13 agosto 2010

BONEFRO: PROFUMI E SAPORI RIANIMANO DI GENTE L’ANTICO BORGO

Comunicato stampa


All’insegna del successo la manifestazione inaugurale della prima edizione dei “Sapori dei borghi e ..sotto le stelle di Venifrum” che è partita giovedì 12, per chiudere oggi, venerdì 13, con un convegno che vede la presenza dell’assessore regionale all’agricoltura, Nicola Cavaliere.
La soddisfazione del sindaco, dr. Giuseppe Montagano, che, dopo il taglio del nastro e il saluto ai numerosi ospiti, accompagnato dal Presidente onorario delle città dell’olio, Pasquale Di Lena, ha visitato gli stand e ringraziato gli oltre 30 espositori. Presente l’assessore al Turismo della Provincia di Campobasso, Pietro Montanaro.

Profumi e sapori delle nostre eccellenze agroalimentari e i segni dei bravi artigiani molisani, accompagnati dalla gioia dei bambini e dalle musiche della taranta salentina, hanno ridato vita alle viuzze e agli ambienti che riportano a un tempo ormai passato dell’antico Borgo, la “Terra vecchia”, così bella e suggestiva ammantata dalla notte e illuminata dalla luna.
La prima edizione di una manifestazione enogastronomia è partita con l’entusiasmo del sindaco, Giuseppe Montagano e dei suoi collaboratori, in particolare il vicesindaco e assessore alla cultura, Clauddia Lalli, e gli assessori Gianluigi Liberatore e Massarelli Nicolai che hanno coordinato il progetto realizzato dal Comune dell’antica Venifrum.
C’era l’assessore al Turismo della Provincia di Campobasso, Pietro Montanaro, e, ospite d’onore, il Presidente onorario delle Città dell’Olio, Pasquale Di Lena, a rappresentare una realtà di oltre 350 tra comuni e enti territoriali, che ha visto Bonefro fra le città che hanno promosso e dato vita a Larino a questa associazione ed esprimere il primo vicepresidente nel sindaco di allora.
Tanta gente lungo le strette viuzze a degustare ed acquistare i deliziosi prodotti dell’agroalimentare molisano come i generosi e ben strutturati vini delle più importanti aziende molisane che si fanno sempre più onore sui più accreditati mercati; i fruttati oli di “Gentile di Larino”, “Rosciola di Rotello” e oliva nera” e “Rumignana” di Collotorto;, i profumati e accattivanti salumi, i delicati prodotti dell’antica arte casearia; i sottoli, Yogurt e latte intero; i prodotti del forno e la pasta fresca a ricordare, con i fusilli e i cavatelli, la saggezza e la bravura delle donne molisane.
Un salire e scendere che ha permesso al numeroso pubblico, entusiasta di partecipare all’evento, di incontrare gli artisti della pietra e del rame, del tamburello e della creta.
Un successo che ripaga l’impegno profuso da chi ha voluto e organizzato questa prima edizione de “I Sapori dei Borghi e…sotto le stelle” e dà ai protagonisti la gioia di vivere i tre giorni che prevedono anche incontri e confronti sulle questioni della nostra agricoltura e il giusto entusiasmo per pensare a come preparare la seconda edizione.

Venerdì 13 agosto

12 agosto 2010

CHI VA IN PARADISO

Noi lo sappiamo da sempre per conoscenza diretta della vita di chi si alza la mattina ben presto per andare al lavoro e torna la sera stracco e affamato a vivere una cena con la famiglia intorno alla tavola ad ascoltare le riflessioni e le speranze, la voglia di ribellione contro i padroni che si sentivano padroni della tua vita e della vita della tua famiglia.

Non abbiamo mai avuto dubbi sulle possibilità della classe operaia di varcare le soglie del Paradiso.

Apriamo, prima di entrare nel merito della questione, una parentesi che ci permette di far capire ancora di più il significato, il valore di quello che è successo l’altro giorno a L’Aquila.

Sono anni, come tutti sanno, che i giornali si occupano fondamentalmente di Berlusconi e delle sue “virtù”, fra le quali, ultimamente, spicca quella del ricatto come metodo per far tacere e paralizzare i suoi avversari. La novità è che li accusa di peccati che lui conosce bene, per averli consumati in prima persona con i suoi legali di ieri, che tornano oggi sulla scena e diventano ancor più inquietanti.

