31 agosto 2014


Nostalgie 

Le mie erano radici senza terra

in quella terra d’incanto che è la Toscana  

Nostalgie,

vuoti

surrogati di parole e di sapori. 
 

Così sono tornato

in questa mia terra antica

che non si vergogna dei suoi silenzi

e continua a dimenticare.
 

Non ha voce

solo sospiri che il tempo

nasconde nel ceppo dell’olivo.

Sentieri di verde sfumati da ombre

di mandrie e greggi

al suono della zampogna

di un’andata e di un ritorno

quando il cielo si incontra con il mare.
 

Passi lenti come echi

delle piccole valli

che non riescono a nascondere la luna 

Nelle notti di maestrale senti

il minuto mare urlare e non lontano

il Matese respirare il profumo del faggio

secolare.
 

Sei tu, ora, la sola

che manchi alla mia serenità  

 

Larino, 07.12.08

29 agosto 2014

Nei Fondamenti delle Città dell'olio le carte per il Rinascimento dell'extra vergine

Biodiversità, legame col territorio, ospitalità e memoria storica. La fida sta nel passaggio da un consumatore che non ha mai conosciuto l’extra vergine di oliva, o lo conosce solo per sentito dire, e un consumatore che dell’olio sa e vuole sapere tutto

L’altro giorno, con i nuovi vertici dell’Anco del Molise, Antonio Sorbo, sindaco di Venafro, e Assunta D’Ermes, vicesindaco di Larino, l’applauso, per questa ricorrenza, di Poggio Sannita, il piccolo centro della provincia di Isernia che ha dato subito la sua adesione, quando, all’inizio del 1994, ho parlato agli amministratori ed ai dirigenti molisani di questa mia idea. Soprattutto della voglia di far nascere, dopo aver avuto il pieno assenso dell’Enoteca Italiana di Siena (nel 1987 culla delle Città del Vino) e dell’allora presidente Riccardo Margheriti, a Larino e nel Molise, la mia terra, le Città dell’Olio da affiancare a quelle del Vino.
Sentivo lo stesso entusiasmo di quando avevo accolto e fatta mia l’idea di Elio Archimede di associare i territori del vino e di rendere i sindaci, ancor prima dei produttori, responsabili di una coltivazione, la vite, che, con il suo vino, era tanta parte di quel patrimonio storico-culturale, paesaggistico – ambientale e così ricco di tradizioni. Tanto da trasformare il vino in un testimone importante, e, nella gran parte dei casi, il più importante di questo o quel territorio che del vino era l’artefice primo della qualità.
L’olivo, con il suo olio, aveva le stesse ragioni della vite con il suo vino, anzi qualcuna in più, soprattutto quelle legate alla cucina e alla tavola, alla salute del consumatore nel momento in cui non aveva l’alcol da giustificare.
Ero, oltretutto, dopo i cinque anni che mi avevano visto dirigere l’Associazione delle Città del Vino, non solo convinto della validità dell’idea, ma, visto che coinvolgevo l’olivo e la mia terra, ancor più entusiasta.
L’Associazione, con Carlo Valentini nei primi anni e, poi, nelle mani sapienti di Enrico Lupi, grande presidente sempre attivo, è una realtà che ha dato molto alla cultura dell’olio e, con essa, all’immagine nuova che vive e che, ancor più nel futuro, vivrà per i caratteri che esso esprime. Caratteri – ci tengo a sottolinearlo - che sono in piena sintonia con le esigenze del consumatore, in particolare quello che vuole dalla tavola una risposta, certo, al piacere e al gusto, ma, anche, al benessere fisico che l’olio è in grado di dare.
Un consumatore, grazie anche alle mirate iniziative delle Città dell’Olio, sempre più preparato ed esigente, con l’olio, per secoli panacea contro ogni male, che ha tutto per recitare una nuova parte, quella della prevenzione, con le sue proprietà e peculiarità, in particolare la sua fama di potente antiossidante essenziale per godere la salute. Una fama da consolidare al pari del rito dell’olio a tavola e in cucina con il coinvolgimento soprattutto dei ristoratori, da rendere i primi e i più importanti comunicatori dell’olio extravergine di oliva, quello della qualità legata al territorio.
