31 gennaio 2011

da ZACC&BELINA

LO STILE FIAT

Zacc-il presidente della Juventus in una intervista alla radio parla di c…i e di c…...i

Bélina-siamo ancora nell’era di Berlusconi

da ZACC&BELINA

CLONATI E SPESATI

ZACC- l direttore generale della Rai ha telefonato in diretta a Santoro

BELINA- quante volte ti ho detto che sono tutti cloni del padrone

POVERETTO!

Zacc – per il vicepresidente della Confindustria lo sciopero dei metalmeccanici della Fiom che si sta riempiendo tutte le più importanti piazze d’Italia, non è democratico

Bélina- voleva partecipare anche lui ma nessuno l’ha invitato

28 gennaio 2011

LA LEZIONE DEL TORO


Siamo venuti a saperlo con ritardo della sventura che è capitata ad uno dei pilastri dell’azienda Di Vaira, Franco Ciffolilli, di essere stato incornato da un toro impaurito da una forca in mano ad un altro operaio.
Ed ora solo parlando con Franco, che ci ha informato che sta tornando, per fortuna, in perfetta forma, siamo venuti a sapere, dal suo racconto, lo stato di pentimento del povero animale, fino al punto da cadere in depressione ed essere abbattuto perché aveva smesso di mangiare.
Il toro, dopo il primo assalto, quando ha visto Franco per terra, l’ha prima annusato e poi leccato, come era solito fare quando Franco lo accarezzava.
Ci è tornato in mente l’altro toro dolcissimo, il nostro amico Rovente, una vera attrazione per i bambini che arrivavano in azienda per una visita e che avevano modo di incontrare subito dopo che si erano leccati le labbra con la degustazione programmata di pane e olio extravergine di oliva monovarietale, Gentile di Larino.
Rovente sentiva da lontano le voci e li aspettava per farsi salutare. Spesso riservava loro una passerella per poi fermarsi a guardarli con i suoi straordinari occhioni, in attesa di avere qualche carezza sulla fronte, così lui aveva il tempo per memorizzare il tuo odore.
Rovente, per la sua mole possente, faceva ancora più tenerezza, con questi suoi atteggiamenti, di tutti gli altri animali ospiti dell’azienda. Sempre attento, non rimaneva indifferente alla nostra presenza e guai se te ne andavi senza salutare. Solo se era preso dal ruminare il fieno che Santino e gli altri gli davano da mangiare, non ti chiamava.
Il mangiare ha una priorità per tutti gli animali, piccoli o grandi che siano, ma anche l’attenzione che ad essi riserva il padrone o chi li frequenta per diverse ragioni.
Ciò valeva per la piccola Trottolina come per l’asino Zaccaria; per Rita, la prima vitellina che abbiamo visto nascere e, nei tre anni di nostra presenza, crescere, o, anche, per Stellina, la puledrina arrivata affamata, solo pelle e ossa, e poi, bene assistita è cresciuta e si è fatta bella con la sua stella in mezzo la fronte, fino a diventata madre.
Non abbiamo conosciuto questo toro di razza marchigiana, che si è lasciato morire per un forte senso di colpa, ma Franco ce lo ha raccontato con dovizia di particolari, chiudendo il suo racconto con un rammarico: “se avesse avuto la possibilità di farmi rivedere sono certo che si sarebbe rasserenato e nessuno avrebbe avuto la necessità di ammazzarlo. Povera bestia! Ma io ero all’ospedale ed è un peccato, davvero un peccato”.
L’importante è che Franco stia bene e stia uscendo nel migliore dei modi da questa sventura, ma quanto insegnamento ci dà questa incredibile storia che vede un toro pentirsi e commuoversi per aver fatto male, solo per paura, ad una persona che conosceva.
Ci assale la commozione al pensare al toro marchigiano e, anche, la rabbia ad un mondo dove l’ultimo degli animali, l’uomo, mostra di aver perso il senso del rimorso per quello che fa nei confronti dei suoi simili e, ancor più, nei confronti degli altri animali, delle piante, del territorio e dell’ambiente e, anche, nei confronti dell’uomo.
Pasquale Di Lena

25 gennaio 2011

da ZACC&BELINA

SOTTOVALUTAZIONE

Zacc- sì, devo ammettere che non ho dato il dovuto peso all’appello di Ciarallo

Bélina – con uno che si chiama speranzon ti viene solo da ridere


LE ESCORT NON SONO PUTTANE

Zacc – si ripete con Lerner all’Infedele. E’ diabolico "Avete offeso la signora Minetti che è una splendida persona, intelligente, preparata seria. Si è laureata con 110 e lode, di madre lingua inglese e si è pagata gli studi lavorando.

Bélina – il pover’uomo è rimasto alle puttane di una volta, analfabete ed affamate, che si esprimevano in dialetto non conoscendo l’italiano.

