31 ottobre 2011

da ZACC&BELINA


 

EX

ZACC- Sacconi parla di pericolo di lotta armata
BELINA- Spera

SUI C.
Zacc- a me Renzi sta sui c.
Bélina – anche a Bersani

COMUNISTA
ZACC- sono anch’io un partigiano della Costituzione
BELINA-comunista!

29 ottobre 2011

DA “MARINA” A SAN SALVO IL RISTORANTE DI SOLO PESCE DOVE TI PIACE TORNARE




Un ristorante ricco di significati e di proposte eccellenti che rende omaggio al luogo “la marina” ed alla sua  San Salvo, la dinamica cittadina, la più a sud della Provincia di Chieti, quella che apre al Molise.

Situato lungo il  regio tratturo L’Aquila-Foggia, tra la vecchia SS. 16, l’Adriatica, e il mare,  a poche centinaia di metri dall’uscita Vasto sud-Montenero di Bisaccia dell’Autostrada A 14 è diventato un punto di riferimento per chi arriva da Nord o da Sud o dall’interno dell’Abruzzo e del Molise attraverso la Trignina, la strada a metà tra le due regioni, che finisce a qualche centinaio di metri dal ristorante.

Da “Marina” si mangia solo pesce con  la possibilità di sentire il sapore del mare per la freschezza del pescato e,anche,  dei prodotti, accuratamente selezionati, utilizzati in cucina o che arrivano sulla tavola.

Un ristorante da non perdere soprattutto per chi passa da queste parti e ama la cucina marinara che, lungo il tratto di mare che da Vasto arriva al Gargano, è  passione antica di uomini che, secondo le stagioni, sapevano dividersi tra i campi e il mare, e di donne  brave a interpretare ed abbinare i diversi prodotti e così riempire di bontà e gusto il piatto. 

Siamo nella terra del Brodetto alla “vastese” e nel ristorante dove lo puoi trovare quasi sempre, salvo quando il pescato non lo permette per mancanza dei pesci che sono essenziali per questo piatto. Di una bontà unica, ti viene servito fumante di profumi nel tegame di coccio che diventa rito allorquando lo vai ad assaporare e scegli ad uno ad uno il pesce  nel coccio dove il tegame tarda a perdere il bollore .

Un rito che, a nostro parere, bisogna consumare fino in fondo chiedendo a Michele Raspa o al padre Gennaro, i due padroni di casa che sanno esprimere con il sorriso l’innato senso di ospitalità e la grande professionalità, di cucinare un cinquanta grammi (anche più) di linguine da mettere nel tegame e girarle per farle assorbire il sugo che è rimasto. Una specie di scarpetta con le linguine al posto del pane.

È il modo migliore per lasciare questo ristorante a conduzione familiare e salutare la Signora Adele, stupenda cuoca, che, con la figlia Vanna e la nuora Patrizia, riesce ad appagare le attese del cliente.

Non c’è solo il brodetto nell’arte di Adele Raspa, ma anche una serie di gustosi antipasti serviti nel piatto, se crudo (quando c’è la disponibilità), come  il filetto di tonno rosso battuto, oppure nel tegamino di rame, dove l’olio extravergine di oliva lega il sapore del pomodoro con quello del peperone o peperoncino macinato fine, come le seppioline alla meridionale  o i moscardini in purgatoio.  A seguire i primi, anche di pasta fresca, il riso alla marinara reinterpretato in modo egregio. Per i secondi, fritture e grigliate, e, oltre il già citato brodetto, le gustose triglie alla Marina o il filetto di ricciola gratinato.

Contorni vari ma particolarmente gradita una insalatina mista di lattuga e rucola condita con uno dei dieci oli riportati nella carta e che vengono messi a disposizione del cliente ancora prima della ordinazione.

Che dire poi dei dolci di Patrizia, la moglie di Michele! Una dolcezza che chiude magnificamente il simposio.

Altrettanto ricca la carta dei vini che privilegia, come tutti gli altri prodotti,  l’Abruzzo, senza trascurare i grandi vini di altre regioni. E per finire un “monte” di bottiglie di liquori, soprattutto particolari Rhum.

