30 marzo 2013

BUONA PASQUA

Buona Pasqua a tutti con questa bella riflessione del mio caro amico Nicola
 
BUONA PASQUA- Per i credenti cristiani è la festa delle resurrezione di Gesù e l'avvio della Buona Novella. Per gli Ebrei è il ricordo dell' esodo, la conquista della libertà ma anche della formazione di un popolo che costò 40 anni di peregrinazioni, privazioni e tentazioni sotto la guida di un grande leader che impose norme in nome di un Dio alleato ma severo. Noi viviamo come quel popolo, sbanda...ti in un deserto di idee, senza bussola, litigando, mordendoci; svegliati da un comico urlante, ci guardiamo intorno smarriti. Abbiamo dormito a lungo sognando che tutto andava bene e a dirci che eravamo i migliori. Noi che buttavamo via le nostre ricchezze, la nostra intelligenza, i tesori ereditati che non sappiamo curare e sfruttare. Noi che abbiamo sempre seguito pifferai che ci promettevano miracoli. La parte sana sopraffatta da quella marcia subendone in silenzio le prevaricazioni. E' il destino degli uomini, forse. Quel popolo che vagò alla ricerca di se stesso e della libertà ora nega l'indipendenza di un altro popolo. Quell' uomo che parlava di amore fu crocifisso. Pasqua è la celebrazione della rinascita. Credo che il miglior augurio che possiamo farci sia di rinascere anche noi, ognuno dentro di sé (e il messaggio di Gesù e il suo esempio di coerenza non valgono solo per i cristiani) ma soprattutto rinascere come popolo. Ritrovare una via giusta non è facile, è un cammino lento e faticoso ma è necessario cominciare. Ognuno di noi deve dare il contributo e i migliori dare l'esempio. Iniziando col chiederci che possiamo fare di nuovo e di buono, non solo per noi. Forse il primo passo è capire le ragioni degli altri puché esse nascano dalla buonafede e dalla buonvolontà. Anche Gesù cacciò i mercanti dal tempio. Il nostro tempio è la nostra terra che dovremmo amare, rispettare, il nostro Paese che abbiamo trascurato permettendo che si sporcasse di lordure invadenti come se esso non fosse la nsotrra casa.
Dovremmo meditare per essere costretti a sperare solo in un vecchio di 88 anni. La sua saggezza non può bastare. Noi dobbiamo rinsavire piuttosto che lamentarci e sperare nell'aiuto degli altri.
Perciò, buona Pasqua.

27 marzo 2013

IL GELO CHE BRUCIA DENTRO

 
 





Ho sperato di vedere anch'essi rinascere come i rimanenti 450 dei 600 olivi de La Casa del Vento.








 Il gelo di due anni fa li ha bruciati dentro e così ho deciso di non perdere altro tempo e sostituirli con altri olivi della varietà "Gentile di Larino" che, dopo aver a lungo cercato nel Molise e in Abruzzo, li ho trovati grandi di due anni dal vivaista Mignogna di Ripalimosani.





Sono certo che saranno più forti di quelli sostituiti e che diventeranno presto alberi pieni di ramoscelli colorati dalle olive per dare L'Olio di Flora che, sempre più, si sta facendo conoscere in Italia e nel mondo per le sue proprietà, i suoi caratteri forti e gentili e la sua capacità di esaltare i più disparati piatti con il suo fruttato medio, le delicate note dell'amaro e del piccante, i suoi profumi e sapori.




 

