30 settembre 2010

SCORIE

Noi vènti lo conosciamo, ma, non riusciamo a spiegare le ragioni per le quali, con questo suo ripetuto richiamo al bisogno di nucleare, vuole per forza apparire persona sgradevole priva di buon senso.
Lo vuole piazzare, non importa se mediante una centrale o un deposito di scorie, nel suo Comune, S. Croce di Magliano, un tempo espressione alta delle lotte bracciantili e memoria dei tristi avvenimenti di Melanico, sfociati, alla fine dell’800, in una dura repressione del governo di allora, che ha provocato morti, feriti e prodotto anni di galera ai braccianti che lottavano per un pezzo di pane e il lavoro.
Un paese che, fino a poco più di un decennio fa, ha rappresentato, grazie anche ai suoi figli migliori, un baluardo di democrazia e un punto di riferimento per le masse lavoratrici e gli intellettuali del Molise.
Una grande e interessante storia, questa, presto svanita, dimenticata, anzi, maltrattata, soprattutto da questo suo sindaco di professione farmacista, che, ci dicono, è fissato per il nucleare.
Noi che rispettiamo le regole proprie dei vènti e ci limitiamo a svolgere fino in fondo il nostro dovere, che è quello di soffiare in una data direzione e di farlo per dare movimento e vita nel luogo dove operiamo, siamo certi che il sindaco, su citato, ha letto anche lui la notizia, più volte annunciata, che il territorio del Basso Molise è già stato indicato, non come sito di una centrale nucleare, forse per la ragione che è un territorio a forte rischio sismico, ma come deposito di scorie, camuffato come “polo tecnologico” dai burocrati del governo Berlusconi.
In pratica, una scelta ancora più punitiva per il Molise e le regioni limitrofe, visto che la scienza non ancora è riuscita a trovare la soluzione per uno smaltimento sicuro di questo materiale fortemente radioattivo e, come tale, pericoloso, molto pericoloso, per la salute umana e per l’ambiente.
È talmente una verità il pericolo di queste scorie che l’America, dopo aver scelto, per le scorie lasciate dalle sue centrali, lo Stato meno popolato e più isolato, è fortemente preoccupata ad andare avanti con la scelta del nucleare, proprio per il fatto che non sa come, e dove, eliminare queste maledette scorie.
Non è che il sindaco di S. Croce di Magliano pensa, visto che è farmacista, di vendere così, ammesso che riesca a sopravvivere alla nuova situazione, più medicinali e di quelli più costosi e, come tali, fonti di ingenti guadagni?
Dalla insistenza con cui professa la calata nel Basso Molise del nucleare e, visto i tempi che viviamo, con molte persone avide di denaro e povere moralmente, c’è da pensarlo. Altrimenti non sappiamo come spiegarlo questo atteggiamento di masochismo puro, impregnato di una forte dose di promozione e di pubblicità da parte di chi si sente, ingiustamente, troppo relegato nell’anonimato ed allora, come si dice, “fa u pazze”, pur di apparire e farsi notare.
Sotto questo aspetto un personaggio, oggi, normale, davvero anonimo, tipico di chi ama vivere in un Paese, l’Italia, ridotto a “paese delle banane”. Se non fosse per la serietà dell’argomento ci piacerebbe andarlo a trovare per ragionare un po’ meglio sapendo che non è uno scherzo quello che va dicendo. Ma si dà il caso che è arrivata la conferma della notizia della creazione, nel Basso Molise, del “polo tecnologico”, cioè del deposito di scorie radioattive delle nuove centrali nucleari in cambio di una massa di soldi che, anche quando sono tanti, comunque non bastano per ridare a voi ed ai vostri figli quella salute che verrà tolta dalle scorie.
Pensando a questo ed alle lotte che sono da non rinviare, come dice bene la nota di Marcello Pastorini pubblicata sul sito larinoviva, non c’è da scherzare e nemmeno da perdere tempo dietro gli umori repressi del farmacista sindaco di S. Croce di Magliano, ma da organizzare la gente e, con la gente, rimandare al mittente la scelta del Basso Molise per il deposito delle micidiali scorie. È importante farlo subito per non far rischiare a questa nostra stupenda terra una fine ingloriosa e, invece, cogliere questa circostanza non bella, per rilanciare, con i sogni,il bisogno di un futuro nuovo, senza né scorie e né nucleare, non solo per S. Croce di Magliano e il Basso Molise, ma per il Molise e l’Italia, spazzando via con il voto quelli che hanno ribaltato il no espresso con un referendum ed a grande maggioranza dagli italiani. Anche per questo è urgente cambiare la legge elettorale ed affermare la scelta dei candidati con le primarie, se libere, però, e non confezionate e condizionate dai partiti.
A Voreie



Alleghiamo, per rafforzare il ragionamento che il vento “a Voreie” ha fatto con lo scritto sopra riportato, l’articolo di Pietro Greco letto sul sito web Greenreport.it, appena ricevuto, che vale la pena ciccare o farsi inviare via e mail.
Scorie nucleari, si cambia paradigma?

Pietro Greco
NAPOLI. I dati noti dell'equazione sono quattro. (Si riporta l’ultimo) : anche se gli sforzi principali di ricerca saranno indirizzati verso la cosiddetta "IV generazione" di reattori, che producono poche scorie, e anche se questa "IV generazione" si svilupperà secondo gli scenari più ottimistici, sarà l'attuale generazione di centrali (ce ne sono oltre cento attive) a produrre per tutto il XXI secolo la maggior parte dell'energia nucleare Usa.
Questa equazione ha un'incognita: come smaltire i rifiuti nucleari ad alta intensità accumulati in passato e quelli che verranno inevitabilmente prodotti in futuro?
Non c'è nulla di meglio per risolvere un'equazione matematica che chiamare "quelli di Boston": gli esperti del Massachusetts Institute of Technology (MIT)…………….
La proposta (spiazzante ndr) è contenuta nel rapporto The Future of the Nuclear Fuel Cycle reso pubblico a metà settembre. Ed è molto semplice, nella sua radicalità. Prendiamo atto che al momento non esiste un sistema economico ed efficiente di smaltimento per distruzione delle scorie nucleari. Prendiamo atto che la soluzione considerata da tutti come quella "definitiva", il confinamento sottoterra, in un sito geologico capace di assicurare una stabile protezione per centinaia di migliaia di anni, si è rivelata nei fatti impraticabile in tutti i paesi del mondo. Prendiamo atto che nessuno ha un'alternativa "definitiva". Facciamo sfoggio ancora una volta del nostro proverbiale "ottimismo tecnologico", ovvero che in futuro i nostri figli e nipoti troveranno la soluzione che noi oggi ancora non abbiamo. E andiamo avanti per un altro secolo con una soluzione "provvisoria": manteniamo le scorie nucleari in depositi di superficie per almeno un altro secolo, in attesa che "quelli di Boston" o chi per loro, nel XXII secolo, trovino la soluzione tecnologica definitiva della nostra equazione.
In definitiva, quella che propone la MIT Energy Initiative è un autentico cambiamento di paradigma culturale. Finora si è detto: il rischio scorie nucleari non esiste, perché abbiamo una soluzione definitiva, il deposito geologico. Da oggi, sostengono "quelli di Boston" occorre dire: riconosciamo che il rischio scorie esiste. Riconosciamo i nostri limiti nel gestirlo. Conviviamo con le scorie nucleari che non sappiamo come trattare. Certi che in futuro una soluzione affidabile sarà trovata.
Questo nuovo paradigma ….. (richiede ndr)…. mettere a punto una revisione organica delle politiche di gestione del combustibile nucleare e delle scorie.
E arriverà anche in Europa. E infine in Italia. Qui da noi la Sogin, la società controllata dal Ministero del Tesoro e chiamata dal governo di Roma a risolvere l'equazione di cui sopra, ha appena elaborato, a quanto pare, una mappa dei 52 possibili candidati a "sito geologico definitivo". È stato un lavoro

28 settembre 2010

da ZACC&BELINA





PROVE DI FEDERALISMO

Zacc- Berlusconi

Bélina – litiga, canta, suona, tromba (?), si diverte con Putin e Gheddafi, s’incazza con Ghedini e loda Alfano, sgrida Mazzi e accarezza Minzolini, per non far capire come sodomizza l’Italia e gli italiani dal Po in giù.

La battuta

ZACC – Bossi

BELINA – la solita battuta eletta a programma di governo

27 settembre 2010

da ZACC&BELINA


SE VANNO VIA TUTTI E' MEGLIO

Zacc- Rutelli ha detto che Bossi si deve dimettere da Ministro perché non può rappresentare la nazione

Bélina- perché gli altri la rappresentano?

da ZACC&BELINA


Servo prepotente e incazzato

Zacc – il direttore della Rai è sempre più incazzato

Bélina – se continua a rompere i bicchieri rischia anche di farsi male



Il solito piazzista


Zacc- “il governo del fare sta continuando a lavorare nell’interesse di tutti”

Bélina – “ le imprese e i cittadini non hanno più la pazienza di aspettare” parole non di Epifani, ma di Marcegaglia, la presidente degli industriali

24 settembre 2010

I bicchieri di Santoro




da ZACC&BELINA

Zacc – iniziato alla grande annovero. Bello il finale di Santoro. Ci voleva. Dicono che Masi se la sia presa

Bélina – giustamente, visto che Santoro gli aveva promesso una collezione di bicchieri e non un vaff…


CHE FARE?


da ZACC&BELINA

Zacc- salta il contratto della Dandini

Bélina – mai quello del direttore generale. Che peccato!

23 settembre 2010

SEMPRE PIU’ PECORONI





da ZACC&BELINA

Zacc- nuova provocazione della Lega “Nei test per l’Università precedenza ai lombardi”

Bélina – poveri lombardi! Sempre più soli e maltrattati da una massa di pecoroni


22 settembre 2010

LA MAGGIORANZA


da ZACC&BELINA


Zacc- sono contenti di aver messo un freno alla magistratura

Bélina- è sempre così, sono le cose serie, non le barzellette, che fanno ridere i servi e i mediocri.

LA CONFUSIONE E' ARTE

Leggendo qua e la' n. 146 -

La confusione è l’arte di chi ha la necessità di non far capire il racconto di un fatto o la situazione di una data realtà, proprio nel momento in cui c’è un forte bisogno di capire, appunto per capire (scusate la ripetizione della parola) cosa è successo o come si presenta realmente una data situazione, che, solo se studiata attentamente e con calma, può essere rimossa o modificata nel modo più corretto.
Di confusione, purtroppo, vivono le nostre istituzioni, i politici e l’insieme delle classi dirigenti di questo nostro Paese (Larino non è da meno, anzi), rispecchiando la situazione prodotta dal loro operato, influenzati dalla televisione che, da quando è nelle mani di un unico padrone, si è specializzata in questa arte, per niente nobile, della confusione.
La confusione, come si può ben capire, serve per coprire colpe e malefatte dei soliti furbi, ma anche per esaltare gli istinti primordiali di chi ha gravi problemi da risolvere. Quasi sempre, se non sempre, i due aspetti vanno a braccetto con i primi che approfittano dei secondi.
Guai ad alzare la mano nei momenti della confusione, la cosa migliore che ti può capitare è rimanere isolati, per la semplice ragione che tutti sono presi dalla confusione fino a rimanerne storditi dalla violenza delle idee e delle parole ancor più che dal frastuono.
È questa confusione alla base della situazione che vive l’Ospedale, nelle mani, ieri come oggi, di potenti manovratori che, dotati di una buona scorta di gettoni, alimentano i juke box per dar vita alla confusione. Qui sta l’arte, cioè il risultato che si ottiene dal prodotto ideato e pensato, che è quello di coinvolgere, anche con l’utilizzo degli echi, quanta più persone possibile, per renderle protagoniste della confusione che il detentore di gettoni ha pensato di diffondere.
Tutta la storia della sanità, soprattutto dell’Ospedale “Vietri” di Larino è un esempio alto di confusione che, ormai dura da anni e con gli stessi protagonisti, che, a furia di gettoni, viene riproposta proprio per non trovare la soluzione a una questione, la chiusura dell’ospedale, di importanza vitale per la nostra comunità.
Per chi ha voglia, con tutta l’onesta intellettuale, di ripercorrere la strada che ha portato l’ospedale alla drammatica situazione che vive oggi, con la mancanza di un’analisi politica dei fatti e di proposte adeguate, grazie all’arte della confusione, le proposte, campate in aria, diventano strumentali e demagogiche, cioè fonti di altra confusione, dove chi gode è chi mette il gettone e, dicono gli esperti, anche chi fa da gettone.
Il problema è che, sia l’una che l’altra figura, non fanno altro - sempre grazie alla confusione - che affossare definitivamente l’ospedale e la sanità molisana.