UN ESEMPIO

I ricordi sono pensieri che non fanno rumore, come le persone che danno un senso alla vita con i fatti e non con le parole. Tornano tutte le volte che vivi un dolore, un’emozione, come può essere il distacco, la morte.
È quanto mi è successo, qualche settimana fa, quando ho saputo della morte di Carfagnini, il caro amico Peppino. È quello che pensavo, ieri, quando ho salutato, per l’ultima volta, Angelo Pastorini, per tutti Angiolino, ed ho abbracciato il dolore della moglie Carmelina, dei figli, dei nipoti e delle nuore.
Lo trovavo uguale a mio zio Tonino che era maestro muratore e lui maestro imbianchino. Aveva la stessa struttura, lo stesso passo, identica determinazione di riscatto attraverso la famiglia, i figli.
Un signore che - io ragazzo lui giovane - ricordo con la tuta macchiata di schizzi di calce, alle prese con due scale, un secchio ed un pennello, sempre a passo svelto e sempre puntuale per un sorriso ed un saluto. Quel sorriso e quel saluto che ho ritrovato uguali l’ultima volta, qualche settimana fa, quando l’ho incontrato nei pressi della sua casa in via S. Chiara.
Quel saluto e quel sorriso che, nell’epoca del consumismo, nessuno più dà e, quando lo dà, si nota più la fatica che la spontaneità. Il saluto è diventato merce preziosa che costa cara come qualsiasi merce rara, non solo in città, ma anche nei paesi.
Un padre, è questo l’altro ricordo, che trovavi per via Cluenzio, quando era vestito a festa, alle prese con i figli piccoli, uno sempre traballante perché da poco aveva cominciato a camminare.
Cinque maschi in fila, l’orgoglio di Angiolino e di sua moglie Carmelina da Trivento, l’antico avamposto frentano quando Larino era la capitale di un popolo fiero e generoso.
Non è un caso che dalle ghiande nascono le querce così come dalle olive gli olivi. Una necessità che serve per far esprimere a ogni essere vivente le peculiarità, che per l’uomo vogliono dire valori.
Un uomo, Angiolino, che a questi valori ha sempre fermamente creduto e che si possono ritrovare nei figli e nei nipoti, soprattutto nella più piccolina che, con una carezza e per l’’ultima volta, ha salutato prima di essere ricoverato.
Un esempio che merita di essere ricordato per dare continuità e non interrompere il percorso dei valori che hanno segnato le civiltà del passato e la nostra comunità, tanto più ora che sembrano spariti, divorati dal consumismo che ha come unico dio il denaro.
Valori come il lavoro, la sobrietà, la stretta di mano, il rispetto, la solidarietà, la cultura, la giustizia, l’onestà, che Angiolino aveva avuto ed ha ridato, al pari di tanti altri (la maggioranza) che muoiono nell’anonimato.
Ricordi e riflessioni che mi hanno permesso di salutare Angiolino con l’affetto che meritava e di ringraziarlo sapendo che il filo, spesso e forte, dei valori non è stato spezzato. Così riprendere a credere che oltre le nebbie basse e fitte, che ci accompagnano da tempo, c’è ancora il sole.

22 gennaio 2011

RIFORMISMO

Zacc- le ricette di Veltroni presentate al lingotto di Torino

Bélina- scadute

VERGOGNA

ZACC- la figlia Marina ha detto che la dedica di Saviano ai magistrati le fa orrore

BELINA- perché no vergogna?

SE LI POTEVA RISPARMIARE



Zacc-ha detto “la vicenda giudiziaria mi è costata 300 milioni di euro”

Bélina- bastava affidarsi ai giudici ed accettare i processi per risparmiare tutti quei soldi

MARTIRE SUBITO

Ancora una volta si rischia di cadere nella trappola tesa da Berlusconi e da chi l’ha guidato fino ad ora nell’attuazione del programma due, quello di Gelli e della massoneria deviata, con tutti i suoi aggiornamenti (P3, P4 e personaggi nuovi. La trappola di creare fumo intorno alla sua persona per attirare l’attenzione, mentre altrove si stanno svolgendo incontri e prendendo decisioni per fare andare avanti processi che servono ad allargare le fratture e le divisioni.
Il fumo, tanto più è alto e tanto più è spesso, tanto più serve a renderlo affascinante, ad aumentare il carisma con l’aiuto dei suoi fedeli servitori, dei suoi giornali e delle sue televisioni a reti unificate, compreso il Tg1 dello strisciante Minzolini.
Senza parlare degli avvocati e degli affamati deputati, che lo circondano per non perdere la speranza nel futuro di una carriera, com’è da capire, per niente sudata ma solo inumidita di saliva per le troppe leccate da quando hanno introdotto la legge porcata. Una potenzialità di fuoco che nessuno al mondo possiede, neanche il più spietato dittatore, con tanti amici che si nascondono dietro anche accalorate dichiarazioni, che trovano il tempo che trovano, al pari di chi cerca di rispondere al fuoco con pallettoni a salve, che non mettono paura.
L’altra sera nella rete ci è caduto, come un allocco, Santoro, che noi stimiamo per il suo coraggio e la sua determinazione. Ma, come si sa, anche ai più grandi tenori capita nella carriera di fare qualche stecca e, quasi sempre, nel momento in cui è già pronto l’applauso finale.
Un errore, a nostro parere, affidare a puttane il racconto dei vizi del Presidente che, nei suoi quasi venti anni di attività politica, è riuscito a spruzzare solo merda e disvalori. Non si può affidare a puttane il giudizio sui magnacci e le puttane da questi reclutate, nel momento in cui una puttana, nella televisione del padrone, viene lavata da un professionista dei pruriti, Signorini, perfino con l’acquisto, all’ultimo momento, di un fidanzato,e, tutto ciò, nel segno della redenzione. Questo sì uno squallore! Uno squallore che passa nella mente delle persone, soprattutto le più deboli, e lascia il dubbio con una piccola dose di sedimento che rimane perché il maiale odori anche quando è pieno di merda e di fango.
Per dire chi è il nostro Presidente del Consiglio non c’è bisogno di puttane che si fanno promozione.
Chi è il nostro presidente del consiglio l’ha già detto una donna quand’era, da lustri, compagna della sua vita e madre dei suoi figli: una persona malata e bisognosa di cure, tanto da lanciare un appello agli amici di aiutarlo, che dimostra, con i fatti, di essere nelle condizioni in cui la moglie (ora ex), l’ha descritto.
Sapendo lo squallore che emana questo perenne perseguitato e sapendo, anche, che questo squallore attira più che respingere, ogni iniziativa tesa ad esaltare lo squallore non fa altro che rafforzare la presa e l’adesione.
Ecco che bisognerebbe entrare nel merito di alcune questioni, in particolare quella che Berlusconi propaganda come persecuzione da parte di magistrati comunisti, ispirati dalla sinistra, che vogliono ribaltare il voto popolare.
Come se il voto popolare salva da qualsiasi malefatta o atto delittuoso.
Bisognerebbe chiedere, non tanto al popolo americano o inglese, cosa pensano di questo squallore, ma agli alleati del nostro Paese, cioè i governi, la politica, nel momento in cui, a causa dei vizi privati del suo capo del governo, l’Italia diventa una base di informazioni nelle mani di chi vuole utilizzarle per colpire un’alleanza o ricattare uomini e pezzi di stato o di governo di questo o quel Paese. Un problema che riguarda tutti, la destra e la sinistra, perché da esso dipende la sicurezza del nostro Paese e di tutti gli altri alleati.
Se dipendesse da noi, non ora ma da tempo, avremmo esasperato questo suo desiderio di perenne perseguitato per poterlo dichiarare martire nelle mani e nel cuore dei suoi fedeli. Non una generosità la nostra ma una necessità, che ci riporta alle premesse di questa nostra nota, di mettere allo scoperto il disegno che sta dietro al perseguitato che noi vediamo bene come martire.
Dopo il passaggio, senza opposizione, di leggi che hanno come obiettivo il ritorno al nucleare, con il rischio permanente di catastrofi, la cementificazione di questo paese e la deturpazione del suo territorio, che vuol dire l’annientamento o riduzione ai minimi termini delle sue risorse. Fondamentali, quali l’ambiente ed il paesaggio, e dei suoi valori storico-culturali, legati alle tradizioni. E, dopo gli scontri di Pomigliano e Mirafiori, a nostro parere, stanno andando avanti processi di stabilizzazione che vedono, da una parte l’affermazione di una pace sociale tra padroni e operai con l’entrata, come in America, di quest’ultimi nella società per una spartizione degli utili ( non è un caso che Landini viene presentato come un retrogrado e, quando va bene, come un diavolo) e dall’altra la continuazione della campagna acquisto dei politici. Quest'ultima per ripagarli dell’asservimento e dell’impegno a portare avanti un gioco, qual’è quello di punzecchiarsi senza mai farsi male all’interno di un’alternanza, che deve mantenere aperto, mai risolto, il problema delle ingiustizie, dei soprusi, delle disuguaglianze. In questo senso il ridimensionamento della Carta costituzionale e la riforma, dopo quella della scuola e dell’Università, della giustizia, con il suo totale asservimento al potere.
C’è ancora tempo utile a costruire alleanze per affermare un nuovo blocco di forze che serve a contrastare e, anche, a ribaltare il disegno che si sta sviluppando dietro la squallida vicenda che riguarda il capo di governo di questa Italia portata alla deriva.
A voreie