Oggi l’Anco, forte di oltre trecentocinquanta soci e della sua “Carta dei Fondamenti”, che ha saputo anticipare i tempi e, come tale, di grande attualità, ha uno straordinario ruolo da giocare in questa fase di “Rinascimento” dell’olio, cioè del passaggio da un consumatore che non ha mai conosciuto l’olio, quello extravergine di oliva, o lo conosce solo per sentito dire, e un consumatore che dell’olio sa e vuole sapere tutto per le ragioni che prima sottolineavo.
Oltretutto, a vent’anni è quasi d’obbligo un cambiamento, che, nel caso specifico delle Città dell’Olio, riguarda relativamente l’immagine, ma soprattutto la voglia di raggiungere nuovi traguardi e cogliere nuovi straordinari successi.
I valori riportati nella “Carta dei Fondamenti” dell’Associazione, espressi in dieci punti nel documento che ha dato vita alle Città dell’Olio e che, come poco prima scrivevo, sono tutti di grande attualità, ha saputo anticipare i tempi al punto da poter programmare, oggi, i prossimi vent’anni.
Penso, in primo luogo, al valore del territorio quale contenitore di un ricco patrimonio di biodiversità e origine della qualità dell’olio, espressione di ambiente e paesaggio, come pure di storia e di cultura o, anche, quelli strettamente legati alle tradizioni. Un valore espresso nei fondamenti: 1. La città dell’olio esprime l’origine dell’olio e come tale la qualità; 2. E’ il luogo dell’ospitalità con consolidate tradizioni legate alla memoria storica del proprio territorio; 3. Tutela e promuove l’ambiente e il paesaggio olivicolo o, anche, 4. Diffonde la storia e la cultura espresse dell’olivo e dall’olio.
Penso, anche, all’impegno a eleggere l’olio, e non solo l’olio, testimone di questo territorio, come nei fondamenti: 5. Attiva, con la collaborazione dei produttori locali, il riconoscimento della denominazione di origine per una valorizzazione dell’immagine dei caratteri dell’olio dop sui mercati del mondo e per garantire il consumatore, e fondamento 7. Elabora, insieme con le altre città a d. o. e le istituzioni aderenti, norme capaci di tutelare e valorizzare le aree ad alta vocazione olivicola e gli ambienti storici dell’olio.
Nel fondamento 6 c’è l’attenzione alla biodiversità olivicola italiana, ricca di oltre 500 varietà autoctone, quando dice “Incentiva lo studio, la ricerca e la sperimentazione per una valorizzazione delle varietà locali ed i caratteri degli oli”. Per poi chiudere con un’attenzione speciale alla comunicazione di un mondo particolare, qual è quello dell’olivo e dell’olio, il fondamento 8. Programma la diffusione dell’olivo e la produzione dell’olio in stretto rapporto alle dinamiche del mercato; 9. Promuove seminari, incontri, dibattiti sui risultati relativi alla ricerca ed alla sperimentazione in campo olivicolo, con particolare attenzione alla qualità ed al suo stretto rapporto con la buona salute; punto 10. Partecipa alle iniziative per una informazione ed educazione del consumatore ad una corretta alimentazione.
Un insieme di impegni portati avanti con successo dall’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio con le sue articolazioni regionali, grazie a chi ha avuto, Antonini, ed ha, Lupi, la primaria responsabilità ed a quanti, collaborando con loro, hanno permesso di arrivare a vivere e festeggiare il suo ventesimo compleanno, e, credere che c’è per l’olivo e per l’olio un futuro ancora tutto da scoprire. E ciò è possibile con la continuità di tutti quelli che ci credono e s’impegnano a realizzare questo sogno.
di Pasquale Di Lena
Teatro Naturale- pubblicato il 29 agosto 2014 in Strettamente Tecnico > L'arca olearia

25 agosto 2014

Le Città dell’Olio a Poggio Sannita, la patria dell’”Olivetta nera” che ha contribuito alla nascita di Anco, l’associazione nazionale.

