30 settembre 2012

LAGO DEL LISCIONE, SEMPRE MENO ACQUA


lago ieri
 
In premessa dico che è  un’appropriazione indebita il nome “Lago di Guardialfiera” dato al “Lago del Liscione” per due ragioni fondamentalmente:
1. La diga che ha dato origine all’invaso è sorta sulle spoglie del mitico “Ponte del Liscione” sul Biferno con la strada provinciale che da Larino portava a Palata ed a Guardialfiera (è là dà *hiume);
2. L’acqua che completa il Lago all’altezza del territorio di Guardialfiera e Casacalenda, cioè a nord del corso del Biferno, è quella che rischia di non esserci più nel momento in cui continua ad affiorare il terreno a causa della siccità. Come nel momento attuale.
Ed è di questo che più di ogni altra cosa mi preme parlare, visto che personalmente ogni giorno vedo l’invaso che si restringe per l’acqua che non arriva causa il lungo periodo di siccità, come pure per gli intensi prelievi e per vari usi, soprattutto quello di raffreddare i motori della turbogas che solo politici servi e corrotti potevano approvare.
Il terreno, per lungo tempo sommerso dal lago, affiora e avanza ogni giorno sempre di più. Un processo che può portare a toccare presto Monte Peloso, se non arrivano subito precipitazioni abbondanti.
Un processo che, sia le istituzioni predisposte che tutti noi cittadini, faremmo bene a non sottovalutare se è  vero, come dicono gli esperti, che la tropicalizzazione avanzerà non arretrerà; che l’acqua sarà un bene sempre più prezioso e, come tale, un dono che ci è stato dato e spetta a noi molisani utilizzare e non sprecare, spendere e non svendere o regalare alla prima multinazionale che si trova a passare da queste parti.
Bisogna dire grazie a chi ha saputo mobilitare le coscienze e portare 27 milioni di italiani a votare per l’acqua bene comune il giorno del referendum, al Movimento per l’acqua che vigila sul rispetto di questo voto se i padroni e quanti sono al loro servizio non ce l’hanno fatta ad appropriarsene di nuovo.
 Ritornando al discorso iniziale del “Lago del Liscione” e non di “Guardialfiera” c’è da dire che personalmente so come la parte più interessata dal ritiro delle acque era, prima dell’invaso, un patrimonio dei bravissimi orticoltori che poi, la quasi totalità, sono dovuti emigrare perché gli espropri sono stati liquidati con una miseria.
Davvero bravi  a far fruttare  ortaggi e alberi da frutto (chi può dimenticare le percoche!) di bontà unica per profumi e sapori.
Me li ricordo i “(g)uardiaruole” quando arrivavano in piazza, a Larino o nelle varie fiere, con i muli carichi di sporte piene di delizie da tutti ricercate.

20 giorni fa

GIOVANI IN FUGA

 Il nuovo tipo di emigrazione e il coraggio di osare

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Notizie - Molise da Infiltrato.it 
Scritto da Maria Cristina Giovannitti
Domenica 30 Settembre 2012 00:00
In un Italia che crolla a picco, affondando in una crisi che strozza le ambizioni dei giovani, dove circa il 47 per cento è disoccupato, molti di loro si armano di coraggio e si spostano verso l’Inghilterra, l’Irlanda e alcuni anche in Norvegia. Sono sempre più frequenti le storie di giovanissimi molisani che lavorano con soddisfazione all’estero, lì dove si sentono veramente apprezzati. Il professor Francesco Granchelli e il dirigente scolastico Maria Chimisso dell’Istituto Alberghiero di Termoli stanno lavorando ad un progetto di scambio culturale Molise-Inghilterra «Ai giovani resta, per fortuna, il coraggio di osare» ci dice il professore.
di Maria Cristina Giovannitti
L’Italia non è un Paese per giovani e questa non è più solo una frase fatta ma una certezza assodata con il Governo Monti e la sua spending review che taglia ovunque: secondo i dati Istat su 7,7 milioni di giovani tra i 18 e i 29 anni il 46,7 per cento è disoccupato, il 13 per cento è alla ricerca e solo il 40,3 per cento ha un lavoro. Così oggi la nuova emigrazione non è più fatta inconsapevolmente, partendo alla sprovvista con una valigia di cartone ma i giovani, con titoli di studi e competenze, fuggono dall’Italia avendo ben chiaro cosa ottenere: il lavoro e la gratificazione professionale. Questo accade sempre più spesso anche per i molisani e lo hanno capito bene il professor Francesco Granchelli e la professoressa Maria Chimisso, dirigente dell’IPSSAR di Termoli tanto che stanno cercando –se le finanze lo permetteranno- di concretizzare un progetto importante per i giovani e per la valorizzazione dei prodotti locali, un connubio tra Molise e Inghilterra che favorirebbe l’inserimento dei giovani studenti nel mondo del lavoro.

