisti per fare squadra e capire come rendere puzzolenti anche gli altri.

Il qualunquista, nella generalità dei casi, è un provocatore e, quasi sempre, una banderuola.

A proposito delle banderuole, cioè delle direzioni che prendono a seconda di quale vento spira e non di come spira il vento. Il vento, come si sa, è la sommatoria dei venti, visto che ognuno di noi non ha mai cambiato direzione, sia che si chiami “fauneie” o “voreie”.

Ciò che cambia sono la provenienza e la forza, ma mai si confonde con gli altri.
Al massimo si scontra per dare subito spazio al vincitore.

Fatta questa premessa, quanto mai doverosa, passiamo a vedere come interpretare un fatto, che abbiamo toccato nel nostro passaggio di ieri in questa Larino, che amiamo particolarmente, cioè, la lettura di un manifesto stampato dai cinque consiglieri dell’opposizione che denuncia il comportamento scodinzolante della maggioranza, in particolare del sindaco e del vicesindaco; la perdita di dignità di Larino, in mano a gente che alla dignità ha dimostrato di preferire altri valori; la latitanza della tanto onorevole De Camillis che, sull’inizio della fine dell’ospedale, ha costruito la sua carriera politico-amministrativa, partecipando al ribaltone di Michele Iorio.

Cinque consiglieri dell’opposizione, quelli che rappresentano più del 60% dei voti dei larinesi, che, come ci stato raccontato, in misura diversa si sono, comunque, impegnati per tenere aperto il discorso sull’ospedale, quando la maggioranza che governa Larino, soprattutto il sindaco e il vicesindaco, cercavano di rassicurare i larinesi che a Larino ci pensavano Iorio e la De Camillis.

Ci sono volute ben quattro richieste di consigli monotematici per parlare di sanità e di ospedale, per denunciare il sindaco e il vicesindaco tutte le volte che il Vietri di Larino accusava pugni allo stomaco e schiaffi in faccia, grazie al piegamento della schiena di questi signori ed alla inerzia, soprattutto dopo il famoso decreto di fine novembre di Iorio, che è quello che vige e detta, tuutt’ora, i ritmi.

Il sindaco e il vicesindaco, quando si sono trovati nelle strette di dover dare il ruolo che spetta ad un’assise come il consiglio comunale, hanno pensato bene di dare spazio a un comitato civico che aveva, ed ha, un solo scopo: far tacere Larino viva, la forza che più di altre ha fatto proposte serie che, se presentate, avrebbero messo all’angolo Michele Iorio che, a Larino, diversamente che a Venafro, ha guadagnato tempo e posto le condizioni per portare la gente alla rassegnazione.

Si dà il caso che, quando il comitato ha saputo del manifesto delle opposizioni, ha pensato bene di anticipare l’uscita con la proposta e l’invito, non al sindaco o all’assessore responsabile, ma a tutti i consiglieri comunali, di dimettersi per azzerare l’intero consiglio comunale.

Perché dare al colpa al vicesindaco o a Giardino? Non sia mai!

Tutti uguali solo loro bravi. Così bravi da essere tutti pronti a candidarsi per amministrare Larino.

Tutti uguali, non importa se c’è chi si è consumata la lingua a furia di strisciarla e chi a furia di spiegare la situazione e di denunciare i fatti e fare proposte.

A voreie

DA TRIESTE A SPOLETO, CONTINUA IL SUCCESSO DELL’OLIO MOLISANO


Al più importante appuntamento annuale della selezione dell’olio, l’Ercole Olivario di Spoleto, il Molise si presenta alla finale con ben 5 aziende olivicole, tre dop della Provincia di Campobasso due oli extravergini della Provincia di Isernia.
Dopo il successo della scorsa settimana, grazie all’impegno delle Amministrazioni provinciali di Campobasso e Isernia, che hanno volutoessere a Trieste a “Olio capitale” con ben 24 aziende finaliste del 6° Premio “Goccia d’Oro”, che l’Arsiam organizza ogni anno a dicembre a Larino, arriva la notizia delle 5 aziende finaliste all’Ercole Olivario, giunto alla 18ª edizione, sicuramente il più prestigioso dei concorsi in circolazione.,
Per quanto riguarda gli oli Dop, cioè quelli a Denominazione di Origine Protetta, sono tutt’e tre della Provincia di Campobasso ( Azienda Marina Colonna di S. Martino in Pensilis; l’Oleificio di Bruno Mottillo di Larino e A.pro.pol, con il suo centro di imbottigliamento nella capitale frentana), mentre i due extravergini di oliva non Dop, sono entrambe della Provincia di Iser nia ( Soc. coop. La Sorgente di Poggio Sannita la patria dell’Olivetta nera, una varietà autoctona del Molise e l’Oleificio Pallotto Sergio di Bagnoli sul Trigno).
Un quadro che ben rappresenta il ruolo che l’olio ha, precisamente quello di essere il testimone principe del territorio molisano e fonte importante, con le sue 18 varietà autoctone di olivo, della sua l’agricoltura, del suo ambiente e del suo paesaggio.
Ben 5 oli su 103 finalisti, di cui 49 dop e 54 extravergine, di una selezione di 260 oli di altrettante aziende di 17 regioni italiane, a dimostrare la centralità del Molise nel campo dell’olivicoltura nazionale, in particolare per ciò che riguarda la qualità.
Il 18 di questo mese la presentazione a Roma dei risultati con il nostro personale applauso ai nostri produttori e trasformatori che, a Trieste come a Spoleto, portano in alto l’immagine del Molise e aprono nuove strade all’olio molisano, grazie all’impegno dei produttori e delle istituzione che hanno capito qual è la strada da percorrere per vincere sui mercati.
p.di.lena@alice.it

