30 maggio 2014

ANTONIO SORBO, SINDACO DI VENAFRO, NUOVO COORDINATORE CITTAì DELL'OLIO DEL MOLISE


E' Antonio Sorbo, il sindaco di Venafro, il nuovo coordinatore Città dell'Olio del Molise, forti di ben 29 soci, e  va a sostituire l'assessore della Provincia di Campobasso Rita Colaci.

La sua nomina ieri, in occasione della tappa di Girolio nel Molise promossa dall'Associazione Nazionale delle Città dell'Olio, che ha visto la sua nascita il 17 dicembre del 1994 a Larino.

A metà giugno l'incontro a Larino per la definizione dell'organigramma dell'Associazione e i ruoli, il programma e i progetti utili a dare nuova forza e nuova immagine all'olio molisano, che il mondo dei consumatori, non solo italiano, comincia a conoscere ed apprezzare per i livelli alti di qualità.

Un fatto importante per il futuro della principale coltivazione arborea dell'agricoltura regionale, con le città dell'olio che svolgeranno quel ruolo di stimolo culturale e di immagine dell'olivo e dell'olio, nel rispetto dei ruoli delle organizzazioni sindacali, professionali e cooperative, delle associazioni dei produttori e sulla base di un dialogo e una collaborazione piena con le altre istituzioni, in particolare la Regione Molise.

Dopo la nomina del nuovo coordinatore, l'incontro per ricordare, con i protagonisti di allora, la nascita dell'associazione e, con il direttore Antonio Balenzano, i  risultati segnati dai tanti significativi successi ottenuti in questi venti anni.

Soprattutto, però, gli impegni che sono di fronte alle città dell'olio per la salvaguardia, tutela e valorizzazione dei territori olivicoli, in particolare l'ambiente e il paesaggio con la biodiversità; lo sviluppo del turismo dell'olio; l'impegno per la crescita della qualità a garanzia del consumatore e dell'immagine di un alimento sano per una risposta di reddito ai produttori, necessaria per un nuovo sviluppo dell'olivicoltura.

Oggi una nuova interessante giornata di una settimana che Venafro ha voluto dedicare non solo al suo olio ma agli oli molisani.

pasqualedilena@gmail.com

29 maggio 2014

"infondere la sua scienza" va anche bene, comunque bisogna prima trovarla


Non immaginavo di essere uno dei tre desideri di Vittorino Facciolla, il potente assessore del governo Di Laura Frattura e, così, quando li ho letti mi sono alquanto meravigliato di tanta attenzione.
Il primo dei suoi desideri è avere un altro tapiro dalla Gazzetta, dopo i  tanti avuti grazie al buon Vincenzo, mio vecchio amico; il terzo è rivolto a un rappresentante istituzionale che scambia Renzo con Renzi e, il secondo, “che pasquale di lena organizzi altro incontro/dibattito sulle granmanze  e sui parchi eolici così da consentirmi di infondere la sua scienza”, è quello rivolto a me.
E’ mio costume non rispondere a questi inviti per non dare spazio a chi, non avendo altro da pensare e da fare, vive di essi, ma questa volta faccio eccezione visto il garbo con cui l’ex sindaco, con il debole per i “parchi” eolici, m’invita a organizzare un altro incontro/dibattito sulle gran manze e i parchi eolici.
Mi dispiace deluderlo dicendogli che, personalmente, non ho mai organizzato, ma solo partecipato, a incontri, dibattiti, manifestazioni e ciò grazie alle iniziative del Comitato “No Stalla, Sì Molise Bene Comune” “San Martino Libera” ed a quelle, sempre più partecipate, del Comitato “No Eolico selvaggio, Sì Molise”. Lo stesso che, insieme con altri comitati, ha spinto lui e il vicepresidente della giunta regionale, Petraroia, a presentare una proposta di legge, però, solo per  vedere come non toccare la legge Berardo, che è poi quella che fa rischiare al territorio molisano di essere maltrattato e ridotto a poca cosa da altrettanti pali eolici, raccolti in “parchi”.  
So bene l‘impegno profuso dall’Assessore  e quanto si è prodigato per la calata nel Molise (a mio parere nel fertile territorio della sua San Martino in Pensilis) di una stalla industriale, grande quando 200 campi sportivi messi insieme. Una struttura – come ormai tutti sanno - destinata ad ospitare 12.000 manze prima di andare a partorire e produrre latte in Emilia Romagna e Lombardia.
E’ mio dovere ricordargli, visto che non lo sa, che la Granarolo, che tanto si era affidata alla sua capacità d’iniziativa, ha deciso di non farne più niente nel momento in cui  - si dice - si è resa conto della classe politica e dirigente con cui doveva collaborare.
Spero che la questione Granmanze sia chiusa definitivamente e, nel caso, di una sua riproposta ci penserà il Comitato, che non si è mai sciolto, a organizzare, insieme con tanti altri comitati e associazioni, per decidere le iniziative da prendere e come e dove organizzarle.
Resta la questione dei “parchi” eolici, nel momento in cui non ci sarà la moratoria della legge Berardo, e la possibilità per lui di “infondere” la mia scienza. Non conosco il significato di “infondere”, se non quello d aggiungere liquido ad altro liquido, ma va bene lo stesso se l’intento del collaboratore più fedele di Di Laura Frattura è quello di alimentare la scienza che io , purtroppo, so di non avere. Il problema per lui , come per me, è comunque trovarla!