Prof. Granchelli ci chiarisce che tipo di progetto ha in mente?
Insieme alla dirigente, prof.ssa Maria Chimisso, stiamo cercando di concretizzare un progetto che porti il maggior numero di studenti in Inghilterra con due finalità: per prima cosa far sì che i ragazzi imparino la lingua inglese al meglio e poi per approfondire la loro professionalità. Il nostro progetto è nato grazie all’aiuto di un nostro ex allievo, Giuseppe Notarangelo che oggi gestisce un B&B in un bellissimo villaggio londinese, in Hawkesbury Upton. Sentendoci in questi anni per vari consigli professionali abbiamo pensato di organizzare degli stage con i giovani studenti, lì da lui: eventi culinari con dimostrazioni di paste semplici e ripiene all’uovo. Inoltre pensavamo anche di creare, in seguito, un nesso musica-cibo abbinando ad ogni pietanza una musica classica.
Sarebbe anche un modo per valorizzare i prodotti molisani all’estero?
Certo, abbiamo pensato anche di creare corsi e degustazioni dei nostri prodotti locali per gli eventi inglesi. Lo stesso Giuseppe nel suo locale utilizza solo prodotti molisani, di Larino e dintorni: oli, formaggi, vini.
E chi finanzia queste idee, vista la situazione precaria del Ministero dell’Istruzione?
La settimana prossima incontrerò l’assessore Antonio Chieffo e mi spiegherà che disponibilità economiche ha la Regione Molise per finanziare questi stage. Per ora è tutto ancora incerto, resta un’idea che ha bisogno di appoggi economici per concretizzarsi.
Prof. è sempre più frequente vedere studenti che si spostano verso il nord Europa. Che possibilità hanno lì rispetto all’Italia?
Io ho fatto una mia indagine di mercato, ascoltando i miei allievi e gli ex studenti ma anche altri professori: in Italia la crisi ha creato un senso di sfiducia e di insoddisfazione generale mentre l’Irlanda e l’Inghilterra offrono la serenità. Prendiamo uno studente della nostra scuola che si trasferisce in nord Europa per lavoro: lì anche un semplice vino o un piatto facile da preparare è molto apprezzato e applaudito. I giovani, soprattutto tra i 20/30 anni, hanno bisogno di gratificazioni perché una volta che si sentono valorizzati hanno fiducia nelle loro potenzialità e diventano più creativi, crescendo professionalmente. In Italia questo non succede forse perché sono prodotti locali che diamo per scontati e/o non sappiamo apprezzare appieno.
Facendo una stima personale maturata durante la sua carriera da insegnante: quanti suoi alunni sono emigrati all’estero?
Direi circa il 25/30 per cento. Alcuni di loro si sono spostati fuori dall’Italia e poi sono ritornati in regione, dopo aver fatto esperienza ma i più si sono trasferiti definitivamente all’estero.
Rispetto agli anni passati sono diverse le mete che i giovani scelgono per andare a lavorare?
Si molto. Circa una decina di anni fa le mete erano Roma, la costa romagnola e Rimini soprattutto. Oggi anche la scuola ha ampliato i suoi orizzonti: organizziamo stage in Valle d’Aosta ma i ragazzi ambiscono ad andare in Inghilterra e in Irlanda soprattutto lì dove hanno amici e conoscenti che possono essere un punto di partenza, un appoggio.
In questa ‘fuga di talenti ‘che idee avrebbe per valorizzare il Molise e permettere ai giovani di rimanere?

In Molise bisognerebbe investire molto di più nei progetti locali. Non possono essere solo i privati a valorizzare i propri prodotti ma soprattutto bisogna finanziare le scuole, cosa che purtroppo non avviene. Basti pensare che per via dei tagli, le scuole alberghiere ricevono oggi 50 euro per l’acquisto dei prodotti necessari per le esercitazioni, una vera miseria. Le manifestazioni non possono sempre essere finanziate da sponsor –che per via della crisi scarseggiano. Servono appoggi nazionali per rendere credibile il lavoro dei ragazzi e per valorizzarlo, solo così i talenti resteranno in regione.
 
le foto 2/3/5 sono di Nicola Picchione

29 settembre 2012

LE CITTA' DELL'OLIO CRESCONO


Sono 362 le citta' dell'olio nate a Larino il 17 dicembre del 1994. Dalla sua piazza principale, il 13 dicembre, partira' Girolio con tappe nelle principali piazze per diffondere la cultura dell'olio e dei suoi territori di origine



immagineTante le iniziative per il 2012-13. La proposta di candidatura del Paesaggio Olivicolo a patrimonio dell'Umanità, l'evento Girolio e Bimboil, per educare i bambini al sano gusto dell'extra vergine

 
Otto nuove città italiane entrano a far parte della grande famiglia delle Città dell'Olio, l'Associazione Nazionale che riunisce Comunita' Montane, Camere di Commercio, Provincie e Comuni a chiara vocazione olivicola, per promuovere l'olio extravergine di oliva ed i territori di produzione.

Con Matera, Tenno (TN) Melfi (PZ), Pisticci (PZ), Bomba (CH), Missanello (PZ) Prezza (AQ) e Lapio (AV) e' salito a 362 il numero dei soci dell'associazione. A deliberare l'ingresso dei nuovi soci nell'associazione è stata la Giunta dell'Associazione che si è riunita venerdi' 21 settembre ad Assisi, presso il Teatro Lyrick, nell'ambito del WTE - Word Tourism Espo, il Salone Mondiale del Turismo Città e Siti Unesco.

Nell'occasione l'Associazione Città dell'Olio ha discusso delle tante iniziative messe in cantiere per il 20012-2013: la proposta di candidatura del Paesaggio Olivicolo, patrimonio dell'Umanità, l'evento Girolio 2012 che dal 13 ottobre al 22 dicembre porterà nelle principali piazze d'Italia, la cultura dell'Olio con degustazioni, visite guidate ai frantoi, convegni tecnico scientifici e divulgativi dedicati al paesaggio olivicolo e alla tutela del territorio, eventi musicali, antichi mercatini, spettacoli di piazza, manifestazioni folcloristiche, corsi di cucina con olio extravergine nelle principali piazze d'Italia.

Tutto pronto anche per l'edizione 2012 di Bimboil, il progetto di educazione alimentare dei bambini, giunto quest'anno alla sua undicesima edizione, che mira a promuovere la conoscenza e la valorizzazione dell'olio extravergine d'oliva DOP attraverso un programma formativo ad hoc.
"Diamo il benvenuto alle amministrazioni dello otto città che hanno scelto di entrare nel nostro coordinamento nazionale, mostrando così di avere a cuore la promozione del patrimonio olivicolo italiano - ha detto il presidente dell'Associazione Citta' dell'Olio Enrico Lupi - ci auguriamo che dall'appartenenza alle Città dell'Olio ciascuno di questi Comuni possa trarre una opportunità di promozione delle proprie eccellenze olivicole e creare sinergie utili per la valorizzazione del territorio".
di C. S.
 