A voreie

21 settembre 2010

da ZACC&BELINA


IL MIGLIORE

ZACC - tutti a Riace in Calabria a salutare il sindaco più bravo del mondo

BELINA – una bella occasione per invitare a essere con noi anche il sindaco di Adro, vincitore certo del premio “il sindaco più stronzo del mondo”.

UNA BELLA SETTIMANA

Zacc – una settimana in salita per me quella iniziata ieri

Bélina – per me felice, finalmente notizie piacevoli: Tanzi indegno; Profumo un calcio nel c.;
Masi sempre più un cane arrabbiato; Berlusconi impegnato al mercato; un sindaco calabrese candidato al premio “il migliore sindaco al mondo”; Napolitano che chiude la bocca a un Bossi già incazzato per colpa del sindaco di Adro. Se arriva la notizia che hanno trasferito, meglio licenziato, il prefetto di Brescia, come settimana è una bella settimana.

LA FIERA DI OTTOBRE DI LEONARDO

Abbiamo appena saputo che anche la seconda gara per l’appalto della Fiera di Ottobre è andata deserta, dopo la prima di qualche settimana fa.

Certo che, a meno di 20 giorni dalla sua programmazione, questa incertezza riguardante uno dei gioielli che ha fatto grande, e portato in giro, l’immagine di Larino, con un grande contributo allo sviluppo delle attività, in particolare quello dell’agroalimentare e della zootecnia larinese e molisana, non sapere cosa sta succedendo, mette un po’ di apprensione nell’animo dei larinesi, così legati a questa antichissima manifestazione che la transumanza ha creato e sviluppato.

L’altro giorno, soffiando nei pressi del monumento ai caduti, raccoglievamo queste preoccupazioni da un discorso che faceva il bravo artigiano, Leonardo Cascitelli, uno che ha nel suo curriculum brevetti importanti e che molto delle sue capacità le deve alla voglia ed alla passione di scoprire il mondo.

Già in altre situazioni abbiamo messo in evidenza la differenza di chi vola con la fantasia, vede, conosce, impara e mette a frutto questa sua passione per il viaggio e la scoperta di mondi nuovi, diversi, e, chi, invece, preferisce stare fermo, possibilmente in pantofole stravaccato sulla poltrona, con in mano il telecomando, spesso in attesa di vedere ed ascoltare Berlusconi e, insieme, l’eco di un Quagliarella, un Bonaiuti o un Capezzone, che, non c’è niente da fare, ce la mette tutta per dimostrare di essere c. ,e, la cosa bella è, che ci riesce anche, e con tutta la naturalezza di questo suo modo di essere.

Ma, per non perdere tempo inutilmente, torniamo al nostro artigiano, il bravo, dicevamo, Leonardo Cascitelli ed alla sua idea, per noi non male, di fare, là dove c’è la salita che porta al vecchio carcere, in pratica nella parte che un tempo era noto come “l’orto di Pasquale Farella”, un parcheggio multipiano, con la parte superiore da trasformare in piano della fiera e di tutte le altre manifestazioni come il mercato settimanale, le fiere mensili, le necessità delle feste, in particolare quella di S. Pardo.

Avendo una pendenza naturale i costi verrebbero fortemente attutiti. A pensarlo prima, si sarebbe evitato lo sfregio dell’inizio di quel parco naturale, formato dal corso del valloncello, e lo schifo del parcheggio, un’opera incompiuta e già fortemente degradata, alla quale nessuno pensa, meno che mai chi se ne deve interessare, cioè Giardino e i suoi assessori. In pratica, con una fava più piccioni, comunque due: la possibilità di limitare la permanenza delle macchine nel centro storico e, nel contempo, un luogo abilitato a farlo respirare e vivere con la promozione delle antiche tradizioni, preoccupandosi di finalizzarle tutte a una maggiore fruizione dello stesso, da parte del turista e del visitatore.

Una importante occasione per mettere in moto le innumerevoli, importanti risorse, che il bellissimo centro storico può porre a disposizione di un turismo che privilegia l’arte, la cultura, il paesaggio, l’ambiente e le antiche tradizioni.

In questo modo è l’intero centro storico a trasformarsi in un “piano della fiera”, con le sue viuzze, le sue minute piazze, i suoi negozi. Un palcoscenico naturale, straordinariamente bello che, tenuto in ordine e non come è stato ridotto, non può che incantare il visitatore e dare a lui la spinta a tornare. Soprattutto se la Fiera di Ottobre ha la forza e la capacità di adattarsi alle nuove situazioni e dimensioni del mercato, partendo dalle risorse che il territorio mette a disposizione per essere scambiate con il consumatore che le cerca o non le conosce.
Pensiamo alle vecchie tradizioni legate alla ruralità del territorio; all’artigianato; ai patrimoni che si stanno per ammuffire per colpa dell’inerzia di una classe dirigente e di un governo della città, i cui componenti non amano viaggiare come Leonardo e, quelle volte che lo fanno, escono per andare alla ricerca di cose che già hanno e, ormai, non riescono a privarsi neanche per un giorno solo.

Direbbe un vero pensatore di Larino, l’ideatore della congrega dei folli, che questi non possiedono il dono del sogno, che Dio ha fatto all’uomo per fargli godere ancor più la gioia di vivere la vita. Essa sta molto nella possibilità di partecipare; creare; pensare; dialogare, nel rispetto degli altri e della natura; salvaguardare e promuovere il territorio, che rapprenda la nostra identità e la nostra speranza per il futuro.

Così come l’antica, gloriosa, impareggiabile Fiera di Ottobre di Larino, da tempo inserita in quel salvadanaio che va sotto il nome “il gusto dei idee”, o, se volete, “il gusto dei sogni”.
A Voreie

20 settembre 2010

da ZACC&BELINA


Una verità


Zacc-“ Che la Russa è un violento, un volgare fascista doc” l’ha detto Miccichè non io

Bèlina- si però lo pensi





IL PADRE DELLE TROTE


Zacc – belle le parole del presidente Napoletano, ''rendo omaggio a Roma, più che mai capitale di uno stato democratico che si trasforma restando saldamente stato nazionale unitario''. Sono veramente commosso.

Bélina – Bossi e tutti i suoi tromboni sono profondamente incazzati e questo è un bel segnale



IL SASSO IN PICCIONAIA



ZACC- Veltroni, che figura! Tempestivo però



BELINA- anche come lanciatore di sassi che ritira la mano dimostra di essere un dilettante

IL PARTITO DEL SOGNO

un tempo, quando militavo nel Pci e, poi, nel Pds e nei Ds, mi sentivo parte di un progetto che mi proiettava nel futuro e, così, mi riconoscevo nel partito che questo progetto raccoglieva e raccontava, attraverso me ed i suoi dirigenti e militanti (quelli che sentivano la diversità come parte della propria pelle e di quel patrimonio di valori che il partito aveva saputo tramandare attraverso la sua storia e, le sue origini), indicandoti la direzione e gli obiettivi da cogliere.
L’esperienza vissuta nel Molise come amministratore regionale mi aveva fatto capire che questo feeling si era esaurito. La nascita del Pd, al quale non ho aderito, e, soprattutto, Veltroni, con il suo modo di essere il segretario del nuovo partito, il leader che pensava solo a come liberare il paese dei partiti della sinistra; che rispondeva con il silenzio e la “meditazione” allo strapotere di Berlusconi, mi ha dato la certezza della fine del feeling.
Non più il progetto, il sogno, i valori, il futuro, la lotta, l’orgoglio di una appartenenza, il punto di riferimento, ma il dirigente del momento che ha saputo trovare prima, o più di altri, la scorciatoia per avere in mano il potere e utilizzarlo nel modo più appropriato alle sue aspettative ed a quelle del referente da cui prendere ordini ed a cui rispondere del proprio operato. Anche se ci sono differenze profonde, non importa, ai fini del mio ragionamento, se è l’alta finanza o il partito democratico americano.
Non solo io, ma, con me, i tanti bravissimi compagni, già dirigenti e rappresentanti del Partito ai vari livelli istituzionali, che non hanno aderito al Pd per motivi importanti, abbiamo sperato di poter provare pentimento per questa scelta e di cospargerci la testa di cenere prima di entrare in uno dei circoli del nuovo partito e chiedere di farne parte mettendoci a disposizione del gruppo dirigente.
Veltroni e, purtroppo, i tanti Veltroni ai vari livelli, a me come a tutti gli altri, hanno tolto il gusto del pentimento, lasciando (parlo per me) la bocca amara, nonostante la sensazione di aver fatto la scelta più giusta, che, però, non nascondeva la paura di un rischio crescente per la nostra democrazia nelle mani di una persona malata che governa e di un vuoto di opposizione.
Mentre scrivo sento la notizia dei nuovi problemi dell’Alitalia e del prezzo che, come in precedenza, devono pagare i lavoratori di questa società che vede Colaninno, in padre del giovane parlamentare eletto nel Pd, protagonista di un’operazione squallida pagata duramente dal Paese e dai lavoratori. Una notizia che mi riporta indietro a qualche tempo fa ed alla svendita, sicuramente interessata, di Berlusconi e del suo governo, ma, anche, ai processi di svendita delle imprese più note e prestigiose del Paese e della loro trasformazione in multinazionali che non hanno patria e, come tali, neanche governi ai quali rispondere. Processi che hanno aperto a quella situazione di drammaticità che vivono le famiglie operaie, soprattutto i loro figli.
Manca il Ministro dell’Industria e il governo pensa di mostrare la sua capacità di fare dando spazio al Ministro Maroni ed alla sua Lega, che non si vergogna di dare ragione a Gheddafi, che ha sparato sui nostri marinai di Mazzara del Vallo e di smontare i campi rom e cacciarli dall’Italia per compiacere Bossi e Sarkozy. Non hanno né cuore e né anima e sta qui la ragione della loro incapacità di sentire il dolore e le tragedie nel cuore dei diversi da noi, che hanno, si dà il caso, cuori con lo stesso colore di quello che batte in noi e la stessa funzione.
Sono bestie e, come tali, incapaci di rendersi conto che, invece di curare il male non fanno altro che diffonderlo come epidemia, nel momento in cui vince la demenza del razzismo che, come la storia ha dimostrato, provoca tragedie che non hanno niente di umano e neanche di bestiale.
Il razzismo è la non accettazione del diverso, all’inizio quello che ha un colore o una religione che non piace ma, poi, anche chi ha una malformazione fisica e mentale e, soprattutto, chi pensa in modo diverso. In pratica la diffusione del terrore che porta ad annientare ogni valore di connivenza civile, come la solidarietà ed il rispetto.
Questo governo che ha dimostrato, soprattutto per compiacere la Lega, di alimentare il razzismo continuerà a governare e a rispondere, così, ai loro pupazzari nel momento in cui tornano a parlare i mediocri per l’opposizione, specialmente il suo maggiore partito, che non riesce a trovare un’idea su cui fondare la sua iniziativa e far vivere e vincere il suo progetto.
Credo che oggi, di fronte alla pesantezza della crisi ed ai pericoli offerti dagli uomini pratici, quelli che sanno dichiarare guerra agli altri popoli, ai diversi, e - sembra che nessuno se ne preoccupi - al pianeta che perde biodiversità, cioè la ragione della vita, possa essere il sogno la identità di un partito che non deve riformare niente, ma sradicare il male e dare voglia di futuro alle nuove generazioni, soprattutto a quelle che verranno. Il sogno per liberarli dalle culture che, per ora, hanno solo spinto quelle precedenti nel pantano della volgarità e dei disvalori. Un partito del sogno, sì del sogno, capace di far percepire il significato ed il valore di questo bene prezioso dell’uomo, in modo da dare ad esso la voglia di viverlo mediante la sua realizzazione.
Pasquale Di Lena

17 settembre 2010

VELTRONI, HOW ARE YOU !

da ZACC&BELINA

Zacc- c’è bisogno di un papa straniero

Bélina- qualche anno fa ha detto papi. Troppi fusi orari.