Un uomo che viene messo in discussione da un personaggio sbiadito come Fini e che è contornato da persone di ingegno altissimo come i suoi portavoce, Capezzone e Quagliarella; di poeti sublimi, come Bondi e di amici disinteressati come Bossi che, da quando la Gelmini l’ha ritenuto degno di ricevere una laurea honoris causa per il contributo dato a tenere unita l’Italia, ha sfoderato, come un tempo, il dito medio nei confronti di tutti quelli che hanno vomitato alla notizia della Ministro della distruzione più che dell’Istruzione.

Ebbene, in mezzo a questa figura ingombrante e a tanti tristi comprimari che si divertono a ridere dei valori e delle istituzioni, è sbocciata, come rosa del deserto, la notizia della restituzione di un tesoro di 150 mila euro trovato tra le macerie del terremoto a L’Aquila da parte degli operai dipendenti di una impresa “ I Platani” del gruppo Palmerini, azienda aquilana.

Operai, si operai, cioè quelli che l’informazione, da anni, ha pensato di far sparire, dando, agli stessi partiti da essi ispirati, la sensazione che facevano parte di un lontano passato.

Operai, persone di carne e ossa, dotate di braccia e, soprattutto, di cervello e di cuore, che sudano, lavorano - quando trovano da lavorare - vengono sfruttate dal padrone di turno, vivono duramente la crisi, imprecano e, spesso, bestemmiano, per le ingiustizie di una società in mano a gente che, invece, ruba, arraffa, imbroglia, lecca, infama, ricatta, spreca, si abbuffa, stupra, vende la propria anima, e, a volte, si annoia anche.

Operai che quando hanno trovato il tesoro composto da buoni postali, 10 orologi e altri oggetti di valore, guidati dal capo cantiere, Massimo Colaiuda, li hanno raccolti e portati alla caserma dei carabinieri più vicina perché venisse restituito ai proprietari della casa crollata.

Hanno detto “non è roba nostra” ed hanno messo tutto nelle mani dei rappresentanti dell’Arma.

Una notizia che ci ha ridato fiato e voglia di soffiare più che mai, nel momento in cui siamo tornati a vivere la realtà, un mondo fatto di normalità.

Un mondo libero, non invaso dalla presenza asfissiante e ingombrante di un uomo che si avvale dei tacchi per apparire più alto; di mille avvocati per sentirsi protetto e di escort per sentirsi ancora potente.

Sembra che lor signori e lo stesso Berlusconi abbiano reagito alla notizia con un sorriso, convinti più che mai che essi sono i soli ad andare in Paradiso attraverso una circostanziata raccomandazione da parte della gerarchia vaticana. Parola di Bertone.

Non lo nascondiamo, noi che siamo vènti che soffiamo sempre da una parte sola, siamo stati presi dalla notizia che ha visto protagonisti gli operai aquilani e ci siamo anche commossi.
Vogliamo ringraziare questi galantuomini, signori davvero, per di più abruzzesi forti e gentili, che sanno vivere e far vivere le emozioni.

Gli operai, oggi è certo più che mai, in Paradiso ci vanno da sempre e, per di più, senza alcuna raccomandazione.

A Vòreie

9 agosto 2010

IL “FAGIOLO CANNELLINO DI ATINA” DOP, IN PROVINCIA DI FROSINONE, PORTA A 213 I RICONOSCIMENTI DELLE NOSTRE ECCELLENZE .

I riconoscimenti Dop e Igp continuano nonostante l’agosto e la sensazione che tutto sia fermo, salvo il traffico. Ben cinque negli ultimi giorni di luglio e i primi di agosto, che riguardano rispettivamente l’Italia, la Francia, la Spagna, la Germania, e la Repubblica Ceca, che portano a 949 il total delle Dop, delle Igp e Stg in Europa. Confermato il grande ruolo di promozione e comunicazione di Casa Italia Atletica con la sua “Maratona del Gusto e delle Bellezze d’Italia”

Non c’è agosto che tenga per i riconoscimenti Dop e Igp da parte dell’Unione europea. Se a fine luglio il Regno Unito con “Traditionally Farmed Gloucestershire Old Spots Pork”, sale un gradino con il riconoscimento di una Stg riferita a una carni fresche, nel caso specifico di maiale, il 5 Agosto la G.U. n°203 ha pubblicato ben cinque riconoscimenti, di cui 3 Dop e 2 Igp.