PARTE CON 200 RICONOSCIMENTI DOP, IGP E STG LA MARATONA DEL GUSTO E DELLE BELLEZZE D’ITALIA


da Teatro Naturale

La manifestazione che vede insieme sport, territorio e alimentazione, torna, dopo il successo dello scorso anno ai Campionati del Mondo di Atletica Leggera di Berlino, in Germania, per accompagnare le Maratone di Madrid e di New York, i master europei di Atletica Leggera e i Campionati europei di Barcellona in programma nella seconda metà di luglio. Insieme a Regioni e Provincie, Consorzi e aziende, Enit, Ice e Buonitalia del Mipaaf.

La notizia del riconoscimento della nuova Dop, pubblicata ieri, 11 marzo, sulla G. U. Unione Europea, coincide con la preparazione e organizzazione della 2ª edizione della “Maratona del gusto e delle Bellezze d’Italia”

A tagliare questo importante traguardo per l’immagine dell’agroalimentare italiano, ci ha pensato una Dop che premia la Campania, l’Olio Extravergine di Oliva Irpinia - Colline dell'Ufita.

Riconoscimento ottenuto subito dopo la Belokranjska Pogaca Stg, un prodotto di forno a base di farina bianca, uovo e cumino, tradizionale nel territorio del comune di Metlika in Slovenia.

Due giorni prima (2 marzo) il riconoscimento della Igp “Mela di Valtellina” che riguarda tre varietà (Golden Delicious, Red Delicious e Gala), che va ad aggiungersi, alle altre due mele Igp “Melannurca Campana” e “Mela Alto Adige o Südtiroler Apfel” ed alla Dop “Mela Val di Non”.

Un traguardo importante che va a confermare il primato delle nostre eccellenze pari al 22% (200 su 909) dei riconoscimenti complessivi nei 27 Paesi dell’Unione Europea.
Dopo di noi la Francia, con 167 denominazione e la Spagna, con 144, tutti gli altri Paesi molto più lontani.

Da Agosto 2009 ad oggi altre 18 Dop e Igp riconosciute, più la “Pizza napoletana” Stg, con il Veneto che, con 32 riconoscimenti, ha superato l’Emilia e Romagna (30), distanziando ancor di più la Lombardia (22), la Toscana (19) e la Campania e la Sicilia, entrambe con 19 Dop e Igp.

Un lungo cammino iniziato nel giugno del 1996 con il primo riconoscimento in assoluto, il Grana Padano Dop, il formaggio più conosciuto e più diffuso al mondo per le sue pregevoli caratteristiche organolettiche e nutritive, che ne fanno un prodotto unico e, per questo, e, purtroppo, anche il più clonato.

Parte da questo nuovo primato, dopo il successo dello scorso anno in Germania e ai Campionati del Mondo di Berlino 2009, la seconda edizione de “La Maratona del Gusto e delle Bellezze d’Italia”, organizzata da Casa Italia Atletica, la struttura della Federazione Italiana di Atletica Leggera.

Prima tappa a Madrid dal 22 al 24 Aprile, in occasione della Maratona che si svolge nella capitale spagnola. L’iniziativa serve anche come preparazione alla tappa di luglio in occasione dei Campionati Europei di Barcellona 2010. Sempre a metà luglio la tappa ungherese, quella che accompagna i master europei di Atletica Leggera e, poi, nella prima decade di Novembre l’ultima tappa negli USA, in occasione della Maratona di New York.

Un programma impegnativo che vede, come lo scorso anno, la collaborazione dell’Enit, dell’Ice e del Ministerro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, con una diretta partecipazione della sua struttura operativa, Buonitalia, che svolge, con la sua funzione di raccordo, una intensa attività di promozione, nel mondo, dell’immagine delle eccellenze dell’agroalimentare italiano e del gusto italiano.