21 gennaio 2011

da ZACC&BELINA



NON PIRLA

Zacc- ora anche i delinquenti comuni dicono di essere dei perseguitati

Bélina- approfittano della campagna mediatica e del buon cuore degli italiani. Delinquenti ma non pirla



20 gennaio 2011

da ZACC e BELINA

S-CONCIA

Zacc- a Matrix il commento pro perseguitato del vicedirettore del Tg5 ha fatto scappare Servegnini, mentre la On. Concia è rimasta

Bélina- evidentemente non ha problemi di vomito




19 gennaio 2011

LETTERA AI PRODUTTORI DI OLIO MOLISANO



Cari amici,
intanto grazie per aver accolto il mio invito e per aver partecipato numerosi all’incontro di lunedì pomeriggio. Grazie, soprattutto, per aver espresso la vostra adesione alla idea di dare, con la nascita di uno strumento che ci vede tutti insieme, quella forza che manca al nostro lavoro, al nostro impegno, alla nostra iniziativa.
La parola d’ordine, “ associarsi per aumentare quella forza che oggi non abbiamo”, ha colto nel segno e penso che tutta la discussione di ieri pomeriggio abbia dato a questo messaggio, di grande attualità, il significato che merita.
Stare insieme, non è solo una necessità imposta dalla realtà del comparto e del mercato, ma è, anche, una volontà per trovare insieme gli obiettivi che meritano di essere colti e la strada per raggiungerli. In pratica come evitare di navigare a vista, per darsi insieme una rotta e stimolare le istituzioni a fare altrettanto sulla base di un confronto e di un dialogo permanente.
Un compito certamente non facile, ma indispensabile, per poter salvaguardare, tutelare e valorizzare l’olivicoltura e, con essa, il territorio molisano, con i suoi valori ambientali, paesaggistici, storici, culturali e quelli legati al ricco patrimonio di biodiversità e delle tradizioni, soprattutto enogastronomiche; per poter dare ai produttori ed agli altri protagonisti della filiera olivicola il reddito adeguato al mantenimento ed allo sviluppo del comparto.
Si tratta di mettere a disposizione delle iniziative singole di commercializzazione del nostro olio extravergine di oliva di qualità certificata, riflessioni e confronti e, insieme, azioni mirate di comunicazione e di valorizzazione per conquistare i mercati e fidelizzare i consumatori, programmare le scelte e ottenere quel valore che oggi manca.
Tutto questo per dare, anche, il nostro contributo alla definizione di una programmazione del comparto, in particolare di una strategia di marketing essenziale per il futuro delle nostre aziende, del nostro olio e del nostro territorio sottoposto a forti pressioni, pericolose, che lo stanno rendendo sempre più fragile e a rischio.
Se su queste premesse si è sviluppato il ragionamento che ha reso ricco e importante l’incontro di ieri, ora, però, si apre la necessità di entrare più nel merito dello strumento che pensiamo di darci, per definire progetti di comunicazione e le iniziative che si intendono programmare, a partire dal 1° grande appuntamento che l’Assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Cavaliere, ci ha voluto mettere a disposizione: la Mostra-mercato di “Olio capitale”, in programma a Trieste dal 18 al 21 di marzo p.v..
Un appuntamento organizzato, come lo scorso anno, con le aziende che hanno superato l’esame del Concorso “Goccia d’Oro”, riportate nella pubblicazione aggiornata “2011-Andar per olio nel Molise”, che ha ottenuto, insieme all’altra pubblicazione “Là dove la terra dona”, un particolare successo e dato un significativo contributo all’immagine dei nostri oli selezionati e del nostro Molise.
Su questi aspetti organizzativi e programmatici si soffermerà l’incontro che pensiamo di convocare entro i prossimi quindici giorni, dove speriamo poter incontrare altri amici che ieri non hanno avuto la possibilità di raggiungerci.
A presto il nuovo invito con l’odg che predispone la costituzione dell’associazione e rende i partecipanti che decidono di aderire soci costituenti.
A voi tutti i miei migliori saluti
Pasquale Di Lena
Larino, 19.01.11