16 settembre 2010

E' iniziata la vendemmia 2010. Di Lena: "Quest'anno aumento di qualità"

Mercoledì 15 Settembre 2010 20:06

News Molise
Pasquale Di Lena
LARINO _ Essa ha già preso avvio dalla fine di agosto con la raccolta delle uve, in particolare di Pinot bianco. Uve sane e qualitativamente migliori con un grado zuccherino superiore a quelle dello scorso anno, che stanno a confermare la previsione di luglio fatta dall’Uiv e dalla Ismea che noi abbiamo commentato, cioè di un aumento di quantità del 10% di fronte al raccolto delle uve del 2009. Tenendo conto dell’estensione degli ettari in più di vigneto estirpati nel 2010 e della grandine che ha colpito duramente realtà come quella della viticoltura larinese e del Basso Molise, la vendemmia 2010 è da considerare eccezionale per quantità.

Se il buongiorno si vede dal mattino bisogna dire che la vendemmia del Pinot fa sperare non solo nella quantità di prodotto, ma, ancor più, nella qualità delle altre uve, bianche e rosse, che sono la premessa essenziale per un’annata di ottimi vini. La speranza è in un prezzo remunerativo per i viticoltori da parte del mercato, dopo annate punitive per questi bravi produttori, sia singoli che associati in cooperative. Il quadro del Molise è migliore del quadro nazionale nel momento in cui si va ridimensionando il dato positivo che avevamo dato a luglio, in particolare per le Regioni vitivinicole del Sud.

Da un +10% vendemmia 2010 “vigneto Italia”, si è passati a un -1%, ciò che vuol dire 45 milioni di ettolitri, così come nel 2009, grazie ai vigneti del nord e del centro che sono riusciti, per fortuna, a recuperare di fronte allo scorso anno. Questa nota è per noi anche l’occasione per un “in bocca al lupo” ai nostri viticoltori ed alle nostre cantine, ai quali dobbiamo essere tutti grati per la bella immagine che essi danno al nostro Molise, con la offerta di grandi vini, Doc e Igt, apprezzati dal consumatore del mondo, sempre più esperti e, come tali, esigenti.

RIFORMISMO

di Zacc e Beélina
Zacc- la lega pensa che la manovra Fini sia ispirata dagli americani

Bélina- ora capisco perché Veltroni crea casini al Pd




15 settembre 2010

CAMPAGNA ACQUISTI

da ZACC&BELINA



Zacc- Frattini, Maroni e la Russa, tre ministri della squadra Berlusconi


Bélina- Il loro cartellino ora è nelle mani di Gheddafi

SPUTE CA' C'ENDEVINE

Leggendo qua e la' n. 144 -


Avevamo appena scritto dell’assalto alla diligenza ed ecco che i titoli dei giornali ci dicono che avevamo previsto bene.
S.E. Bregantini, persona nota al mondo per la sua forza e il suo coraggio e, soprattutto, per la sua intelligenza e la sua sensibilità, nel momento in cui si è lasciato prendere dalla difesa della Cattolica, ha posto il fianco di chi l’aspettava al varco per accusarlo di partigianeria e di difesa di un interesse della sua Chiesa.

Detto questo, crediamo che la situazione della sanità molisana è grave e pesante e, per noi che non da oggi la raccontiamo, questa difesa dell’orticello personale da parte di Monsignor Bregantini è certamente un errore, visto che la gente, soprattutto quella più debole e, come tale, bisognosa, non può capire la difesa del particolare a scapito del generale, cioè di quel bene comune, il patrimonio di cui ognuno di noi ha bisogno per dare risposte alla propria salute.


Un errore, ripetiamo, che porta, anche, a giustificare il silenzio assordante intorno alla vicenda sanità e, per quel che più ci riguarda, dell’ospedale di Larino, a partire - a proposito di vescovi - dal titolare della Diocesi Termoli-Larino e dai rappresentanti istituzionali in Provincia e in Regione, che la vicenda della Cattolica ha svegliato dal sonno profondo nel quale erano caduti.


Sono questi i petali di una margherita da sfogliare e da prendere in considerazione, che, meglio di altri spiegano la cultura politica di una classe dirigente che non riesce a cogliere (non diciamo prevenire), i segnali che lancia una data realtà, meno che mai a proiettare, con la progettualità e la programmazione, questa realtà, per renderla migliore domani, quando a viverla saranno le nuove generazioni.


Non più di ieri, dicevamo, avevamo raccontato dell’assalto alla diligenza da parte dei protagonisti della politica che, dopo aver taciuto su tutto quello che succedeva a Larino e nel Molise, con la vicenda della Cattolica, hanno riavuto il dono della parola.


Basta leggere i comunicati stampa riportati dai giornali in quest’ultima settimana per conoscere gli scatti dell’opposizione in Regione e della maggioranza in Provincia, in particolare dei Leva e dei D’Alete (segretario regionale del Pd, il primo e capogruppo dello stesso partito, nonché vice presidente del Consiglio, il secondo) o dei Bonomolo, con l’alzata di scudi contro i tagli alla Cattolica.


Consiglieri regionali che si sono guardati bene, insieme agli altri, Pangia e Totaro, in particolare, dal richiedere alla Presidenza del Consiglio, quando era il momento e ne valeva la pena, cioè due anni fa, un consiglio monotematico sulla mozione firmata da Chieffo e Petraroia (maggioranza e opposizione) e che loro si sono guardati bene dal firmare. Non sappiamo se dietro suggerimento di qualcuno o solo perché essa riportava pari, pari, il testo della mozione di Larino Viva, votata contro dalla maggioranza del Consiglio comunale di Larino.


Prendersela solo con Brigantini vuol dire far finta di non sapere come sono andati i fatti e ciò che è peggio, nascondere altre verità, che - è la nostra esperienza a dirlo - non è mai casuale.


Ma, come si sa, il gettone di un jukebox quando cade sceglie sempre il disco che gli è stato ordinato di scegliere e far suonare.


A Voreie.

14 settembre 2010

LARINO VIVA PRESENTE ALL'INCONTRO SU ''ACQUA E TERRITORIO''

promosso dalla Federazione Coordinamento della Sinistra


C’era anche Larino Viva, all’incontro pubblico sul tema: “Dall’Acqua al territorio: dal referendum per l'acqua pubblica ad una proposta per la difesa e lo sviluppo del territorio del Molise”, che si è tenuto a Campobasso, promosso dalla Federazione del coordinamento della Sinistra.

Erano presenti il coordinatore dell’Associazione Franco Sorrentino e Pasquale Di Lena che sono intervenuti dando il loro contributo al dibattito su un tema, il territorio con le sue risorse e i suoi valori, posto al centro del programma di Larino Viva ed oggetto di varie iniziative, non ultima quella di questa estate, “Acqua e Terra”, che si è svolta presso la sala consiliare del Comune di Larino.


Il dibattito, introdotto da Gianni Montesano e Silvio Arcolesse, è stato animato da molti e interessanti interventi, tutti d’accordo sul valore strategico del territorio e la sua centralità nella programmazione di uno sviluppo capace di cogliere le opportunità di questo bene primario del Molise, in grado di dare risposte di reddito e di occupazione e qualità della vita alle nuove generazioni.

È stato sottolineato anche lo straordinario successo della raccolta delle firme per i tre quesiti referendari, grazie alle iniziative ed alla capacità di coinvolgimento dei promotori, il Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua, che serviranno per cogliere nuovi obiettivi, in particolare una nuova e più forte partecipazione per affrontare e vincere il referendum che verrà indetto.

Un incontro partecipato da un pubblico giovane molto attento allo sviluppo del tema oggetto del dibattito.

Larino, 14 settembre 2010

IL GIOCO DELLE TRE CARTE

E' il momento dei funamboli e dei funambolismi. Il ritorno dei diffusori di infamie e di falsità sulla vicenda ospedale e sanità.


C’è da credere che il piatto forte della prossima campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale sarà quello della Sanità e, per quanto riguarda Larino e le altre sedi ospedaliere, della chiusura o ridimensionamento degli ospedali.


C’è da giurare, visto che le prime mosse, improntate sul qualunquismo, cioè sul fatto che sono tutti uguali, hanno toccato solo questa questione che, sia chiaro, è la questione di fondo del bilancio e dell’attività regionale e, non solo, anche del modo di amministrare e fare politica in questa Regione.


Pensate alla gestione della sanità molisana ed alle falle aperte dagli sprechi, dalla pratica di sottogoverno e dai bilanci passivi di gestione che hanno portato al forte indebitamento ed alla necessità di un ridimensionamento drastico per non dichiarare il fallimento di tutta la sanità molisana.


Chi è responsabile di tutto questo sfascio, Iorio, dirà che le colpe sono della vecchia gestione e lo dirà sapendo bene di mentire, visto che dai governi Veneziale e Di Stasi ha ereditato un bilancio attivo della sanità.


Pensate ai suoi assessori e, insieme, ai consiglieri di opposizione che, in quattro anni non hanno detto una parola, ed ora, annusando il fallimento di una politica e, soprattutto, la possibilità di elezioni anticipate, si sono svegliati all’improvviso gridando, per farsi credere, che le cose così non vanno e che è tutto da cambiare. C’è di più, forti della loro faccia di bronzo, racconteranno, insieme alla On. De Camillis, che loro si sono sempre adoperati per le sorti dell’ospedale, della sanità molisana e del territorio di appartenenza.


Per il Basso Molise, il riferimento, lo ripetiamo, è ai consiglieri che hanno mangiato i voti degli abitanti di questo vasto e fondamentale territorio, come Bonomolo, Chieffo, D’Alete, Natalini, Pangia, Terzano, Totaro (in perfetto ordine alfabetico perché, sapendo quanto sono permalosi, nessuno di loro si offenda).


Loro e tutti i loro bravi referenti locali, molti dei quali sparsi nelle associazioni e nei comitati di agitazione popolare per fare velo sugli amministratori locali, abilissimi nella denigrazione dell’avversario scomodo al potere, che, come i fatti ci dicono, è tutto ancorato alla pratica, tanto diffusa, dei trasversalismi. Una specie di gioco delle tre carte che, saltando da una parte all’altra del tavolo, vengono nascoste dalle abili mani dell’imbroglione, in modo che tutti pensano di capire, ma nessuno sa davvero dov’è la carta vincente. Larino è un esempio della diffusione di questa pratica che, come dicevamo, è nelle mani dei poteri forti che hanno deciso la politica degli ultimi 40 anni, così negativi, per questa città.


Una pratica che è facile smascherare se uno conserva un minimo di memoria e osserva come si muovono i vari personaggi che si adoperano per essere protagonisti.
Basta porre un minimo di attenzione alla operazione Ruta per rendersi conto dell’arte delle tre carte dei politici molisani, molti dei quali persi nel mare della nullità di pensiero e di azione, hanno subito fatto sapere, picchiando alla porta di Ruta, che sono pronti.