La nuova Dop italiana è il “Fagiolo Cannellino di Atina”, in provincia di Frosinone, che porta a 133 le Dop riconosciute, mentre restano ferme le Igp (78) e le Stg (2). In Italia, con la Dop “Fagiolo Cannellino di Atina”, nel Lazio, sale a 79 il primato degli ortofrutticoli

Gli altri riconoscimenti riguardano la Francia che aggiorna il quadro delle sue eccellenze con 77 Dop e 95 Igp grazie al un formaggio “Maconnais” Dop; la Spagna che, con il pepe “Pemento de Herbón”, una specialità della Galizia nella parte nord occidentale della Penisola iberica, porta a 73 le Dop, mentre restano ferme a 44 le Igp e a 3 le Stg; la Germania che ha visto salire a 42 le Igp per merito della patata, “Lüneburger Heidekartoffeln” IGP, mentre le Dop restano ferme a 30, e, infine, la Repubblica Ceca, 6 Dop e con il riconoscimento di quel formaggio magro “Olomoucké tvarůžky “, che da un odore particolare, noto come “tvaruzky”, fa salire di uno scalino (19) le Igp .

Con questi riconoscimenti dei primi di agosto 2010, il quadro complessivo dell’Unione europea è di 949, di cui 486 Dop, 435 Igp 3 28 Stg, con l’Italia che guida la classifica (213), seguita da Francia (172); Spagna (140); Portogallo (116); la Grecia (87); la Germania (72); l’Inghilterra (36) e, subito dopo, la Repubblica Ceca (25), con tutte le altre che hanno ben poco, cioè in tutto appena 88 riconoscimenti.

La Regione Lazio continua ad avanzare e, con il “Fagiolo Cannellino di Atina” Dop, raggiunge, a quota 20, la Sicilia e la Campania, piazzandosi, così, al 5° posto, dopo il Veneto a quota 33, l’Emilia Romagna 32, la Lombardia 22 e la Toscana 21, anticipando il Piemonte (17) di tre posizioni.

Un quadro di eccellenze che la “Maratona del Gusto e delle Bellezze d’Italia”, la vetrina itinerante promozionale di Casa Italia Atletica della Fidal servizi, ha portato a Barcellona in occasione dei Campionati Europei di Atletica Leggera, aprendo un confronto serrato con un Paese, all’apparenza concorrente, visto che come l’Italia ha tutto l’interesse per una affermazione sul mercato di questi prodotti di eccellenza che danno immagine a territori ricchi di ambiente e di paesaggi, di natura e sostenibilità.

Una vetrina che ha colto l’attenzione dei media spagnoli che hanno seguito con grande attenzione le presentazioni di oltre 70 prodotti e di 25 territori vocati alla qualità, in rappresentanza di 13 Regioni, che hanno caratterizzato, in tre punti strategici della città, l’intera settimana a cavallo di luglio e agosto.

Un quadro quello delle Dop e Igp che, mentre premia i coltivatori e i trasformatori che hanno privilegiato la qualità con tutte le sue peculiarità, offre al consumatore, con il bollino Ue uguale per tutti i paesi, quella garanzia che altri prodotti non sono in grado di dare.

Una qualità che serve all’atleta e allo sport per la centralità che hanno il cibo e l’allenamento nel corso della sua attività, ben sapendo che una alimentazione sana, oltre che corretta, è fondamentale per raggiungere i traguardi sperati.

Fonte pasqualedilena@gmail.com

7 agosto 2010

LUNE E SOLI

Se capiti un giorno di venire
a conoscere la mia terra,
dalla forma strana,
circondata da montagne,
mari, colline che nutrono
di respiri le poche pianure,
lasciati guidare dai filari di viti.
Sia quando si accompagnano
a folti boschi, noccioli,
campi seminati, o, per tanta parte,
al frondoso olivo,
ricovero, con le sue ombre argentate
trapuntate di sole e di luna,
della tua arsura e della tua sosta
.
Prendi uno dei filari,
lasciati andare,
scenderai dai monti,
attraverserai fiumi,
fiancheggerai laghi,
conoscerai mari del Mediterraneo,
e, poi, castelli, torri, piazze
ricche di giostre e di palazzi,
minuti borghi che sanno
raccontare storie lontane e città,
antichi teatri e spesse mura.

