21 settembre 2011

DALLA CAMPANIA NUOVO RICONOSCIMENTO PER IL MOLISANO PASQUALE DI LENA

Comunicato stampa


Nominato, all'unanimità, presidente onorario della Vi.Te, l'Associazione dei viticoltori e dei vini del tempo che, dopo la ideazione e promozione di importanti iniziative di successo nel campo del vino e dell'olio, ha progettato e messo a disposizione della Regione Campania e del suo Osservatorio dell'Appennino Meridionale.

Dopo la sua costituzione, nel mese di luglio, e l'affidamento della presidenza alla signora Daniela De Gruttola, il primo incontro del Direttivo e dell'Assemblea dell'Associazione a Fisciano nella sede dell'Osservatorio dell'Appennino Meridionale, all'interno del Campus Universitario della cittadina salernitana .

Uno strumento di comunicazione del mondo vitivinicolo, non solo campano ma anche nazionale e, come tale, di promozione e valorizzazione delle aziende che hanno mantenuto in vita vigneti storici e secolari e producono vini che hanno peculiarità organolettiche e, in più, quel valore unico e inestimabile che è il tempo, cioè l'insieme di passione, memoria, attaccamento e amore per il vino ed il proprio territorio di origine.

Parte dalla Campania, ma lo sguardo della nuova associazione è rivolto a tutti i produttori che hanno ereditato questo importante patrimonio produttivo, paesaggistico, culturale e che, ostinati come i loro padri e i loro antenati, non hanno voluto spiantare la vite e il vigneto, diversamente da altri.

Ciò ha permesso di avere un valore inestimabile anche sotto l'aspetto ampelografico e dei metodi di coltivazione e trasformazione, tutti all'insegna di processi naturali, cioè di un rapporto stretto pianta, ambiente, uomo, che portano a capire meglio le ragioni della crisi della nostra agricoltura e dell'economia mondiale.

Sta quì il significato della valorizzazione della “arretratezza" che, nel caso specifico, diventa futuro, nel momento in cui la crisi porrà a tutti serie riflessioni riguardo a comportamenti e modi che l'hanno generata, che tocca anche il mondo della vitivinicoltura.

Un'azione primaria, quella della comunicazione, che serve anche a stimolare l'interesse ed il coinvolgimento di quanti, non solo in Campania, sono viticoltori nel tempo e vogliono, con i loro vini, appunto, del tempo, diventare protagonisti del mercato, immagine e testimoni insieme, sia dei territori di origine che del vino italiano nel suo complesso, nel momento in cui la realtà delle vigne e delle viti storiche e, soprattutto, secolari, è una realtà che riguarda solo, o principalmente, la vitivinicoltura italiana.

In questo senso l'associazione, pensata da Pasquale Di Lena, nasce ed ha tutto per essere uno straordinario strumento di comunicazione di grande attualità, oggi più che mai importante, per i nostri vini e, anche, le nostre eccellenze agroalimentari compresi i territori d origine.

Vi.Te.- Viticoltori nel Tempo

17 settembre 2011

TESTE VUOTE

da ZACC & BELINA


ZACC-NO a Parla con me SI a l'Isola dei famosi

BELINA-sono preoccupati degli italiani che pensano. Li vogliono tutti come Gasparri o Capezzone







8 settembre 2011

LA VENDEMMIA 2011 ALL’INSEGNA DELLA TINTILIA DOC E DELLA QUALITA’


È tempo di vendemmia, di raccolta di uve, a bacca bianca e rossa, provenienti da una gamma vasta di vitigni che determinano i caratteri di questo o quel vino, insieme alla esposizione ed ai fattori pedo - climatici, cioè al luogo che origina la qualità. Perché la qualità, per chi non lo sa, è nell’origine e ciò è dimostrato dal significato e dalle finalità delle D.O. (denominazione di origine), cioè dalle Doc e dalle Docg che disciplinano appunto l’origine della qualità.

Nel Molise la vendemmia 2011 si è aperta sotto i migliori auspici soprattutto per la qualità, che sarà ottima grazie ad un andamento stagionale che è proceduto senza intoppi e senza problemi., rispecchiando un dato nazionale che parla di una riduzione in quantità, di fronte alla vendemmia 2010, ed un netto miglioramento della qualità per una grande annata tutta da ricordare.