 

28 maggio 2014

INFINITE GOCCE D'ORO

A Venafro, l'olio il grande protagonista per un'intera settimana
 
Giovedì 29 Maggio, nel pomeriggio alle ore 17
arrivo della tappa molisana di "Girolio" con l'Associazione Città dell'Olio che festeggia i suoi primi 20anni di vita.
Con il presidente nazionale, Enrico Lupi, il protagonista dei tanti significativi successi ottenuti dalle Città dell'Olio e del ruolo culturale svolto per la tutela e la valorizzazione del territorio olivicolo e della sua ricca biodiversità, ci sarà a fare gli onori di casa, il sindaco di Venafro, Antonio Sorbo, i protagonisti molisani della nascita dell'Associazione, i presidenti di allora delle due province e delle due Camere di Commercio e, insieme ai sindaci fondatori e soci, anch'io che ho avuto l'idea di questa associazione nata a Larino il 17 Dicembre del 1994.
 
Venerdì 30 Maggio
ben tre convegni a partire dal primo a Castello Pandone alle ore 10, il secondo alle ore 12 e il terzo alle ore16, più un seminario alle ore 18. 
Una giornata intensa anche di degustazioni, visite, incontri spettacoli che durano fino alla mezzanotte.
 
Sabato 31 Maggio
l'Incontro di studi "Infinite Gocce d'Oro",  promosso dalla Delegazione di Isernia dell'Accademia Italiana della Cucina.
Un incontro che vede la presenza della prestigiosa Accademia dei Georgofoli - sezione Sud-Est e il collegamento in video-conferenza con la delegazione dell'Accademia della cucina di Hong Kong.
 

                            

    Accademia Italiana della Cucina                                                                                                                              Accademia dei Georgofili

Delegazioni di Isernia e Hong Kong                                                                                                                                     Sezione Sud-Est

Infinite gocce d’oro

Incontro di studi

 

Sala castello Pandone

VENAFRO (IS) 30/31 maggio 2014

 

PROGRAMMA

 

Venerdì 30 maggio

Primo pomeriggio

Arrivo dei partecipanti all’Hotel Dora di Pozzilli (IS) S.S. 85 Venafrana km 24,600

 

Ore 17,00 Incontro al Parco degli Ulivi

                                                    Saluti Emilio Pesino - Presidente Parco Regionale degli Ulivi

                                                               Sebastiano Delfine - Università degli Studi del Molise

 Visita guidata da Manuela Martone: Duomo - Venafro romana - Museo di Santa Chiara