 
 
 
 

28 settembre 2012


Pier Luigi Vigna

L’abbiamo visto in più di un’occasione ma non abbiamo mai avuto il piacere di stringergli la mano e dirgli grazie per tutto quello che faceva in quel periodo così difficile e duro (gli anni di piombo) segnato dal terrorismo e da stragi come quella di Empoli ad opera del fascista Mario Tuti, del treno 904 nel giorno prima di Natale o dei  Georgofoli che ha visto all’opera la mafia.

Parliamo di Pier Luigi Vigna a lungo procuratore della Repubblica a Firenze e poi Procuratore capo dell’Antimafia con risultati importanti. Lo salutiamo ora appena abbiamo saputo della sua morte (79 anni) per colpa di un tumore che lo ha accompagnato negli ultimi anni.

Di Vigna galantuomo ci ha parlato più volte Silvio, allora fidanzato, poi marito, di Elda Vincelli di Larino che, con le sorelle Marilena e Antonietta, il fratello Francesco, viveva a Firenze nel popolare quartiere di S. Frediano.

Era orgoglioso, quale agente della Polizia dello Stato, di essergli a fianco e di proteggerlo insieme con la scorta.

Silvio (Silvestro Picchi), diventato ispettore di polizia, ha scritto un libro “Quasi per caso – la mia vita in polizia e gli anni di piombo”, pubblicato lo scorso anno dalla Sarnus di Firenze, nella collana “Diari e memorie”, con la prefazione del suo grande procuratore della Repubblica e amico, Pier Luigi Vigna di Borgo San Lorenzo nel Mugello, comune confinante con Vicchio la patria di Giotto e Beato Angelico, famosa anche per la “Scuola di Barbiana”, fondata da Don Milani, descritta nel libro Lettera a una professoressa, che ha avuto un grande successo e che vale ancora leggere.

Lasciamo a Silvio il compito di parlare del Procuratore Vigna “..mio grande amico, che a quel tempo iniziava brillantemente la sua carriera come procuratore. Egli – scrive Silvio -ha costantemente dato prova del suo straordinario acume investigativo in importanti e famose indagini, come quelle sul terrorismo e sul mostro di Firenze, senza dimenticare quelle sulla criminalità organizzata, sul traffico internazionale di stupefacenti e sulle stragi mafiose del 1993° partire da quella di Firenze (via dei Georgofili, n.d,r,)…..ha scritto inoltre ottimi manuali di procedura che tuttora usiamo nelle scuole di Polizia”……”Sono orgoglioso –continua Silvio –di essere ancora in amicizia con una persona di così alto profilo. Al di là delle indiscusse qualità di magistrato, egli resta un grande uomo”….”Vigna –afferma Silvio – era uno di noi”….”Sapere di essere guidati – conclude l’autore del bel libro che racconta la sua vita vissuta e il suo amore per il corpo di appartenenza – da un magistrato così capace ci dava sicurezza e serenità”.

La serenità con cui ha saputo affrontare la terribile malattia che ha consumato la vita del bravo magistrato.

Inchiniamo il capo di fronte a un uomo che è riuscito ad essere un esempio e punto di riferimento della legalità in questo Paese che – speriamo d sbagliare - ha perso la memoria.



A Siena, la mitica Siena, nei Giardini della Lizza, cioè a fianco alla Fortezza medicea che dal 1960 ospita l'Enoteca Italiana, la grande cattedrale dei vini doc e docg. La stupenda struttura in mattoni che ha aperto il percorso della qualità e guidato i vini delle nostre regioni a vivere la grande immagine sui mercati del mondo.

A Siena, la città che più di altre è gelosa delle sue antiche, stupende tradizioni, 4 giorni all'insegna della birra e della Baviera! Non ancora riesco a crederci. La notizia è stata (giustamente) postata nella pagina della Cultura dell'Agenzia online.

Proprio qualche giorno fa, grazie a Lucia ed a Pino, ho avuto modo di vedere il filmato (postato su questo mio diario) della inaugurazione del 1933 della grande Mostra Mercato dei Vini Tipici e di Pregio, una biennale che si è chiusa nel 1960 con l'apertura della mostra permanente, l'Enoteca, e subito fatta propria da Verona con la nascita del Vinitaly.

Ditemi che no è vero, ma solo un brutto sogno o una mia cattiva interpretazione della notizia con foto riportata dall'agenzia online "Impress".

cultura
I giardini de La Lizza a Siena si trasformano in una piccola Oktoberfest

L’atmosfera della celebre Oktoberfest di Monaco di Baviera invade
Sto pensando alla notizia che mi ha molto impressionato e vi riporto in basso. Siena (leggi)proprio in concomitanza con la kermesse bavarese. Seconda giornata di festa nei Giardini della Lizza, giovedì 27 settembre, quando si potrà seguire anche un prelibato post partita Siena-Bologna. A due passi dallo stadio Artemio Franchi-Mps Arena, al termine del match, spazio ai prelibati piatti tipici di wurstel e stinchi di maiale, per un dopo-gara all’insegna del gusto e tanto divertimento. Due ore prima e nelle due ore successive al match verranno servite birre analcoliche in rispetto alla norma vigente sulla sicurezza negli stadi.