26 marzo 2013

ANGELA MORELLI, UNA DEI 50 “YOUNG GLOBAL LEADERS”, È MOLISANA



la piana dei mulini
 L’altro giorno a molti degli amici molisani, che quasi quotidianamente assalgo (chiedo scusa) con i miei messaggi, ho inoltrato, grazie a Luca Di Domenico un “manager di origine molisana”, un bel lavoro di Angela Morelli, una giovane ingegnera molisana che, dopo essersi laureato nel 2000 al Politecnico di Milano e dopo aver continuato conseguendo un master in Disegno Industriale, parte per Londra per un master ancor più selezionato in Comunication Design alla Central St. Martins per specializzarsi in Information Design. La sua bravura le permette di restare come insegnante in questo istituto che, come ho potuto capire, è importante.
la Cattedrale di Larino
Ora è in Norvegia per un progetto finanziato dall’Ue che la scopo di migliorare la comunicazione nel campo della sanità, sia per i medici sia per i pazienti, senza, però, tralasciare il suo impegno primario nella comunicazione di problematiche legate alla crisi idrica mondiale, che è poi il lavoro in inglese che ho avuto modo di leggere e trasmettere grazie al gruppo “manager molisani nel mondo”, creato da Luca Desiata un altro cervello che onora il Molise nel mondo .
Per chi ha avuto modo di sfogliare il documento si è reso conto che è la presentazione, attraverso diagrammi, illustrazioni, immagini e, anche, parole, dell’impatto del consumo d' acqua a livello globale.
Una questione che tocca direttamente lo stato dell’arte dell’acqua nel Molise che, come ben sanno le multinazionali e non tutti i molisani, è, con le sue dolci colline e le sue montagne, un grande serbatoio di tante piccole cisterne d’acqua, oggi a disposizione della Puglia e della Campania, domani  con la diga di Chiauci, anche dell’Abruzzo.
olivi di guardialfiera e lago del liscione
In pratica una fonte possente che dà da bere al centro sud, altrimenti assetato. Un bene prezioso che bisogna tenersi caro per non perderlo e disperderlo, ma renderlo fonte di collaborazione e reciprocità con le regioni interessate, oggetto di desiderio dei potenziali visitatori che, domani, sceglieranno le loro mete anche in base alla possibilità di trovare acqua e, soprattutto, acqua potabile. Per questo e altri aspetti continuo a dire quello che vado dicendo da qualche decennio e cioè che il Molise è da “recintare” per renderlo quello scrigno stupendo che è. Uno scrigno da che vale la pena custodire con l’amore che merita e con l’entusiasmo di chi sa di avere in mano un bene che merita rispetto.
In questo senso l’Information Design – come spiega Angela Morelli in una sua intervista a “21Minuti ” - è uno straordinario strumento che porta a cogliere l’obiettivo della difesa e utilizzo dell’acqua, nel momento in cui riesce a “tradurre informazioni in un modo accessibile a tutti, sapendo che la comprensione è una delle monete più pesanti oggi, proprio perché facilita l’azione” . In pratica, se ho capito bene, la comprensione è la possibilità per ognuno di capire meglio cosa deve fare e, nell’era della conoscenza, si può ben dire che essa è fondamentale al pari della progettualità  e della partecipazione a tutti i livelli.
Per chiudere questo omaggio a una molisana che onora la sua terra, diciamo, con grande orgoglio, che Angela Morelli, dopo aver ricevuto, nel 2009, il prestigioso premio “INDEX AIGA Aspen Design Challenge”, è, oggi, uno dei 50 componenti della “Young Global Leaders”, l’associazione (non segreta) che seleziona e mette insieme i giovani che pensano e lavorano per il futuro. Una particolarità eccelsa che rende ancora più interessante il suo curriculum.


il paesaggio visto prima di arrivare a Capracotta
pasqualedilena@gmail.com

25 marzo 2013

L’OLIO DI FLORA A PADOVA





Al centro di una bella manifestazione culturale, la mostra di pittura di Dora Faggioni, in piazza Severi nel quartiere di santa Rita di Padova, organizzata da Alberto Gaiofatto.

Ogni giorno arrivano buone notizie per L’Olio di Flora dopo il successo, insieme ad altri prestigiosi di Monteroduni in Provincia di Isernia e oli “gentili” di Larino e d’intorno, al Biol di Andria, il premio più prestigioso per l’olio biologico.

L’altro giorno a Padova, una degustazione di “Pane e Olio” in occasione di una manifestazione “L’abito dorato” , con la personale di pittura di Dora Faggioni organizzata da Alberto Gaiofatto nella  Galleria DP Arte, in piazza Severi nel quartiere Santa Rita

Quadri stupendi con i colori dell’oro come l’oro che richiama L’Olio di Flora una volta spoglio del color verde della clorofilla, che sempre prevale al momento della prima spremitura e per un breve periodo di tempo prima di colorarsi di giallo con riflessi verdognoli.