 

Ore 20,30 Cena in Hotel

 

 

Sabato 31maggio ore 10,00  Castello Pandone 

In collegamento in video-conferenza con la Delegazione A.I.C. di Hong Kong

 

Incontro di studi

Coordina

Ida Di Ianni Accademico A.I.C. Delegazione di Isernia

Saluti istituzionali

Antonio Sorbo - Sindaco di Venafro

Vittorino Facciolla – Assessore Agricoltura e Ambiente Regione Molise

Giovanna Maria Maj Delegato A.I.C. di Isernia

Savio Pesavento Delegato A.I.C. di Hong Kong

Vittorio Marzi Presidente sezione Sud-Est Accademia dei Georgofili

Nicola Mastronardi Direttore Biblioteca Comunale di Agnone

 

Conversazione

Da Hong Kong Susanna Bidoni, Cristina Carusillo, Cristiano Maestrini

Il piacere dell’incontro

Laura Dell’Erba

Proprietà benefiche e salutistiche dell’olio extravergine di oliva

Mario Stasi

Tipicità e specificità delle qualità Aurina di Venafro, Gentile di Larino, Paesana Bianca delle colline del  

Volturno

 Pasquale Di Lena

L'olio nella cultura e nella gastronomia regionale e mediterranea

 

Stefano Bassanese (da Hong Kong)

Renato Moresco (da Venafro)

Degustazione guidata e commento critico sugli olii molisani

 

Esposizione di due manuali antichi riferiti all’olio concessa da Biblioteca Comunale Baldassarre-Labanca

di Agnone

Memorie intorno ai 62 saggi diversi di olio - Giovanni Presta  Napoli (1788)  

Istruzioni sulla nuova manifattura dell’olio - Domenico Rinaldi Accademia dei Georgofili (1779)

 

 

Ore 13,30 pranzo Hotel Dora di Pozzilli

 

Durante il pranzo

 Renato Morisco Accademico dei Georgofili

condurrà alla degustazione guidata degli olii Aurina di Venafro, Gentile di Larino, Paesana bianca delle    colline del Volturno

chiarirà il ruolo e la cottura degli olii di alta qualità in rapporto al cibo in generale e la reciproca esaltazione nei piatti previsti dal menu.

 

Ore 17,00 Chiusura dei lavori

 

 

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L’incontro di studi si terrà in collaborazione con:

Comune di Venafro, Parco Regionale degli Ulivi, Università degli Studi del Molise, Assessorato Regionale all'Agricoltura e all’Ambiente, Associazione Città dell'Olio, Comune di Agnone - Biblioteca Comunale Baldassarre-Labanca..

 

e il patrocinio di:

Soprintendenza ai Beni Culturali del Molise, Provincia di Isernia, Comune di Isernia, Camera di Commercio di Isernia, Produttori molisani olio.