Una vendemmia all’insegna di un grande e significativo risultato che tocca l’immagine della qualità dei vini e dello stesso Molise, il riconoscimento della Doc “Tintilia”, che, oltre a definire il ruolo di questo vino di vettore dell’intera gamma dei vini molisani, dà al Molise la titolarità di questo prezioso vitigno autoctono che, così, diventa, con il suo nome, esclusivo della nostra regione.

Un risultato importante che permette alle istituzioni, alle aziende vitivinicole e alle loro organizzazioni professionali e cooperative di sviluppare con grande serenità tutte le politiche e le iniziative che servono a comunicare, promuovere e valorizzare la qualità e i caratteri di questo vino.

Così come ha già fatto, a cavallo di agosto-stettembre, la Cia del Molise con la iniziativa “Terra di Tintilia”, sviluppata tra Mirabello e Ferrazzano, cioè in quel territorio che ha saputo conservare questo patrimonio dell’ampelografia regionale e che più di altri produce uve di Tintilia e quel vino “a tenteje o tentije” che, fino a qualche decennio fa, in molti luoghi del Molise, in particolare a Campobasso e dintorni, voleva dire e significare il vino.

Una iniziativa dalle straordinarie potenzialità che, non a caso, ha riscosso un pronto ed immediato successo da parte degli amministratori e, soprattutto, delle popolazioni locali che si sono sentite protagoniste con il loro vino di sempre, oggi Doc “Tintilia”.

C’è da dire che la superficie a “Tintilia” rappresenta poco meno del 5% della superficie vitata molisana, che, per chi non lo sa, è composta da un 70% di uve a bacca rossa e di 30% di quelle a bacca bianca, con le uve di “Montepulciano” che rappresentano quasi la metà dell’intera superficie vitata del Molise e il 60% delle uve rosse.

A dominare, invece, il quadro delle uve bianche è, per il 60%, il vitigno “Trebbiano” (il più diffuso in Italia insieme al “Sangiovese”, che il primato delle uve rosse). Seguono le uve di “Montepulciano”, sempre per i vini rossi molisani, quelle di Sangiovese (15%) e di Cabernet Sauvignon (15%) e di altri per il rimanente, tra i quali l“Aglianico”.

Al “Trebbiano” si accompagnano per il 10% cadauno lo “Chardonnay” e il “Pinot grigio” e poi altri con il “Bombino”, la “Malvasia” e il “Moscato” prevalente, quest’ultimo, soprattutto nella zona di Montagano.

Un patrimonio importante di uve che fanno da base alle oltre 20 tipologie di vini raccolti nelle quattro Doc: quelle storiche “Biferno” e “Pentro o Pentro di Isernia”, che la rinnovata cantina Valerio di Monteroduni ha riportato a nuova luce; Molise o del Molise” e, come dicevamo, “Tintilia”.

Per la qualità in bottiglia sono impegnate 25 aziende, di cui quattro a carattere cooperativo, che, nonostante la gran parte di recente costituzione, vanno affermandosi sui mercati, ottenendo significativi e importanti riconoscimenti che poi si traducono in aumento delle vendite ed in crescita di attenzione per il Molise.

W la Tintilia, W il vino del Molise

pasqualedilena@gmail.com

5 settembre 2011

BRAVO DI LAURA FRATTURA ED ORA TUTTI UNITI PER VINCERE E GOVERNARE IL MOLISE



Una vittoria preventivata che, se non rovinata dalle stupidità che spesso affiorano nel centro sinistra, può portare alla svolta che il Molise aspetta, per utilizzare le risorse finanziarie disponibili per progetti e programmi che sono in grado di spendere al meglio e non distruggere le preziose risorse che il suo territorio esprime.

Ora, in questo momento, senza rinvii e senza chiacchiere, c’è bisogno che i protagonisti delle primarie e le forze politiche che essi rappresentano, si mettano intorno a un tavolo per costruire insieme il programma e le scelte che servono per convincere i molisani a votare e, con il voto, affermare la discontinuità con Michele Iorio in modo da costruire una squadra all’altezza di quella voglia di cambiamento che assicuri al Molise, ed ai giovani soprattutto, un futuro.