Grandi protagoniste, come nel passato, le Regioni e le Provincie, insieme all’Uprom (l’Unione delle Provincie Molisane), ai Consorzi ed alla aziende dell’agroalimentare e alle agenzie di promozione turistica. Hanno dato già la loro adesione: la Campania, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e il Molise, le provincie di Ascoli Piceno, Reggio Calabria, Campobasso e Isernia.

12 marzo 2010

200 RICONOSCIMENTI DOP, IGP E STG





La notizia è stata pubblicata ieri, 11 marzo, sulla G. U. europea.

A tagliare questo importante traguardo per l’immagine dell’agroalimentare italiano, ci ha pensato ultimo una Dop che premia la Campania, l’ Olio Extravergine di Oliva Irpinia - Colline dell'Ufita.

Riconoscimento ottenuto subito dopo la Belokranjska Pogaca Stg un prodotto di forno a base di farina bianca, uovo e cumino, tradizionale nel territorio del comune di Metlika in Slovenia.

Due giorni prima (2 marzo) il riconoscimento della Igp “Mela di Valtellina” che riguarda tre varietà (Golden delicious, Red delicious e Gala), che va ad aggiungersi, alle altre due meleIgp “Mela Annurca Campana” e “Mela Alto Adige o Südtiroler appese” ed alla Dop “Val di Non”.

Un traguardo importante che va a confermare il primato dei riconoscimenti da parte del nostro Paese, con 200 su 909 riconosciuti nei 27 Paesi dell’Unione Europea.

Un lungo cammino iniziata nel giugno del 1996 con il primo riconoscimento in assoluto, il Grana Padano Dop, il formaggio più conosciuto e più diffuso al mondo per le sue pregevoli caratteristiche organolettiche e nutritive, che ne fanno un prodotto unico e, per questo, e, purtroppo, anche il più clonato.

È questo il quadro delle eccellenze dell’agroalimentare che vede il Molise protagonista con la “Maratona del Gusto e delle Bellezze d’Italia”, organizzata da Casa Italia Atletica con tutte le istituzioni molisane promotrici delle eccellenze della Regione.

Una sola Dop tutta molisana, l’olio extravergine di oliva “Molise” e poi altre 3 Dop ( Caciocavallo silano, Mozzarella di Bufala e Salamini Italiani alla Cacciatora) e una Igp (Vitellone Bianco dell’Appennino centrale).

Un grande evento promozionale con la regina dello sport, l’Atletica, e i grandi appuntamenti dell’anno, come le Maratone di Madrid e di New York, i master in Ungheria e il Campionato europeo di Barcellona, in programma a luglio, a trainare l’immagine dei nostri territori e dei testimoni fondamentali di questi territori quali sono le eccellenze agroalimentari.

Eccellenze che servono a dare all’alimentazione dell’atleta la garanzia della bontà. Sta in questo connubio alimentazione/territorio e sport il successo di un progetto che ha visto il Molise sempre protagonista nel passato, in particolare lo scorso anno a Berlino, in occasione dei Campionati del mondo di Atletica
Larino 12.03.10