26 maggio 2014

il 27 maggio torna la transumanza dei Colantuono

da newsletter Qualeformaggio del 26 maggio 2014

Pronti via
   
Un'immagine della Transumanza dei Colantuono dello scorso annoTorna dal 27 al 30 maggio prossimi la vera transumanza, quella di sempre, fatta a piedi e non con i camion e lunga giorni e giorni e centinaia di chilometri. La transumanza che ha animato economicamente e culturalmente la regione per millenni, attraversando Molise, Campania e Puglia in un percorso che dalla fredda montagna va a cercare tepore ed erba buona sul Gargano con l'approssimarsi dell'autunno e poi, di ritorno, con l'arrivo dell'estate trova il fresco e i pascoli montani dell'entroterra isernino.
Come un tempo, solcando gli antichi tratturi, la mandria di circa trecento capi bovini di razza Podolica della famiglia Colantuono di Frosolone risale lenta dai pascoli pugliesi verso la fresca Montagnola molisana. Uno degli ultimi esempi di transumanza bovina di tipo orizzontale ancora attiva in Italia, e forse in Europa, fa rivivere la tradizione che riaccende la memoria. Essa è ancora oggi, come nel passato, espressione diretta di quella civiltà agro-pastorale che per secoli è stata la fonte del sapere e dell'economia dei territori rurali dell’Italia meridionale.
La transumanza dei Colantuono è un vero e proprio evento in grado di richiamare l’attenzione pubblica sull’esistenza di un patrimonio storico, archeologico, antropologico e naturalistico di valore inestimabile: quello dei tratturi, per l'appunto. Nel Meridione d’Italia questi antichi tracciati risultano presenti ed integri nella loro originaria bellezza e larghezza di 60 passi napoletani (111.60 m) ancora per lunghi tratti. Non un semplice museo all’aria aperta, ma una risorsa primaria che può dare impulso allo sviluppo economico, agricolo, ambientale e turistico di gran parte del nostro Sud. 
Rispetto alle edizioni passate, le regioni Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e Basilicata, nonché di altre regioni europee, hanno manifestato l'interesse di avviare un modello di nuovo sviluppo rurale in grado di dare alla Civiltà della Transumanza e ai tratturi l'importanza che meritano. L’ambizioso e originale progetto, portato avanti dal partenariato, è finalizzato al riconoscimento dei tratturi e della Civiltà della Transumanza come Patrimonio dell'Umanità da parte dell’Unesco.
Per chi avrà la fortuna di seguire questa transumanza, o di incrociarne il passaggio, ecco il programma:
Giovedì 27 maggio
16:00 Partenza della Transumanza
23:00 Arrivo a San Paolo Civitate (in provincia di Foggia), con sosta notturna presso la Vecchia Dogana e la Chiesetta della Madonna del Ponte sulle rive del fiume Fortore (tratturo Aquila-Foggia)
Venerdì 28 maggio
Sosta mattutina nel riposo sul tratturo Aquila-Foggia a San Paolo Civitate
16:00 Partenza per Santa Croce di Magliano (in provincia di Campobasso) attraversando il territorio del comune di Serracapriola (in provincia di Foggia)
21:00 Arrivo a Santa Croce di Magliano (in provincia di Campobasso) sistemazione e sosta notturna
Sabato 29 maggio
6:00 Partenza da Santa Croce di Magliano per la località “Femmina Morta” lungo il tratturo Celano-Foggia attraversando i territori dei comuni (tutti in provincia di Campobasso) di Bonefro, San Giuliano di Puglia, Sant'Elia a Pianisi, Ripabottoni, Monacilioni . Camminando sul braccio Centocelle-Cortile si prosegue per Campolieto, Matrice, Campobasso e Ripalimosani
Sosta notturna presso il Santuario della Madonna della neve in località “Quercigliole” a Ripalimosani
Domenica 30 maggio 
5:00 Partenza per Frosolone. Si attraversano i territori di Santo Stefano (in provincia di Campobasso) si scende lungo la costa, si guada il Biferno, si risale verso Costropignano (in provincia di Campobasso), che attraversiamo, e poi Torella del Sannio e Molise (in provincia di Campobasso) e Frosolone (in provincia di Isernia).
13:00 Arrivo della mandria in località Acquevive di Frosolone, pascoli della “Montagnola Molisana
24 maggio 2014

L'ONAF RICORDA LA DR.SSA ADINOLFI E PREMIA 50 NUOVI ASSAGGIATORI DI FORMAGGIO



L'ONAF, l'organizzazione nazionale assaggiatori di formaggio, ha voluto ricordare, chiamando noi e altri amici, la mitica dr.ssa Francesca Adinolfi che il mondo dell'agroalimentare italiano ha avuto modo di conoscere ed apprezzare per la sua straordinaria professionalità e passione per il mondo delle denominazioni di origine, nel vino come nei formaggi.

il dr.Camilla e il presidente dell'Onaf Adani
Un sistema, quello delle denominazioni di origine, che, con la garanzia della qualità certificata da un disciplinare di produzione e dai controlli, quella legata al territorio, cioè l'origine, ha rivoluzionato l'agricoltura e messo in luce le tante sue eccellenze che il mercato globale, ha imparato a conoscere ed apprezzare.

