31 dicembre 2012

RITA LEVI MONTALCINI

Il primo incontro nell'ottobre del 2002 all'Irccs della Fondazione Santa Lucia di Roma in occasione del 1° congresso mondiale sul cervello umano "The Human Brain", da lei organizzato, che ha visto la partecipazione dei massimi esperti e scienziati in questo campo.
In quella stessa occasione l'incontro con il Jurgen K. Mai che, con Bemigna Mallebrein e insieme con altri colleghi americani e inglesi e, al grande chef Heinze Beck, ha collaborato alla pubblicazione di un libro importante dell'Enoteca Italiana "Sensi di Vini - il segreto del cervello nella degustazione" .
 
Il libro riporta la sua bella prefazione che chiude parlando della "styraordinaria proprietà dlel cervello umano di registrare un processo così altamente differenziato nella degustazionedi una bevanda complessa qual'è quella del vino".
 
Il secondo incontro, una domenica mattina  presto di febbraio 2003 nella sua casa a Roma, quando ho avuto il piacere di consegnarle, per conto dell'Enoteca italiana e delle Città dell'Olio, il premio "Ampolla d'Oro" della Settimana dell'Olio che si era svolto pochi giorni prima a Siena.
 
Un incontro che mi ha visto molto emozionato all'inizio, fino a quando non ho visto la sua meraviglia nel tenere in mano la deliziosa ampollina che le avevo appena dato e ripetere che le piaceva molto. Poi ha raccontato delle sue scelte di vita prima di esprimere la sua forte preoccupazione per i rischi che il mondo correva con la guerra in Iraq che stava per essere dichiarata da Bush.
 
Un ricordo che mi porta a salutarla con  la stessa emozione di allora, per l'ultima volta, con l'inchino e la riconoscenza che merita uno scienzato al quale è stato assegnato il Nobel per la medicina, una grande donna che ha onorato l'Italia.

28 dicembre 2012

Pasta fagioli e rape

Cannarencine, fasciuole e tanne de rape
 

I germogli delle rape tagliate giorni fa (renate) nell'acqua bollente salata e appena riprende il bollore buttare i tubetti (cannarencine).

Aspettare qualche minuto prima di tirare fuori l'acqua già verde delle rape e, nel frattempo, aggiungere qualche spicchio d'aglio.

Una volta che affiorano i tubetti aggiungere i fagioli già lessati con un pò della loro acqua e girare per far ritirare l'acqua.

Mettere nel piatto e lasciare per uno due minuti prima di aggiungere olio extravergine e mangiare a cucchiaiate, l'una dietro l'altra per gustare la bontà della semplicità che la terra ti dà.


26 dicembre 2012

IL SORRISO DEL CORAGGIO



A Maria Cristina che ho rivisto l'altra sera con il suo sorriso stupendo e sempre pronto. Una donna eccezionale per il suo coraggio, che è il frutto di quei valori che rendono ricco e affascinante l'essere umano.

Figlia di miei cari amici è , da anni, in giro nei posti più sperduti del mondo a vivere con vera passione la solidarietà e la reciprocità.

L'avevo incontrata ad agosto prima di partire per Ginevra per un nuovo incarico. Appena l'ho rivista mi ha detto che è già stanca della routine che offre un impiego e una città, anche se bella e interessante come Ginevra, la città che è sul lago omonimo o di Leman, il più grande della Svizzera e dell’Europa occidentale. Una vita parca di emozioni ed è per questo che ha già chiesto alla sua organizzazione di tornare in missione a vivere il rapporto con una umanità che ha bisogno di tutto, in primo luogo di mangiare e di salute.

In pratica una umanità che ogni giorno lotta per la  sopravvivenza in luoghi non facili da raggiungere e da vivere. Il mondo "civile", con i suoi sprechi, rende ancora più pesante le già difficili condizioni di questa umanità.

 Io che vivo questo mondo mi sento un po’ misero,  incapace come sono stato e sono di fare quello che Maria Cristina ha sempre fatto subito dopo laureata. Non ha cercato il posto sicuro né la sicurezza che le potevano dare i suoi genitori, ma solo  la comprensione di questa sua scelta di vita che la onora e la rende grande come tutti quelli che sanno spendere e dare la loro libertà che, nella vita, è di sicuro la scelta più bella.