LA PORNOGRAFIA DEI SENTIMENTI

da ZACC&BELINA



ZACC- anche i telespettatori dei bla bla della D’Urso hanno detto no a questa cinica conduttrice della “più volgare ed efferata trasmissione della domenica” come un giornalista ha scritto


BELINA- solo gli Alfano e i più stretti collaboratori di Berlusconi resistono al vomito

18 gennaio 2011

da ZACC&BELINA

NEL CESTINO

Bélina – Zacc la Gelmini ha ripetuto la stessa frase dell’altro giorno per difendere il suo Berlusca.

Zacc – è un disco rotto, ormai da buttare



TUTTI CON LUI

ZACC- tutti lo difendono per dire che è solo un massacro mediatico

BELINA- cioè usa le sue televisioni ed i suoi giornali per massacrarsi da solo? Mavalà!

17 gennaio 2011

SONO TORNATI




Sono tornati contro i padroni

che ora non hanno più un nome

né bandiere da sventolare

se non quella del profitto

delle risorse del pianeta da seccare.



Sono tornati soli con i valori

dissotterrati della libertà

della dignità di uomini veri.



Sono tornati tutti

per dire no al ricatto, sì al lavoro

al piacere della parola

il suo profumo, il suo sapore.



Sono tornati

per non lasciare soli i figli

nelle scuole, nelle università, nelle piazze,

vedere come insieme pensare

partecipare alla costruzione del domani,

sfruttando del sogno il volo.

15.01.11


MEGLIO TORNARE AI VALORI DI UN TEMPO

Zacc- ha detto che ha una nuova compagna


Bélina- si è reso conto che la crisi c’è e il letto di Putin è uno spreco inutile



OSSESSIONE



Zacc- toh! Si è rifatto vivo anche la spalla di Marchionne


Bélina- compare sempre quando c’è da freddare la Fiom. Ormai è la sua ossessione.


da ZACC&BELINA


GRANDI!

Bélina: Grazie, compagno Zacc!

Zacc: Grazie, compagni lavoratori!

14 gennaio 2011

Da ZACC&BELINA

L'ADDIOZacc- Se oseranno condannarmi andrò in tv

Bélina- A presentare la sua valigia di emigrante a fianco a quella di Marchionne. Nessuno piangerà, vedrai, nemmeno Vespa e Bonaiuti che si sono dannati per apparire i più scalmanati

da ZACC&BELINA

I BULLONI RESTANO

ZACC- nel Pd Fioroni e Gentiloni prima dicono di lasciare ogni incarico e poi rientrano

BELINA- peccato! Evidentemente non vogliono lasciare solo Veltroni a far rima con Berlusconi


SPIAZZATO A METÁ
Zacc- ha fatto sapere che non intende commentare la sentenza della Consulta sul legittimo impedimento

Bélina- non aveva né una bugia né un insulto a portata di mano da diffondere


13 gennaio 2011

SEMPRE A DISPOSIZIONE PER UN PUBBLICO DIBATTITO


Vogliamo ringraziare Davide Vitello che, dopo l’intervista fatta al vicesindaco di Larino, il sig. Giovanni Quici, si è preso la responsabilità di fare il nostro nome riguardo allo sfascio dell’ospedale “G. Vietri” di Larino.
C’è, questa volta in modo diretto da parte del vicesindaco, anche il riferimento a Larino Viva ed al ruolo di opposizione di questa associazione alla attuale amministrazione Giardino di Larino.
In pratica il riferimento che il vicesindaco fa, suona, in questa lunga fase di assenza di ogni segnale di opposizione, come un complimento per Larino Viva, che, invece, questa opposizione l’ha fatta e continua a farla nei confronti di un’amministrazione che non ha precedenti, per incapacità, nella storia dei governi della nostra città.
Siamo convinti che Larino Viva sarà riconoscente per questo riconoscimento non richiesto.
Nel merito delle considerazioni che ci riguardano, possiamo solo dire che non una volta, ma ripetute volte, abbiamo invitato il vicesindaco a un confronto pubblico, a venire in piazza, in mezzo alla gente, a raccontare quelle storie che ha voluto raccontare al giornalista al quale abbiamo già espresso la nostra gratitudine per aver riportato il nostro nome. E questo per la semplice ragione che le menzogne che racconta, quando noi non siamo presenti, parlano di fatti ben noti ai suoi amici Iorio e De Camillis che, dal 1997, dopo il ribaltone, governano il Molise e la sanità molisana.
Comunque se, nel caso da noi auspicato, lo farà, gli saremo perennemente riconoscenti perché ci dà la possibilità di raccontare le tante cose importanti fatte per questa nostra città, in un solo anno, da quel governo di centro sinistra, non ultima l’apertura del nuovo ospedale, che forze potenti tenevano a bagnomaria, dopo trent’anni di lunga, lenta, realizzazione.
Ora, a distanza di tre anni da quando Giardino si è insediato, finalmente la buona novella che il vicesindaco ci tiene a raccontare, quella di riempire un’ala di quest’ospedale con un centro specializzato in assistenza pediatrica.
Bene! Noi, e, ne sono convinto, tutti i larinesi, applaudiamo purchè abbia una prospettiva che vada oltre la scadenza elettorale che, per la Regione, può, anche, essere anticipata dalle dimissioni del governatore.
Una riserva obbligata, sapendo con chi si ha a che fare.