Un omaggio meritato, quello che l'Onaf ha consegnato, nel Parlamentino del Mipaaf, alla memoria della dr.ssa Adinolfi, un vero personaggio che, purtroppo, è venuto a mancare nello scorso febbraio .

Nell'occasione, la consegna dei diplomi ai 50 nuovi assaggiatori che hanno frequentato il corso con successo.

25 maggio 2014

LA GRANDE FESTA

Ho appena sentito il botto che avvia la sfilata dei quasi 130 carri infiorati, trainati da buoi, vacche e montoni, e non ho resistito alla tentazione di riprendere una mia poesia in dialetto del 1991. La dedico ai protagonisti, le donne e i giovani soprattutto, che mantengono viva, con la loro passione e la cura dei carri, l'anima di questa mia città. E, dopo  questo tentazione, vi saluto per andare a seguire la processione e sentire i profumi e i suoni dentro un ventaglio di colori che raccontano la primavera inoltrata.


 
A FÈ’STE DE SAN PÀRDE 

Cuànne

è u mèse de màgge,

e màgge

è u mèse chiù bbèlle,

nu paèse mìie

è fès’te.

 

A ddòre du hiéne

te éntre dénde

nsiéme e cuìlle de càgge.
 

A tèrra préne

ze prépare e partorì,

géraneie e ròse

ngòppe i bàllecúne

cà campàne

che sòne e s’devallúne.
 

A ggènte

è tùtte chiù cuentènte,

u sòle

ze chemènze e fà sentì,

u cìgne

cànde e ze reschiàre,

ze resèntene a bànde

e i prìme spàre.
 

Tènne chiù voje

de càndà i campàne.
 

Càvezùne cúrte,

càmìcia spendàte,

uàjù che ze prepàrene

a prìma chemeniòne

àvete, èppène sbòcciàte,

cu prìme penziére p’a mòre.

E ògnúne

i vé a uelìie du gelate.
 

Ze chemènze

cu Pàleie pe Sàn Premeiàne

pe fenì che Sàn Pàrde

fès’ta partìcòlàre.
 

I pàiesàne èrrìvene

da i pòs’te chiù lendàne:

Mèreche, Aues’tràlie,Tòrine

pe reégne cóm’e na vóte

Làrine.
 

Ciénte càrre chìine de hiùre,

de chepèrte, merlétte e trìne

pe tré juórne èsfìlene.


Càrre teràte

da vuóve e vàcche,

àvete, chiù peccerìlle,

da zùrre e mendúne

o teràt’e màne

da càcchedùne.
 

A mèrde di vàcche

sgrìzze cuànne càde,

u sègréte è ne camenà

cà còcce àvezàte

pe ne retrevàrse

chi scàrpe dénd’u cacàte.
 

De nòtte

è tùtte na fiaccolàte

chi ggènte

che ntónene a càrrère

pe dà fedùcie

e u cafòne che spére.
 

Spére

da i Sànte e da Ddìie

a bbòna velentà

de repagà a fatìje

che na bbòn’annàte:

tànd’a fàve,

cìce, gràne e biàde.
 

Ècche pecché

ze è recagnàte

e ne sènde

a pesantézze du càlle

mèntre ggìre

da càpammònne

e càpabbàlle.
 

Ngòppe ògne càrre

a uelìve da pàce,

èttuorn’e i còrne

na fàscia ghiànche,

i ggènte càmìnene,

(g)uàrdene

e nen zé ‘stànchene.
 