Vedrai lune e soli,
ascolterai note,
voci di dolci canti e sentirai,
via via che avanza il tuo cammino,

sfilare profumi unici,
lungo i tratturi antichi calpestati,
come minute trame della tovaglia
di un tavolo apparecchiato
di inebrianti piatti, freddi e fumanti,
aceti, vini, oli fruttati.

Fermati a parlare,
non importa qual è la tua lingua,
ti capiranno e ti risponderanno,
guardandoti negli occhi
agitando le mani.
Non ci pensare, vieni,
è certo che ti innamorerai.

Pasquale Di Lena
Larino luglio 2010

Lunas y soles

Si algún día te diera
por conocer mi tierra,
sus formas extrañas,
rodeada de montañas,
mares y colinas que
nutres de suspiros,
los pocos llanos ...
dejándote guiar por las hileras de vides.


Ya sea cuando van juntas
a espesos bosques, castaños,
campos sembrados, o por todas partes,
el frondoso olivo, refugio
--con sus sombras plateadas y
acolchadas de sol y luna--
de tu sed y de tu pausa.

Toma una de las hileras,
déjate ir;
bajarás de los montes...
atravesarás ríos...
flanquearás lagos;
conocerás mares del Mediterráneo.

Y...después, castillos, torres,
plazas --ricas en tiovivos y edificios--,
menudos burgos que saben contar historias lejanas
y ciudad,
antiguos teatros y espesos muros.

Verás lunas y soles,
escucharás notas,
voces de dulces cantos
y sentirás,
a medida que avanza tu camino,
desfilar perfumes únicos,
a lo largo de las cañadas antiguas
como los bordados de un mantel
en una mesa tendida con
platos embriagadores, fríos o humeantes,
vinagres, vinos, aceites afrutados.

Detente a hablar,
no importa cuál sea tu lengua,
te entenderán y te responderán,
mirándote a los ojos,
agitando las manos.

No te lo pienses,
ven...
seguro te enamorarás.

Pasquale Di Lena
Trad. Marcelo Aparicio

INDAGATI

da ZACC&BELINA

Zacc – c’è una differenza tra gli indagati di destra e quelli di sinistra?

Bélina – i primi se la prendono con i magistrati, mentre i secondi esprimono tutta la loro piena e totale fiducia nella magistratura

