24 novembre 2013

IL FUTURO DEL MOLISE

Ieri, all’interessante incontro con l’ex Ministro Fabrizio Barca, promosso dall’associazione Libertà e Giustizia Molise e partecipato da altre associazioni, fra le quali Larino viva, da tempo impegnate a promuovere e discutere del futuro del nostro Molise, ho fatto, chiamato da Federico Pommier che coordinava il dibattito, un intervento a nome dell’Associazione che ho contribuito a fondare nel 2008.
Un intervento doveroso, per confermare la piena condivisione con la proposta di Libertà e Giustizia Molise, ben illustrata da Gianfranco De Blasio, di un accordo di  programma che può diventate un punto centrale di quel rilancio dell’Agricoltura molisana e della valorizzazione del suo territorio con i riconoscimenti di qualità dei suoi prodotti tipici.
Doveroso soprattutto per me, sollecitato com’ero dal tema “Democrazia e Sviluppo Territoriale”, parole si sinistra rafforzate ancor di più da quelle del sottotitolo “Il Molise verso l’Europa, tra partecipazione, cultura e sostenibilità” in un momento in cui c’è bisogno dell’Europa e della Sinistra per governare il mercato globale che si sta divorando il mondo. Un governo nelle mani della politica, e non della finanza, se si vuol dare un significato nuovo allo Sviluppo, che non può prescindere dal territorio quale rappresentazione del locale con le sue importanti risorse e i suoi fondamentali valori, fra le quali spicca l’agricoltura e la ruralità.
Per quanto mi riguarda  non c’è sinistra senza il gusto della partecipazione, che è la base e il motore della democrazia. Non c’è sinistra senza cultura e senza la forza dell’analisi della realtà. Non c’è sinistra senza l’affermazione della sostenibilità, in un momento in cui c’è da recuperare mezzo pianeta distrutto dalla voracità di un sistema, che ha fatto, con le sue scellerate conseguenze che la pensante crisi strutturale esprime, dello spreco delle risorse la sua primaria e unica ragione di sviluppo.
Non c’è sinistra se non si rimette al centro dell’economia l’agricoltura per farla tornare perno della sostenibilità e ragione di ripresa proprio là dove lo stato di marginalizzazione, creato dal sistema fallito, lo permette, prima di essere travolto, con la drammaticità che si può capire, da progetti e strutture che esprimono solo continuità e certezza di precipizio.
Sollecitato da un appunto iniziale dell’ex Ministro Barca, cioè il significato di “Pre-giudizio”, quale frutto dell’esperienza, ho provato a spiegare  come 50anni e più di esperienza e di vita vissuta per l’agricoltura e l’agroalimentare, e, soprattutto, per il territorio, in compagnia di maestri illustri all’interno di un mondo, quello contadino, mi hanno aiutato a leggere la realtà e a proiettarla nel futuro.
Il territorio, dicevo, nella espressione ampia di altre risorse e valori che mi hanno portato ad esprimere subito, senza se e senza ma, il mio “pre – giudizio” con un netto No all’”ideona” di Roberto Ruta di far calare nel Molise il progetto di una stalla di 12.000 manze. Una vera follia e un disastro annunciato per il Molise.
Dai primi di giugno, cioè da quando questa “ideona”, è stata annunciata in piazza a Larino dal senatore molisano, quel mio “pre-giudizio” iniziale è diventato il “pre-giudizio” di un numero sempre più numeroso di molisani. Un “No Stalla, Sì Bene Comune”, sempre più forte che, dopo l’incontro della sera prima a Termoli e il No della maggioranza del Consiglio comunale della Città del Brodetto, ha fatto subito dire a Ruta, quello del “Molise grande fattoria!”, che il progetto non si faceva più visto che i molisani non lo volevano.
Un fatto altamente positivo qualora questa affermazione ha la possibilità di affermarsi con la definitiva rinuncia della Granarolo a scendere nel Molise. Positiva sott’ogni aspetto: economico, politico, etico e, inoltre, con la conquista di quella maturità di cui abbiamo bisogno noi molisani per non apparire creduloni, ingenui, remissivi, buoni. Così come, del resto, lo siamo stati nel passato quando siamo stati espropriati dello sviluppo agroalimentare; siamo risultati, nostro malgrado, protagonisti degli intensi flussi migratori verso il nord dell’Italia e dell’Europa, le Americhe, l’Australia e stessa Africa; siamo stati messi ai margini, insieme con tutte le aree interne, dallo sviluppo industriale che sta mostrando tutte le sue macerie nei territori dove si è maggiormente mostrato e, anche nei nostri nuclei industriali.
Bisogna dire grazie alla Granarolo e al Sen. Ruta del raggiungimento, loro malgrado, di questo importante risultato.
Senza di loro non ci sarebbe stata quella reazione che ha portato a dire “No alla Stalla”ma, anche, “Sì a un Molise agricolo e turistico”, due settori che la conoscenza e l’innovazione devono legare insieme per poter rendere il Molise protagonista e esempio del sogno del futuro, quale speranza per le nuove generazioni. Un futuro che ha bisogno della sobrietà e della moderazione, di puntare sulle proprie risorse e i propri tesori, perché torni a rendere le nuove generazioni protagoniste.
L’occasione delle risorse a disposizione della prossima programmazione regionale sembra capitata a fagiolo e non bisogna perderla perché dalla sua impostazione dipende, non solo il futuro dell’agricoltura molisana, ma dell’intero Molise.
pasqualedilena@gmail.com