Tutti, non solo questi sbandati, riprendono il loro antico mestiere di procacciatori di voti, approfittando della gente che non sa, e, purtroppo, ha bisogno anche di promesse.


Bisogna dire alla gente di porre ad ognuno di questi rappresentanti, in Regione, Provincia o Comune, una domanda molto semplice: ma tu che hai fatto per l’ospedale e per la mia città? Se riesci a raccontarmi una cosa che hai fatto io ti voto. Basta una cosa qualsiasi, anche una fesseria, che sia, però, di interesse generale e non di favore personale a parenti ed amici.


Una domanda semplice, direi più che normale, da parte di chi deve sapere per poter giudicare. Ma sicuramente provocatoria per la semplice ragione che, a parte il loro profondo silenzio sulla sanità e l’ospedale “Vietri”, non hanno niente da raccontare, visto che dal 2006, cioè da quando si sono accomodati in consiglio regionale, non c’è una novità che riguarda Larino, neanche la chiusura delle pratiche del terremoto che rischiano di fare la fine di quelle del terremoto di Messina, inizio del secolo scorso.


A voreie

13 settembre 2010

da ZACC&BELINA



TUTTI SPACCONI


Zacc- uno peggio dell’altro questi Ministri del Papi. Penso a Brunetta…

Bélina- se passa per Napoli lo moltiplicano per due. Rischia di diventare un pivot


I LADRI

Zacc- hanno rubato il futuro, l’orizzonte al Paese



Bélina- altro che ladri di polli, spesso un tantino volgari!

Vivisezione, Ue crudele. Si' ad esperimenti su animali randagi.

da Repubblica.it:
Il Parlamento europeo ha dato ieri il via libera alla nuova direttiva Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. Un provvedimento sul quale, però, hanno espresso riserve alcuni esponenti del governo italiano e autorevoli rappresentanti della comunita' scientifica e culturale.


L'approvazione del provvedimento è avvenuta dopo la bocciatura della richiesta di rinvio avanzata dall'europarlamentare dell'Idv Sonia Alfano e sostenuta da altri 40 deputati che, prima del voto, si sono alzati in segno di protesta. L'articolo 11 della direttiva prevede infatti che gli animali randagi possano essere sacrificati sull'altare della scienza se non è possibile raggiungere altrimenti lo "scopo della procedura" di ricerca. Non solo: la legge prevede anche una deroga sulla vivisezione delle grandi scimmie come lo scimpanzé (che condivide con la specie umana oltre il 98 per cento del Dna), approvate dall'Assemblea, che ha invece respinto a larga maggioranza gli emendamenti che erano stati presentati dal gruppo dei Verdi per modificare alcuni dei punti più controversi della direttiva, in primo luogo quello che prevede la possibilità, per gli Stati membri, di mantenere legislazioni più severe in materia di utilizzazione degli animali, ma non - almeno esplicitamente - di adottarne di nuove. Il provvedimento è stato inoltre criticato perché, secondo lo schieramento dei critici, consentirebbe un aumento delle sperimentazioni sugli animali. A chiedere il riesame della direttiva è stata anche Cristiana Muscardini, europarlamentare del Pdl, facendosi portavoce delle perplessità espresse anche da esponenti del governo italiano su "problemi che restano irrisolti".


Deluso Tiziano Motti (Udc-Ppe), secondo il quale oggi è stato fatto un "passo indietro" nella difesa degli animali facendo un regalo all'industria farmaceutica sulla pelle delle cavie. Mentre Elisabetta Gardini (Pdl-PPe) ha parlato di "qualche preoccupazione" ancora esistente, ma ha complessivamente giudicato il testo un "buon compromesso". In favore è stato Paolo De Castro (Pd-Ds), presidente della Commissione agricoltura del Pe: raggiunto un buon compromesso su un testo ragionevole nel rispetto delle esigenze scientifiche.


09 settembre 2010


NON SI FINISCE MAI DI SBAGLIARE


Io questo presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo l’ho votato ed ho sbagliato. Sono sempre più amico degli animali e, per riparare a questo mio grave errore, cercherò di difenderli più che posso dalla stupidità degli uomini e dalla loro cupidigia di denaro che le industrie farmaceutiche, più di altre, esprimono fino a provocare allarmi e epidemie pur di vendere i medicinali. Che mondo è quello che annienta i suoi valori nel denaro? Un mondo malato che non può andare molto lontano.
Poveri animali!


Pasquale Di Lena





De Castro risponde sulla vivisezione «Ue crudele? Vi spiego perché non è vero»


Leggo con dispiacere le parole con cui è stata commentata l'approvazione della revisione della direttiva europea sul benessere degli animali utilizzati a scopo scientifico e con disappunto la disinformazione con cui alcuni organi di stampa hanno trattato questo tema.
Non si tratta di un provvedimento legislativo a favore della vivisezione ma, al contrario, dell'introduzione di limiti più severi e controlli più rigorosi nell'utilizzo di animali per soli usi medico scientifici.
Io, in tutta coscienza ma non a cuor leggero, ho votato a favore di questo testo dopo più di un anno di negoziato che la commissione agricoltura -di cui sono presidente- ha condotto con la Commissione europea e il Consiglio.
Nel mio dovere di rappresentante dei cittadini democraticamente eletto sento il dovere di spiegarvi le ragioni della mia scelta.


La sperimentazione sugli animali esiste in Europa solo a scopo medico (il regolamento europeo del 2009 ne vieta l'uso per i cosmetici) e fino ad oggi è stata normata da una direttiva risalente al 1986 ormai divenuta obsoleta e che creava situazioni molto differenziate (in alcuni Paesi l'attenzione per gli animali è minima e si possono fare esperimenti molto più facilmente).
Era quindi necessario armonizzare le regole e introdurre maggiore rispetto per gli animali.
Questa direttiva dice che, a differenza che nel passato, ogni esperimento dovrà avere ben tre autorizzazioni preventive che dovranno valutarne la reale necessità e verificare che non ci siano metodi alternativi.
Ci saranno finalmente delle ispezioni e la presenza di un veterinario esperto in benessere animale in ogni stabilimento. Sarà inoltre istituito un comitato nazionale per il benessere animale.
Certo, non è la legge perfetta, ci sono ancora tanti passi da fare, ma voglio sottolineare che l'Europa dispone della migliore legislazione al mondo in materia di tutela e benessere degli animali.



A differenza di quanto riportato da alcuni organi di stampa, gli Stati membri che hanno una legislazione più severa potranno conservarla: ad esempio in Italia dal 1991 c'è il divieto di utilizzare cani e gatti randagi e tale resterà, e i Paesi che hanno invece legislazioni poco favorevoli per gli animali dovranno migliorare i loro standard.
Questa direttiva non è assolutamente un passo indietro ma un miglioramento rispetto al passato.


La dimostrazione è che la maggiore organizzazione animalista europea EUROGROUP FOR ANIMALS (che raggruppa tutte le associazioni europee, tra cui anche la nostra LAV) si è espressa a FAVORE di questo testo.
Potete leggere la loro posizione sul loro sito http://www.eurogroupforanimals.org/ in cui si spiega che questo testo approvato è migliore di quello precedente del 1986 e ora tocca ai Paesi membri adottare leggi per recepirla nel modo migliore possibile.
Ho riflettuto molto prima di questa scelta, ma posso dire con convinzione che il mio voto ha dato un contributo, seppur minimo, al miglioramento della situazione degli animali in Europa.



10 settembre 2010



NEL MERITO DELLA GIUSTIFICAZIONE DI DE CASTRO di Pasquale Di Lena

Il dispiacere espresso dal Presidente della Commissione europea dell’agricoltura, on. De Castro, non è convincente per più di una ragione, in particolare quella che migliora (!) la direttiva del 1986, ormai obsoleta, che permetteva, in alcuni paesi dell’Europa, di fare esperimenti molto più facilmente, ma non la cancellazione, visto che si possono fare gli esperimenti sugli animali, se randagi.
Il fatto che una organizzazione europea, la Eurogroup for animals, che riunisce tutte le principali organizzazioni europee, tra le quali anche la nostra LAV, abbia dato il suo consenso con grande soddisfazione, non giustifica l’uccisione degli animali, ripetiamo, randagi, ma solo il prevalere della volontà dell’industria farmaceutiche, potentissime multinazionali, che con le loro lobby sono in grado di comprarsi tutto, anche l’anima degli animalisti.
Ritengo questa nota del Ministro De Castro peggiorativa della sua situazione di consenso al voto che punisce comunque gli animali. Ora mi aspetto solo la solidarietà a De Castro dell’ex Ministro alla sanità, il nostro noto scienziato di punta, Veronesi, che, facendosi forte della necessità di sostenere la ricerca pubblica, è uno strenuo difensore degli Ogm e, anche, del nucleare.
Una adesione di principio la sua, ideologica, come dicono sia lui che gli altri sostenitori, per accusare chi è contro gli Ogm e il nucleare, visto che non ha mai spiegato le ragioni di questo suo sostegno a scelte che saranno le nuove generazioni a pagare a caro prezzo.
Viene da pensare alle potenti lobby e, anche, alla capacità di una società sempre più ingiusta, che ha come unico punto di riferimento il profitto, di penalizzare i più deboli e di creare le classi, non solo tra gli uomini anche tra gli animali.


Poveri noi, poveri randagi.

11 settembre 2010

SCATTI

da ZACC &BELINA



Zacc- ha detto al mondo che Putin è un dono del Signore

Bélina- lui delle suore cattive che aveva all’asilo


10 settembre 2010

VIVISEZIONE

da ZACC&BELINA

Zacc- io l’ho votato Paolo De Castro, ora Presidente Commissione Parlamento europeo

Bélina – meglio che non ti fai sentire dagli animali randagi.


9 settembre 2010

LA VOGLIA DI DECIDERE

C’è stato anche un momento in cui L’Unità, il giornale fondato, nel 1924, da Antonio Gramsci, aveva smesso di parlare ai suoi affezionati lettori, molti dei quali diffusori.

Padellaro,con Furio Colombo, prima, e Concetta De Gregorio poi – l’attuale direttore che ha voluto il nuovo formato e la nuova veste grafica, per noi molto più bella e molto più funzionale - hanno dato la forza necessaria per il suo rilancio. Tutto questo in un momento particolarmente difficile, soprattutto negli ultimi tempi, con un capo di Governo e di Partito, che prova, in tutte le maniere, di far chiudere quei giornali e quelle televisioni che hanno il gusto di esprimere la propria libertà di pensiero e di opposizione.

Una premessa che ci serve per far capire il nostro applauso all’ultima delle iniziative di questo giornale, che ha guidato milioni di uomini a capire la realtà e, da essa, trovare le ragioni per modificarla: l’appello alle primarie circoscrizionali, lanciato nella seconda metà di agosto scorso, per restituire il potere di scelta degli eletti, che vuol dire voce e speranze agli elettori, penalizzati dalla legge “porcellum” di Calderoni, che Berlusconi vuole mantenere perché, per lui, è la migliore.
Finalmente una verità da un uomo che, come tutti i grandi bugiardi, crede alle sue falsità!

Ma, per il rispetto che noi vénti abbiamo della verità, c’è da dire che non è il solo a sperare che resti questa legge e, con essa, il ricatto nei confronti degli elettori che, anche grazie al “porcellum”, hanno smesso di andare a votare proprio per non votare chi non avevano voglia di votare, ossia il candidato imposto dalle segreterie di partito, composte, quasi tutte, da gente autoreferenziale.

Un appello a scegliere ed a decidere per dare a questo Paese la speranza di un futuro, che non è il nucleare; la privatizzazione dell’acqua; la cementificazione selvaggia per dare spazio agli speculatori; lo sperpero del territorio e delle sue risorse fondamentali come il patrimonio storico-culturale, l’agricoltura e l’eccellenza dei suoi prodotti e della sua cucina, la ricchezza della biodiversità, dei suoi paesaggi e dei mille e mille ambienti che hanno come cornici colline, molti, mari, laghi, fiumi, parchi naturali.