Il programma fino al 30 settembre La manifestazione è aperta tutti i giorni dalle 12 fino a tarda notte: il ricco cartellone di eventi in programma proseguirà poi nei giorni successivi con l’esibizione delle maggiori band locali. Venerdì 28 settembre saliranno sul palco Gli Astratto con un repertorio musicale frizzante e coinvolgente sulle note di brani senza tempo. Sabato 29 settembre appuntamento invece con Ricci e Loppi mentre domenica 30 settembre il gran finale sarà affidato ai Mischion Impossible, la band musicale capace di mischiare canzoni tra loro in un lungo e travolgente medley tra il geniale e il burlesco.
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27 settembre 2012

NUTRIRSI BENE IN TEMPO DI CRISI


4 bambini su 10 in sovrappeso
Come si concilia la necessità di mangiare correttamente ed evitare il sovrappeso dei bambini con la costante diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie? Ecco i consigli dei nutrizionisti per fornire ai bambini tutti gli alimenti necessari per crescere bene, senza ingrassare e spendendo meno
L’inizio del nuovo anno scolastico aumenta ulteriormente la spesa economica delle famiglie, mentre le necessità alimentari quotidiane rimangono, così come rimangono i problemi dei genitori con bambini in sovrappeso o obesi. Come si concilia la necessità di mangiare correttamente per crescere bene ed evitare il sovrappeso dei bambini, con la costante diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie di questi ultimi anni?



Uno studio realizzato dall’Osservatorio nutrizionale Grana Padano ha valutato le abitudini alimentari di 2.238 bambini (di cui il 48,3% femmine e il 51,7% maschi) di età compresa tra i 6 e i 14 anni. Dai dati raccolti emerge una prevalenza importante dell’eccesso ponderale: circa il 40% dei bambini è sovrappeso (di cui 42% femmine e il 38% maschi). Lo studio osserva inoltre una correlazione tra il sovrappeso e l’abitudine a svolgere attività fisica; la sedentarietà è significativamente più presente nei bambini sovrappeso rispetto ai normopeso, sia nei maschi sia nelle femmine. L’indagine rileva inoltre una maggiore quantità di attività fisica nei maschi rispetto alle femmine e conferma che la prevalenza del sovrappeso, nei maschi, è minore rispetto alle proprie coetanee. Corretta alimentazione e attività fisica hanno semplici regole che potrebbero arrestare questo fenomeno in aumento in tutto il mondo.

Ma quanto costa la corretta alimentazione e quanto spendono le famiglie italiane per acquistare gli alimenti? Secondo l'Istat nel 2010 la spesa alimentare media mensile per una famiglia di 5 persone è stata di 675 euro, circa 22 euro al giorno (4,40 euro a testa). Unendo i dati sulla disponibilità di spesa a quelli su sovrappeso e obesità nasce una preoccupazione plausibile, come spiega il professor Claudio Maffeis, pediatra, docente all’Università di Verona ed esperto di nutrizione e obesità in età pediatrica: «Sovrappeso e obesità sono quasi sempre dovuti ad uno scorretto regime alimentare e alla sedentarietà, o scarsa attività fisica. La ridotta capacità di spesa può indurre i genitori ad acquistare ulteriormente cibi dal basso costo, ma che spesso hanno un elevato contenuto calorico. Da tempo assistiamo a questo fenomeno indipendentemente dalla ridotta capacità d’acquisto. L’alimentazione dei bambini obesi o sovrappeso è spesso ricca di cibi ricchi di grassi di vario genere e zuccheri semplici. Questi alimenti vengono consumati dai bambini fuori dei pasti principali (colazione, pranzo e cena) oppure ai pasti, al posto degli alimenti tradizionali. Infatti le merende non sono tutte uguali e tra queste, ce ne sono alcune che apportano ben più di 100 calorie in 30 g di prodotto (ad esempio le patatine fritte). Questo tipo di cibo è facilissimo da mangiare, per questo viene consumato in modo eccessivo davanti alla tv».

«Sedentarietà e cibo troppo ricco di grassi e zuccheri - sottolinea Maffeis - portano sulla strada dell’obesità. Le alternative ci sono e fanno anche risparmiare, iniziamo a non comprare quello che non serve, come le bevande e i succhi zuccherati; non mangiare d’abitudine salse e creme spalmabili; la cioccolata o i dolcetti vari debbono tornare ad essere consumati solo in certe occasioni e non d’abitudine; evitare tutti gli snack fritti. Diamo ai bambini cibi semplici, riconoscibili e che bevano tanta acqua. Ricordiamo che quando il grasso corporeo aumenta, aumentano i fattori di rischio di importanti malattie che, se non si manifestano in breve tempo, possono manifestarsi in età successive, mi riferisco a ipertensione, diabete, dislipidemia, aterosclerosi. Ricordiamo inoltre che il bambino obeso ha un elevato rischio (40-80%) di rimanere obeso da adulto».

La prima regola per spendere meno è quindi acquistare solo quello che serve ai bambini per crescere bene ed evitare di ingrassare. Se mentre facciamo la spesa fossimo accompagnati da un nutrizionista, come ci comporteremmo? Noi acquistiamo e mangiamo cibo per dare energia al nostro corpo, ma il nostro organismo utilizza i nutrienti contenuti negli alimenti: carboidrati, proteine, grassi, minerali, vitamine. Se volessimo acquistare un grammo di proteine, o un mg di calcio, o una certa quantità di vitamina C, su quali alimenti potremmo orientarci per avere lo stesso valore nutritivo e un costo minore? Un nutrizionista saprebbe consigliarci, ma per chi fa normalmente la spesa il calcolo è complesso. Cosa acquisterebbe un nutrizionista se dovesse acquistare al minor prezzo un grammo di proteine di alto valore biologico, che tanta importanza hanno nella crescita?

Calcolando il costo medio del prodotto sul mercato, gli alimenti che hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo per grammo di queste proteine sono le uova e il Grana Padano Dop, seguiti dal pesce surgelato, poi dai legumi. In un’alimentazione corretta non devono mai mancare frutta e verdura. Dai dati dell’Osservatorio emerge che si mangia poca frutta, una sola porzione al giorno, anziché le tre porzioni consigliate. Se il consumo di frutta fresca viene sommato a quello dei succhi di frutta, allora si arriva ad un consumo totale di circa 2 porzioni al giorno.