 

18 novembre 2013

“GIOVANI E VITICOLTURA”, CENTINAIA I GIOVANI PRESENTI ALL’INCONTRO DI SABATO A AGNONE


 
da sinistra: Franco Di Nucci, Rosita Levrieri e Mario Stasi
La marginalizzazione delle aree interne e montane opportunità per il futuro. Puntare sul ritorno della vitivinicoltura in queste aree vuol dire affiancare alle produzioni zootecniche e al turismo un testimone, il vino, che vive uno straordinario successo sui mercati del mondo ed è fonte di occupazione e di reddito e ben si accompagna con gli altri prodotti propri del territorio della Città delle Campane. L’emozione di una lettura, lo scritto del 1902, molto attuale, di un grande personaggio, Luigi Gamberale, in quel tempo sindaco di Agnone.

 Voglio subito dire “bravi” alle ragazze e ai ragazzi delle classi (IV e V) dell’Istituto Tecnico “Marinelli”, diretto dalla Dirigente Isiss, professoressa Tonina Camperchioli, che sabato hanno partecipato all’incontro promosso dal “Rotary club” di Agnone, presieduto dalla dinamica e brillante Rosita Levrieri, sposata Marinelli.
un angolo dell'aula magna
L’aula magna strapiena per tutto il tempo (tre ore e mezza) del convegno “Giovani e viticoltura”, coordinato con grande sobrietà da Franco Di Nucci, con me e il bravissimo Mario Stasi del Coredimo a parlare di vitivinicoltura e delle ricche possibilità che questo fondamentale comparto è in grado di offrire a un territorio che, alla fine dell’800, era ricco di vigne e di vino, nella quasi totalità bianco, oltre che di un’interessante biodiversità a segnare paesaggi straordinariamente belli.
Un comparto, la vitivinicoltura, di grande attualità, con i successi che il vino vive sui mercati del mondo, che può tornare a animare una realtà e diventare il testimone del territorio del Verrino che ha, con Agnone , anche Poggio Sannita a ricordare la diffusa viticoltura.  C’è un altro elemento che spinge a credere nella vitivinicoltura ed è quello della tropicalizzazione del clima che porta a far salire in alto la vite, in questo caso, anche quella che produce uva a bacca rossa, un tempo impossibile.
valentino Cirulli
Alle due relazioni hanno fatto seguito una serie di importanti testimonianze a partire da quella Valentino Cirulli, che ha vissuto ad Agnone l’esperienza del collegio e degli studi primari, prima di trasferirsi a Roma, diplomarsi e laurearsi in agraria e vivere, dopo, una carriera di ricercatore, l’esperienza dell’imprenditore, oggi quella di titolare di una grande azienda vitivinicola a Orvieto in Umbria.