La degustazione, curata da Flora de La Casa del Vento di Larino, ha colto l’attenzione dei partecipanti alla bella iniziativa animata da un prestigiatore e da letture di poesie, con l’applauso soprattutto dei più giovani che, come pochi sanno, sentono e amano i profumi e i sapori dell’olio extravergine, in particolare i suoi elementi peculiari per bontà e benessere, cioè l’amaro e il piccante che molti adulti trattano come difetti e non come pregi assoluti.

Un rapporto diretto produttore -consumatori che è fondamentale per la conoscenza e la diffusione dell’olio extravergine di oliva, ancor più se mono varietale (Gentile di Larino) e biologico come L’Olio di Flora, sapendo che l’olio di qualità ha bisogno di essere gustato per essere riconosciuto, apprezzato e desiderato. 
Per quanto riguarda me e flora  non possiamo che ringraziare Alberto, la bravissima pittrice Dora Faggioni e gli amici di Padova, in particolare i bambini e i ragazzi che hanno goduto del più semplice, più naturale e più salutare boccone di bontà che – lo diciamo alle mamme - non ha bisogno di nessuna altra merendina

22 marzo 2013

MEDAGLIA D'ORO A CINQUE OLI BIOLOGICI DELLE CULTIVAR MOLISANE

 
Il Premio Biol, riservato agli oli biologici, è riconosciuto da tutti come il più prestigioso ha visto vincitore assoluto l’olio dop “Valli trapanesi” dell’azienda Titone di Trapani.

Nato a Andria nel 1966 questo rappresenta sempre più un punto di riferimento mondiale per tutto il settore dell’olio extravergine.
Dei 360 oli partecipanti, provenienti da 15 paesi del mondo, ben 113 gli oli che hanno ottenuto un punteggio superiore ai 71 punti e fra questi gli oli di cinque aziende molisane: una in provincia di Isernia, l’Azienda agricola Principe Pignatelli di Monteroduni con l’etichetta “Principe Pignatelli”;  quattro in provincia di Campobasso, l’azienda agricola Pietropaolo Antonietta di Casacalenda con “Masseria Casolani“; la cooperativa Biosapori sempre di Casacalenda con l’olio “Biosapori”; l’oleificio Bruno Mottillo di Larino, con l’etichetta “Bruno Mottillo e l’azienda olivicola La Casa del Vento anch’essa di Larino con l’etichetta “L’olio di Flora”.
C’è da dire che tutti gli oli delle quattro aziende della provincia di Campobasso sono non solo biologici ma della varietà principe del Molise la “Gentile di Larino”, una delle cultivar tutta molisana, che, ancora una volta, dimostra di competere senza timori reverenziali con gli oli del mondo per le sue spiccate peculiarità organolettiche. 
Oli insigniti di medaglia d’oro con l’azienda Pietropaolo vincitrice del premio territoriale, cioè quella che ha ottenuto il punteggio più alto tra le aziende molisane.
Un successo che premia i vincitori dell’edizione 2013 del Premio Biol che entrano così nella Guida ai migiori oli biologici al mondo 2013. Premia anche tutti i bravi olivicoltori e trasformatori di olio del Molise che si conferma una terra di olio di assoluta qualità, grazie anche ad altri importanti risultati, fra i quali voglio ricordare la Gran menzione  data all’olio di Giorgio Tamaro di Colletorto alla terza edizione del Campionato del mondo dell’olio extravergine di oliva che, per chi non lo sa, è riservato agli oli di un anno.
Una bella notizia dopo le tante che stanno arrivando dalla Spagna che vuole, con la compiacenza di importanti aziende, anche molisane, tecnici e  comunicatori di fama, colonizzare l’olivicoltura mondiale e, quella italiana in particolare, con le sue due o tre varietà e l’olivicoltura intensiva che non riguarda l’Italia e meno ancora il Molise.
Sarebbe la fine dell’olivicoltura molisana e delle aree interne del nostro Paese, e, con essa, dei più paesaggi e ambienti più belli e caratteristici con l’affermazione di un monopolio di mercato; la distruzione di un patrimonio unico qual è quello della biodiversità olivicola.
Una brutta fine della nostra olivicoltura che spetta a noi tutti e, in primo luogo, alle istituzioni e alle rappresentanze del mondo contadino evitare per affermare la bontà degli oli delle nostre varietà autoctone che, in molti casi, da millenni appartengono ai territori più belli del nostro paese.
pasqualedilena@gmail.com