U tèrze juórne

nu càmpesànte,

ngòppe u chiàndafiéreie,

Sàn Pàrde èrrecchempàgne

e Sàn Premeiàne,

dapù tùtt’èttuórne e i càrre

pe na bbèlla magnàte

ca fès’te che devènte

nà scàmpagnàte.
 

Èccuescì fenìsce a fès’te

ch’i fèmmène fànne

cà fàntasìie

ricòpiànne màgge,

u hiòre e u càrde

pe fà a fès’te,

a fès’te de Sàn Pàrde.  

 

 

24 maggio 2014

VENAFRO TORNERA’ A VIVERE LA SUA ANTICA FAMA DÌ CITTA’ DELL’OLIO DI GRANDE QUALITA’


 

E’ stata la bella manifestazione di ieri sera, all’insegna dell’olio “Licinius “ prodotto dalla cooperativa Coloniaiuliavenafrana, a convincerci che sarà così e tutto avverrà in tempi non lontani, visto che il terreno è stato dissodato e preparato sin dalla partecipazione di Venafro alla fondazione delle Città dell’olio 20 anni fa a Larino, con l’allora sindaco Vincenzo Ottaviano convinto sostenitore.
 

Qualche anno dopo la realizzazione del Parco storico dell’olivo di Venafro, sotto la guida attenta di Emilio Pesino, che, secondo me, ha il merito di aver svegliato una realtà che si era dimenticato del suo testimone principe, l’olio, presa da altri pensieri per il suo sviluppo oggi in profonda crisi.
In primo luogo i produttori storici, i proprietari degli oliveti per lungo tempo abbandonati, che oggi sono protagonisti del volto nuovo della cooperativa che ieri sera ha presentato davanti a numeroso pubblico, il suo olio dai caratteri delicati per prendere alla gola il consumatore del Mercato.
Un progetto di marketing che ha curato nei minimi particolari i caratteri dell’olio, l’immagine e il pakaging per accelerare i tempi a far vivere l’antica fama al suo olio “Aurino”e che, con la presentazione di ieri sera, parte per presentarsi a un pubblico di consumatori che amano la bellezza e la bontà.
Ieri sera ha fatto da grande protagonista la cultura dell’olio, elemento non secondario per entrare sui mercati, convincere e rendere i consumatori, soprattutto quelli più esigenti, affezionati nel tempo e, come, tali, promotori di un olio così legato ai valori e alle risorse del suo territorio che sono anche la storia, le tradizioni, la ruralità, lo stile di vita che caratterizza la nostra appartenenza al Mediterraneo.
Altro elemento, non secondario, di questa mia convinzione è la ferma determinazione dell’amministrazione che governa la Città di Licinio che, sulla spinta del sindaco Antonio Sorbo, si appresta ad aprire una settimana (la prossima) all’insegna dell’Expo 2015 con l’olio grande protagonista insieme con le città dell’olio.
 In programma la tappa molisana di Girolio e i festeggiamenti per i 20 anni dell’Associazione, che non dimentica le sue origini molisane e che, a partire dal 1995, cioè subito dopo la sua costituzione, ha determinato quella svolta culturale che ha inciso sui cambiamenti registrati nel mondo dell’olio e che, proprio da Venafro, sono decisivi per una nuova svolta.
Il grande lavoro dei privati e della cooperativa in particolare trova nell’impegno e nell’entusiasmo del sindaco e della sua amministrazione un’altra ragione per dire che il percorso tracciato è quello giusto per conquistare traguardi fino ad oggi insperati.
Sono certo che l’olivicoltura molisana, con i suoi oli, troverà in questo nuovo modo di porsi di Venafro e cioè, anche con il coordinamento regionale delle città dell’olio, al centro di una nuova stagione di sviluppo della principale coltivazione arborea dell’agricoltura molisana.
Un esempio, in pratica, per tutte le altre città dell’olio molisane che ha tutto per aprire a una nuova gestione del territorio per una sua tutela e valorizzazione che serve al Molise per esprimere le grandi potenzialità nel campo del turismo o, meglio, dei turismi possibili.
Si pensi alla conquista dei mercati, essenziale per avere nuove prospettive di produzione e di reddito e, cos', rilanciare l'agricoltura; alla necessità e urgenza della programmazione e di una strategia di marketing, e, soprattutto, all’avvio di un  dialogo tra pubblico e privato, sindaco, produttori e cittadini consumatori.
Se tutto questo succederà, ed io ne sono convinto, bisogna dire “grazie Venafro” e, così, sentir dire, come secoli fa, “quod oleum comparem venafrano”?, cioè “quale olio vuoi paragonare a quello di Venafro”?
pasqualedilena@gmail.com