6 agosto 2010

LINGUAGGI

RAGLI&BELATI

ZACC- BERSANI, SECONDO IL MINISTRO ALFANO, USA UN LINGUAGGIO VIOLENTO

BELINA – IL SUO E’ QUELLO DI UNA LINGUA ABITUATA A LECCARE

MOLISE CINEMA A CASACALENDA: UNA VENTATA DI ARIA FRESCA

Non voglio, con questa nota, far credere che mi sono trasformato in critico cinematografico, nel momento in cui chi ha avuto modo di leggere altri miei articoli pubblicati sulle pagine di questo giornale, al quale sono legato da stima e gratitudine per la bontà che ha sempre avuto di presentarmi per quello che sono, appassionato cultore di enogastronomia innamorato della sua terra il Molise.
Non capita a tutti nella vita di stare seduto in un cinema nella poltrona a fianco di un maestro come il regista Citto Maselli, che seguo da sempre, e di un’attrice bella e molto brava come Valentina Carnelutti
Questa singolare e, per me, straordinaria opportunità, mi è stata offerta da Molise Cinema, che ha presentato nel piccolo, ma delizioso cinema di Casacalenda, recuperato e ristrutturato grazie a questo evento, dallo spessore culturale e promozionale enorme, ed al dinamismo del suo mentore e instancabile promotore, Federico Pommier Vincelli.
Un cinema che non si apre solo in questi primi giorni di Agosto (5-8), ma che produce cultura tutto l’anno, con la programmazione di presentazioni, non solo di pellicole attentamente selezionate, ma, anche, di altre arti e espressioni culturali, come le musiche che riportano il folclore.
Una voglia di rilanciare il cinema, riportandolo tra la gente, per coinvolgerla e farle vivere emozioni che le televisioni hanno smesso da tempo di donare. Una voglia che Federico ha saputo appagare nel suo paese dell’infanzia, dove tornava da Roma durante l’estate e nelle vacanze di Natale.
Un legame che meglio di ogni altro spiega le origini:di un luogo non importa esserci nato, ma i profumi e i sapori che esso riesce a trasmetterti con i suoi venti e i respiri della gente.
Ma torniamo a Citto Maselli ed al suo bellissimo film “Ombre rosse”, quelle disegnate da un artista del computer, ospite di un centro sociale che, sulla facciata di un vecchio cinema da tempo abbandonato, riportava il nome con la scritta in rosso “cambiare il mondo”, che è stato e rimane lo stimolo, la forza di chi riesce a leggere bene la realtà ed ha anche la grande capacità di guardare lontano.
“Ombre rosse” che camminano, una volta verso destra ed un’altra volta verso sinistra, come a significare lo sbandamento del momento che viviamo.
È questo momento che “Ombre rosse” racconta con una metafora che trasmette il disagio di chi vive, come un tempo o, ancora di più oggi, la voglia di “cambiare il mondo”, ma non trova più le sponde che gli permettono di incanalare questa sua voglia in un progetto che rende possibili certi obiettivi.
Sponde inesistenti o, nel migliore dei casi, fragili, che non rendono possibile neanche il tentativo di appoggiare il dolore civile che uno ha dentro e il senso di impotenza, che Maselli prova ad esprimere e che è anche mio.
Una delicata, ma non per questo meno feroce critica della situazione della sinistra, in mano a intellettuali che pensano solo a fare soldi ed a far valere le loro referenze verso le multinazionali che, mediante il buon cuore delle loro fondazioni, si vogliono comprare le motivazioni che hanno dato vita al centro sociale, le passioni dei protagonisti che sanno che, per “cambiare il mondo”, bisogna partire dalla gente, dai bisogni di un pasto per mangiare e di un letto per dormire, per togliere di mezzo le discriminazioni e le ingiustizie, i razzismi, gli abusi di autorità, espressi da una società che non ha più il senso della solidarietà e dei valori.
Nel disagio di Maselli ho ritrovato il mio disagio, quello di non avere più punti di riferimento e di sentirne ancora di più il bisogno, penso ai partiti, al partito che non ho più, ma anche alla classe degli intellettuali che non ha niente da dire e quando parla senti che, salvo qualche eccezione, è pienamente omologata al sistema. Partiti vuoti di idee e di sogni, incapaci di sentire il bisogno di “cambiare il mondo”, di toccare con le proprie mani i pesanti problemi dei cittadini, delle famiglie, per paura di sporcarsele. Con i dirigenti capaci di calcolare ogni mossa pur di conquistare il proprio spazio di potere. Non c’è bisogno di pensare ai big nazionali, basta vedere come si comportano i big locali per capire che l’inquinamento è generalizzato e che c’è bisogno di nuove aggregazioni fondate sulle questioni e sulle necessità che danno, a chi ne diventa protagonista, la sensazione che “cambiare il mondo” è una necessità, oggi più che mai.
C’è anche una storia d’amore, molto tenera, di Caterina -Valentina per l’uomo, il suo uomo, che ha dato vita e anima al centro sociale. Quando muore questo protagonista c’è la disgregazione e, così, muore anche il centro sociale “cambiare il mondo”, ma non la speranza che è soprattutto di Caterina, che prende le misure di un cascinale abbandonato per ristrutturarlo e dar vita a una nuova casa.
Un film bello, intenso, che non ti permette di distrarti, che ai burocrati dei partiti di sinistra, quelli che stanno lì a rappresentarti in qualche istituzione ( il film ne presenta due, un vicesindaco e un assessore, tratteggiati in modo sublime) o in attesa di essere eletti, può risultare noioso, incapaci come sono di fare autocritica. Una tentazione che li porterebbe a uscire dal gruppo, costituito da autoreferenziali che gestiscono il potere, il proprio potere.
A chiusura della proiezione a cui ha fatto seguito, per prassi consolidata, un dibattito con il regista e la bella attrice, Valentina , la bravissima protagonista insieme ad un cast di affermati attori, tra i quali il grande Arnoldo Foà, il vecchio sindacalista, la musica de “I cantori della memoria”, il gruppo nato a Larino per volontà di Marcello Pastorini e Gennaro Mozza.
pasqualedilena@gmail.com

RAGLI&BELATI



di Zacc e Bélina

PREVIDENTI

Zacc- il Pd si prepara all’autunno

Bélina- mancano solo i ferri per la maglia di lana


IL DUBBIO

ZACC- secondo te, Bélina, se Cicchitto non si iscriveva alla Pdue, cosa avrebbe fatto nella vita?