Pasquale Di Lena

12 gennaio 2011

ROTTAMI

da ZACC&BELINA


Zacc- Renzi sta con Marchionne

Bélina- non puoi pensare che Firenze sia immune dal male oscuro che colpisce l’Italia.

8 gennaio 2011

IL TRAMITE CHE C’E’ E QUELLO CHE MANCA

Abbiamo letto la nota dell’altro giorno di Larino viva, “la certezza del perdono li rende onnipotenti”, che inizia con un riferimento a Comunione e Liberazione ed al suo inviato in Molise, il già noto spione “agente betulla”, che arriva a Larino e convince Del Torto, da sempre punto di riferimento per il Molise di questa nobile aggregazione di fedeli, che hanno il vizio per la politica e, con la sempre più citata Compagnia delle opere, anche per gli affari.

Ma torniamo all’agente betulla, il noto Farina giornalista, espulso dall’Associazione della Stampa per le sue attività di spione, per dire che, oltre che spione, il suo mestiere è quello di fare da tramite.

“Betulla, il tramite resterai sempre tu” titola oggi un articolo de “il Fatto Quotidiano”, che riporta una conversazione telefonica con l’avv. Alessandra De Filippis, difensore del boss Cosimo Cirfeta, imputato, insieme con Marcello Dell’Utri, fondatore di Forza Italia e amico di Berlusconi, in un processo per calunnia. In particolare quando l’avvocato sopra citato dice a Farina, “ però comunque il tramite resterai sempre tu”. “ Il tramite”, cioè Betulla, svolge questo suo ruolo anche in occasione dell’incontro con Del Torto e lo fa, se abbiamo bene capito, per conto di Comunione e Liberazione.

Un compito non facile, sicuramente faticoso e, anche, pericoloso, che il Farina Betulla, onorevole di questa Repubblica, porta avanti con un costante sorriso sulle labbra. La sola presenza di un personaggio di tale livello fa capire subito che la questione Cosib ha un carattere nazionale, che va oltre il Molise, e tocca interessi notevoli, cioè che la posta in gioco è alta e, come tale, dev’essere affrontata perché tutto proceda senza inciampi.

Ma la notizia di oggi, che riguarda il Molise per i maggiori rischi che corre di fronte alle altre regioni, è la dichiarazione del Ministro Tremonti quando afferma che la crisi non è finita. Una vera mazzata per l’ottimismo di Berlusconi, che ha sempre detto che la crisi non è mai cominciata, riguarda gli altri e non noi, cioè l’Italia.

Evidentemente non si parlano o, se si parlano, non si capiscono, mostrando, in un sol colpo, lo stato di confusione che vive questo governo e la perdita di idillio tra i due personaggi che, comunque, hanno in mano le sorti di un Paese, non a caso , allo sfascio.

Un’altra notizia che dovrebbe richiamare l’interesse degli italiani è quella del nostro Ministro della Difesa La Russa che, mentre in una foto d’agenzia mostra di voler fare il commilitone, ha la necessità di smentire, per colpa di chi l’ha male informato, la sua prima dichiarazione sulle ragioni della morte dell’ultimo giovane, Miotto, soldato in Afghanistan. Chi l’ha informato, un comandante militare, questa mattina ha fatto sapere che le informazioni date sono state sempre quelle sin dalla notizia della morte. In pratica ha smentito il Ministro, noto non solo per essere un nostalgico del fascismo e del suo passato di picchiatore, ma anche di aggredire ripetutamente un giovane con la parola “vigliacco”, senza provare, non diciamo vergogna perché il passato ci dice che non è un sentimento che appartiene al soggetto, ama almeno un po’ di disagio quale Ministro della Repubblica Italiana.

Ci sarebbe da parlare della Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo e delle sue nomine discutibili nei posti delicati riguardanti un settore a rischio con le scelte del governo Berlusconi, ma preferiamo commentare i dati di un sondaggio che vede i due partiti maggiori, Pdl e Pd, uniti da elettori anziani, con gli operai e i disoccupati, cioè quelli maggiormente colpiti dalle scelte o non scelte di questo governo, preferire il Partito delle libertà di Berlusoni e punire il Pd e, insieme, l’intero raggruppamento della sinistra. Diciamo un vero e proprio abbandono da parte di chi rappresentava la forza del vecchio Pci, che dovrebbe far riflettere soprattutto il Pd e la stessa Cgil. Purtroppo, dalla situazione che entrambe queste forze vivono la vicenda Fiat e il ricatto di Marchionne, fa capire che a far man bassa tra queste categorie saranno, da una parte, le altre sigle sindacali che, per pura concorrenza, appoggiano il governo e attaccano la Fiom e la stesa Cgil e, dall’altra, il Pdl.

Il Partito delle Libertà di Berlusconi, da Veltroni in poi, utilizza lo stato di perenne incertezza del Pd e approfitta della mancanza di un progetto di questo partito (riformismo è una parola vuota quando non c’è da appiccicarlo a qualcosa di concreto in una situazione che mostra una sola concretezza, la crisi). Ma, anche, una mancanza di proposte, con una base paralizzata da un’organizzazione incapace di rendere partecipi e protagonisti i cittadini, soprattutto là dove c’è più bisogno di mobilitazione e di controinformazione.
A voreie

7 gennaio 2011

NON SI FIDANO

da ZACC&BELINA

Zacc- “mi sono arrabbiato con i militari che non me l’hanno detto” parole del Ministro della Difesa.