Un futuro per le nuove generazioni, libero dai debiti che le scelte di oggi, come il Ponte sullo Stretto, solo per fare un esempio, trasformeranno in pesanti cambiali, se non vengono cancellate.

Il lancio della campagna per le primarie nelle circoscrizioni, non a caso, ha ricevuto una risposta entusiasta da parte dei lettori de L’Unità, quasi una liberazione dalla tristezza e dalla malinconia prodotta dalla incapacità di proporre un’alternativa da parte del Pd, che, grazie a Veltroni, ha colto l’occasione del maggioritario per cancellare i partiti di sinistra e dare sfogo al percorso riformatore che, a parte il suo effetto di enunciazione, nessuno sa che cos’è e dove vuole arrivare.

La verità è che un partito non sarà mai rinnovatore se non è nuova la sua classe dirigente.
Una classe dirigente vecchia tutta da rottamare, e ai vari livelli, se si vuole liberare quella voglia del domani, che è nella maggioranza degli italiani e dei giovani in particolare.

A questa campagna partecipa di sicuro Larino viva, che ha nel suo DNA le primarie. Associazione, come molti ricorderanno, nata dalla voglia delle primarie, che hanno portato a scegliere il proprio candidato, sconfitto, poi, dalla forza di aggregazione e di movimento dei centri di potere che, da sempre condizionano questa stupenda città e le scelte dei larinesi; dalle divisioni della sinistra, che non sono mai casuali, ma sempre funzionali. Nel caso delle elezioni comunali del 2008, funzionali a quelli che dovevano liberare il Basso Molise di una opposizione pericolosa per il compimento dei disegni di appropriazione di un territorio e delle sue principali strutture, soprattutto operative nel campo dell’agroalimentare, ma, anche, di cambiamento della classe politica e amministrativa in comuni importanti e fondamentali come Termoli e Montenero di Bisaccia.

La situazione che vive oggi Larino, con Giardino sindaco, grazie anche a un comitato compiacente che è riuscito solo a coprire la verità che si andava a consumare a spese dell’ospedale e, cioè,, quella dell’ascolto, da parte del sindaco e del suo vice, a testa china, delle indicazioni di Iorio e della esecuzione delle sue volontà. Un atteggiamento di sottomissione che ha portato alla perdita dell’ospedale. Ma, non solo, alla pronta adesione al Cosib, alla interruzione della costruzione dei campi sportivi, all’abbandono che vive il centro storico e alla mancanza di ogni iniziativa, se non la cessione del proprio territorio, all’ascolto della On. De Camillis, conosciuta come Signora Venditti.

Una situazione che riguarda anche gli eletti alla Regione, ai quali bisognerebbe chiedere cosa hanno fatto per la nostra città. Niente, se non qualche favore personale o qualche cena utile per la prossima campagna elettorale.

Le primarie circoscrizionale, aperte in modo da renderle libere dai condizionamenti dei partiti, possono rappresentare l’apertura al cambiamento, che va ben oltre la pur necessaria e urgente liberazione del Paese da Berlusconi e dal suo rozzo, ma sempre così interessato, alleato Bossi.

L’inizio, ce lo auguriamo, di un nuovo percorso dove è possibile ritrovare quello che più ci appartiene: l’aria pura, in modo da poter respirare in piena libertà.
A Voreie

Da La Repubblica

Vivisezione, Ue crudele. Sì ad esperimenti su animali randagi
Il Parlamento europeo ha dato ieri il via libera alla nuova direttiva Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. Un provvedimento sul quale, però, hanno espresso riserve alcuni esponenti del governo italiano e autorevoli rappresentanti della comunita' scientifica e culturale

L'approvazione del provvedimento è avvenuta dopo la bocciatura della richiesta di rinvio avanzata dall'europarlamentare dell'Idv Sonia Alfano e sostenuta da altri 40 deputati che, prima del voto, si sono alzati in segno di protesta. L'articolo 11 della direttiva prevede infatti che gli animali randagi possano essere sacrificati sull'altare della scienza se non è possibile raggiungere altrimenti lo "scopo della procedura" di ricerca. Non solo: la legge prevede anche una deroga sulla vivisezione delle grandi scimmie come lo scimpanzé (che condivide con la specie umana oltre il 98 per cento del Dna), approvate dall'Assemblea, che ha invece respinto a larga maggioranza gli emendamenti che erano stati presentati dal gruppo dei Verdi per modificare alcuni dei punti più controversi della direttiva, in primo luogo quello che prevede la possibilità, per gli Stati membri, di mantenere legislazioni più severe in materia di utilizzazione degli animali, ma non - almeno esplicitamente - di adottarne di nuove. Il provvedimento è stato inoltre criticato perché, secondo lo schieramento dei critici, consentirebbe un aumento delle sperimentazioni sugli animali. A chiedere il riesame della direttiva è stata anche Cristiana Muscardini, europarlamentare del Pdl, facendosi portavoce delle perplessità espresse anche da esponenti del governo italiano su "problemi che restano irrisolti".

Deluso Tiziano Motti (Udc-Ppe), secondo il quale oggi è stato fatto un "passo indietro" nella difesa degli animali facendo un regalo all'industria farmaceutica sulla pelle delle cavie. Mentre Elisabetta Gardini (Pdl-PPe) ha parlato di "qualche preoccupazione" ancora esistente, ma ha complessivamente giudicato il testo un "buon compromesso". In favore è stato Paolo De Castro (Pd-Ds), presidente della Commissione agricoltura del Pe: raggiunto un buon compromesso su un testo ragionevole nel rispetto delle esigenze scientifiche.
09 settembre 2010

NON SI FINISCE MAI DI SBAGLIARE

Io questo presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo l’ho votato ed ho sbagliato. Sono sempre più amico degli animali e, per riparare a questo mio grave errore, cercherò di difenderli più che posso dalla stupidità degli uomini e dalla loro cupidigia di denaro che le industrie farmaceutiche più di altre esprimono fino a provocare allarmi e epidemie pur di vendere i medicinali. Che mondo è quello che annienta i suoi valori nel denaro? Un mondo malato che non può andare molto lontano.
Poveri animali!

Pasquale Di Lena

Ad porcellos

da ZACC&BELINA


ZACC- la parlamentare Napoli non esclude che qualche deputata e senatrice si sia prostituita al padrone di turno per farsi eleggere con l’attuale legge elettorale

BELINA- Ha detto anche quanti sono i deputati e senatori escort?

ZACC- no. Che casino!

BELINA – qualche o più qualche altro? Che porcellum!

8 settembre 2010

Il parolaio stanco

da ZACC&BELINA

Zacc- abbiamo milioni di persone con noi

Bélina- fagli vedere il dito medio, lui capirà

7 settembre 2010

SOGNI, UTOPIE E FOLLIA. UNA RICETTA PER LA SINISTRA!

di Berardo Mastrogiuseppe

Max Weber disse un giorno: “ I Sognatori, i Profeti e i Folli possono e sanno cambiare la storia”.
A Larino abbiamo un Sognatore, un Folle o un Profeta, questo la stabilirà il futuro! Parliamo di Pasquale Di Lena, unica persona che ancora si preoccupa del bene comune, della collettività, del proprio paese, senza utilizzarlo a fini propri o dei propri familiari. Heidegger l’avrebbe sicuramente classificato come uomo autentico e irripetibile!, anche persona ingenua e in buona fede, poco diplomatico e non disponibile a compromessi etici!!
La sinistra italiana, che ha perso l’anima, ha bisogno di sognatori, folli e profeti per ritrovare la via, la giusta via! Altrimenti i venditori di teglie, i piazzisti – come Berlusconi – vinceranno sempre!!! Fini ha dimostrato che si può dissentire dal capo. Infatti, è stato ed è definito folle, ma in realtà ha cambiato, con il suo gesto, la storia del Pdl – in primo luogo – e pure quella d’Italia.
Non è un caso che i giornali di casa Berlusconi lo attacchino tutti i giorni, inventandosi o creando ad arte scoop per azzerarlo e farlo stare zitto. Tutto ciò conferma che Fini ha centrato l’obiettivo “ha avuto il coraggio o la follia di dire no al dittatore di turno!!”
L’Italia e i partiti, di ogni schieramento, hanno bisogno di questi stimolatori, di questa formula chimica per rimettere in moto, in circuito, il lievito del rinnovamento e della speranza nel futuro.
I nostri giovani sono già morti prima di nascere, questa è la vera realtà della globalizzazione, che doveva, per alcuni, rinnovare e proiettare il mondo in nuovo periodo e che, invece, si è mostrata nella sua nuda e cruda realtà: “l’età del piombo; l’età delle banche; l’età del denaro e degli interessi; l’età dell’egoismo più sfrenato e più amorale!”.
Cristo disse: “Date a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio.
In realtà Tremonti e le banche si son presi tutto, versando una parte alla Lega.
I Cattolici devono riflettere bene! Boffo lo ha fatto e lo ha detto ed ha pagato caramente la sua follia: “Questo deve essere un monito per i Cattolici! Formigoni non può appoggiare la Lega e il Diavolo, altrimenti va in fuoco eterno!” Lui se ne frega, ma la Lombardia, non vale bene una Lega ma gli italiani lo stanno capendo!!! I sondaggi sono pilotati, ma la gente comune, il popolo, si è rotta veramente i c. di un governo che un giorno fa le leggi per il premier ed il giorno dopo un lodo!
È bene che tutti si ricordino che l’Italia è degli italiani – quelli veri – non è una azienda della Mediaset, come qualcuno si è illuso di farla diventare. Non è della cricca e non è nemmeno dei grandi banchieri e delle grandi banche!! I soldi sono di carta. Qualcuno un giorno disse: “Ci si pulisca il c.” (Totò docet).
Gli uomini e le persone che abitano una Nazione, degna di questo nome, sono il vero capitale, e questa è una verità da ricordare ogni tanto perché vale la pena per sognare e programmare.
I soldi non puzzano, però non camminano, non si emozionano, non sorridono, non pregano, non fanno opere d’arte, non fanno i quadri, non fanno rivoluzioni, non si indignano, fanno solo guerre e disastri, soprattutto ambientali. Sono solo numeri, numeri e carta.
Gesù disse: “ Tutto l’oro del mondo non è in grado di raggiungere la bellezza di un giglio, ne’ la sua perfezione”. Oggi la Chiesa ed i cattolici o cristiani, che dir si voglia, con chi stanno? Con i soldi o con la bellezza di un giglio?