Arrivarci una volta da “Marina” o, come veniva chiamato un tempo, da “La Marina” vuol dire pensare a come tornare per riassaporare i delicati sapori e vivere il piacere della tavola in un ambiente elegante

pasqualedilena@gmail.com


LA GUIDA ALBERGHI E RISTORANTI 2012 DEL TOURING CLUB PREMIA IL MOLISE


Dopo una “Ruota d’Oro” che vale il doppio, assegnata al ristorante locanda di Colle d’Anchise ,“ La Piana dei Mulini” di Michele Lucarelli , una per le “Stanze italiane”, una selezione di 558 alberghi di dimensioni raccolte con ambienti curati nei minimi dettagli e l’altra per “La Buona Cucina” con ben 537 ristoranti di tono familiare scelti per la loro cucina genuina e di schietta impronta regionale, l’assegnazione di altri interessanti riconoscimenti.
Quello delle tre forchette alla “Vecchia Trattoria da Tonino” di Campobasso, il piccolo grazioso ristorante nel pieno centro del capoluogo molisano, che ha la fortuna di avere in cucina una cuoca che è in grado di emozionare i clienti con i suoi piatti.
Maria Lombardi, la moglie di Aldo che cura la sala e accoglie gli ospiti, è un interprete delicata che sa ben rappresentare i profumi e i sapori di una cucina, quella del Molise, ricca delle sue antiche tradizioni. Piatti che sanno parlare a chi ama e gode della buona tavola, qui davvero speciale. Questa “Vecchia Trattoria” guida l’elenco dei 57 ristoranti e alberghi raccomandati da Venafro a Capracotta, da Montenero di Bisaccia a Campomarino, lungo il litorale.
Fra i ristoranti, le due forchette sono andate a: “Da Casciano” di Agnone; “Risorta-Locanda del Castello di Bojano; “Miseria e Nobiltà”, “Trattoria da Nonno Cecchino” di Campobasso; “Trattoria da Nonna Rosa” di Campomarino; “L’Elfo” di Caparacotta; “Adriano” di Carovilli”; “La fonte dell’Astore” di Castelpetroso; “Roberto” a Castropignano; “Il Pagatore” e “Ribo” di Guglionesi; “L’Affresco” di Isernia; “Al Castello” di San Martino in Pensilis; “Al Laghetto” di Santa Maria del Molise; “Bellevue”, Trattoria Nonna Maria e Villa delle Rose di Termoli e, per chiudere questo corposo elenco, Meo di Trivento.
Una sola forchetta a “Selvaggi” di Agnone; “Aciniello” di Campobasso;” la Casina del Porto” di Campomarino;” Antica Trattoria del Riccio” di Cantalupo del Sannio; “Osteria del Paradiso” di Isernia; “Le Panche” di Pescopennataro; “Perbacco” di Sant’Angelo Limosano;” Vecchio Granaio” di Vastogirardi e “La fonte Battesimale” di Vinchiaturo.
Ben 30 gli alberghi, locande e agriturismi: ad Agnone il “Santo Stefano dei Cavalli”, i due casali della famiglia Cerimele; a Bojano” Pleiadi’s Hotel” nel Borgo medioevale; a “Busso” l’agriturismo Pesco La Corte; a Campitello Matese l’albergo “Lo Sciatore”; a Campobasso gli alberghi” Donguglielmo”, “San Giorgio”, “Eden”; a Campomarino l’agriturismo dei F.lli Di Giulio,”la Masseria Le Piane” e l’albergo “ Aquario” immerso nella pineta e a pochi metri dal mare; A “Capracotta” l’albergo omonimo; a Carovilli “la Locanda del Parco”; a Castelpetroso “La Fonte dell’Astore”; A Colle d’Anchise la già citata “Piana dei Mulini”; A Isernia il “G.H. Europa” e il “Sayonara”; a Larino i “Dolci Grappoli” di Teresa e Angelo D’Uva a fianco alla originale e magnifica cantina; a Macchiagodena “La Sorgente”; a Montecilfone la “Masseria Grande”; a Montenero di Bisaccia l’albergo sul mare Stand; a Pesche il “ Santa Maria del Bagno”; a Sepino la “Dimora al Castello”; a Termoli la “Locanda Alfier”i un bed & breakfast e l’albergo diffuso “Residenza Sveva”, entrami nel borgo antico, gli alberghi” Corona”, “Martur Resort”, il “Santa Lucia” e il ” Meridiano” e, per finire questo lunfgo elenco, la “Dimora del Prete”, stupendo palazzo padronale dotato di stanze arredate dal tempo, nel centro storico di Venefro.
Termoli è la città dell’ospitalità per eccellenza del Molise con i suoi sei alberghi e i tre ristoranti riportati nella guida 2012, che non danno bene il quadro di una situazione molto più ricca e ciò vale anche per Campobasso con locali che meritano di essere citati. Ci sono altre realtà da scoprire e da valorizzare e ciò dipende molto dalla voglia di fare e di farsi conoscere dei nostri bravi ospiti, come pure novità come il “L’Osteria del Borgo” a Larino, piccolo, stretto, pochi tavoli, ben curato, con una particolare attenzione all’olio che è l’anima e il cuore dell’antica capitale dei Frentani.
pasqualedilena@gmail.com