 

GLI AUGURI DI EMILIO ISCA


 

RIFLESSIONI E TESTIMONIANZE SU L'EMIGRAZIONE


Cari amici,
nella data indicata, e come da locandina allegata, noi della Comagnia di "LIBERA CONTRO LE MAFIE"presenteremo uno spettacolo sul tema dell'immigrazione, intitolato "LA ZATTERA".
Insieme a noi attori, parteciperanno anche alcuni immigrati e il ricavato della serata sarà devoluto all'Associazione "Dalla parte degli ultimi", che si occupa specificamente di immigrati e alla Cooperativa agricola "I Colori della Terra", da poco nata e nella quale lavorano gli immigrati stessi.
I biglietti saranno reperibili nello stesso Teatro Savoia, a partire dalle ore 20.00.
Cercate di essere presenti: lo spettacolo è interessante e di grande attualità e, inoltre, proprio in questi giorni, un atto di dolidarietà nei confronti dei più deboli è forse il modo migliore per immergersi nello spirito di una festività che ci richiama all'amore, alla pace, all'amicizia e ai sentimenti veri.

Grazie per l'attenzione e auguri a tutti.
Isabella Astorri

25 dicembre 2012

PANUNTO DI ROCCAVIVARA


UN CAMPIONARIO DI PIATTI DELLA TRADIZIONE CULINARIA MOLISANA



 

Un inno all'olio extravergine di oliva, al maiale e all'orto con le verdure, gli odori, i legumi.
Dalle scarpelle alle frittate; dalla pizza di granone con le sarde a quella con le verdure (pizz'é foie)


CULTURA E GUSTO - "PANUNTO" dI ROCCAVIVARA





                                        Un bell'incontro quello dell'altra sera a Roccavivara che mi ha visto protagonista insieme con Maurizio Corbo.



Presieduto dal Sindaco Domenico Di Lisa e dall'assessore all'agricoltura ha visto una larga partecipazione e molto interesse.

L'occasione per presentare la nuova edizione del libro "Molise, piacere di una scoperta" che ha visto la ristampa grazie al contributo di ATM, l'azienda dei trasporti che a Roccavivara è di casa.

"Cultura e gusto" per me e "Amaro e piccante" per Maurizio, che ha guidato anche il panel test degli oli dei produttori di Roccavivara.



L'edizione 2012 ha mostrato dei risultati sorprendenti visto che su ventitre capioni olo due hanno manifestato difetti.

terzo classificato







                                         secondo classificato
 primo classificato
Un grande risultato per la qualità degli oli di questo territorio splendido dove l'olivo è un toccasana per l'ambiente ed il Pesaggio e l'olio extravergine di oliva che lega i piatti di una cucina propria del Molise.








LA TERRAZZA SUL TRIGNO

 
Roccavivara
 
 
Una stupenda straordinaria terrazza sul fiume che divide per un lungo tratto il Molise dall'Abruzzo. Lo potete vedere strisciare come un serpnte poco sopra il Santuario della Madonna di Canneto, la Madonna del Sorriso, che è nella parte bassa del territorio di questo delizioso piccolo comune, città dell'olio.
Merita una visita e aspettare pazienti se si vogliono rubare questi paesaggi che la mia piccola macchina fotografica è riuscita a memorizzare.




I PIATTI DELLA VIGILIA









 






















Ieri sera la vigilia con i piatti preparati da Rosa, mia nipote, e Carmela, mia sorella.

Baccalà al pomodoro, lessato con aglio, prezzemolo e olive, o, fritto con la pastella come il cavolfiore, i carciofi, coste di bietola (una novità davvero speciale); olive "capate" da me; broccoli stufati del mio orto; cozze e gamberetti al pomodoro per condire gli spaghetti; anguilla sfiammata con l'aceto, una specialità di mia madre; acciughe marinate con aceto e limone.

Non c'erano gli spaghetti con "i tanne de sinepe" e acciughe che un tempo aprivano una cena lunga ore e ore e che ieri si è consumata in poco tempo.







Alla fine i mostaccioli, i "caragnele" e i "rosacatarre".

24 dicembre 2012

MANAGER DI ORIGINE MOLISANA L'incontro di Isernia


Una magnifica serata con nuovi e vecchi amici del gruppo "manager di origine molisana", creato su linkedin da Luca Desiata.

Il convivio con la tavola; piatti di una buona cucina; voglia di conoscersi, parlare e raccontare, ascoltare; bere insieme della buona Tintilia, il vino molisano per eccellenza; augurarsi Buon Natale e un sereno Anno Nuovo.

Tutto all'insegna del Molise, il nostro piccolo grande Molise che chiunque lo saluta e lo vive da lontano, se lo porta nel cuore.