 

18 marzo 2013


A TAVELE DE SÀN GESÈPPE

                                                                                   LA TAVOLA DI SAN GIUSEPPE

U juòrne de Sàn Gesèppe,                                                        Il giorno di San Giuseppe

i decennóve de màrze,                                                  il diciannove di marzo

me recòrde tré cóse:                                                                 mi ricorda tre cose :

ù prìme gelàte                                                              il primo gelato

i cavezùne cúrte                                                                       i pantaloni corti

a tàvelàte.                                                                               Una tavolata

 

Ù gelàte                                                                                   il gelato

nu cianciàniélle cueleràte                                                           un ghiacciolo colorato

cu sapòre du lemòne                                                                 con il sapore di limone

créme e ceccuelàte.                                                                  crema e cioccolato

                                                                                  

 

Ù gelàte                                                                                   il gelato

na sensàziòne de èss’èguàle                                                       la sensazione di essere uguale 

‘n cuill'u pèriéde de mesèreie,                                                    in quel periodo di miseria

de fàme.                                                                                  di fanme

 

A premavére èrrevàte.                                                  La primavera arrivata

 

U gelàte                                                                                   Il gelato

nu cuóppe de sespìre                                                                un cono di sospiri

na cheméte                                                                  un aquilone

na vòje de scappà                                                                     una voglia di scappare

une dùie,ciénte leccàte.                                                 una cento leccate

 

U gelàte                                                                                   Il gelato

che bbuóne che è u gelàte                                                         ,che bontà che era il gelato

na magnàta saprìte                                                                   una mangiata saporita

però n'eccòne jelàte.                                                                 però un po’ ghiacciata

 

I cavezùne cúrte,                                                                      I pantaloni corti

dòpe a vernàte, mes’travene                                                      dopo un inverno, mostravano

dùie còsse ghiànche e rósce                                                       due gambe bianche e rosse

pu frídde che facève èncòre                                                      per il freddo che continuava  

pùre se ce s’tève u sòle.                                                            anche se c’era iòl sole

 

Èppène mìsse                                                               Appena indossato

me breuegnàve                                                             me ne vergognavo

dòpe no, nge pensàve,                                                  poi non ci pensavo

ma chì ngià fàcève                                                                   ma quello che non ce la faceva (a metterli)

i pertàve a la zuàve:                                                                  li portava alla zuava

né luónghe né cúrte                                                                  né lunghi né corti

èppène sótte i denuócchie                                                         appena sotto le ginocchia

e pe nu pàlme e na màne                                                          e per un palmo e una mano

dùie càvezettùne de làne.                                                          due calzettoni di lana

 

I càvezùne cúrte deràvene                                                         I pantaloni corti si portavano

fìne a fièreie de òttóbre                                                 fino alla fiera di ottobre

cuélle de tùtte l'anemàle                                                            quella di tutti gli animali

cuànne pu frídde                                                                      quando con il freddo

ce velève a làne.                                                                       c’era bisogno della lana

 

A tàvele de Sàn Gesèppe                                                          La tavola di San giuseppe

na gròssa deveziòne                                                                  una grande devozione

che facève rapì i pòrte di càse                                                   che faceva aprire le porte delle case

e tùtt'a pepelàziòne.                                                                  a tutta la popolazione

Cuàse sèmpe na s’tànze                                                            Quasi sempre una stanza

che na cemmeniére                                                                   con un camino

peccenénne                                                                  piccolo

chi pegnàte èzzeccàte                                                    con le pignatte vicine    

cóm'e tànda feceliére.                                                               come tanti fucilieri

 