RAGLI&BELATI



di Zacc e Bélina

BUTTAFUORI
Zacc-un ministro buttafuori

Bélina- fuori dal governo


SENZA PALLE

Zacc – dev’essere cacciato a pedate nel sedere così come Minzolini direttore Tg1

Bélina – che peccato che non ha le palle


AMMESSO CHE PENSI

Zacc- Minzolini ha detto che quello che pensa lo dice in Tv

Bélina – si spiega la perdita del TG 1 di ascoltatori

11 marzo 2010

LA TERMOLI CHE SERVE AL MOLISE

Abbiamo letto di sfuggita il titolo di un articolo di Camilleri che invita la sinistra a unirsi contro Berlusconi per liberare l’Italia da uno che governa il nostro amato Paese come fosse uno dei tanti uffici delle sue amorevoli segretarie, in attesa della deriva.
Un invito di grande attualità che esprime tutta la nobiltà del personaggio, che, a 84 anni, non si stanca di avere a cuore e difendere i valori che l’hanno sempre guidato nella vita.
Valori che altri non hanno, come quelli della onestà e della solidarietà, che un tempo erano il punto di orgoglio di chi militava nel Partito comunista italiano e, così, si sentiva diverso.
Non basta un appello, per quanto nobile esso sia, a rimettere a posto i cocci rotti da chi continua a vivere l‘appartenenza alla sinistra con il gusto dell’affare personale e dell’inciucio, che ha come fine la divisione all’interno delle forze di sinistra e, non so se coscientemente o no, la voglia di servire i potenti del centro destra.
Fino a quando questi saranno, ai vari livelli, i protagonisti del Pd, non c’è da sperare nell’unità della sinistra, anche perché, ammesso che ciò possa succedere, la sete del potere e i vecchi vizi li rimetterebbero subito in azione, come a dimostrare di essere i portatori della peggiore politica, quella che ha messo in sella Berlusconi e ha tolto il fiato alla opposizione.
Infatti ciò che più meraviglia è che, negli ultimi tempi, lo fanno in modo sfacciato, senza coprirsi di vergogna, ma alla luce del sole.
Ci riferiamo alle vicende molisane che hanno portato alla riduzione ai minimi termini della sinistra dopo la gestione Ruta-Massa: lo strapotere, suo malgrado, di Michele Iorio in mancanza di una opposizione; la consegna alla destra del Comune di Larino; gli attacchi al presidente della Provincia di Campobasso, D’Ascanio, ed a quanti lo hanno sostenuto, fino alla espulsione dal partito; i tentativi più volte ripetuti di far cadere l’amministrazione Greco fino a riuscire nell’intento, con la conseguenza di portare la città del litorale, strategica per sconfiggere i disegni del centro destra molisano e del nucleo industriale, al voto, con i botti, non a caso, del presidente del Cosib, Del Torto.
Peccato che la Erminia Gatti si sia prestata al gioco di tutti quelli che, l’altro giorno, aveva intorno a sé al momento della presentazione, da Ruta a Totaro, da Leva a d’Ambrosio. Chissà dov’era Pardo Antonio D’Alete da Larino
Più sbagliano e più si mettono in mostra; più dividono e più si sentono bravi e utili alla società.
Con questi signori la destra è libera di fare quello che vuole, allo stesso modo quando ha permesso la installazione della turbogas: nucleare, inceneritore, insediamenti chimici, eolico e solare selvaggio e altro ancora.
Ecco l’inciucio permanente, che serve a confondere le idee anche a chi ha mille ragioni per ribellarsi alle volgarità, alle bugie ed alle ingiustizie e, cosa, ancora più grave, alla distruzione dello stupendo territorio del Basso Molise, che è la sola e unica risorsa, la vera identità di chi lo abita.
Per queste e per altre ragioni la sola speranza, anche per il futuro di Larino, è una Termoli che ha la forza di salvaguardare le sue vere vocazioni e il suo territorio, fondamentali per il Molise; di liberarsi dal rischio di cadere nelle mani delle multinazionali e dei grandi interessi speculativi.
In questo modo Termoli diventa la speranza di un futuro che apre all’immagine di un Molise che utilizza il suo territorio per produrre le bontà che promuovono la ricca tradizione culinaria della Regione; arricchire il primato della biodiversità e della ruralità; sviluppare il turismo e farlo vivere 365 giorni l’anno; utilizzare la storia e la cultura per spenderla sul mercato e renderla patrimonio delle nuove generazioni; unire il mare con i territori dell’interno che hanno ricchezze enormi da mettere a disposizione del turismo. Termoli, come tutto il Molise, ha un forte bisogno di aria pulita per respirare a pieni polmoni e trainare così il Molise verso il domani, che non lascia scappare i nostri giovani e faccia arrivare al loro posto affaristi e gente di malaffare.
A voreie

RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina

IL PROCESSO

Zacc- continua a perdere consensi e fiducia. Credi che si farà processare?

Bélina- questo lo decide Letta, l’oscuro sottosegretario


IL DISTURBATORE DI CONFERENZE STAMPA

Zacc- dopo i due pugni allo sterno, gli ha dato di picchiatore fascista..

Bélina- invece era un Ministro


FIUME IN PIENA


Zacc – vive dei consensi e senza diventa un fiume in piena che travolge ogni cosa

Bélina- sporco, limaccioso, violento, acido, acrimonioso, impazzito, pericoloso. Mi fermo qui, dire altro non oso.

10 marzo 2010

RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina


IL PROCESSO
Zacc- continua a perdere consensi e fiducia. Credi che si farà processare?