Esperienze nel campo della ricerca medica, fonti energetiche, moda, commercio, amministrazione, comunicazione, logistica, informatica, enogastronomia, meccanica e tanta voglia di fare per esprimere al massimo un ruolo e farsi rispettare.

Un ruolo che ti è stato negato nella tua terra per mille ragioni, non ultima quella di una scarsa capacità di progettare e organizzare il territorio molisano pensando al domani.

Scarsa o nulla lungimiranza di una classe dirigente nel suo complesso - non solo politica - che non si rende conto di quanto grande è il Molise, più. anzi, molto più di quanto riesce a immaginare chi lo vuole federare o vuole continuare nell'opera intrapresa scssant'anni fa. la data in cui è iniziata, con la emigrazione in massa dei nostri braccianti e poveri contadini e contadini-pastori, piccoli artigiani, l'opera di spopolamento dei piccoli centri e, poi, è continuata con la concentrazione a Termoli, Campobasso, Isernia e Venafro. Una vera e propria maledizione che porta il Molise a perdere la sua identità di Città-Campagna e, così, a sparire anche sulla cartina geografica, proprio ora che può (deve) mostrare le sue enormi potenzialità che sono tutte nel suo essere piccolo e, nel contempo, grande.

Sono le persone, quelle che sentono la forza delle radici e il peso della memoria, i primi testimoni (genius loci) di un territorio ricco di ruralità, agricoltura, paesaggi, tradizioni. lo sono insieme con le opere ed ai frutti che riescono a produrre, quali il vino, l'olio, il tartudo, i latticini, l'artigianato, che ha bisogno di essere rilanciato con la cura e l'amore della ospitalità, per accogliere, come un tempo, il viandante moderno che arriva meno dalle Americhe e sempre più dalla Cina, Russia o India.

Sono i sogni quelli che animano la fantasia, le emozioni e rendono geniali e possibili da realizzare le opere che possono fare da fondamenta al futuro del Molise.

Sono le ali che fanno volare i sogni, soprattutto di quelli che sono lontani.

L'incontro, il dialogo - così com'è successo ieri sera - stimolano i sogni e mettono le ali e fanno capire che, almeno di questi tempi, nessun politico o rappresentante della classe dirigente che vive nel Molise chiederà di partecipare e, soprattutto, avrà il gusto di ascoltare.





pasqualedilena@gmail.com

23 dicembre 2012

A fontanòve


                                                              A FONTANÓVE

 

Dav'èvvève e tutt'u paèse

Tre canale d'accua fresche,

pe ogne canale na file

de conche, de tine e de varile.

 
Cu calle e cu fridde

iève sèmpe na s'toreie de femmene

che, chiacchieranne e letecanne,

èspettavene u turne pe égne

che nu penziere a case,

i fije, u marite, a ciuccia pregne.

 
I carabbeniere, u precueratòre,

cóme pure u carcere, u spedale

egnèvene èppène èrrevavene

chi femmene che sbettavene

pe l'abbuse d'autorità.

 
Mó l'accue è dent'i case,

e quis’tu fatte fa piacere,

a Fontanóve córre cóme èpprime,

però nesciune a pènze

è remas’te sòle.

 

Se  z'avesse fa a file cóme èllòre,

uoje l'avess'a fa pure l'autorità.

 

 

 Una poesia di tanti anni fa che ho inserito nel libro "U penziere" uscito nel 1988 per gli Editori del Grifo e che ho intenzione di ristampare per farlo uscire agli inizi del prossimo anno con la traduzione in inglese fatta da Luigi Bonaffini professore alla Columbia University di New York e la cura del professor Sebastiano Martelli dell'Univerdità di Salerno.
Le ragioni di questa ristampa sono molteplici: le continue richieste di copie, da tempo esaurite, che mi arrivano da più parti; la possibilità, con la traduzione in inglese, di raggiungere le nuove generazioni di molisani in Nord America; la salvaguardia e tutela del dialetto che è tanta parte di quella nostra identità che il mercato globale tenta di rubarci ogni giorno e, con essa, il valore della diversità che ci rende, questa sì, universali.

P.S.
Più che la luce di stamattina, a ispirare le foto è la tristezza di vedere questo monumento, e non solo, abbandonato, con qualche pezzo (foto 3) che comincia a mancare.  

 

 

 

 

 

 

 

 

21 dicembre 2012

AUGURI

 
 
 
 
 



a voi amiche e amici
il dono di questa alba vista da La Casa del Vento sul Monte.