Bèlina- Vigliacchi, vigliacchi,vigliacchi

6 gennaio 2011

LA CAMPAGNA ELETTORALE E' GIA' INIZIATA


Sempre se abbiamo letto bene, il presidente Iorio ha iniziato il giro degli ospedali per portare la buona novella delle soluzioni trovate per un rilancio delle strutture, anche di quelle che stanno per chiudere. Non a caso ha cominciato qualche giorno prima della Befana, con la visita dell’ospedale di Venafro. Non ci è dato sapere cosa c’era di buono nella calza di Iorio per l’ospedale della Città dell’olio liciniano, ma solo tanto carbone per le opposizioni, “quelli del no”, che non hanno mai niente da proporre. Visto che deve arrivare prossimamente anche a Larino, diciamo subito che qui l’opposizione, soprattutto di Larino Viva che, da ben tre anni, ha avanzato le sue proposte senza, però, che Iorio avesse la buona creanza di rispondere. Non ne aveva bisogno di rispondere, nel momento in cui aveva posto a difesa del percorso ridimensionamento del “Vietri”, due persone fidate, il sindaco e il vicesindaco di Larino, e, con essi, era riuscito a dar vita ad un comitato civico, che ha avuto il merito di collassare le ultime speranze dei larinesi.
Ieri, come ci racconta Larino Viva nell’articolo postato, nell’intervista riportata su un quotidiano locale, il vicesindaco Quici, dopo aver bacchettato i suoi compagni di avventura, che si sono lasciati andare in azioni isolate nel campo della comunicazione (qualcuno ci ha spiegato che soffre l’ombra, non importa se spessa o insignificante), ha parlato di successi e dato risalto alla scelta che farà impazzire i larinesi e che salverà l’ospedale di Larino. Una nuova attività tesa ad occupare un’ala di quell’inutile struttura, esempio alto dello spreco e di come si ragionava (ancora si ragiona) nel periodo delle vacche grasse, con quintali e quintali di latte munto a disposizione. Un’enfasi, a nostro parere, sproporzionata di fronte all’utilizzo di un’ala sola, visto che, per volare, ne necessitano forzatamente due. Ma, come si dice, meglio una che niente. In questi casi bisogna essere pratici, capire cosa passa il convento e cosa serve per affrontare, con il piccione che a malapena zampetta per terra, la prossima campagna elettorale. Quella, non a caso, iniziata ieri sulla questione ospedali, con due personaggi, Iorio e Quici, distanti per statura intellettuale e politica, ma uniti per vocazione. Questione, nel senso di problema annoso, difficile, di così grande interesse, che tocca gran parte delle problematiche politiche, sociali, occupazionali e di sviluppo del nostro Molise. Ma, anche, quale problema dei problemi, che coglie l’interesse di tutti i molisani, soprattutto di quelli che hanno più bisogno, per età o per mancanza di risorse, di una sicurezza maggiore per la loro salute e, come tali, coinvolti emotivamente, soprattutto là dove l’ospedale è stato già ridimensionato.
Non parliamo dei dipendenti diretti e quelli dell’indotto e, neanche, dei tanti in attesa di diventarlo.
Affrontare una campagna elettorale con la questione ospedali e con la gente che ha sempre la sensazione di ridimensionamento o, peggio, di chiusura, vuol dire, per gli artefici di questa situazione, dover camminare in salita per tutto il tempo e rischiare di non farcela. Ecco, allora, la partenza puntuale e con le promesse e le illusioni giuste per ribaltare il ragionamento e dare tranquillità alla gente, comunque fino al risultato elettorale.
Un campo fertile per i due soggetti prima citati che, bisogna riconoscerlo, in quanto a promesse sono veri maestri. Per quanto ci riguarda, maestri insuperabili quando hanno il potere in mano, meno quando sono all’opposizione. In questo caso hanno, però, altre soluzioni che vanno dal ricatto all’infamia, alle bugie che servono per disorientare l’opinione pubblica o, quando è necessario, per buttare fango sull’avversario che fa paura.
Il fatto certo è l’inizio della campagna elettorale per le regionali, ciò che fa pensare non a un anticipo dei tempi, ma semplicemente a una iniziativa prossima di Michele Iorio di dichiarare chiusa la legislatura e di andare alle elezioni in primavera.
Qualcuno addentro alla politica ci ha detto che, con le opposizioni che Iorio si ritrova, e non solo, non ce ne sarà bisogno, visto che non esistono e quando ci sono non le noti perché quelli che dovrebbero essere i protagonisti dormono.


A voreie

















da ZACC& BELINA

LE DONNE DI SINISTRA, CHE BELLE!

ZACC- ha sempre più ragione la moglie. Ecco l’ultima: “Giuro! Mai trescato con una donna di sinistra”

BELINA – L' ho sempre detto che le donne sono la parte sana del paese
MEGLIO SENZA


ZACC- Ma se Bondi-dice il senatur- non ha i soldi che colpa ne ha della caduta delle case di Pompei?