Bélina- questo lo decide Letta, l’oscuro sottosegretario

IL MOLISE PROTAGONISTA A TRIESTE A OLIO CAPITALE

Presentati dal presidente della Provincia di Isernia, Luigi Mazzuto, e dall’assessore Pier Paolo Nagni della Provincia di Campobasso, gli oli molisani premiati e selezionati dal Premio “Goccia d’Oro” e i due libri che Pasquale Di Lena ha realizzato per raccontare, con l’aiuto degli olivi autoctoni, il Molise, i suoi bravi olivicoltori e frantoi sempre pronti a produrre la migliore qualità.
Presente l’oleologo Luigi Caricato, direttore di Teatro Naturale

Un pomeriggio, quello di sabato a Trieste, tutto dedicato al Molise ed ai suoi oli.
Grande successo della degustazione guidata dei 9 oli vincitori del Premio “Goccia d’Oro” e degli altri 15 selezionati che le due provincie di Campobasso e Isernia hanno organizzato all’interno della Fiera “Olio Capitale”, giunta alla sua quarta edizione.
Apprezzamenti per i caratteri e la bontà degli oli e per le informazioni offerte dagli esperti guidati da Maurizio Corbo dell’Arsiam che, sin dalla sua costituzione guida il gruppo panel di Larino, riconosciuto uno dei gruppi meglio attrezzati in Italia. Quello che organizza da sei anni un Premio “Goccia d’Oro” che, nel premiare le aziende e la qualità degli oli che esse sottopongono al giudizio degli esperti degustatori, hanno stimolato l’interesse dei produttori a produrre qualità e a dare ad essa l’immagine che serve per presentarsi sul mercato.
“Le due provincie – ha detto Pier Paolo Nagni nel portare il saluto del presidente D’Ascanio - con questa iniziativa e la organizzazione della presenza in una fiera specialistica aperta ai grandi mercati dell’Europa, in particolare quelli dell’Est, hanno voluto dare alle aziende la possibilità di porsi all’attenzione del mercato ed al giudizio del consumatore e degli esperti, e al Molise l’opportunità di farsi conoscere attraverso i suoi fondamentali testimoni che sono gli oli. Lo hanno fatto con le degustazioni guidate e la presentazione degli oli, ma, soprattutto con i due libri firmati da Pasquale Di Lena, che hanno saputo stimolare prontamente la curiosità dei visitatori.
Il primo “2010, andar per olio nel Molise”, una guida molto bella e facile da consultare che, insieme agli oli premiati, riporta una serie di interessanti informazioni che fanno capire la centralità del Molise nel mondo dell’olivicoltura nazionale. Il secondo libro, dalla forte impronta culturale, “Là dove la terra dona”, un viaggio nei territori dell’olio che porta, attraverso le varietà autoctone e lungo i tratturi, a scoprire oltre alla identità del Molise, l’importanza dell’olivicoltrua, la sua centralità”.
Il presidente della Provincia di Isernia. Luigi Mazzuto, dopo aver espresso il suo pieno accordo con quanto detto dall’assessore Nagni e la sua soddisfazione a essere presente in una iniziativa importante per l’immagine del Molise, ha detto che “l’aspetto culturale che sta alla base della iniziativa è fondamentale anche per tutti gli altri prodotti che caratterizzano il territorio molisano, in particolare il tartufo che vede il Molise primeggiare in Italia e nel mondo, la biodiversità e la ruralità, nonché l’enorme patrimonio storico culturale con Venafro e Larino in grado di raccontarlo proprio con i grandi oli dell’antichità e con i tratturi che stanno per diventare patrimonio dell’umanità, grazie all’Unesco. Un insieme che serve per dare più forza alla promozione che sta diventando sempre più la grande opportunità per affermare sui mercati la bontà e le bellezze di una terra generosa di ospitalità”.
A parlare dei due libri ci ha pensato l’oleologo Luigi Caricato quando ha sottolineato l’importanza dei due volumi che insieme fanno capire quando è importante l’olivo e l’olio nel Molise e, come, Di Lena riesce a coinvolgerti nel suo amore per questa sua terra. “Di Lena – ha detto Luigi Caricato – riesce a incantarci quando si occupa della sua regione, sia con i suoi scritti, sia con l’impegno costante e fattivo a favore dei prodotti del territorio”.
L’incontro è stato chiuso dall’intervento di Pasquale Di Lena che, dopo aver ringraziato quanti l’hanno sostenuto e aiutato in questa sua impresa realizzata in venti giorni, ha dato nuovi spunti alla lettura dei due volumi, in particolare quando ha tratteggiato il volto di questa sua terra che non smette mai di emozionarlo.

RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina

L’OSCURO

Zacc - il Papa ha assolto, senza confessione, Bertolaso

Bélina – l’aveva confessato poco prima nell’oscurità Gianni Letta



BISOGNO DI FIDUCIA

Zacc- legittimo impedimento

Bèlina- solo per darsi un’altra carica di fiducia





8 marzo 2010

RAGLI&BELATI

di Zacc e BélinaASPETTA E SPERA

Zacc – Avvocato mi dica quando il suo assistito vuole farsi processare

Bélina – mavalà !

RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina




SENTI CHI PARLA!