Ma i succhi di frutta non hanno affatto i contenuti nutrizionali della frutta fresca e l’Osservatorio nutrizionale mette in guardia su questa abitudine errata che sta prendendo piede anche in Italia, come commenta la dottoressa Michela Barichella, responsabile medico di Dietetica e nutrizione clinica all’Icp di Milano e presidente dell’Associazione onlus “Brain and malnutrition in chronic diseases”: «È sempre più frequente l’abitudine di bere succhi di frutta pronti al posto della frutta fresca, perché facili da trasportare, utilizzare ed anche più economici, ma meno salutari. Un succo di’ frutta non è frutta, di solito contiene zuccheri aggiunti e una minore quantità di fibra. Ce lo conferma un recente studio pubblicato negli Usa, su un campione di bambini che ha sostituito del tutto i consumi dei succhi di frutta con frutta fresca, con vantaggi notevoli: riduzione calorica di 56 calorie (Kcal) nella giornata, aumento della fibra di 4,3 grammi e aumento del costo dell'alimentazione di solo 0,54 dollari al giorno».

«Una corretta alimentazione - spiega ancora Barichella - si può riassumere in una dieta variata e completa di tutti i nutrienti. Il comportamento più semplice è acquistare cibi non elaborati; quindi eliminare piatti pronti e mettere in tavola: pane, pasta, carne, pesce, legumi, latte e latticini, uova, frutta e verdura. Se acquistate cose semplici, sappiate che potete comperare anche quelle che costano meno. La regola è: acquistare i nutrienti che contengono gli alimenti».

10 consigli degli esperti per mangiare sano risparmiando
I semplici consigli che seguono hanno lo scopo di guidare le scelte e fare sostituzioni più economiche nell’acquisto degli alimenti per le loro caratteristiche nutritive. Considerando che ogni alimento ha caratteristiche nutritive differenti, quelli consigliati possono essere sostituiti l’uno con l’altro all’interno della loro tipologia. Sul piano della corretta alimentazione la loro diversità non è significativa, se il regime alimentare rispetta le quantità giornaliere, settimanali e la varietà degli alimenti. La quantità della porzione deve essere calcolata in base all’età, al peso del bambino (e/o adolescente) e alla quantità di attività fisica. Non dimenticate che per combattere sovrappeso e obesità l’attività fisica è indispensabile e oltretutto non costa quasi nulla, solo un po’ di buona volontà.

  • Una volta alla settimana, sostituire il secondo piatto di carne o pesce con le uova (due uova sode o alla coque o in frittata o in padella antiaderente).
  • Due volte a settimana, sostituire il secondo piatto di carne o pesce con un secondo di latticini stagionati, preferendo Grana Padano Dop (una porzione dai 30 ai 60 g a seconda dell’età del bambino). È possibile utilizzare Grana Padano Dop anche per insaporire i primi piatti di pasta, zuppe e minestroni, aggiungendo 10 g di Grana Padano Dop alle pietanze.
  • Almeno due o tre volte alla settimana, sostituire il secondo piatto di carne, pesce con i legumi (piselli, fagioli, ceci, lenticchie) associandoli ai cereali ad es.: riso e piselli, pasta e fagioli, ecc.
  • Se ci sono difficoltà ad acquistare il pesce fresco, sostituirlo con il pesce surgelato. Occasionalmente si può utilizzare anche il pesce in scatola, meglio se al naturale. Il pesce andrebbe proposto almeno due o tre volte alla settimana.
  • Anche le verdure, se ci sono difficoltà ad acquistare le verdure fresche, possono essere acquistate anche in forma surgelata (ad esempio, spinaci, zucchine, broccoli, asparagi) o verdure miste come i minestroni.
  • Per gli affettati meglio preferire prosciutto crudo o cotto e bresaola indipendentemente dalla stagionatura. È più economico acquistare il prodotto fresco al banco, piuttosto che preconfezionato in vaschetta. Il risparmio è ulteriore se si acquista il pezzo intero e lo si affetta in casa.
  • Preferire la frutta di stagione matura, alternandone la qualità e il colore, ricordando che la pezzatura non modifica la quantità di nutrienti.
  • L’olio extravergine è il condimento da preferire e se è classificato extravergine le caratteristiche nutrizionali sono indipendenti dal prezzo, approfitta delle offerte commerciali, permettono di risparmiare.
  • Limitare il consumo di snack dolci e salati e quello di alimenti precotti. Questi piatti sono in genere piuttosto economici, ma la loro qualità nutrizionale è abbastanza bassa, perché sono in genere ricchi in zuccheri semplici e grassi saturi.
  • Non utilizzare succhi, bibite gassate e zuccherate che hanno uno scarso valore nutrizionale, spesso sproporzionato al costo. Preferire l’acqua, magari quella in offerta al supermercato oppure quella del rubinetto, è un modo per risparmiare senza rinunciare alla qualità.