BELINA -Quella di non contare una cicca in un governo che paragona la cultura a un tramezzino

5 gennaio 2011

LA CERTEZZA DEL PERDONO LI RENDE ONNIPOTENTI



Comunione e Liberazione fa scendere dalla Lombardia l’agente Betulla, l’ex giornalista radiato dall’ordine, per la collaborazione con i servizi segreti, ma pienamente attivo alla Camera grazie all’infornata da parte del Pdl di Berlusconi di persone speciali perché spie o altro di peggio ancora. Non tutti certo, ma tanti, che, per questo marchio di origine, non hanno niente da dire, da ridire e nemmeno da fare per avere in cambio il meritato premio di cui vantarsi per aver dato qualcosa di importante a questo Paese, non ancora, ma solo per poco, alla deriva finale.
Un messaggero affidabile in quanto a segretezza, il triste agente Betulla, che avrà sicuramente inciso sulla decisione presa, subito dopo da Del Torto, di dimettersi, per due fondamentali ragioni che gli avrà spiegato: non rimanere altro tempo in carcere e non subire l’onta della sfiducia da parte dei suoi vecchi amici di destra e di sinistra, che gli hanno fatto compagnia in questi anni.
Il fatto importante è che la grande fondazione di Don Giussani, che vive sempre più, e un po’ ovunque, operazioni poco trasparenti, ha preso la decisione di non lasciare da solo un suo figlio prediletto, anche perché uno dei primi e dei più attivi, e, così, di difenderlo da tutte le accuse.
Accuse pesanti come la gestione allegra di rifiuti tossici e di altri reati che riguardano società proprie o di prestanome, attive in imprese che toccano la salute del territorio e delle persone
Ad accompagnare l’agente Betulla, il triste ciellino Farina da Milano, la parlamentare larinese, on. Sabrina De Camillis, che, non è dato sapere, se, per conto suo o di altri, ha salutato Del Torto e gli ha chiesto se aveva bisogno di qualcosa.
I più informati raccontano che è stata una decisone sofferta quella di Del Torto, che si ritiene innocente e, quindi, degno, fino a quel momento, di continuare a presiedere l’importante organismo. Un punto centrale, ripetiamo, di riferimento per tutti, maggioranza e opposizione, utile per capire la politica di questi ultimi anni e le decisioni prese tutte a scapito del Basso Molise. Tant’è che il consigliere regionale Petraroia ha pensato bene di chiedere la istituzione, da parte del Consiglio Regionale, di una commissione consigliare di inchiesta sul Cosib. Alla luce dei fatti, riteniamo che quella di Petraroia sia una richiesta più che opportuna per cominciare a capire come si è mossa la politica all’interno ed all’esterno del Cosib, in tutti questi anni di gestione Del Torto. Sono soprattutto i silenzi quelli che spiegano meglio i ruoli. In particolare la frattura che vede il Basso Molise staccarsi lentamente dal resto, come alla deriva.
Mentre l’ormai ex presidente del Cosib, Ing. Antonio Del Torto, che ha sempre avuto nel governatore Iorio e nell’Assessore Vitagliano punti di riferimento fermi e sicuri, trova in Betulla la forza per dimettersi, sicuramente con il pieno consenso anche dei suoi angeli custodi molisani, proprio Iorio riconferma il buon Pier Luigi Lepore allo Iacp, l’Istituto delle case popolari.
Il vice responsabile molisano del Partito delle Libertà di Berlusconi è accusato di anomalie nei conti delle spese per viaggi e rimborsi vari a carico dell’Istituto, qualcosa di poco onorevole, dopo le accuse altrettante poco onorevoli dell’Arsiam nella veste, lì, di Presidente.
La cosa che davvero ci rattrista di questa vicenda è la tranquillità di Pier Luigi Lepore, che, evidentemente, al di là delle accuse, vere o false che siano, non si rende conto delle miserie che gli vengono addebitate. Comunque ogni medaglia ha il suo rovescio e ciò vale anche per questa riconferma di Lepore a commissario Iacp.
L’altra mattina la bacheca del giornalaio riportava la notizia che il centro destra di Larino sta pensando alla presidenza del Cosib e, con la riconferma di Lepore da parte di uno Iorio sempre sorridente quando ne combina qualcuna delle sue, viene meno un concorrente.
In questo senso viene da pensare: “non è che l’on. De Camillis è stata pregata di accompagnare l’agente Betulla per tirare le sorti a Del Torto?” E, così, vedere, una volta accertate le dimissioni, come piazzare chi, in questi tre lunghi anni di governo Giardino, ha mostrato di essere fedele esecutore degli ordini ricevuti, a partire dall’adesione al Cosib e dalla triste vicenda dell’ospedale che, da oggi, con l’intervista, uscita sulla carta stampata, al vicesindaco di Larino, apre ufficialmente la campagna elettorale regionale, a conferma che sarà meno lunga di quanto uno possa pensare. Se i più fedeli alle direttive dall’alto sono stati il sindaco ed il vicesindaco, c’è da pensare che la preferenza ricada su uno dei due e ciò è dimostrato anche dalle voci che circolano da tempo di un duello permanente tra questi due protagonisti della caduta verticale di Larino in una buca da cui, se uno pensa alla classe dirigente nel suo complesso, sarà difficile risalire.
Giardino e Quici, dai risultati pessimi del governo di questa nostra città e, soprattutto, dallo stato di degrado che, da quando è nelle loro mani, vive questa antica capitale, hanno (la riconferma di Lepore lo sta a dimostrare) entrambi la patente per occupare posti di comando, che, nell’era Berlusconi, vuol dire distruggere ed azzerare tutto, il bene e il male. Basta un minimo di riflessione per capire che non c’è più un distinguo tra questi due opposti, ma solo l’uso che di essi si fa e di cosa dall’uno o dall’altro si può arraffare per apparire e tirare a campare. Ciò fa pensare che, per questi signori tutti, almeno all’apparenza timorati di Dio, il Padreterno esiste solo per perdonare quelli che non hanno rispettato la sua parola, soprattutto se di Comunione e Liberazione.
Un perdono che, per quanto riguarda noi di Latrino Viva, non ci spetta ed è per questo che, in attesa di un riscontro, lo chiediamo ai nostri affezionati lettori, per essere stati portati a raccontare le miserie dei poveri uomini, e non le cose belle della vita, quelle che tengono allegro il cuore e sempre pronto il sorriso.