Fasciuóle,                                                                                Fagioli

cìce.cecèrchie e fàve,                                                               ceci, cicerchie e fave

u piàtte da pezzènte,                                                                 il piatto della pezzente

che e tùtte venève dàte                                                 che veniva offerto a tutti

ma èpprime                                                                  e prima ancora

e i pòvera ggènte.                                                                     alla persone più povere

 

Dénd'e nù spìguele a mós’tre                                                    In un angolo la mostra

de tùtt'a gràzie de Ddìie                                                            di ogni ben di Dio

èppàrecchiàte pe fàrle vedé                                                       apparecchiati da farli vedere

pùr'e miezz'a vìie.                                                                    anche dalla strada

 

Dapù na gròssa tàvelàte                                                            Poi una grande tavola apparecchiata

pe trìdece pertàte                                                                     per tredici portate

che Gesèppe, Marìie                                                                 con Giuseppe e Maria

e, èmmiézze, u Bambeniéllee,                                                   nel mezzo, il bambin gesù

e che l'Apos'tele                                                                       con gli apostoli

de na pàrte e n'àte.                                                                   da una parte e dall’altra

.

Pasquale di lena                                                con un augurio di buon onomastico a tutti i Giuseppe

24.8.97

 

17 marzo 2013

PADRE E FIGLIO CAMPIONI MOLISANI DI POTATURA

 


immagine
Alessandro iln primo piano con il fratello Pasquale e la cuginetta Nicole

La gara del migliore potatore che si è svolta questa mattina, in un clima di grande festa, a Montorio nei Frentani nell’azienda di un appassionato olivicoltore e frantoiano, Corrado Colecchia, ha eletto vincitore Antonio Di Lena di Larino con Alessandro , il secondo figlio di Antonio, buon secondo dopo i piazzamenti degli anni scorsi. Non c’era l'altro figlio Pasquale che gli altri anni ha ottenuto buoni piazzamenti che gli hanno permesso di partecipare alla Gara Nazionale con buoni risultati. Ancora un larinese sul podio, il terzzo scalino a Massimo Vizzarri, con Giovanni d’Ambra di Guglionesi al quarto posto e al quinto un altro giovanissimo, il boianese Stefano Pollutro, studente dell’Istituto San Pardo di Larino.
Una famiglia, i Di Lena, di appassionati olivicoltori e bravissimi potatori che onorano Larino non a caso Città dell’Olio e patria di ben tre cultivar di olivo, la nota “Gentile di Larino”, la “Salegna” e la “San Pardo”, che la pongono all’attenzione del mondo e al centro della biodiversità olivicola.
Tanti i giovani e i giovanissimi in gara tra i 67 partecipanti alla gara denominata “L’Arte del potare molisano” dall’Ufficio olivicolo di Larino, guidato con grande professionalità e passione da Maurizio Corbo. Tutti allievi dell’Istituto tecnico Agrario San Pardo di Larino accompagnati dagli insegnanti e dal Preside Paolo Santella che, avendo anche la responsabilità del liceo, corre da una gara di lingua a quella di potatura.
Un applauso meritato per la giuria che manda questi campioni molisani a vivere la XI edizione del campionato nazionale che quest’anno si terrà in Umbria, a Alviano in provincia di Terni, il 5 e il 6 di Aprile.
Non ci resta che dire a Antonio Di lena e agli altri quattro classificati, riprendendo l’augurio che la contrada dà ai fantini del Palio di Siena quando partono per la grande giostra, “Vai e torna vincitore”.
pasqualdilena@gmail.com
Il più bravo dei potatori molisani ANtonio Di Lena impegnato nella raccolta

16 marzo 2013

da ZACC e BELINA

 

Lupi affamati

Zacc - ora Formigoni pretende la mobilitazione dei vertici di Comunione e Liberazione

Bèlina - tempi da Lupi

15 marzo 2013

“l’Arte del Potare Molisano”,


 
AGENZIA REGIONALE PER LO SVILUPPO E L’INNOVAZIONE
 DELL’ AGRICOLTURA NEL MOLISE
 GIACOMO SEDATI
 Legge Regionale  23 novembre 2004, n. 27
 CAMPOBASSO

 
                                                                                                    

 

Montorio nei Frentani, 16 marzo 2013 dalle ore 9,00 – Potatori molisani chiamati a confrontarsi nel concorso regionale che decreterà il più abile esperto della potatura degli olivi allevati a vaso policonico.  