26 ottobre 2011

LA PIANA DEI MULINI VINCE IL PREMIO “RUOTA D’ORO” 2012 DELLA GUIDA DEL TOURING CLUB ITALIANO



Questa volta c’eravamo anche noi a Roma a vivere la premiazione organizzata ieri dal TCI  presso il Palazzo dell’Esposizione e che ha visto protagonista il Molise con una realtà posizionata lungo il corso del fiume Biferno, nel territorio di Colle d’Anchise, in quel tratto dove un tempo l’acqua era l’energia dei mulini che macinavano cereali.

La Piana dei Mulini, con le vecchie strutture recuperate da un sognatore entusiasta, Michele Lucarelli, è diventata nel corso di nove anni di costante lavoro una residenza bellissima dotata di 12 camere e di un ristorante, nel bel mezzo di una piccola pianura verde rallegrata dal canto dell’acqua che scorre e salta a ricordare tempi che non sono poi così lontani.

Questa volta, ci siamo detti, il Molise c’è ed alla grande su una delle più prestigiose guide, quella curata dal Touring Club Italiano. C’è, grazie alla doppia “Ruota d’Oro” assegnata a La Piana dei Mulini”  sia per “le Stanze italiane” che per “la Buona cucina”, ed anche per il corretto e ottimo rapporto qualità/prezzo, un aspetto fortemente sottolineato da Teresa Cremona, curatrice della guida insieme al fratello Luigi,  quando ha consegnato il premio al patron del ristorante locanda, Lucarelli, giustamente emozionato, insieme al cuoco Bernardino Angiolilli  ed al responsabile della sala, Paolo Niro.

Un successo che premia la tenacia di una persona che ha creduto fortemente in questa impresa non facile e che, grazie alla scelta dei suoi collaboratori, in cucina e in sala, ha avuto ragione di insistere anche in momento non certamente facile che da alcuni anni vivono le strutture destinate alla ospitalità.

Il premio “Ruota d’Oro”, giunto al nono anno, viene assegnata dal TCI agli esercizi “a misura d’uomo” che offrono elevata qualità e professionalità, e questo per la Piana dei Mulini vuol dire “un luogo dalla straordinaria bellezza paesaggistico-ambientale; un complesso dell’800 perfettamente ristrutturato; camere e servizi semplici e accoglienti, dotate di servizi essenziali, mentre gli ambienti in comune sono ben attrezzati per i momenti di relax che per le riunioni di lavoro; giardino perfettamente tenuto; ampia terrazza solarium e biciclette per scoprire i luoghi d’intorno così suggestivi; ricca prima colazione a base di dolci tipici della zona; ristorante dall’ottima cucina dove si possono degustare gli antichi sapori del territorio, tra i quali funghi e tartufi, prodotti dell’orto, formaggi dei vicini pascoli e salumi che riportano al rito della festa al maiale che la Piana dei Mulini propone ogni anno a gennaio (il prossimo è sabato 17).

Un appuntamento da non perdere soprattutto per chi vuole conoscere questa realtà e vivere una giornata davvero singolare.

 A coronare il successo de La Piana dei Mulini, che porta tanta immagine al Molise, la conquista della medaglia per le tre forchette assegnate alla Trattoria da Tonino di Campobasso e l’inserimento nella guida di altre 57 realtà, tra ristoranti e alberghi, sparse sul territorio regionale, da Agnone a Termoli, che ci ripromettiamo di porre all’attenzione dei molisani grazie alla collaborazione degli organi di informazione. 

15 ottobre 2011


 INDIGNATI

Non abbiamo molto pane

da masticare

solo cuore che batte

sogni da raccontare.

Ci servono per il mondo nuovo

che sta per arrivare.

Donne uomini giovani

che guardano lontano

oltre le colline degli olivi

 i monti innevati.

Oltre il mare

come gioco dell’anima

quale unico capitale.