BELINA- Pzero, cioè proprio niente



5 agosto 2010

LE BELLEZZE D'ITALIA A BARCELLONA

di Pasquale Di Lena

A fare gli onori di casa l’avv. Mario Ialenti, responsabile di Casa Italia Atletica e fermo sostenitore della “Maratona del Gusto e delle Bellezze d’Italia”, ed a presentare le bellezze del nostro Paese, il responsabile dell’Enit per la promozione, dr. Bruschini, con i rappresentanti delle province di Rieti e Ascoli Piceno, del Comune di Reggio Calabria e della Regione Molise, a raccontare le peculiarità dei propri territori ai tour operator della Catalogna

C’erano tutti i tour operator della Catalogna al seminario sul turismo promosso da Casa Italia Atletica con la collaborazione dell’Enit e della Camera di Commercio Italiana a Barcellona e tutti si sono dimostrati interessati dalle presentazioni dei nostri territori più significativi presenti a Barcellona, con la struttura della Fidal servizi per accompagnare i nostri campioni al grande evento dei Campionati Europei di Atletica Leggera.
Ad aprire i lavori ci ha pensato il responsabile di Casa Italia Atletica, Av. Mario Ialenti, che, dopo aver portato il saluto della Federazione, ha illustrato il significato della “Maratona del Gusto e delle Bellezze d’Italia” e i valori dei mille territori che esprime il nostro Paese con le eccellenze agroalimentari, primati a livello europei, e le peculiarità di paesaggi e ambienti, di storia e di cultura, di tradizioni. Sono questi territori che uniscono l’atletica alle eccellenze attraverso la cultura del cibo e la possibilità di mettere a disposizione dei nostri campioni un’alimentazione sana e ricca di bontà, che è tanta parte delle prestazioni che riescono ad esprimere, soprattutto in occasione dei grandi eventi.
Il dr. Bruschini, responsabile della promozione dell’Italia nel mondo, dopo aver commentato un filmato prodotto dal suo Ente, ha raccontato la bella novità di una crescita del 5% del flusso turistico proveniente dalla Spagna, che rendono il nostro Paese preferito subito dopo il Portogallo e la Francia i grandi vicini.
La metà preferita (28%) è Roma ed è così che il Lazio diventa la prima Regione per gli amici della Spagna, con l’Italia che rappresenta il 12% del mercato spagnolo, con 140 tour operator impegnati a vendere il nostro Paese in Spagna .
A seguire l’intervento dell’assessore allo sport della Provincia di Isernia, Angelo Iapaolo, in rappresentanza di tutte le istituzioni molisane, che ha parlato dei straordinari valori paesaggistico-ambientali, con un territorio segnato qua e là dai minuti borghi, circondati da estese campagne che danno il senso della vivibilità di questa Regione, che è tanta parte di quell’Italia minore, che, con i suoi profumi ed i suoi colori, i suoi sapori, interessa sempre più il turista che ha bisogno di emozioni, in particolare di vivere ambienti e situazioni particolari.
Il Molise dell’Homo Aeserniensis, con il suo accampamento di 750 mila anni fa; della Transumanza, l’andata (trac) e il ritorno (tur) lungo i tratturi, che segnano il Molise in lungo e in largo, determinando il carattere di una terra piccola, ma molto ricca di tradizioni, dialettali e culinariesoprattutto, dove avviene l’incontro dell’Abruzzo con la Puglia, delle montagne con la grande pianura, delle cime innevate con le minute onde del mare. Il Molise che mette a disposizione del mercato del mondo il 40% del tartufo bianco raccolto in Italia e, per il secondo anno consecutivo, la trifola più grande raccolta nell’anno. E poi i grandi vini e i grandi oli che hanno colpito l’attenzione degli ospiti di Casa Italia Atletica, aperta nei giorni dei Campionati del mondo di Atletica leggera, Barcellona 2010.