Tutti i soldi europei che l'Italia butta via

L'articolo,  che ritengo giusto postare per riflettere insieme sulle mancate occasioni, mi è stato inoltrato dagli amici del Canada. So che fa rabbia pensare a quanti progetti persi e a quanti giovani potevano essere occupati per predisporli e realizzarli. In un Paese clonato da Berlusconi il rischio, sempre più evidente, è proprio quello che ci si abitua alla menzogna, alla demagogia, al populismo, al furto, cioè a disvalori che portano a rendere tutti uguali. Il caos che distrugge e non permette di costruire il futuro.
Una montagna di soldi sprecata. Quarantatre miliardi di euro, per la precisione. Sono i danari dei fondi strutturali europei che finora l’Italia non è riuscita ad investire e che alla fine del 2013 non potrà più utilizzare. I calcoli sono presto fatti, ci ha pensato la Tesoreria dello Stato. Per il periodo che va dal 2007 al 2013, a favore del nostro Paese, sono stati stanziati 59,4 miliardi di euro e al 30 giugno 2012 ne erano stati spesi soltanto 16,1. Una miseria, distribuita, perlopiù, nelle ragioni meridionali.
Ma cosa sono i fondi strutturali? Si tratta di fondi finanziari messi a punto dalla Comunità europea per cofinanziare gli Stati membri dell’Unione ma anche specifici interventi a favore di singole regioni, come il caso della Sicilia, in Italia. L’obbiettivo di questi fondi è quello di favorire la politica economica di coesione, quindi prevedono la distribuzione di risorse finanziarie nel rispetto di una programmazione che viene spalmata su più anni: l’ultima riguarda il periodo 2007-2013. Ce ne sono diversi tipi: i Fondi europei strutturali, i Fondi sociali europei (FSE) per favorire l’occupazione, i Fondi europei strutturali agricoli (FEAOG) a sostegno della politica agricola dell’Unione, e lo Strumento finanziario di orientamento alla Pesca (SFOP).
In Italia, questi soldi, vengono spesi male. Sicuramente anche per colpa della scarsa capacità progettuale delle amministrazioni locali o comunque per qualche, usuale, malfunzionamento della politica. Nonostante le buone intenzioni del ministro della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, che ha attivato un sito web, Open Coesione, per poter controllare lo stato di avanzamento dei 473mila progetti avviati. In Europa, l’Italia è al terzo posto tra i Paesi che ricevono più soldi da Bruxelles (dopo Polonia e Spagna) e al secondo tra quelli che li usano di meno (prima la Romania). Inoltre l’Italia è un contribuente netto al bilancio comunitario: ha versato nelle casse europee più di quanto sia tornato indietro. O meglio, più di quanto sia stata capace di utilizzare, sfruttando i fondi strutturali.
Un problema che si rinnova ogni anno, senza che venga mai, definitivamente, risolto. Di “grande spreco per non usare soldi che potrebbero far crescere il sud” e di “imbarazzo”, ne parlava già nel 2000 l’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. In dodici anni, poco o nulla è cambiato. E per rendersene conto, basta buttare un occhio all’esempio (negativo) offerto dalla Sicilia. Tra luglio ed agosto, per l’ennesima volta, scoppia l’allarme sui fondi strutturali siciliani: l’Unione europea ha deciso di congelare 600 milioni destinati alla regione siciliana. Sì perché nel periodo 2007-2013, nell’ambito del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR), per la Sicilia sono stati previsti oltre 6,5 miliardi di euro, di cui la metà proveniente dall’Ue.
Trattandosi di soldi pubblici, però, pare scontato che ci sia una sorta di vigilanza su come queste risorse vengano spese. La Commissione europea ha un obbligo di controllo. Che negli anni si è affinato, passando da una tornata “a campione”, ad una serie di verifiche più strutturali. In fondo si tratta di soldi di tutti. E grazie a questa nuova impostazione, anche la Baviera, la Cornovaglia e l’Andalusia sono finite sotto la lente dell’Esecutivo europeo. Il motivo? Carenze significative dei sistemi di gestione, gravi irregolarità non rettificate nelle dichiarazioni di spesa, giustificativi sballati. In questi casi la Commissione può congelare il finanziamento. Interrompere l’afflusso di moneta fino a quando la situazione non venga sanata. Solitamente il blocco dura sei mesi, ed è toccato, in passato, anche alla virtuosa Germania, Austria, Francia e Paesi Bassi. Pure la regione Campania ha subito lo stop. Ma tutti sono riusciti a sistemare la loro posizione entro il termine fissato, e a percepire tutti i soldi pattuiti. Tranne la Sicilia.
La regione siciliana è stata avvisata: rimangono ulteriori due mesi per risolvere i problemi. Sennò addio soldi. Finora la Sicilia ha richiesto pagamenti per 600 milioni. Si corre il rischio di un blocco che potrebbe arrivare a sfiorare 1,4 miliardi di euro, se si considera che i fondi impegnati, alla data del 29 febbraio 2012, sono circa 2,7 miliardi (sui quasi 6,5 totali) e che, anche in questo caso, il contributo dell’Ue si aggira attorno alla metà. Ad oggi in Europa, per quanto riguarda i fondi strutturali, si contano due sospensioni, tra cui anche quella della Calabria. Qualche tempo fa, Raffaele Lombardo, ha derubricato alla voce “adempimenti di carattere tecnico” i rilievi della Commissione europea. Sta di fatto che se la Sicilia, entro la fine dei due mesi extra concessi, non dovesse convincere la Commissione, davvero rischia di perdere la parte restante dei fondi.
Quello siciliano è un esempio, l’ultimo in ordine di tempo, di come l’Italia sia incapace di usare al meglio le risorse messe a disposizione dall’Eurozona. Con la conseguenza, spiacevole, di arrivare a versare più soldi di quelli che tornano indietro.
La Corte dei Conti, nella sua relazione autunnale dello scorso anno, parlava di circa 28,8 miliardi di euro messi a disposizione dall’Europa, tra il 2000 e il 2007, attraverso il Fondo strutturale di sviluppo regionale (FESR), insieme al Fondo sociale europeo (FSE). La programmazione degli interventi di questi due Fondi ha fatto, peraltro, registrare significativi ritardi iniziali, che hanno richiesto l’adozione, a livello nazionale ed europeo, di iniziative mirate ad accelerare l’attuazione. Perché, diversamente, il rischio è sempre lo stesso. Basta finanziamenti Ue. E l’Italia, incapace di programmare opere che poi si concludano nei tempi prestabiliti, continua a percorrere la strada sbagliata.

MANGIARE BENE NON BASTA





















L’Italia vista dal Mondo

La Stampa Estera compie 100 anni

Museo dell’Ara Pacis 12 settembre -4 ottobre

 Venerdì 28 settembre, ore 10.30, all’ Auditorio dell’Ara Pacis, Roma

L'Italia Agroalimentare tra Export e Stile di Vita
 
Con
Mario Catania, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
Paolo de Castro, Parlamento Europeo, Presidente Commissione Agricoltura
 
Oscar Farinetti, Eataly
Camilla Lunelli, Cantine Ferrari
Domenico Raimondo, Consorzio Mozzarella Bufala DOP
 
Moderatore: Alfredo Tesio
Controrelatore: Rossend Domenech
La crisi economica non sembra aver frenato l’export agroalimentare italiano.
I 30 miliardi di euro fatturati delle aziende italiane nel 2011 possono aumentare nel 2012. Quanto incide nel volume delle esportazioni lo stile del "mangiare bene e sano" della grande tradizione enogastronomica italiana?