Fatti stringere la mano

Fatti abbracciare

Fatti guardare negli occhi

Canta con me il domani

Ora

Non c’è più tempo per aspettare

che torni la tempesta

di  ieri notte

Sai

Ha già squarciato il cielo

lasciato fango

fatto tremare di paura

Lina, il mio cane

pasquale

12 ottobre 2011

I VINI MOLISANI A FIANCO DEI GRANDI VINI ITALIANI

 

Questa volta il nostro giudizio collima con la nota della Guida ai vini d’Italia del Gambero Rosso di presentazione del Molise e del vino di Di Majo Norante, il “Contado” riserva 2009, un rosso a base di uve Aglianico della DOC “Molise”,  che ha ottenuto i tre bicchieri di una delle cinque guide enologiche fra le più seguite dai cultori del vino e da chi del vino ne fa oggetto di scambi o di offerta ai propri clienti, vuoi  per accompagnare un pranzo o una cena, una meditazione o un incontro.
Una nota che riportiamo perché significativa dei successi dell’immagine che vive la nostra regione grazie ai suoi produttori di vino e, sempre più, anche di olio, che sono i testimoni veri di un territorio che ha nell’agricoltura la sua vera, unica, straordinaria risorsa per il cibo di qualità e le eccellenze che mette a disposizione dei consumatori di ogni parte del mondo e per le opportunità che offre al turismo, una volta organizzato e programmato.
 “E ora - inizia la nota - passiamo al Molise, piccola e bella regione, dal territorio unico e peculiare per la coltivazione della vite ………. Da sempre la coltivazione della vite è una realtà essenziale nell’economia agricola del Molise, con una produzione dai numeri interessanti (oltre 250mila ettolitri) e un prodotto qualitativamente notevole. Ora però, in questa porzione di terra che dagli Appennini degrada dolcemente verso il verde dell’Adriatico ……..  assistiamo a un fermento che si traduce  in cantine dinamiche e valide, che oramai offrono un prodotto di livello a un prezzo realmente concorrenziale secondo una linea consolidata del mercato ………… Merita poi - continua la nota - un discorso a parte un vitigno autoctono, la tintilia, come dice il nome, colorata e dai profumi minerali e tipici, che dopo i primi incerti passi, sta producendo vini interessanti e ambiziosi da tenere d’occhio e che iniziano a cogliere i primi importanti successi. Alessio Di Majo Norante resta l’apripista del vino molisano, la sua azienda colpisce anno dopo anno con i suoi vini piacevolissimi e molto ben costruiti, vera sintesi tra modernità e tradizione. Quest’anno è il Contado a prendere i Tre Bicchieri, un Aglianico buonissimo dal prezzo contenuto”.
Ma l’azienda Di Majo Norante non si ferma a questo importate riconoscimento, visto che con il suo vino di maggiore fama, il “Don Luigi” riserva 2009, ha ottenuto i 5 grappoli di Duemilavini, il libro guida ai vini d’Italia di Ais-Bibenda, il premio Golden Star della Guida Vini Buoni d’Italia del Touring club ed è rientrata tra i 557 vini selezionati dalla Guida oro di Veronelli 2012, insieme a un’altra delle aziende che si stanno facendo conoscere con la qualità e la capacità di iniziativa, la Valerio di Monteroduni, che ha ottenuto pari riconoscimento con il suo “Pentro” rosso Doc 2009, la denominazione di origine del territorio di Isernia che Antonio Valerio ha riportato alla luce dopo essere stata posta nel dimenticatoio per tutto il tempo trascorso dalla data del riconoscimento, il 1984.