Ha il respiro delle Diomedee e del mare Adriatico, il canto degli olivi "Gentili" e de"l'Olio di Flora".

20 dicembre 2012

Parla ai giovani il nuovo libro di Pasquale Di Lena


 di Andrea Cappelli
(VAL D'ORCIA - terra d'eccellenza, n°8)

La presentazione in anteprima all’Istituto Agrario e Geometri “San Pardo” di Larino, ha avuto il significato di una dedica di Pasquale Di Lena, l’autore del libro “Agricoltura e Territorio”, all’istituto che l’ha avuto tra i primi diplomati tanti anni fa. “Domani” e “futuro” le due parole ricorrenti che sono
diventate filo conduttore di quella nuova centralità, agricoltura e ambiente, a significare lo stretto rapporto tra sicurezza alimentare e sostenibilità dello sviluppo, essenziale anche, e soprattutto, per salvaguardare e tutelare il territorio che resta la nostra risorsa primaria, oltre che la nostra identità e l’origine della qualità delle nostre eccellenze alimentari.
 
L'agricoltura ha l'ormai sottovalutato e purtroppo scontato merito di produrre cibo e, come tale, è un settore vitale e primario, che ha bisogno di essere recuperato prima di tutto culturalmente per ridare spazio a sogni e progetti in grado di attirare l’attenzione dei giovani, per renderli protagonisti e, come tali, imprenditori capaci di trovare quelle condizioni di vita e di reddito che non è possibile trovare altrove, ma, anche, di ritrovare i valori persi per colpa di un sistema che ha come unico riferimento il profitto. E’ importate, in questa fase di grave crisi che attanaglia l’agricoltura, non arrendersi, ma credere nel futuro dell’agricoltura, così come scrive e argomenta Pasquale Di Lena con questo suo ultimo lavoro, che anticipa il documento risolutivo del “Forum sulla Sovranità Alimentare”, che si è tenuto lo scorso agosto a Krems in Austria. “Si tratta – ha affermato l'autore - di produrre cibo in sintonia con la natura, cioè di ottenere più cibo con minor uso di energia e risorse, eliminando ogni spreco indotto da una società consumistica. Basti pensare che si perdono ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti, pari a 1/3 della produzione mondiale di cibo per consumo umano, mentre oltre 1 miliardo di persone soffre la fame e muore ogni giorno per fame.
 
Un mondo che ha superato velocemente i 6 miliardi di persone e che si avvicina ai 9 miliardi previsti nel 2050, cioè domani. Si tratta anche di pensare l’agricoltura dentro quel contenitore fantastico e primario che è il territorio e nel suo significato più ampio di cibo, qualità, sicurezza alimentare, salvaguardia della biodiversità e delle risorse naturali, il No agli Ogm, la sostenibilità e i diritti d’uso delle risorse nelle mani di chi produce cibo; il Glocal al posto del Global, col consumo di cibi locali e stagionali, la riappropriazione delle pratiche e saperi in cucina”. L’autore ha concluso dicendo che “il mondo ha bisogno dell’agricoltura, cioè dell’attività che da oltre 10mila anni mette a disposizione dell’umanità il cibo, la principale fonte della sua alimentazione e, nel contempo, l’agricoltura ha bisogno di giovani appassionati e professionalmente capaci per rilanciare questo suo ruolo primario per la sicurezza alimentare nel momento in cui si afferma la sovranità alimentare. Sono, però, soprattutto i giovani che hanno bisogno dell’agricoltura per programmare il loro futuro”.

RISO CON LENTICCHIE E RUCOLA


Nell'acqua salata e bollente due piantine di rucola e alla ripresa del bollore il riso. Quando il riso sta per cuocere aggiungere le lenticchie già cotte con due spicchi d'aglio e un ciuffo di prezzemolo. Girare e prima di spegnere tocchi di formaggio fresco.
Lasciare un attimo nel piatto per non dover soffiare, aggiungere olio extravergine di oliva prima di gustarlo.

da BELINA & ZACC

I
 
 
L FIDANZATO
 
Bèlina – avete bisogno di me
 
Zacc –per quanto mi riguarda delle sue fidanzate


da ZACC e BELINA

 
 
RE SOLE

ZACC- Se Monti partecipa diventa un protagonista piccolo in compagnia di altri piccoli protagonisti

BELINA – basta mettere i tacchi alti

ZACC – quello che fa lo fa per salvare il paese dai comunisti

BELINA– dove sono?