, Larino 03.09.2010

6 settembre 2010

C'E' BISOGNO DI SINISTRA

di Gianni Montesano, segretario regionale Pdci Molise

Il Molise sta affondando. Il dissesto sanitario morde ormai l'intera regione. Prima gli ospedali di Venafro e Larino, poi Agnone. Poi ancora la Cattolica di Campobasso, mentre i servizi del Cardarelli e sel San Timoteo sono in grave sofferenza per le sforbiciate sui bilanci. Tra poco i cittadini e i lavoratori sentiranno gli effetti dei tagli al trasporto pubblico mentre decine e decine di aziende riescono a vivere grazie alla partecipazione dei fondi regionali. Per il 2011 non c'è più certezza di queste risorse e si rischia una ondata di chiusura fra le aziende partecipate che si sommerebbe a quelle causate dalla crisi globale. Infine, per citare i principali capitoli della crisi di questa regione, la spada di Damocle del debito regionale. Qualcuno ha scritto di una esposizione in derivati per 260 milioni, aspettiamo parole di chiarezza dal governo regionale sulla reale portato del debito.
Chi pagherà il conto? Dove andranno fatti ulteriori risparmi? come saranno utilizzate le - poche - risorse che saranno disponibili (anche alla luce dello scellerato federalismo fiscale)?
Interrogativi che devono essere affrontati in fretta e con estrema chiarezza. Se il Molise futuro deve essere governato dalle solite lobby di interesse, dai soliti amici degli amici pronti a cambiare casacca al primo stormir di foglie, allora c'è poca speranza. Progetti come l'aeroporto di Cantalupo, la centrale nucleare a Termoli e altre amenità simili servono solo ad ingrassare le fila delle consulenze e delle prebende e a devastare un territorio già fragile. E' il momento di porsi domande serie su quale idea di sviluppo può avere una regione con le caratteristiche del Molise.
A sinistra sono domande ineludibili. C'è la necessità di sconfiggere un centrodestra che ha letteralmente divorato energie e risorse in una logica di clientela allo stato puro e con una forma di governo improntata alla faccia peggiore del berlusconismo. Ma non basta. Occorre ragionare su alcuni nodi fondamentali, alcune priorità che siano in grado di dare il segno di una reale alternativa a Iorio e alla sua cricca. Il lavoro e lo sviluppo, innnanzi tutto. La necessità di riprendere una battaglia contro la precarietà (a partire dalla scuola) è un elemento centrale, come centrale è ragionare su un'idea di sviluppo che metta da parte Turbogas, chimica e nucleare e guardi invece alla risorse del territorio: prodotti di qualità, agricoltura, turismo ecocompatibile, canalizzazione della ricerca universitaria per promuovere settori di piccole e medie industrie avanzate. Questi sono solo alcuni esempi che fanno a pugni con la gestione dei nuclei industriali attuali oppure con la gigantesca occasione perduta dei fondi post-terremoto; potevano essere una reale opportunità di sviluppo per le zone del cratere, invece sono stati gettati al vento milioni e milioni di euro.
Temi e questioni concrete che sono il fulcro di chi si definisce di sinistra e comunista e che si intrecciano con la necessità di portare avanti una battaglia per i diritti dei lavoratori (calpestati a Termoli come in altre parti d'Italia) e l'importanza di intraprendere una enorme opera per la trasparenza e la democrazia nelle istituzioni. Per chi si definisce di sinistra e chi si richiama alla tradizione comunista tali argomenti sono pietre miliari della propria azione politica e vanno affrontati innanzitutto con le associazioni che operano sul territorio, con i movimenti civici e ambientali che agiscono in Molise, e poi anche con gli altri soggetti politici che pur affermano di voler costruire un'alternativa a questo centrodestra.
Iniziamo a discuterne a sinistra, insieme ai cittadini, ai giovani, ai lavoratori. Ragioniamo su proposte e progetti che siano in grado di incidere nella realtà. Perchè adesso, in Molise, potrebbe essere possibile percorrere la strada del cambiamento. E allora, a maggior ragione, c'è bisogno di sinistra e dei comunisti.

5 settembre 2010

Tracce > LibriLetti d’estate. Libri per irrobustire la mente

Ci siamo lasciati prima dela consueta pausa estiva con una serie di titoli che vi abbiamo consigliato per trascorrere una vacanza meno banale. Ora ve ne proproniamo altri, riportando le segnalazioni di Pascale, Cerana, Pigozzi, Lazzaretti, Dal Falco e Di Lena. E voi, invece? Che libri siete? Che libri avete letto?
di T N



Il libro lascia sempre una profonda traccia in chi lo legge.
Siamo convinti d’altra parte che le buone letture aiutino a farci crescere, facendo nel contempo affinare il nostro sguardo sempre più lucido sul mondo.

Dopo la pausa estiva, c’è tempo per altri libri, oltre a quelli da noi consigliati (link esterno) come quelli per esempio letti quest’estate da alcuni nostri affezionati amici. Libri che saranno presentati più approfonditamente nelle prossime settimane.

E voi? Che libri avete letto?


LETTI DA ALFONSO PASCALE

Alfonso Pascale è autore di saggi e presidente della Rete delle Fattorie sociali.

Vittorino Meneghetti, L’uomo e il cane. Storia di un’antica alleanza, Mursia Editore

Dalla comparsa del "Canis familiaris", in età paleolitica, ai cuccioli di compagnia di oggi, l’Autore ripercorre la storia della millenaria amicizia tra l’uomo e il cane, facendo propria la recente e rivoluzionaria teoria dei coniugi Coppinger basata sull’auto-addomesticamento.

Maurizio Di Mario, Una riforma eretica, Cromografica Roma

Gli scritti raccolti nel libro scandiscono il percorso culturale e professionale dell’Autore che affronta, partendo da un approccio urbanistico ma con una grande apertura interdisciplinare, il tema dei rapporti tra urbano e rurale così come si configurano in età contemporanea.

Antonio Saltini, Business, Avenue media

E’ un romanzo ambientato nel 2077 con 18 miliardi di persone sulla terra e campi insufficienti per produrre il pane necessario a sfamare tutti i componenti della famiglia umana.
A seguito della crisi alimentare degli ultimi anni e di quella economica in atto, nonché dell’acuirsi delle crisi preesistenti – demografica, energetica e climatica - il romanzo ha acquistato ora tutta la sua valenza profetica.


Maria Rosa Protasi , I fanciulli nell’emigrazione italiana, Cosmo Iannone Editore

E’ il racconto, denso di numeri, storie, testimonianze, della dolorosa epopea di tantissimi bambini italiani che a partire dalla metà dell’Ottocento fin dentro il XX secolo subirono sevizie e maltrattamenti nelle forme più ignominiose.



LETTI DA PAOLA CERANA

Paola Cerana è scrittrice e giornalista. Per Franco Angeli ha pubblicato L'intuizione visiva. Utilizzare le immagini per analizzare e risolvere i problemi, e, per le edizioni Associate, Viaggi incantati. Un’anima ‘in penna’ a spasso nel mondo per assaporarlo, mentre, con vittorio Salvati Il ribelle letterario. Diario proibito di Adamo ed Eva.


Joe Schwarcz, Benzina per la mente. Tutta la chimica intorno a noi, Edizioni Dedalo

Esistono scienziati che riescono ad essere anche dei bravissimi scrittori. Joe Schwarcz è uno di loro e con questo libro apre un’altra porta sul meraviglioso universo della chimica. Come è scritto nell’introduzione, “Qualcuno ha detto che la curiosità sta alla scienza come la scintilla alla fiamma: se siete in cerca di nutrimento scientifico per il vostro cervello, questo libro fa al caso vostro.”


Andrea Camilleri, Caccia al tesoro, Sellerio Editore

Il solito infallibile Montalbano si trova a che fare con un caso particolarmente spinoso, torbido, morboso, che lo coinvolge dentro (perché comincia a sospettare d’essere troppo vecchio per il suo mestiere) e fuori (perché la vicenda è davvero perversa), fino a farlo vacillare e metterlo in serio pericolo di morte. Ma è impossibile non sorridere, anzi ridere sonoramente, leggendo Camilleri, che colora le sue storie delittuose con l’immancabile dialettica ironica e sanguigna della sua bella Sicilia.


Georges Simenon, Corte d’Assise, Adelphi

Imperdibile, come tutti i romanzi di Simenon. Un acquarello, che stempera il giallo di un delitto, nell’arcobaleno del paesaggio dell’anima, sullo sfondo solare di una suggestiva Francia mediterranea. Ho ritrovato le atmosfere che amo, quelle di tutti i suoi libri, leggere e inquietanti insieme, con descrizioni talmente belle da volerci ritornare più volte, come quando è un peccato staccare lo sguardo da un’opera d’arte perfetta.


Henry Miller, Parigi 1928, Passigli Editori

Trovare in libreria un inedito di Henry Miller è stato come riabbracciare un grande amore creduto perso per sempre! Sono partita per Parigi anch’io, leggendo queste pagine, mi sono rituffata nelle atmosfere sensuali di Nexus e, da una pittoresca passeggiata tra le bianche viuzze di Montmartre, mi son ritrovata tra le bianche lenzuola di un letto peccaminoso … coinvolta in un eccitante crescendo milleriano!


Glen O. Gabbard, Introduzione alla psicoterapia psicodinamica, Raffaello Cortina Editore

Da mancata psicologa non ho mai smesso di tenermi aggiornata sull’argomento e, soprattutto, non ho mai smesso di esplorare me stessa. Ammiro e invidio chi fa questo per mestiere, per vocazione, per arte o per necessità interiore. Questo libro introduce con semplicità nel mondo del terapeuta psicodinamico. Chi non si lasciasse intimorire dal titolo un po’ impegnativo può avventurarsi nella lettura e capire tutta l’umanità che sta dentro l’analista, e le immense difficoltà contro cui deve combattere per riuscire a ‘salvare’ i suoi pazienti – prima - e se stesso - dopo. Quando è bravo, ovviamente!


Vittorio Salvati, Sul treno di Babele. Sognando Broadway, Edizioni Associate Editore

Ho riletto questo libro dopo due anni, rivivendolo. Perché è bello riascoltare sapori, odori, suoni e vibrazioni che hanno acceso la nostra immaginazione, mettendo le ali alla nostra mente. Questo romanzo ha questo potere, perché prende la forma delle fantasie di ogni lettore, portandolo a riflettere sui misteri della Vita, di cui il Treno è la suggestiva metafora.
Leggere per credere …!


LETTI DA ELENA PIGOZZI

Elena Pigozzi, scrittrice, ha pubblicato il saggio La letteratura al femminile (Giunti, 1998) e il romanzo Uragano d'estate (Marsilio, 2009) premio Opera Prima Penne 2009.

Massimo Cacciapuoti, Esco presto la mattina, Garzanti

L’autore, qui al quarto romanzo, comincia subito sfoderando il meccanismo comico per eccellenza: il rovesciamento. E lo fa su diversi livelli. Rovescia l’inizio del racconto, facendolo coincidere – creando così una sorta di circolarità e continuità della storia, che rimane aperta – con il suo epilogo.
Andrea dell’Arti, il protagonista, è un giovane di trentacinque anni che sembra baciato dalla dea bendata, trovandosi sempre nel posto giusto al momento giusto. Trova la moglie ideale, madre e donna modello, un lavoro dignitosissimo, e corona persino le sue aspirazioni letterarie. Il tutto, e qui sta un altro paradosso, accade in una città – Napoli – corrotta e ostile per antonomasia, in ambienti non certo facili – addetto stampa dell’assessorato regionale in piena emergenza rifiuti – , e in un epoca che divora ogni cosa al ritmo inquietante della velocità.

Ermanno Cavazzoni, Vite brevi di idioti, Feltrinelli

Il romanzo ripercorre il genere classico della biografia, rovesciando l’assunto su cui il genere poggia – vale a dire di essere dedicato a uomini illustri e meritori – e raccontando sì le vite, ma di ignoti e per di più idioti. Al pari di un calendario di un solo mese, Cavazzoni propone per ogni giorno non la vita di un santo, ma di un individuo che somiglia al santo, perché – scrive Cavazzoni nella prima pagina rivolta al lettore – “patisce e gode come i santi tradizionali. Poi il nostro mese finisce, perché a questo mondo tutto deve finire, anche le nostre brevi vite di idioti.”

LETTI DA GIORGIO LAZZARETTI

Giorgio Lazzaretti è direttore del Consorzio di tutela olio extra vergine di oliva Riviera Ligure.

Roberto Alajmo, L'arte di annacarsi. Un viaggio in Sicilia, Laterza

Un bell’aiuto per scoprire la Sicilia attraverso descizioni di paesaggio, ma soprattutto dello spirito che pervade una terra così contradditoria, abituata a vivere negli estremi.

Khalil Gibran, Le sable et l'écume, Edition Albin Michel

Aforismi che contribuiscono a migliorare l’esistenza, aiutando a dare un senso alla vita proprio quando sembra di perdere alcuni punti di riferimento.

Lou Marinoff, Aristotele, Budda Confucio. Per essere felici ora, Piemme

Interessante divulgazione di pillole di filosofia di alcuni dei più grandi pensatori che l'autore intreccia con proprie riflessioni su temi legati all'evoluzione dell'umanità per cercare di insegnare a vivere meglio il presente.