  

22 maggio 2014

LA TABELLA DEI CIBI E LE REGOLE DEL PIO LUOGO



Il “Pio luogo”, indicato nel documento che trova giusta rilevanza nell’interessante, bellissimo Museo Diocesano sito nell’Episcopio a fianco alla stupenda Cattedrale di Larino, è il Seminario di Larino, il primo della cristianità, e la “Tabella dei cibi”, firmata nel 1871 dal Vescovo Francesco Giampaolo, precisamente il 10 di Settembre, è quella riferita al pranzo e alla cena consumati dagli allievi e dai professori del pio luogo.
La cosa che sorprende è la carne che torna a pranzo e a cena per ben tre giorni della settimana (Domenica, Martedì e Giovedì), come pure il lunedì e il mercoledì, ma solo a pranzo.
La frutta non manca mai, sia il giorno sia la sera, ed il vino è sempre presente, però solo a pranzo.
Il pesce o, quando non c’è, il baccalà, è presente il venerdì e il sabato a pranzo e, al posto delle uova, anche alla cena dello stesso giorno.
I legumi sono indicati solo per i Venerdì della stagione invernale, mentre la minestra verde vale il mercoledì e il Venerdì con l’insalata che torna a cena la Domenica, il Martedì e il Giovedì.
C’è anche il riso, ma solo il Lunedì al posto della pastina, prevista anche il Venerdì in alternativa alla minestra verde, con la pasta condita a cena nelle sere del Lunedì, Mercoledì e Venerdì.
I maccheroni al ragù allietano il pranzo del Martedì, Giovedì e Domenica.
E per finire con la rappresentazione della Tabella dei Cibi posta in una bacheca del museo, la frittata, in alternativa al pesce durante il pranzo del sabato.
Non è malignità la nostra se diciamo che molti dei seminaristi, anche in considerazione dei tempi dove non mancava la miseria più nera, erano presi per la gola e convinti da un mangiare, sicuramente all’insegna della frugalità, a prendere i voti e continuare a vivere in piena beatitudine la loro vocazione.
Frugalità certamente, ma tanta tanta qualità e diversità che spiegano solo in parte la Dieta mediterranea, cioè il buon mangiare e, anche, il buon bere con la presenza costante di un bicchiere di vino a confermare il peso della ritualità nella liturgia che ha significato tanto dell’immagine e della continuità che il vino ha avuto sulla tavola del ricco come del povero, quale bevanda e alimento insieme.  
La tabella ci ha riportato alla nostra infanzia quando il piatto a tavola, con delle piccole variazioni, scandiva il giorno della settimana e la stagione. Una regola, direbbe il dott. Marco Tagliaferri, da tener presente perché è quella che, insieme al movimento (u ggire du paese), esprimeva bene la Mediterraneità, quale stile di vita prima ancora che una buona e corretta alimentazione.
Il passato che ci racconta il documento esposto nel Museo Diocesano, come si può capire, torna a dirci che è di grande attualità quando ci invita a correggere le nostre abitudini sbagliate, quelle da lungo tempo sostenute dal consumismo e dallo spreco che sono, poi, causa dei malesseri che l’uomo moderno vive e, con esso, il territorio.

pasqualedilena@gmail.com