Larino Viva

4 gennaio 2011

CON I SOLDI NOSTRI


da ZACC&BELINA

Zacc - Danno erariale, Masi, il direttore zelante, deve restituire 750 mila euro

Bélina - Con la sua carta di credito o con quella dell’azienda

3 gennaio 2011

NUOVI PADRONI E NUOVI SERVI



Zacc-La Fiat ha bisogno di libertà gestionale e può andare avanti anche senza la Fiom

Bélina- gli operai hanno bisogno della cura Bonanni, Angelletti e, in parte, anche Cgil, dell’applauso di Sacconi e Berlusconi e del consenso dei Fassino, Chiamparino, D’Alema & Co. per prenderlo nel culo



2 gennaio 2011

PEPPINO, UN PERSONAGGIO DI QUESTA NOSTRA LARINO DIFFICILE DA DIMENTICARE


Il mio rientro di ieri, 1° giorno del 2011, da un viaggio di qualche giorno, che mi ha portato lontano da Larino, mi ha messo di fronte a un quadro di manifesti mortuari di cui riuscivo a leggere solo il nome Peppino, senza rendermi conto chi fosse. Qualche metro dopo l’incontro con Primiano che mi ha dato la notizia e mi ha spiegato come Peppino aveva deciso di salutare tutti con un colpo di scena. Un personaggio per noi ragazzi, che, nel corso del tempo, per me è diventato caro amico.
A distanza di alcune ore dalla notizia è aumentata la mia pena, il dolore per la perdita di un amico, la solidarietà per una moglie, le figlie, i generi, i nipoti, una famiglia che lui adorava e che ho visto sempre unita intorno a lui.. Non è passato molto tempo dall’ultima volta che ci siamo salutati con l’affetto di sempre e con la sua pronta offerta a prendere un caffé o qualcos’altro insieme.
Ricordo che lo faceva anche quando era dietro uno dei banconi dei suoi due bar che ha gestito, insieme alla moglie Emma, con grande professionalità: quello minuto di via Cluenzio, già bar Serafino, rilevato dal figlio di questo gentilissimo signore, Enrico, noto anche come il postino; quello, dopo anni, aperto sul Pian S. Leonardo tra il vecchio ospedale e il tribunale. Aveva sensibilità e intuito per gli affari e sapeva inventarsi, e, poi, costruirsi con i fatti, la fama. Come quella che gli ha dato il gelato, famoso insieme alla granita, il mitico gelato di Carfagnini, che io cerco ancora per non aver mai dimenticato la delicatezza e la bontà, in particolare della crema.
Se non ricordo male erano quattro le tipologie (oltre a quella sopra menzionata c’erano anche al cioccolato ed al limone e,, non vorrei sbagliarmi, la stracciatella), fatti tutti artigianalmente con una macchina che girava in continuazione e una cucchiaia in legno, grande, che riempiva le quattro stufe così impresse nella mente di noi ragazzi che venivamo dalla voglia, solo in parte appagata, dal triciclo di Teodoro. Un signore che girava il Paese o si metteva in fondo a via Cluenzio, richiamando l’attenzione con un notevole accento campano, “Teodoro ti rinfresca e ti consola”, che d’estate, quando il caldo del pomeriggio diventava insopportabile, attirava attenzione e, anche, voglia, che non tutti potevano appagare. Questo fino all’apertura del bar, da parte del figlio Andrea, in un locale del Palazzo Bucci, a fianco al vecchio abbeveratoio.
Per la sua personalità e per questa sua capacità, certo sostenuta dalla moglie Emma, Peppino non ci mise molto a farsi conoscere, e, per i bambini, come per noi ragazzi prima e giovanotti poi, a diventare un mito. Aveva sempre qualcosa da inventarsi, come il catering per i matrimoni, che, prima di questa sua idea, veniva preparato in casa dai parenti della sposa, con giorni e giorni di lavoro, che impegnavano duramente le donne.
Agli inizi degli anni ’90 portai a Larino un giornalista, nonché scrittore, americano, il mio amico Fred Plotikin, che stava girando l’Italia per scrivere un nuovo libro pensato non solo per un gastronauta, come direbbe il grande Davide Paolini de Il Sole24Ore, cioè per viaggiatore assaggiatore delle bontà di una cucina o di una vigna, frequentatore di una trattoria o di un ristorante; di un albergo o di un agriturismo, ma , anche, per chi sapeva godere delle bellezze e delle bontà del nostro artigianato, come un bar, una gelateria, una pasticceria o un panificio; e, ancora, di una fiera o di un mercato, di un negozio di libri e di altro ancora. Un libro che, raccogliendo il successo ottenuto in America dal suo primo libro, ormai tutto esaurito, The Authentic Pasta Book – PastaDiva, avrebbe riportato le cose migliori assaggiate nei 520 comuni e città da lui visitate.
Il gelato di Carfagnini, Fred l’ha riportato nel libro come tra i tre migliori da lui assaggiati in Italia.
Un riconoscimento che ha fatto impazzire di gioia Peppino e che, spesso, tornava nei nostri discorsi quando ci incontravamo.
Una specie di incoronazione per questa sua arte, quella di gelataio prima ancora che barista, che ha onorato la sua passione per una professione che lo teneva in costante rapporto con la gente, alla quale non mancava mai di donare il suo sorriso e la sua gentilezza.
E’ questo suo sorriso che mi torna in mente costantemente da quando ho appreso la notizia del suo funerale e del suo addio, non senza un colpo di scena che ha il significato della ciliegina sulla torta che, per un personaggio come lui, non poteva e non doveva mai mancare.