Nell’export primeggiano vini e formaggi: un modello vincente estendibile ad altri prodotti?

Il Centenario dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, la cui Mostra espositiva L'Italia vista dal Mondo sarà ospitata dal Museo dell’Ara Pacis fino al 4 ottobre (www.arapacis.it), è un’ottima occasione per affrontare i temi cruciali dell’Italia contemporanea.

Durante gli incontri nell’ambito del Centenario i corrispondenti stranieri hanno analizzato molti aspetti del mondo socio- economico italiano. L’appuntamento del 28 settembre vuole aiutare a far comprendere l’importanza del settore agroalimentare italiano nel mondo come una grande risorsa per questo paese.
 
Entrata da Via di Ripetta

FESTA A BALLU

SEMINARIO SULLA TARANTELLA CALABRESE



Seminario sulla Tarantella Calabrese con “Festa a ballu”.
“Abballati abballati, fimmini schetti e maritati, e si n'abballati bonu, non vi cantu e non vi sonu”.
Non servono molte parole e descrizioni per invitarvi a trascorrere un pomeriggio immersi nelle sonorità e nel ritmo della lira, della chitarra battente, dell’organetto, del tamburo nel corso del seminario dedicato alla danza tradizionale della Tarantella Calabrese.
Vi guideranno in questo viaggio:
Cinzia Minotti per la danza
Giuseppe Ponzo e Michele Di Paolo per la musica dal vivo.
In serata, dopo il seminario, resteremo tutti insieme per mettere in pratica quello appreso nel pomeriggio.
Orario di inizio ore 16,30.
Costo seminario euro 20,00.
Il seminario verrà attuato con un numero minimo di 20 partecipanti.
P.S. Ognuno, se ne ha piacere, è libero di portare qualcosa da mangiare o da bere da condividere in serata con tutti i ballatori e suonatori.
Per maggiori informazioni e iscrizioni rivolgersi a :
Teresa 3271003566
Cinzia 3881785169

"Viva cu balla e cu sona

26 settembre 2012

Il Trebbiano di Valentini è il "Best italian wine" del 2012

 
da Italia a tavola
      
Una bella notizia per la vitivinicoltura abruzzese e per il vitigno di uva bianca più diffuso in Italia (n.d.r.)
Il Trebbiano dell’azienda Francesco Valentini di Loreto Aprutino è salito sul gradino più alto del podio della prestigiosa classifica dei 50 Best italian wine awards, la manifestazione ideata da Luca Gardini e Andrea Grignaffin, rispettivamente sommelier campione mondiale e critico enogastronomico
È un Trebbiano del 2007 dell'azienda Francesco Valentini di Loreto Aprutino di Loreto Aprutino (Pe) il miglior vino d'Italia nella classifica dei Best italian wine awards, manifestazione ideata da Luca Gardini e Andrea Grignaffin, rispettivamente sommelier campione mondiale e critico enogastronomico. «Un successo straordinario per una realtà che è vanto per l'Abruzzo», dice il presidente della Regione Giovanni Chiodi. «La pazienza artigiana e la grande passione di Francesco Valentini rappresentano al meglio l'immagine di una regione che sulle ricchezze naturali fonda il proprio rilancio».



Il Best italian wine awards vuole “valorizzare all’estero il made in Italy”. A seguire l'annata 2007 del Trebbiano di Francesco Valentini in classifica ci sono i Barolo di Mascarello, Conterno Giacosa, Grasso, Cavallotto, Voerzio e Rinaldi; i Brunello di Casanova di Neri, Poggio di Sotto, Biondi Santi, Case Basse, Banfi, La Fiorita, gli Amarone di Quintarelli e Dal Forno, il Sassicaia e il Solaia tra i Supertuscan, il Ferrari del Fondatore e il Clementi rosè di Ca’ del Bosco per i brindisi e la Marsala del Ventennale di De Bartoli.