Il Molise nella sua entità fisica ed istituzionale, cioè con la sua identità e la ricchezza dei suoi valori, in primo luogo quelli legati all’agricoltura ed al suo agroalimentare, alla ruralità, alle risorse archeologiche e alla ricchezza dei suoi 136 Comuni così ricchi di storia e di cultura, da recuperare attraverso un’inversione di tendenza della concentrazione che li ha portati all’abbandono, per associarli, ripopolarli e renderli protagonisti ed esempio di quella città-regione o città-campagna che il Molise è.

Un impegno non facile ma indispensabile per affrontare la crisi, a livello nazionale e regionale, appesantita da sprechi e incapacità di governare di Berlusconi e del centro destra che Iorio ha rappresentato e rappresenta, con in più l’aggravamento di scelte sbagliate come il fallimento della sanità, indebitata e sottogovernata da una cultura che Iorio professa da sempre, la scelta della chiusura di tre ospedali. Tre strutture portanti, vitali di realtà significative come Larino, Venafro, Agnone, e i rispettivi territori.

Larino viva invita i larinesi e i comuni del circondario a ribellarsi cogliendo la opportunità della svolta offerta da Di Laura Frattura, legittimato dalla vittoria di ieri sera alle primarie, per sconfiggere il centro destra e chi, in Regione e a Larino, ha deciso la chiusura dell’ospedale.

Una opportunità che, oggi, il voto dà, e, insieme, l’entusiasmo che l’espressione del voto merita per dire no a Iorio ed a quelli che Iorio sostengono. L’entusiasmo che serve per sostenere candidati credibili, cioè capaci di portare avanti con forza questa battaglia, rappresentare e ridare a Larino ed al Basso Molise quel sorriso che è venuto meno con la situazione grave creata dalla sanità; le vicende dell’acqua inquinata e il ruolo pericoloso del Cosib; la crisi dell’agricoltura, che era e resta la risorsa fondamentale dalla quale partire per dar vita ad un nuovo sviluppo che dia occupazione e fiducia nel domani.

Larino viva redazione

05-09-2011

4 settembre 2011

Ribellarsi, ora più che mai.


Fa piacere leggere la dichiarazione di Iorio riportata dalla stampa molisana.

Se uno non sapesse chi è Iorio e non conoscesse anche le sue qualità, gli verrebbe da pensare che era presente all’incontro che D’Ascanio e Di Lena hanno tenuto mercoledì davanti all’ingresso dell’ospedale di Larino, se non proprio direttamente lui in persona, qualche suo collaboratore.

Parole condivisibili ma poco credibili, nel momento in cui sono passati tre anni dall’attacco, con l’assenso, o se volete, con la non opposizione del sindaco e vicesindaco di Larino e della on. De Camillis, all’ospedale “Vietri” di Larino ed agli altri due ospedali di Agnone e Venafro.

Un attacco che ha prodotto pesanti danni e sta arrivando alla méta finale, quella della chiusura.

E così, mentre Iorio, pensa di calmare i larinesi, rimasti rassegnati da una mobilitazione che aveva il senso di un attacco ai molini a vento solo per non colpire Iorio e chi a Iorio ha dato una mano, c’è chi è ancora convinto che la chiusura dei tre ospedali è necessità dolorosa, ma pur sempre una necessità. C’è anche chi pensa che con queste premesse ci sia la possibilità di vedere il nostro ospedale e gli altri rilanciati in un ruolo all’interno di una sanità in grado di dare quella risposta al diritto di salute e di benessere che spetta a ogni cittadino molisano. No, con queste premesse si continua a portare i cittadini molisani a credere a Iorio ed ai suoi amici. Sveglia!

Larino viva-redazione

SCOPA ITALIANA

da ZACC&BELINA

Zacc- a me possono solo dire che scopo

Bélina- padreterno, papa, operaio, ramazza. Una fine di merda



1 settembre 2011

VINCERE ALLE PRIMARIE PER RILANCIARE LA SANITA' E GLI OSPEDALI CHE IORIO HA GIA' CHIUSO

È questo in sintesi il messaggio lanciato da Nicola D’Ascanio e Pasquale Di Lena nell’occasione dell’incontro di questa mattina davanti all’ingresso dell’ospedale di Larino.