LETTI DA NICOLA DAL FALCO

Nicola Dal Falco è riuscito per lungo tempo a vivere scrivendo di viaggi, tra l’Europa dell’est e il Sahara. Da giovane ha fatto anche il commesso di libreria, il buttafuori e l’ufficiale. Molti di quelli che considera amici gli hanno pubblicato versi e racconti in edizioni d’arte.

La grande madre tra Scilla e Cariddi. L’estate non è solo lettura così come il resto dell’anno l’esatto contrario. Diciamo, allora, che nelle ultime settimane di agosto ho letto due libri, uno dietro l’altro. E questo potrebbe non essere un caso anche se il primo mi è stato prestato a Verona e il secondo l’ho comprato alla stazione di Genova Porta Principe.

Il mito della grande madre di Giuseppe Sermonti (edizioni Mimesis) descrive con immensa sapienza il sacro regicidio con cui veniva celebrata la potenza della terra, fecondata di volta in volta da nuovi pretendenti. In cielo le costellazioni, in terra gli affreschi scoperti a Çatal Hüyük, i cui temi mitici si conservano come sinopie nei kilim anatolici, suggeriscono quale fosse il rapporto iniziale, archetipo tra matrice e seme, tra femmina e maschio.
E la storia di Ulisse, il suo ritorno bellicoso, raccontano in fondo la ribellione al rito matrilineare del paredo, il cui più illustre antenato fu quel Crono che, pesando e copulando senza freni sopra Gea, finì evirato.

Comprato a Genova e letto d’un fiato durante la traversata fino a Barcellona, Nerò Metallicò di Vincenzo Consolo (edizioni Il Melangolo)riunisce, invece, quattro racconti così perfetti da bersi come fossero il veleno e l’antidoto alla letteratura. Vera lezione di stile e d’animo.
Il caso ha voluto che il primo dei racconti s’intitolasse (appunto) Scilla e Cariddi e avesse per protagonista una donna, incarnazione della dea bianca.


LETTI DA PASQUALE DI LENA

Pasquale Di lena collabora per alcune prestigiose testate giornalistiche, tra cui "Teatro Naturale". Ha scritto vari volumi, tra cui l'ultimo ha per titolo Là dove la terra dona per l'editrice Agr.


I pochi giorni di vacanza non sono stati sufficienti per leggere tutti i libri messi in valigia, in particolare una serie di pubblicazioni di Massimo Montanari, che sono riuscito ad acquistare on line, per approfondire la storia del cibo e della tavola che, da tempo, mi appassiona.

Sono riuscito a leggere solo Il Formaggio con le pere. La storia di un proverbio, di Massimo Montanaristampato nel 2008 per Editori Giuseppe Laterza e Figli di Bari. Un proverbio che resiste da secoli e molto diffuso, ancora oggi, per capire le ragioni della sua nascita e il contesto storico; la sua capacità di radicare nelle cultura e, anche, di esprimerla; la rappresentazione delle classi sociali e dello scontro tra le stesse. Molto interessante per capire, anche, un percorso che nasce nel medioevo e continua. Mi è piaciuto leggerlo, soprattutto perché stimolato dalla sensazione di avere tra le mani la freschezza della pera a togliere l’arsura e il gusto di un buon formaggio, scelto tra i 37 formaggi dop e 1 Igp, e 1 Stg, riconosciuti ad oggi, a dare spazio al mio appetito.

Non ho trascurato la poesia, mettendo nello zaino due libri. Uno, riprendendo in mano uno dei tanti preziosi doni di Maria Teresa Scibona, L’amore imperfetto, pubblicato nel 2003 per I quaderni di Airone – edizioni Helicon di Arezzo. Poesia delicata e intensa di vissuto. Una raccolta di poche ma belle poesie, a me cara più di ogni altra delle tante pubblicate dalla senese Scibona, la mia amica Maria Teresa, con la quale ho dato vita, quando dirigevo l’Enoteca Italiana di Siena, a un salotto letterario, “i martedì dell’Enoteca” da lei organizzati e diretti, che hanno coinvolto i più bravi poeti e scrittori contemporanei.

Il secondo di una giovanissima, altrettanto delicata poetessa, la molisana Carolina Mastrogiuseppe, che ha colto l’interesse della Casa editrice “Il Filo” di Roma, con l’inserimento nel 2009, nella collana “Nuove voci”. Poesie d’amore, delicate ma intense di emozioni, canti che mi hanno portato ad apprezzare meglio i paesaggi che vivevo da un piccolo giardino.

Interessante, volendo continuare il mio rapporto con la poesia e i poeti, la raccolta di una serie di racconti, storie d’amore, di Paolo Ruffilli, Un’altra vita, uscito a maggio scorso per la Fazi Editore che, per chi conosce questa bella casa editrice, sa ben scegliere i suoi autori.
Paolo Ruffilli, ripeto, lo conoscevo già, ma come poeta.

E poi, per dare fiato a una mia idea riguardante il Molise, la ricerca della sua anima, che è essenziale per fare esprimere un proprio ruolo, prima di cadere nelle mani della ingordigia e della stupidità, a questa mia deliziosa terra, un libro molto bello Il senso del luogo di Franco Ferrarotti, edito da Armando editore lo scorso anno e una raccolta di saggi curata da Corrado Barberis, mio bravissimo professore, che, a distanza di decenni, continuo a ricordare con piacere ed emozione, per le sue belle lezioni e, anche, per l’esame sostenuto presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze, per una materia non obbligatoria, sociologia rurale, che mi ha dato molto nel corso della mia vita professionale, e ancora mi dà, per la sua profonda attualità.
Il libro pubblicato, nel 2009, dalla Donzelli editore in Roma porta il titolo, molto significativo per la sua attualità, La Rivincita delle campagne. Quella rivincita che, personalmente, auspico da sempre e consiglio a chi vuole trovare una soluzione alla pesante crisi del mondo, in grado di riprendere il filo della matassa, necessario per tracciare un nuovo sviluppo, visto che tutte le soluzioni trovate fino ad oggi sono solo palliativi che non portano che a rendere la crisi ancora più pesante e, come tale, più difficile da risolvere.
Le speranze sono nella salvaguardia, tutela e giusto utilizzo delle risorse che abbiamo, in primo luogo il territorio con la sua espressione di ruralità e con la sua agricoltura, la fonte del cibo e della nostra alimentazione. La campagna, in pratica, bussa alla porta per riposizionarsi al centro di uno sviluppo che, oltre a ricucire gli strappi, serve per dare un futuro alle nuove generazioni e, in primo, luogo ad un pianeta malato da consumismo e spreco.

Non ho avuto il tempo di estrarre dallo zaino altri libri, che pure mi ero portato nel giardino delle mie vacanze, in particolare la biografia Giuseppe Avorio. Dalle lotte per la terra alla Politica comunitaria edita lo scorso anno da Rubettino editore in provincia di Catanzaro, scritta da Michele Drosi, dirigente della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) della Calabria, e da Elisabetta Palombo, giovanissima ricercatrice impegnata negli studi del mondo contadino e del paesaggio agrario. La biografia di un personaggio e, per me, impegnato per tanti anni nel movimento contadino della Alleanza dei Contadini e, poi, della Confederazione italiana Coltivatori (CIC), anche maestro.
La ruralità, il territorio, l’agricoltura, il cibo, l’identità, il sogno, la dolcezza di delicati versi, e altro ancora, per vivere, appagato, la serenità del riposo.



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3 settembre 2010

DI PROFESSIONE RICATTATORE


da ZACC&BELINA

Zacc- Cota è un bravo ragazzo, Cota è un bravo ragazzo…..così canta il suo capo, testa di c.

Bélina – in verità ricattatore di professione

1 settembre 2010

IL VALLONCELLO, UNA STRAORDINARIA E STUPENDA RISORSA

Lettera aperta al sindaco Giardino: il sogno

Alla fine di Luglio ero a Barcellona per lavoro, non lontano dalla collina di Montjuic, luogo simbolo della città, che mostra, mediante una serie di terrazzamenti, un bellissimo orto botanico. In esso dimorano le specie che caratterizzano la vegetazione di tutti i continenti, ma in modo particolare, prevalgono quelle della macchia mediterranea.
Uno spettacolo che, mediante un gioco di spazi concavi e convessi, porta il visitatore a concentrarsi sull’intero paesaggio circostante, con la vista della città, del suo porto e del suo mare e delle piante.
Ben 15 ettari di colori e di profumi che mi hanno riportato a Larino, in particolare a quell’unicum, il Valloncello, in considerazione della sua destinazione naturale, un fiore all’occhiello del Centro Storico, un orto botanico ed un parco da far visitare e far vivere, soprattutto se diventa punto di riferimento anche di chi abita il Piano San Leonardo.
Ma non basta, infatti, volendo pensare di dare al Valloncello una continuità ed apertura verso le campagne circostanti, esso si lega all’olivo che circonda il Centro Storico, che risale da una parte e dall’altra il vallone della terra; che va dal fiume Biferno al Cigno, quello di Ururi, Montorio nei Frentani e Casacalenda; che va dal rivolo di Olivoli, fino alle Piane di Larino.
Una straordinaria e stupenda risorsa di paesaggi e di ambienti, di storia e di cultura, che colloca, dentro un mare di verde, il Centro Storico, al pari di una perla all’interno di un’ostrica.
Una risorsa turistica incomparabile nel momento in cui il territorio viene ricamato di percorsi naturali, storico-culturali da mettere a disposizione del turista mediante una attenta strategia di marketing, cioè di programmi e di azioni di comunicazione e valorizzazione oltre che di commercializzazione del ricco pacchetto.
Strade o sentieri, meglio bianche che asfaltate, comunque ben tenute; tabellazione perfetta per segnalare non solo i percorsi, ma, anche, le aziende agricole, gli opifici, le abitazioni, i siti archeologici, i servizi, i punti vendita, gli uffici di pubblica utilità, le fontane e le sorgenti, gli alberi secolari, i reperti di valore e altro ancora.
Tutto, dopo aver dato, con la formazione e l’informazione, la professionalità ad ogni singolo operatore e aver creato una squadra di guide esperte e capaci.
Un’operazione che parte dalle risorse (fondamentali e straordinarie) che uno ha; costa meno di dieci pale eoliche o di una fabbrica di biomasse; apre all’occupazione e crea un futuro ai giovani, oggi costretti a scappare da Larino; valorizza e non deturpa il territorio; sostiene l’agricoltura che, non dobbiamo dimenticarlo, è e rimarrà la nostra fondamentale risorsa; lascia il valore aggiunto alla nostra gente che, con intelligenza, ne faranno oggetto di nuovi investimenti, diversamente da quegli imprenditori, soprattutto di Regioni lontane, che i profitti li vanno ad investire altrove.
In questo modo, il sogno, una volta realizzato, apre, invece di chiudere, le prospettive di un futuro per la nostra realtà e per le realtà che ci guardano da vicino.
Un grande parco, quindi, fortemente segnato dall’olivo, ma esclusivo, con i suoi paesaggi unici, le armonie dei venti e degli uccelli, i siti archeologici, le sue fontane da recuperare, i suoi patriarchi di olivi e alberi secolari, in grado di puntualizzare storie, racconti, fatti di vita quotidiana, nonché il lavoro dei tanti agricoltori ed artigiani, le attività commerciali e professionali.
Un fantastico libro aperto, capace di riportare, insieme a tutto quello che è già stato scritto, pagine bianche per dare, così, la possibilità, soprattutto ai giovani ed ai giovanissimi, di scrivere pagine nuove, utili per il loro domani.
In questo modo, ne sono certo, diventa una bella soddisfazione governare la voglia di fare e di partecipare dei larinesi; la rinascita della nostra città che, come puoi ben capire, senza alternative al ridimensionamento e, per me, prossima perdita dell’ospedale, rischia di affossare definitivamente. Ed a ciò io mi ribello, inviandoti, con umiltà, questo mio sogno,.
Pasquale Di Lena – Larino, 1 Settembre 2010