Zacc - Cicchitto ha detto che Di Pietro è un troglodita

Bélina - e lui un piduista

4 marzo 2010

RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina



CIALTRONI

Zacc – i berluscones dicono che è in pericolo la democrazia

Bélina – sempre quando è in mano a cialtroni

VICE

Zacc- la vice di Bertolaso a L’Aquila dice “siamo un’armata Brancaleone”

Bélina – chi è la Polverini?

Andar per olio in Molise, là dove la terra dona




LO SGUARDO DI PASQUALE DI LENA SUL MOLISE

Le Città dell’olio si riuniscono a Trieste per la quarta edizione di Olio Capitale. Un appuntamento con l’autore, nel pomeriggio di sabato 6 marzo

Il Molise nel cuore. A Olio Capitale si presentano due libri che Pasquale Di Lena ha realizzato per raccontare la sua regione, con i suoi olivicoltori e frantoiani sempre pronti a lavorare nel nome di qualità e tipicità. Il primo libro in realtà è una guida e ha per titolo Andar per olio nel Molise: si tratta di un agile volumetto in cui si prendono in esame le produzioni oliandole molisane dell’ultima annata olearia. Il secondo libro, dalla forte impronta culturale, ha invece per titolo La dove la terra dona e rimanda a un viaggio tra gli oliveti del Molise alla scoperta di una identità che affonda le proprie radici nella storia, un vero libro dai robusto contenuti, in grado di farci capire l’importanza e la centralità dell’olivicoltura molisana.

Oltre all’autore, Pasquale Di Lena, saranno presenti all’appuntamento triestino, fissato per sabato 6 marzo alle 17.30, l’oleologo Luigi Caricato, nonché il Presidente della Provincia di Isernia Luigi Mazzuto e l’Assessore alle politiche per le attività produttive della Provincia di Campobasso Pierpaolo Nagni.

“Di Lena – sostiene Luigi Caricato – riesce a incantarci quando si occupa della sua regione, sia con i suoi scritti, sia con l’impegno costante e fattivo a favore dei prodotti del territorio. Attraverso ogni parola, egli sa trasmettere contenuti ed emozioni, riuscendo ad affascinare di volta in volta i propri interlocutori, utilizzando sia una versatile e ricca vena poetica ammaliatrice, sia l’occhio lucido capace di scavare abilmente nella cronaca di ogni giorno e nei meandri della storia”.

Non è un caso che nella quarta di copertina della guida Andar per olio nel Molise si legga una intensa dichiarazione d’intenti dello stesso autore, ampiamente condivisibile: “Grazie ai miei amici olivi che mi hanno guidato lungo i sentieri erbosi, stupendi percorsi di migranti ed emigranti, ho scoperto l’anima del Molise, questa mia terra che sempre mi emoziona. Se la scrittura aiuta a scoprire l’anima e a riempirla di nuove emozioni, è, però, la memoria che permette di trasmettere al lettore la voglia di venire in questa regione, che ha forme e contenuti di una città, quasi ideale, per poter sentire subito il bisogno di ritornare qui, nella terra dell’accoglienza e dei colori, delle ombre chiare e scure e, anche, della gentilezza e della discrezione dei suoi silenzi”.

Sarà un incontro, quello che si terrà in occasione di Olio Capitale a Trieste, di grandi emozioni corali, perché parteciperà una nutrita delegazione di molisani. La presentazione dei due libri di Di Lena, sarà all’interno del convegno "Molise: la terra degli oli gentili e dell'ospitalità". E’ un appuntamento da non perdere.

RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina




IL MINISTRO DELLA GUERRA

Zacc-il ministro La Russa ha detto che non rispondono delle loro azioni

Bélina- non è una novità

3 marzo 2010

IL CONSIGLIO DISCUTE DELL’OSPEDALE E GIARDINO DICE CHE E’ SOLO UNA PERDITA DI TEMPO. INTERVISTA A PASQUALE DI LENA



Dopo il consiglio comunale monotematico sulla sanità del 2 marzo scorso, con all’ordine del giorno l’approvazione del documento approvato in commissione sanità, che ha visto un vivace confronto e momenti di scontro politico tra maggioranza e opposizione, abbiamo posto alcune domande al consigliere comunale Pasquale Di Lena che, insieme ai consiglieri Puchetti e Di Bello, ha ritenuto di votare contro il documento preparato dalla commissione.

Qual’è la ragione del No di ieri sera al documento licenziato al’unanimità dalla commissione?
C’è una notizia che riporta una interessante dichiarazione del Presidente Iorio, nonché commissario della sanità molisana, commentata positivamente sulla stampa locale dall’assessore alla sanità e vicesindaco del comune di Larino, Giovanni Quici, e il sindaco e la sua maggioranza pensano ad approvare un documento della commissione superato dai fatti.
Nonostante l’incalzare dei rappresentanti delle forze di opposizione il sindaco, il vicesindaco e la maggioranza si sono accontentati, insieme ai due rappresentanti che hanno partecipato ai lavori della commissione, di approvare un documento che aveva un significato fino a tre mesi fa, ma non più oggi. Già un mese fa ho scritto che non era più il tempo dei documenti, ma dei fatti.