La guida Slowine di Slow food che parla di storie di vita, vigne, vini in Italia, ha assegnato la sua Chiocciola alla Tintilia Doc Macchiarossa 2008 delle Cantine Cipressi di San Felice del Molise, l’azienda nata nel 2003 che ha impressionato subito gli esperti con i suoi grandi e particolari vini. Sempre la Tintilia Macchiarossa delle Cantine Cipressi ha vinto la corona, cioè il massimo riconoscimento della Guida ai Vini Buoni d’Italia del Touring club prima citata, l’unica che fa riferimento ai vitigni autoctoni.
Sempre per la Guida ai Vini buoni d’Italia è da segnalare la corona conquistata dalle Cantine Borgo di Colloredo di Enrico e Pasquale Di Giulio di Campomarino con quel grande vino che è il “Gironia” 2005 Doc Biferno rosso, che si accompagna ad altre due tipologie, bianco e rosato che portano lo stesso nome.
Chiudiamo questa rassegna dei riconoscimenti delle guide più accreditate, dicendo che non abbiamo sotto mano altre guide e concorsi che sicuramente hanno premiato altre aziende ed altri vini prestigiosi di questo Molise  vocato alla qualità, da quelli di Angelo D’Uva di Larino a quelli di Catabbo di San Masrtino in Pensilis; da Di Tullio, Grancia di Romitelli, Cantina Cliternia di Campomarino a Cianfagna di Acquaviva Collecroce; da Salvatore di Ururi a Palazzo di Baranello; da Cantina San Zenone e Terresacre di Montenero di Bisaccia a Masserie Flocco di Portocannone; dall’Azienda biologica Di Lisio e Cop. ValBiferno di Guglionesi  a Colle Sereno di Petrella Bifernina.


PARTE NEL MOLISE LA RACCOLTA DELLE OLIVE ALL’INSEGNA DI MOLISEXTRA




MolisExtra è la novità che caratterizzerà questa nuova campagna di raccolta delle olive nella regione che racconta l’olivo e l’olio con la fama degli oli di Venafro e di Larino sin dai tempi dell’Impero Romano.
Un’associazione che vede insieme i più importanti e noti olivicoltori - imbottigliatori dell’olio extravergine di oliva “Molise” Dop. Nella quasi totalità giovani, hanno già fatto sentire, con i riconoscimenti della qualità dei loro oli, la loro presenza sul mercato globale.
Un importante strumento di promozione e commercializzazione che è stato messo nelle mani di un giovane intraprendente produttore, Francesco Travaglini. 
La Fiera di Ottobre di  Larino, giunta alla 269a edizione (ma per noi ha gli anni della transumanza), che si è aperta in questa prima settimana di ottobre, come ogni anno, è la manifestazione che segna l’inizio della campagna di raccolta in questo Molise che conta poco più di 2,5 milioni di olivi (1/3 sono varietà “Gentile di Larino” e poi tutte le altre 17 varietà autoctone insieme al “Leccino”, “Frantoio” ed altre varietà provenienti da altre regioni). Olivi sparsi su una superficie di oltre 13.000 ettari, pari all’1,12% di quella nazionale, per una produzione media di olio che tocca le 6.000 tonnellate, cioè l’1% della produzione di olio nazionale, confermando il detto “poco ma buono”.  
Come si sa in questa regione, in particolare nell’area della sua varietà preminente, la “Gentile di Larino”, nel Basso Biferno, insieme a poche altre,  la raccolta delle olive è anticipata e fa sentire per prima quel profumo intenso e delicato che arriva dai suoi 116 frantoi, che, da Larino, via via apriranno nei prossimi giorni in tutto il Molise.
Il succedersi delle splendide giornate di sole che si alternano alla notte e la possibilità di forti escursioni termiche favoriscono la formazione degli esteri responsabili del fruttato, cioè quell’insieme di sensazioni olfattive che si percepiscono per via diretta o retronasale e che richiamano alla varietà di olivo, alle caratteristiche del frutto quando è verde o maturo, sano e fresco e che, come abbiamo visto prima, dipende anche dall’annata.
Un attributo positivo, il fruttato, che può essere leggero, medio, intenso, caratteristico della qualità e tipicità dei nostri grandi oli extravergine di oliva, al pari dell’amaro, cioè del sapore tipico dell’olio ottenuto da olive verdi o invaiate, e del piccante, cioè di quella sensazione di pungente che uno sente sulla lingua e che va a diminuire passando dall’olio appena spremuto all’olio che, col tempo, si è liberato delle sostanze che all’inizio lo rendono torbido.
Premesse necessarie per far capire che la campagna di raccolta 2011 nel Molise è iniziata sotto una buona stella e se non ci sono fattori ambientali avversi in questo prossimo mese di raccolta, l’olio extravergine di Oliva “Molise” Dop sarà eccellente per qualità, anche perché per ora non si notano attacchi di mosca, che, comunque sono sotto controllo da parte degli olivicoltori, le loro organizzazioni e le istituzioni che come l’Arsiam sono predisposte per questi servizi di assistenza tecnica con gli uffici e i tecnici della sede di Larino.
Qualità ed anche quantità, che non dovrebbero discostarsi molto da quelle dell’annata 2010, con la previsione di rese maggiori rispetto alla quantità di olive raccolte.