L’iniziativa, denominata “l’Arte del Potare Molisano”, è stata organizzata ARSIAM – ufficio olivicoltura di Larino che, armata di passione e di ferrea volontà, ha indetto una manifestazione (giunta alla nona edizione) che si concretizzerà in  una giornata di alto valore formativa-didattica e anche agonistica-naturalistica. 

L’evento si terrà presso l’azienda agricola Colecchia Corrado in agro di Montorio nei Frentani. A parteciparvi saranno gli operatori agricoli che hanno potuto dimostrare titoli, esperienza e l’infarinatura raccolta durante i corsi di potatura tenutosi a livello regionale (iscritti 67 partecipanti con un nutrito gruppo di studenti dell’Istituto Tecnico Agrario di Larino). 

Una manifestazione dimostrativa fino a un certo punto, con l’attribuzione della palma di miglior potatore molisano che rappresenterà, insieme ai primi 4 classificati, la regione Molise nel campionato italiano 2013, che si terrà in Umbria nei primi di Aprile. 

Il Responsabile dell’ufficio Olivicoltura

Dott. Maurizio Corbo

PANE, L'OLIO DI FLORA E FORMAGGIO ASIAGO

un pranzo completo: pane, olio (l'olio di flora) e un pezzo di Asiago morbido, fresco, non stagionato.



Uno sposalizio perfetto con i profumi che si legano gli uni agli altri e, poi, i sapori che si esaltano e restano sulla lingua e nella memoria.

Non sempre è vero il detto "moglie e buoi ...." ci sono distanze che quando si incontrano si riconoscono perchè si somigliano e, come tutti sanno, "chi si somiglia si piglia".

Certo che va bene anche un primo sale della Maria Mariani o un caciocavallo fresco di Franco Di Nucci di Agnone o della Fontenuova di Casacalenda, ma questo matrimonio è combinato dalla terra, quasi naturale. Buon appetito

Un Molise diVino e diTurismo


 

Si è appena conclusa con un applauso la lezione su “Enoturismo e turismo rurale. Dal buon vino al buon territorio”, che la prof.ssa Monica Meini,   professore associato di Geografia presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi del Molise, ha tenuto alla “Scuola del Gusto – Un Molise divino”, ideata, promossa e coordinata dal dott. Sebastiano Di Maria -  presso la sua sede  naturale dell’Istituto Tecnico Agrario San Pardo di Larino.

Una prima parte riservata al territorio con particolare attenzione al significato ed al valore della diversità e della tipicità, tanto più oggi con la globalizzazione che lavora per la omologazione e la uniformità.

Una seconda parte dedicata alla pianificazione strategica a livello nazionale e regionale per il turismo, necessaria per organizzazione l’offerta dei percorsi e delle opportunità da mettere a disposizione del turista per riguadagnare le posizioni che l’Italia ha perso in questi anni a vantaggio di altri paesi, ultima la Cina. Necessaria soprattutto per il Molise che non ha ancora un immagine riconoscibile in Italia per una serie di limiti oggettivi e, ancor più, soggettivi come quella di non credere fino in fondo in questa attività che, invece, può dare molto risposte concrete al domani del Molise.

Alla fine le attività di ricerca e di divulgazione che l’Università degli Studi del Molise sta portando avanti, e non senza positivi risultati , con la suo corso di Laurea in Scienze del Turismo, che ha la sede a Termoli .

Un ruolo importante quello dell’Università degli Studi del Molise, fondamentale per stimolare il tempo che, altrimenti, rimarrebbe fermo con le sue croste fatte di invidia e di attese e, ciò che è peggio, di perdite di tutte le opportunità che la pesante crisi mette in luce con la scelta della centralità del territorio e di tutti i suoi valori e le sue risorse le più adatte, per la loro attualità, a riprendere il cammino che porta al domani.

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