LARINO, MALTRATTATA DALLO SPORCO E DAL DISORDINE

Lettera aperta al Sindaco di Larino: la rabbia

È proprio vero il detto dei nostri padri “sa chiù nu camenante che nu s’tedènte” e poter viaggiare, visitare, è una fonte di conoscenza, di apprendimento, che non ti può dare un libro da solo. Una fortuna che la vita mi ha saputo donare e ne sono grato.
Ho approfittato di due giorni di vacanza per tornare in Austria, nella valle del Gurk, in Carinzia. Una zona splendida, con le sue finestre soffocate da gerani pendenti; i prati fioriti ed odorosi pascolati da vacche prevalentemente di razza Simmenthal; i boschi calpestati da cervi, caprioli e, in più, odorosi di galletti (giallarelli o finferli) e di porcini; i fiumi puliti e trasparenti, dove scivolano trote ed altre specie di pesci che non conosco; i suoi silenzi interrotti, ogni quarto d’ora, dallo scandire degli orologi, che adornano le chiese e dal suono delle campane.
Un insieme di colori e di suoni, di paesaggi e di ambienti, con il verde che domina e mette pace, insieme al rispetto degli abitanti, che salutano anche se non ti conoscono ed all’ordine dei piccoli centri, decorosi e ospitali.
Sembra di raccontare un sogno se uno pensa a Larino, questa nostra città imbruttita dallo sporco e dal disordine, in mancanza, mi dispiace dirlo, di quell’attenzione che spetta a chi ha ricevuto il consenso per amministrarla e governarla, sulla base, prima di tutto, del rispetto dei i suoi abitanti, in particolare di quella maggioranza che ama la sua città e la vuole ordinata e pulita per sentirsi orgogliosa di viverla e raccontarla all’ospite che arriva.
I cittadini di Larino, ed io per primo, soprattutto quelli del Centro Storico, si sentono offesi e umiliati; provano profondo disagio di fronte allo stato in cui è stata ridotta dalla disattenzione tua e dei tuoi collaboratori, che continuate sulla strada di muri infestati di manifesti; via Cluenzio nera di sporcizia; i vicoli e le strade interne completamente abbandonati, con l’erba secca che domina, se non ci pensano a sradicarla i pochi abitanti rimasti, in gran parte anziani; la circolazione caotica, per una non riuscita programmazione, aggravata dal non rispetto delle regole e delle segnalazioni, che l’autorità neanche ci pensa di far rispettare.
La mancanza del rispetto delle regole e delle persone porta, come si sa, al sopravvento della prepotenza e dell’arroganza, al caos e al disordine, all’azzeramento dell’autorità che, in questo modo, rinuncia al suo ruolo di far esprimere i valori basilari di un vivere civile, il rispetto degli altri.
Sporcizia e disordine contrastano con la possibilità dei larinesi di vivere una sufficiente qualità della vita e, nel contempo, negano a Larino la possibilità di uno sviluppo turistico con la messa a disposizione delle sue enormi ricchezze e potenzialità. Per questo ritengo urgente il tuo autorevole intervento per ridarle la dignità e il rispetto che merita.
Con Larino Viva ho raccomandato più volte, a te ed ai tuoi collaboratori, purtroppo senza successo, di dare spazio e forza al coinvolgimento dei larinesi, che, quando sono stati chiamati e coinvolti, hanno sempre risposto con entusiasmo e mostrato la loro piena disponibilità.
Basta vedere quello che riescono a fare con l’organizzazione dei carri allegorici per il carnevale; con l’allestimento dei carri e la realizzazione della Festa di S. Pardo e altro ancora.
La partecipazione sta alla base della democrazia, che, come mi hanno insegnato i padri costituenti e altri illustri maestri, è un valore al quale bisogna sempre credere per avere risultati soddisfacenti, utili per il progredire civile, politico e sociale di una comunità e di un Paese.
Ti rinnovo l’invito a coinvolgere i nostri concittadini e discutere con loro delle questioni urgenti e necessarie da risolvere, come quelle, prioritarie, riguardanti il decoro e l’immagine della nostra città. Vedrai che questo tuo gesto ti servirà per risolvere il problema della sporcizia, del disordine e non solo. Sono convinto che su queste cose tutti sono pronti a collaborare. Basta chiedere e, vedrai, le risposte arriveranno. Io e gli amici di Larino Viva siamo pronti a dare, con umiltà, una mano nel momento in cui ci verrà richiesta.
In attesa, invio i miei migliori saluti, con l’augurio di buon lavoro.
Pasquale Di Lena – Larino, 1 Settembre 2010

QUALITA' DELLA VITA

Mentre stavamo soffiando il nostro commento sulla mancanza di rispetto cresciuta in questa nostra città dove, non più di qualche decennio fa, tutti si salutavano e tutti rispettavano le regole basilari di un vivere civile, siamo stati richiamati dalla musica e dai rumori assordanti provenienti dalla piazza.


Le moto rombavano per le forti accelerate, tanto da coprire la musica di vecchie e nuove canzoni.


Ma se si può essere comprensivi di una esibizione che va a chiudere l’estate larinese, non si capisce perché le esibizioni, soprattutto notturne, di giovani e giovanissimi non educati al rispetto degli altri e delle regole, debba continuare per la incapacità di chi - pensiamo, in prima battuta, al sindaco di questa città - queste regole non intende farle rispettare.


Se è così, come noi crediamo, non sono i giovani o i giovanissimi i colpevoli di una situazione che offende i cittadini di Larino, in particolare quelli del centro storico, che le regole le rispettano, ma il sindaco che queste regole ha non solo il dovere, l’obbligo di farle rispettare.


Questo vale per le moto e i motocicli rumorosi oltre i limiti, ma, anche, per le macchine che fanno di via circonvallazione una pista di lancio, soprattutto all’uscita della curva dopo il distributore Ip; chi non rispetta le segnalazioni, anche se impiegati comunali; chi gira con la macchina, soprattutto dopo la mezzanotte, con la radio ad alto volume e, anche, per chi ha la mania di disturbare con altri mezzi la quiete dei cittadini.


Ne va di mezzo la qualità della vita che deve esprimere questa città d’arte, ricca di risorse storico-culturali, paesaggistico-ambientali, se solo pensa al suo potenziale turistico, essenziale per il suo rilancio, in particolare del suo incantevole centro storico, di sicuro, fra i più belli del Molise, posto all’interno di un anfiteatro segnato dai suoi prestigiosi olivi.


L’effimero espresso dalle feste non serve a costruire il futuro di una città e dei suoi abitanti, ma a vivere il momento ed a nascondere i limiti, soprattutto quelli riguardanti il coinvolgimento e la partecipazione alle scelte, del governo Giardino.


Un governo che, per onor del vero, ha dimostrato la propria indole servile a Iorio e la totale incapacità a fare, con il fallimento della gestione della questione ospedale, che vedrà, ne potete essere certi, l’annuncio della sua chiusura subito dopo le prossime elezioni regionali.


In questo senso più che giustificate la richiesta di dimissioni per lasciare spazio alla voglia di domani di Larino e delle nuove generazioni.


Sappiamo che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e, comunque, tornando al nostro discorso iniziale, ci preme segnalare come un pericolo per la città l’espansione del permissivismo che, nel tempo, rischia di trasformarsi in prepotenza e, anche, violenza.


Ci preme, anche, esprimere, unitamente a questa nostra preoccupazione, la raccomandazione, al sindaco ed alla sua maggioranza, di dare, nel momento in cui non sentono il dovere di dimettersi, almeno un segnale della loro presenza e della loro capacità di autonomia per un rispetto della propria dignità e della dignità della città che ha urgente bisogno di essere amministrata.


Ma per fare questo, come si sa, c’è bisogno di un programma che Giardino e la sua amministrazione, dopo due anni e mezzo vuoti di idee e di iniziative, si devono ancora dare.


A voreie, 29 agosto 2010

NORMALE

Leggendo qua e la' n. 139 - ....


Una persona normale, nel senso di un normale intelletto e di un normale senso della partecipazione, senza parlare dei valori normali, quelli basilari per un normale vivere civile, che sente dire da un Gasparri o da un Cicchitto, che la legge elettorale, la cosiddetta legge “porcellum” in omaggio al suo ideatore, il sempre rubicondo Calderoli, non si tocca perché ha fatto bene, subito pensa che le due persone sopra citate non sono normali.


Noi questo lo sapevamo, visto che il primo ha la testa vuota di cervello e il secondo c’è l’ha piena degli insegnamenti di Gelli, il gran maestro del Programma 2 che stanno attuando grazie all’ingordigia di soldi e di potere di Berlusconi.


Non tanto per i danni che la legge “porcellum” ha già provocato, dando un premio esagerato a Berlusconi che ne ha subito approfittato per cantare con Apicella e raccontare barzellette, anche sconce per la verità, ma, soprattutto, perché essa rappresenta un pugno nell’occhio della democrazia, di quel poco che di essa è rimasta.


Nessuno mai è riuscito a sputtanare, nel senso vero della parola, il Parlamento italiano come in quest’ultima legislatura, con gli eletti scelti dal padrone, anzi dai padroni, visto che anche gli altri capi di partito, e questo per noi non è normale, ne hanno ampiamente approfittato.


Tant’è che il Parlamento, da quando vive il “porcellum”, non solo non ha più deciso niente, ma neanche si è premurato di aprire il confronto sulle questioni sempre più incalzanti dalle quali dipende il futuro del nostro Paese, in pratica il domani delle nuove generazioni.


Un atteggiamento normale per chi ha solo saputo approfittare dello strapotere offerto dalla legge elettorale che, di fatto, ha fatto fallire il progetto dell’alternativa, proprio perché il comportamento è quello normale di chi questa alternativa la vuole solo azzerare.


E questo è normale per chi non ha il senso dello Stato o, meglio, lo confonde con una delle sue aziende, ma non è normale per chi ha a cuore principi e valori, che sono tali se vengono rispettati invece di essere usati per proprio uso e consumo personale.


Per chi capisce che il suo voto è decisivo ed è uno strumento importante per essere preso in considerazione da tutti quelli che oggi si sono ridotti ad abbassare la testa ed a fare solo quello che dice il padrone.


È questo il caso dei Gasparri e dei Cicchitto, a tutti i livelli, ma anche dei Gasparri e dei Cicchitto dell’opposizione che, però, hanno avuto solo da poco il buon senso di dire che sono stanchi del “porcellum” e lo vogliono cambiare.


Da quando è diventato normale che il popolo decide quello che gli impone il padrone, senza alcuna possibilità di scelta, come capita in tutti i paesi che hanno rispetto della democrazia e della partecipazione, il padrone, come prima si diceva, ne ha approfittato per dare sfogo alle sue porcate, aumentare le entrate sue e quelle degli amici, e, per salvarsi anche da una serie di processi che lo vedevano, non per colpa dei giudici comunisti e cattivi o per l’opposizione giustizionalista, semplicemente imputato.


In un paese normale è normale che uno che viene, sulla base di prove, accusato di aver commesso un reato, deve sottoporsi a un giudizio espresso da un normale Tribunale dove è ben scritto “la legge è uguale per tutti”.


Ma è normale che la legge sia uguale per tutti, altrimenti che legge è, se è uguale solo per la gente comune e non anche per chi deve dare l’esempio, cioè quelli che ci governano?


In tutti i paesi, dicevamo, che hanno il rispetto della democrazia. Spesso solo come forma, ma, in questi casi, la forma, in mancanza di niente se non di una imposizione, è sostanza. E che sostanza!


Ma un giorno questa farsa finirà ed è più che normale che tutto questo succederà.


A voreie, 28 agosto 2010