Una scelta non casuale del luogo dell’incontro – ha detto Di Lena nel suo accalorato intervento di apertura – ma voluta perché oggi l’ospedale, ridotto ai minimi termini da Iorio e dal centro destra di Larino, con la De Camillis, Giardino e Quici che non hanno posto alcuna condizione ma si sono solo adeguati alle scelte del governatore, è il simbolo della crisi che attanaglia la città frentana che rischia anche, con la finanziaria di Berlusconi di essere l’unica a vedere sparire il suo tribunale, non importa se il più attivo e efficace nel Molise.

Una città sbattuta tra chi continua ad eseguire in silenzio e in ginocchio le decisioni di Iorio al solo fine di una candidatura regionale e chi continua ad addormentare i larinesi con la sottoscrizione di appelli che non hanno alcun significato e non servono a salvare l’ospedale “Vietri” e la sanità molisana, ma solo a coprire le colpe di Iorio e dei suoi amici.

L’invito ai larinesi a rilasciare la tessera elettorale (salvo poi il ritiro da parte di qualche candidato in occasione della campagna elettorale di maggio per la Provincia) e la timidezza con cui si citano i signori che sono colpevoli della chiusura dell’ospedale, stanno a dimostrare l’azione di copertura di associazioni e comitati nati a Larino per contrastare non solo la vittoria di Pasquale Di Lena alle primarie ma anche la proposta di Larino viva della apertura a Larino di un polo geriatrico regionale, cioè di una eccellenza che il Molise non ha, definito ospizio dai soliti buontemponi che occupano le piazze della città. Associazioni e comitati intrecciati nel loro destino di promotori del blocco della ribellione, camuffato con una raccolta di firme, contro Iorio e gli amici di Larino che sostengono il governatore del Molise.

Ribellarsi, invece, con il voto (una straordinaria ed efficace arma della democrazia in mano alle persone libere di esprimere le proprie scelte), è la sola possibilità per rilanciare il discorso della sanità e dell’ospedale di Larino.

D’Ascanio, prendendo la parola, dopo un intervento appropriato del Dr. Cosimo Dentizi, è partito da qui per dire che solo una sconfitta di Iorio, cioè di colui che ha deciso la chiusura prossima dell’ospedale di Larino e di quelli di Agnone e Venafro, alle prossime elezioni regionali, può lasciare campo aperto a chi ha una visione diversa della sanità e del territorio molisano che ai destini della sanità è fortemente legato con tutte le sue prioritarie risorse: da quelle storico-culturali a quelle paesaggistico – ambientali, da quelle agricole e alimentari a quelle legate alle tradizioni..

No, quindi, alla chiusura degli ospedali ma anche No alla rassegnazione. C’è la necessità di credere e operare per il cambiamento di cui ha bisogno il Molise e la sanità molisana, e di questo si deve far carico anche quelli che vogliono sostituire Iorio nel governo della Regione, rinunciando a parlare della chiusura degli ospedali come una dolorosa necessità.





Sbagliano non solo perché così dimostrano di non credere in una sanità diversa da quella realizzata da Iorio, priva di sprechi, di inefficienze e di programmazione, ma dimostrano che non hanno un’idea chiara delle peculiarità e potenzialità del Molise, della possibilità di questa nostra regione di avviare un discorso nuovo, che parte dalle risorse a disposizione per utilizzarle e trasformarle in occasione di sviluppo sostenibile e compatibile, in opportunità di occupazione.





Una risposta che aspetta quasi il 50% dei giovani molisani.





Secondo D’ascanio, il candidato alle primarie di domenica prossima già presidente della Provincia di Campobasso, è sufficiente, nella sanità, eliminare gli sprechi ed avere il coraggio delle scelte e della programmazione per ripartire e, in un corretto rapporto pubblico- privato, rendere la sanità una straordinaria risorsa, una opportunità per lo sviluppo del Molise e il rilancio di Larino e del Basso Molise. Pensare alla prevenzione oltre che alla cura, per rispondere, con le eccellenze e la qualità, al bisogno di salute e di benessere quale diritto sacrosanto di ogni cittadino molisano.





Larino viva- redazione