Classifica 50 migliori vini d’Italia 2012

Posizione
Produttore
Vino
Annata
1
Valentini
Trebbiano d’Abruzzo2007
2
Mascarello Giuseppe e Figlio
Barolo Riserva Monprivato Cà d’ Morissio2004
3
Tenuta San Guido
Bolgheri Sassicaia2009
4
Conterno Giacomo
Barolo Riserva Monfortino2004
5
Quintarelli Giuseppe
Amarone della Valpolicella Classico2003
6
Giacosa Bruno
Barolo Le Rocche del Falletto2007
7
Mastroberardino
Radici Taurasi Riserva2005
8
Marco De Bartoli
Vecchio Samperi Ventennales.a.
9
Ferrari
Giulio Ferrari Riserva del Fondatore2001
10
Casanova di Neri
Brunello di Montalcino Cerretalto2006
11
Montevertine
Le Pergole Torte2008
12
Elio Grasso
Barolo Gavarini Vigna Chiniera2008
13
Travaglini
Gattinara Riserva2006
14
Dal Forno Romano
Amarone della Valpolicella di Monte Lodoletta2006
15
Fattoria Zerbina
Albana Di Romagna Passito Scaccomatto2008
16
Lis Neris
Tal Lùc2008
17
Palari
Rosso del Soprano2008
18
Cavallotto
Barolo Bricco Boschis2008
19
Zidarich
Carso Vitovska2009
20
Poggio di Sotto
Brunello di Montalcino Riserva2006
21
Massolino
Barolo Riserva Vigna Rionda2005
22
Rizzi
Barbaresco Pajorè2008
23
Produttori del Barbaresco
Barbaresco Riserva Ovello2007
24
Biondi Santi Tenuta Greppo
Brunello di Montalcino Riserva2006
25
Miani
C.O.F. Sauvignon Saurint2010
26
Case Basse
Brunello di Montalcino Riserva2005
27
Pietracupa
Greco di Tufo2010
28
Voerzio Roberto
Barolo La Serra2008
29
Castello Banfi
Brunello di Montalcino Riserva Poggio all’Oro2006
30
Ca’ del Bosco
Cuvée Annamaria Clementi Rosé2004
31
Tenute Sella
Lessona Omaggio a Quintino Sella2006
32
Villa Bucci
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva2007
33
Monte Rossa
Cabochon Rosé Riserva2005
34
Ar.Pe.Pe.
Valtellina Superiore Sassella Rocce Rosse2001
35
Podere Il Carnasciale
Il Caberlot2008
36
Barone Ricasoli
Chianti Classico Castello di Brolio Colledilà2008
37
Vodopivec
Vitovska2007
38
Il Pollenza
Il Pollenza2008
39
La Fiorita
Brunello di Montalcino Riserva2006
40
Rinaldi Giuseppe
Barolo Cannubi San Lorenzo-Ravera2008
41
Garofoli
Verdicchio dei C. di Jesi Gioacchino Garofoli2006
42
Polvanera
Primitivo di Gioia del Colle 172009
43
Tenuta dell’Ornellaia
Masseto2008
44
Montevetrano
Montevetrano2010
45
Borgo del Tiglio
Collio Bianco Ronco della Chiesa2010
46
Bellavista
Franciacorta Gran Cuvée Pas Operé2006
47
Le Macchiole
Messorio2009
48
Antinori
Solaia2009
49
Marisa Cuomo
Furore Bianco Fiorduva2010
50
Fino Gianfranco
Primitivo di Manduria ES2010

DA ZACC&BELINA


 IL PASSATO CHE CAMMINA

Zacc - Il prossimo governo!

Bélina -Niente di nuovo, populismo e demagogia, le cose che il popolo più adora

 
E ALTRI ANCORA
 
I DISEGNI SONO DI RO MARCENARO

 

da ZACC&BELINA


IL CONTRATTACCO

Zacc – La Polverini, ex presidente della Regione Lazio…

Bélina – no caro, solo della giunta!
Zacc - che vuol dire?
Bèlina - che sono stanca di occuparmi di imbecilli, piazzisti, malfattori, imbonitori, presuntuosi, arroganti, servi, mistificatori, bugiardi, senza dignità e senza valori, arrampicatori, demagoghi, arrivisti, nullità che il popolo ama. Povera Italia!
disegno di Ro marcenaro

25 settembre 2012

ZIA EVELYN, 100 ANNI E NON LI DIMOSTRA



E’ davvero unica la mia zia Evelyn che risiede a Hollywood in Florida. Moglie del caro zio Nino nato Ricciuti a Casacalenda e partito bambino per N.Y.C. (nuvaiorche), dopo la prima guerra mondiale, con la madre Antonietta ( ziia Iétte), sorella di mia nonna Giustina e di zio Marco Vincenzo Cavaiola.

Zia Evelyn, figlia di calabresi di Castrovillari, nata in America un secolo (100 anni) fa, ha sempre parlato un perfetto italiano ed ha sempre avuto l’Italia nel cuore pur avendola conosciuta per la prima volta, nel suo primo viaggio  di quarant’anni fa, cioè a 60 anni della sua vita che va avanti serena, nonostante la morte, tre anni fa, di suo figlio Frank, ingegnere, anche lui in Italia per la prima volta quando aveva sessant’anni.

C’è l’altra figlia Evelyn a farle compagnia con il marito David, un lupo di mare, con la barca attraccata al porticciolo della piccola cittadina della Florida, che accende ogni giorno per tenerla pronta per partire; la nuora Josephine, lontana nel New Jersey, e i tanti nipoti e pronipoti come pure gli amici che passano e suonano al campanello della bella casa Ricciuti per avere un consiglio con la scusa di un saluto.

100 anni ma non li dimostra, non solo perché sempre elegante e sempre attiva, ma perché sempre giovane e con il pensiero costantemente proiettato nel futuro.

E’ lei che cucina (ultimamente ha fatto un corso di cucina italiana alla nipote Lisa –straordinaria fotografa – a partire dalla composizione della salsa di pomodoro e dall’impasto, fino alla sfoglia tirata dal matterello, per ricavare tagliatelle (làanèlle, come ai tempi dell’antica Roma), sagnette (sàgnetèlle), cavatelli o fusilli, com’era nelle usanze delle donne di Casacalenda o di Castrovillari.

Emoziona questo suo attaccamento all’Italia in lei che non è nata in Italia e che ci è arrivata dopo decenni per conoscerla per la prima volta. Un attaccamento che ha trasmesso a tutta la famiglia e che si ritrova anche in altre famiglie di origine italiana.

Un valore immenso che, L’Italia prima e le Regioni poi (non ce n’è una che non è stata toccata dall’emigrazione), non hanno saputo spendere, perdendo opportunità incommensurabili per i risultati che un suo corretto utilizzo poteva e, ancora, può dare. Penso al Molise, mio e di questi miei parenti, compresa zia Evelyn, che hanno visto intrecciate le proprie radici.

Unica, dicevo, davvero straordinaria questa dolce e cara zia Evelyn di 100 anni, che va in palestra ed ha pensato (bene) di regalarsi per questo evento particolare una visita a Roma per incontrare noi,  i suoi nipoti in Italia, e poi tornare in Florida con una nave da crociera.

Stupenda, fantastica, ammirevole e incantevole zia Evelyn, un esempio che fa capire che l’età è relativa quando hai il cuore per sentire le emozioni e la testa per ragionare e sognare.

A presto, per abbracciarti e vivere insieme la gioia dei tuoi cento anni.

 pasquale