Intende riferirsi al 7 gennaio, quando, su espressa richiesta delle opposizioni si è svolto il consiglio monotematico?
Sì. La verità è che senza le quattro richieste dell’opposizione di consigli monotematici sulla questione ospedale, la maggioranza non avrebbe avuto alcuna necessità di perdere tempo a discutere di ospedale ma di fare andare avanti le cose (sono passati 22 mesi) e di porre attenzione alla situazione in fieri (come l’ha definita il sindaco) convinto com’è che, basta avere la pazienza di aspettare e tutto finirà positivamente per il bene di Larino e del suo ospedale.

Il vicesindaco si è raccomandato di non parlare male dell’ospedale di Larino
Infatti, secondo l’uomo del fare, sbaglia chi denuncia la perdita di ruolo e di prestigio dell’ospedale di Larino e la caduta del 17% del reparto di oculistica, quello che ha sempre rappresentato il fiore all’occhiello del “Vietri”.
Fare questo, secondo il vicesindaco, è parlare male dell’ospedale di Larino e questo non va bene, anche perché, secondo lui e la maggioranza, le cose vanno bene.

Perché l’invito al vicesindaco a ridare indietro la delega di assessore alla sanità?
Per la semplice ragione che non ha fatto niente per salvare la situazione, se non quella di dire sempre sì al governo regionale e, insieme al sindaco, lavorare per tramutare la ribellione in rassegnazione di fronte alla disastrosa situazione, in modo da non disturbare il manovratore.
Ha dichiarato però che sarà pronto a dimettersi quando l’ospedale chiuderà, come dire che a lui sta bene la trasformazione dell’ospedale, lenta ma costante, in poliambulatorio.

E comunque, della dichiarazione di Iorio non ne hanno parlato.
Era una ragione valida per mettere il consiglio nelle condizioni di approvare un documento utile a porre spiegazioni al commissario Iorio, essenziali per capire la fattibilità del suo progetto e togliere così anche il sospetto di una proposta che serve solo alla campagna elettorale di Di Brino o Di Giandomenico, vista la necessità del centro destra di cambiare il governo di Termoli e renderlo funzionali agli obiettivi di un Basso Molise pattumiera.
Un’occasione, anche, per invitarlo a un confronto con la città di Larino, visto che in tre mesi non è riuscito a rispondere agli inviti del sindaco di Larino.
Se il sindaco è contento di essere trattato in questo modo io non posso che essere offeso, visto che ne va di mezzo la dignità di Larino.

Il presidente della commissione ha reagito duramente al voto contrario tuo e degli altri due consiglieri
Lo capisco sapendo che gli è costato fatica fare il presidente di commissione e sentirsi impegnato in questi tre mesi per licenziare un documento già scritto e approvato più di un anno fa dalla maggioranza.
Per quanto riguarda questo suo impegno tutta la mia solidarietà, ma il significato politico è un altro, quello di uscire dallo stallo e di cogliere a volo una situazione per incalzare chi ha il potere delle decisioni partendo dalle sue dichiarazioni, ripeto, per me importanti e, come tali, oggetto di una profonda discussione, per poter licenziare un altro documento e mettere Iorio e la maggioranza del comune di Larino nelle condizioni di operare alla luce del sole ed avere in cambio, così, la risposta dei cittadini nel momento in cui sono coinvolti e resi protagonisti con la partecipazione.

Vi ha accusato anche di essere i colpevoli della situazione in cui versa l’ospedale di Larino
Non è la prima volta che qualcuno prova a scaricare le proprie colpe e inadempienze su chi fa solo il suo dovere di oppositore, che è quello di vigilare e denunciare le cose che non vanno e, per quanto mi riguarda e riguarda Larino viva, anche quello di avanzare proposte da porre all’attenzione dei cittadini e del consiglio comunale.
Il richiamo all’unità solo quando fa comodo non solo è troppo facile, ma puzza di demagogia.
L’unità è un valore importante che ha la forza di fare andare avanti processi virtuosi quando c’è una progettualità. Diversamente è solamente aria fritta che serve per distrarre l’attenzione e far perdere ogni occasione tesa a cambiare la situazione.

Redazione Larino Viva, 3 marzo 2010

RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina



MA QUALE FORMA, BADIAMO ALLA SOSTANZA...