Poi imprenditori agricoli dirigenti della “Coldiretti giovani”, che hanno mostrato passione per il loro lavoro e capacità per il loro impegno sindacale e, infine, Alfredo Palladino dell’azienda vitivinicola Terresacre di Montenero di Bisaccia che, anche se partita nel 2007, è già una realtà, per la qualità e l’immagine dei suoi vini, nota sui mercati. A chiudere questi interventi Giuseppe Cavaliere, sindaco di Castel del Giudice e attuale presidente del consorzio di tutela dei vini abruzzesi, che ha riportato l’esperienza davvero bella della coltivazione delle mele che ha trasformato profondamente il suo paese dando ad esso quel futuro che sembrava non avere più. Un esempio importante perché convincente, visto che Castel del Giudice è una realtà da studiare e, soprattutto, da visitare.
Invece d’iniziare, come vuole la prassi, voglio chiudere con i saluti  questo racconto di una mattinata ricca di emozione, davvero sintetico, a partire da quello della Dirigente dell’istituto, all’inizio citata, del governatore del Distretto Rotary 2090, Luigi Falasca, e, in particolare, da quello del Sindaco di Agnone, Michele Carosella, che ha riproposto una pagina stupenda dell’allora (1902) sindaco della Città , Luigi Gamberale.  
Una pagina straordinariamente attuale, che chi  rappresenta e governa la nostra Regione farebbe bene a leggere per poter capire il danno che stanno facendo con il sostegno di un progetto abnorme, la grande Stalla di 12.000 manze, che la Granarolo intende costruire nel Molise.
il sindaco di Castel del Giudice Giuseppe Cavaliere
Un danno incalcolabile, nel momento in cui la sola presenza di questa realtà industriale, così invasiva, va a provocare uno stravolgimento dei caratteri della nostra Regione e della sua principale attività, l’agricoltura, che, con i suoi prodotti di qualità, ha tutto per   “GIOVANI E VITICOLTURA”, CENTINAIA I GIOVANI PRESENTI ALL’INCONTRO DI SABATO A AGNONE promuovere il turismo e, con esso, tante altre attività, queste sì fonti di occupazione e di reddito. Sempre che, però, si abbia l’accortezza di evitare la diffusione di puzze e  inquinamento che non si conciliano con le emozioni che motivano il viaggiatore, il turista.
Una pagina quella del sindaco Gamberale, che parla (ripeto, anno 1902!) dei tempi duri che verranno con l’industrializzazione, ancora lontana, e dei suoi riflessi negativi sulla realtà di Agnone e dell’Alto Molise e lo fa sulla base di un’analisi attenta del territorio, dei cambiamenti in atto  e con la preoccupazione propria di un uomo di cultura, che ama la propria terra e impegna tutto se stesso per vedere come amministrarla nel migliore dei modi.
A pensare che, oggi, molti degli attuali amministratori che governano il Molise non sono in grado, non dico di prevedere come il sindaco Gamberale, ma neanche di leggere quello che è già successo e sta succedendo.
Alfredo Palladino di Terresacre
C’è una crisi pesante e pericolosa in atto, scoppiata nel 2008 (già anticipata nel 2004 dalla crisi dell’agricoltura, entrambe di natura strutturale), che ci tiene sospesi sull’orlo del baratro per colpa di un sistema giunto al capolinea, fallito, e i nostri governanti regionali che cosa ti propongono? Scelte, come una stalla superintensiva che mangia territorio e l’insieme delle sue risorse, che non fanno altro che perpetuare il sistema anche in una realtà tenuta ai margini, al pari dell’agricoltura e delle aree interne, qual è il Molise. Tutto questo proprio nel momento in cui lo stato di marginalizzazione, al pari di una centralità dell’agricoltura e della ruralità, esprime quelle potenzialità che il Molise ha, e che, se sviluppate possono rendere questa nostra regione un esempio di quel nuovo tipo di sviluppo - è tale se riporta al centro il territorio e la sua agricoltura - utile alle altre regioni, al Paese.  
 Ripartire dal territorio per vincere, e, i giovani che hanno mostrato grande capacità di ascolto, ne sono certo, hanno fatto proprio questo messaggio che i relatori e i testimoni di esperienze hanno lanciato con la forza della convinzione sapendo bene che è importante seminare per poter pensare al raccolto.
pasqualedilena@gmail.com

13 novembre 2013

GIOVANI E VITICOLTURA


Agnone (IS), Sabato 16 Novembre 2013
 
Aula Magna dell’ ITIS “Leonida 

Rotary Club Agnone
in collaborazione con  ISISS Giovanni Paolo I
 
 
Convegno
 
Giovani e Viticoltura:
 
STORIA, REALTA’ E PROSPETTIVE DI UN SETTORE IN CRESCITA
***
 
-Il presente vale come invito-
 
ORE 9,30:           PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO:
Rosita Levrieri  Presidente Rotary Club di Agnone-
ORE 9,40: SALUTO DI:
Michele Carosella - Sindaco di Agnone 
Tonina Camperchioli - Dirigente ISISS 
Luigi Falasca  Governatore Distretto Rotary 2090 -
ORE 10,00: APERTURA DEI LAVORI:
Moderatore Franco Di Nucci  Rotary Club di Agnone-
ORE 10,10: “VOCAZIONI VITIVINICOLE DEL NOSTRO TERRITORIO: BIODIVERSITÀ COLTURALI E FUTURO PER L
AREA ALTOMOLISANA ED I SUOI GIOVANI
Mario Stasi, Agronomo  Ricercatore del CO.RE.DI.MO
ORE 10,30: “CENTRALITÀ DEL VINO E DELLA VITE IN UN FUTURO STRATEGICO DELL AGRICOLTURA DELLE
AREE INTERNE
Pasquale Di Lena, Ex Direttore Generale dell’ Enoteca Italiana di Siena
ORE 10,50: "INNOVAZIONE E PROSPETTIVE DELLA NUOVA VITI-ENOLOGIA ITALIANA"
Cirulli Valentino, Enologo e Vignaiolo - Cirulli Aziende Agricole”
ORE 11,50: LE ESPERIENZE DI:
Vincenzo Gianfagna, Laureando in Agraria, Titolare “Azienda Agricola Gianfagna”
Tommaso Giagnacovo, Delegato Regionale Coldiretti Giovani Impresa, Titolare “CantinaGiagnacovo”
DIBATTITO E CONCLUSIONI
Il Presidente del Rotary Club di Agnone
Rosita Levrieri
CONFERENZA STAMPA: VENERDÌ, 15 NOVEMBRE ORE 10,30 PRESSO LA FONDERIA PONTIFICIA MARINELLI
 
Ideazione e coordinamento del Convegno a cura di: Franco Di Nucci, Piero Pescetelli, Antonino Di Rienzo, Rosita Levrieri