L’assessore Sidari del Comune di Reggio Calabria, ha raccontato la sua città forte di 180.000 abitanti e al centro di una costa lunga 30 chilometri con i mari Ionio e Tirreno che si confondono nello stretto di Messina, lungo la pianura del mitico Bergamotto, non lontano dalla cima più alta dell’Aspromonte. La città dei Bronzi di Riace, che ha investito molto nell’arte e nella cultura, con il recupero e l’apertura di luoghi importanti per appagare la curiosità e l’interesse dei visitatori, e, ancor, più in comunicazione con una serie di iniziative promozionali che cominciano a dare importanti risultati, insieme alla scelta di diventare partner della compagnia aerea di Malta per uscire dall’isolamento e far vivere alla città ed al suo territorio nuove avventure con lo sviluppo del turismo. All’arte ed alla cultura si abbinano perfettamente le tradizioni produttive e culinarie di una terra generosa di profumi e di sapori, forti e delicati insieme nel rispetto del carattere proprio della terra di Calabria.
A parlare della Terra dei Piceni, l’assessore al turismo della Provincia di Ascoli Piceno, Bruno Gabrielli, che ha saputo disegnare magnificamente la collocazione di questa provincia situata, al sud delle Marche, ai confini con l’Abruzzo, che si collega al Lazio attraverso i Monti della Laga, uno spettacolo di paesaggi e di natura, a ovest con l’Umbria, a nord con la nuova provincia di Fermo e a est con il mare Adriatico, segnato dal grande porto di San Benedetto del Tronto che è anche la principale meta turistica della provincia con oltre 2 milioni di turisti. Ha indicato le distanze dai maggiori aeroporti, quello di Roma, di Bologna, di Ancona, di Pescara e Bari ed i collegamenti con l’altra sponda dell’Adriatico attraverso il porto di Ancone. E’ la Provincia che meglio raccoglie e unisce le virtù del nord con quelle del sud.
Ha parlato poi della nuova strategia promozionale, con il passaggio da un turismo di destinazione a quello di motivazione, avendo la terra di Ascoli Piceno importanti regioni per attirare il turismo con le sue tradizioni, fra le quali spicca la “Quintana” di Ascoli Piceno con i suoi 1500 figuranti che si muovono e appaiono in una delle più belle piazze d’Italia, con i suoi stupendi palazzi storici.
Ambiente e turismo sostenibile, prodotti tipici come la famosa oliva ascolana e grandi vini, come i rossi del Piceno, impareggiabili per la loro struttura e forza di caratteri, già famosi ai tempi di Roma.
E, infine, la presentazione di Rieti e del suo territorio da parte di Giovanni Esposito, quale componente del Comitato organizzatore dei Campionati europei di atletica leggera juniores, Rieti 2013, che è un riconoscimento per una terra che all’atletica ha dato molto in questi anni, con le sue belle manifestazioni di carattere mondiale e con le sue strutture di preparazione in un ambiente dove meglio si esprime il connubio dello sport con la natura e la buona alimentazione.
Non a caso il messaggio che promuove questa provincia è “Rieti attraente per natura”. Una natura pura e selvaggia segnata da Terminillo, i Monti della Laga, 11 laghi che ne fanno il 2° bacino acquifero d’Europa e, per 56 chilometri, dal “Cammino di Francesco”, che collega i conventi fondati dal poverello di Assisi. Rieti, nota da sempre, come l’ ombelico dell’Italia, punto di incontro della via Salaria con il fiume Velino, è la città capoluogo di una provincia che ha dei primati nel campo agroalimentari, con la prima Dop “Sabina”, l’Olio extravergine di oliva e un piatto che Roma ha saputo adottare e rendere famoso in tutto il mondo, i bucatini alla amatriciana, in onore delle donne di Amatrice, il piccolo paese che confina con l’Abruzzo.
A chiusura della presentazione la consegna di interessanti pubblicazioni

CHE FACCIA!

da ZACC&BELINA


Ragli e Belati

Zacc – Giovanardi «Bene ha fatto quest'anno il governo a non
partecipare ad un rito che per troppi non è un momento di ricordo e commemorazione delle vittime di quella tragedia».

Bélina - una faccia da schiaffi