Zacc – “certi timbri e certi orpelli non sono affatto indispensabili” ha dichiarato il governatore della Lombardia



Bélina – quello che ha detto Schifani è ancora peggio




SUCCEDE

Zacc- Santoro sulle barricate

Bélina- succede quando gli intellettuali sono impauriti da Minzolini

2 marzo 2010

RAGLI&BELATI



di Zacc e Bélina

SUCCEDE



Zacc- anche in Lombardia esclusa una lista dalla competizione elettorale

Bèlina- succede quando uno si affida a morti di fame ed a analfabeti


1 marzo 2010

POVERO GIAGUARO

Questo lungo silenzio è che siamo stati impegnati a soffiare altrove per dare posto ad altri venti che ci hanno chiesto di poter passare un po’ di tempo da queste parti in un periodo, quello del carnevale, che li ha sempre visti impegnati altrove.
Riprendiamo la nostra chiacchierata con una notizia poco confortante, inviataci da WWF Italia, che ci vede solidali con il giaguaro, visto che rischia la estinzione grazie a un ecosistema che è stato stravolto dall’intervento dell’uomo, che, anche alla luce dei fatti di cronaca che segnano questa nostra Italia, dà l’impressione di essere un po’ fuori di testa.
La campagna lanciata dal WWF dice che il giaguaro ha bisogno di amici ed a noi, in questo caso, non dispiace di essere tacciati come gli “amici del giaguaro”. C’è sempre qualche giocherellone, in questo amato paese, che ne approfitta per raccontare storie che non ci appartengono e noi siamo contenti di sentirle raccontare, perché alla fine riescono a divertirci e, di questi tempi, non è poco avere stimoli per sorridere alla vita.
Dicevamo dell’uomo, altra specie in via di estinzione, visto che sta facendo tutto quanto è possibile e necessario per sparire dalla faccia della terra, nel momento in cui distrugge tutto quello che ha, soprattutto l’unico bene che è veramente suo, il territorio. E lo fa, come i grandi imprenditori che hanno messo le mani sul terremoto de L’Aquila, ridendo sulle disgrazie altrui, inconscio che quelle disgrazie sono anche le sue.
Ma, come si sa in questa Italia, dire male dei grandi imprenditori è come dire male della propria mamma, per la semplice ragione che tutti si riconoscono in questi personaggi, soprattutto se palazzinari, e tutti pensano di poter fare le schifezze che questi fanno, invece di vomitare.
Ritornando all’amico giaguaro e non “del giaguaro”, animale di straordinaria bellezza e leggerezza con i suoi movimenti che danno l’impressione che ogni parte del suo corpo possiede ali, la ragione principale sta nel fatto che le terre dove vive si sono ridotte di circa la metà e che sono state distrutte le foreste, il suo habitat.
Appena letto queste motivazioni siamo stati presi da una riflessione che ci permettiamo di riportare ad alta voce: non è che il molisano del Basso Molise rischia di fare la fine del giaguaro nel momento in cui va avanti il progetto di trasformare il suo territorio, habitat naturale, in una pattumiera gestita da chi ha lavorato per assemblare le amministrazioni comunali (è rimasta fuori solo Termoli) e preparare così il terreno a chi ha deciso da tempo di voler investire qui con le schifezze che non può investire altrove?
Da chi ha trasferito un patrimonio di storia e di superficie nelle mani di soggetti che hanno già dimostrato la loro grande abilità, che è quella di aprire e chiudere le imprese e di far pagare al pubblico questa loro virtù?.
Termoli e la stessa Montenero, i due centri che si preparano al voto di marzo, restano gli unici baluardi che possono fermare questa deriva concordata con le multinazionali della chimica, del nucleare, degli inceneritori.
È questo il momento di ricordare che c’è chi ha ancora fuochi di artificio da utilizzare, nel momento in cui saranno gli amici delle multinazionali a vincere.
Ricordare per non fare la fine che vogliono far fare al nostro amico giaguaro, visto che l’obiettivo è di far sparire altri migliaia di ettari di superficie coltivata.
Perché ciò non succeda è bene che ognuno faccia la sua parte ed esprima la propria solidarietà al giaguaro ed all’uomo bassomolisano.
A voreie

RAGLI & BELATI



di Zacc e Bélina

POVERO
Zacc – dal trionfo alla carriola

Bélina- vedrai quando tutti gli adulatori andranno a prendere un panino

RAGLI & BELATI



di Zacc e Bélina




CONCORRENZA



Zacc- Corona è un tifoso del nostro presidente del consiglio

Bélina- un concorrente in meno



COLLUSI



Zacc- se i minzolini si possono permettere di raccontare bugie, minacciare e ricattare…

Bélina – è perché l’ordine dei giornalisti dorme e le redazioni tacciono



Il SEMAFORO



ZACC – ieri il viola domani il giallo

Bélina- io aspetto che torni il rosso