C'ero anch'io con Antonio Sorbo, Sindaco di Venafro e coordinatore delle Città dell'Olio del Molise; il  dr.Felice Porrone,collaboratore tecnico del CRA di Roma; Assunta D'Ermes, vicesindaco di Larino e vice coordinatrice delle Città dell'Olio del Molise, a Poggio Sannita, che, grazie all'allora sindaco Pasquale Di Filippo, è città dell'olio sin dal momento della preparazione della sua nascita, il 17.12.1994 a Larino, ben venti anni fa.


il sindaco di Poggio, Emilio, Sorbo, D'Ermes - foto di domenico starinieri
Era la prima uscita del nuovo coordinamento delle Città dell’Olio del Molise. Un incontro che ha reso protagonista l’olivo con il suo olio ed ha colto l’attenzione dei presenti, davvero molti grazie all’entusiasmo e all’impegno del sindaco Maria Antonietta Bottaro e del consigliere Raffaele Policella della bella cittadina, fino ai primi decenni del secolo scorso chiamata “Caccavone”. Il piccolo centro confinante con la Città d’Arte e delle campane,  Agnone, e patria dell'"Olivetta nera", una delle diciotto varietà autoctone del Molise.
Un bell’incontro organizzato nella piazzetta del piccolo Comune, uno terrazzo stupendo sulla valle del Verrino e del Trigno, che guarda da vicino l’Abruzzo e fa scivolare lo sguardo sulle dolci colline del Basso Molise, lontano, fino al mare delle Tremiti e ai monti del Gargano. Un paesaggio incantevole che parte da un territorio ricco di olivi, ma, anche di storia, cultura, tradizioni legate alle sue due coltivazioni più diffuse, appunto l’olivo e la vite, fino a qualche anno fa spunto di una delle più antiche “festa dell’uva” del Molise.
Non poteva esserci occasione migliore di quella di un incontro in un piccolo comune, Poggio Sannita, protagonista della sua nascita; la presenza congiunta, con me presidente onorario, dei suoi due principali protagonisti, Antonio Sorbo e Assunta D’Ermes, sindaco di Venafro e vicesindaco di Larino, cioè di due città simbolo dell’olio molisano, per rilanciare il coordinamento delle Città dell’Olio del Molise.
con Sorbo - foto di Serena Di Nucci
 Venafro, con la sua fama di aver dato l’olio più famoso ai tempi dell’impero romano e di essere oggi sede di un parco regionale dedicato all’olivo, e, Larino, per essere la città (unica in Italia e, come tale, nel mondo) ad onorare il proprio nome con tre varietà autoctone “Salegna o Saligna”, “San Pardo” e, quella che rappresenta un terzo del patrimonio olivicolo molisano, la “Gentile di Larino”. La città capitale del popolo frentano e, dopo la nascita, nel 1994, di ANCO- Associazione Nazionale Città dell’Olio, abilmente guidata da Enrico Lupi, capitale di queste città dalla ricca identità olivicola.
Il coordinatore Sorbo, membro del Consiglio direttivo di Anco, ha illustrato il peso e l’importanza dell’Associazione a livello nazionale, europeo e dell’intera area del Mediterraneo con le sue iniziative di promozione e di valorizzazione dell’olio, in particolare quella di un riconoscimento del paesaggio olivicolo da parte dell’Unesco, quale patrimonio culturale dell’umanità. Un ruolo importante che ha bisogno del contributo delle Città dell’olio del Molise, un tempo rappresentative del coordinamento più forte all’interno dell’Associazione. “Una forza – ha sottolineato Sorbo – di cui ha bisogno il Molise, per l’importanza che riveste l’olivicoltura, la principale coltivazione arborea della nostra regione, e, ancor più, per la salvaguardia, tutela, promozione e valorizzazione dei territori olivetati, indispensabili per il rilancio dell’agricoltura e la programmazione dei “turismi” che il Molise è in grado di esprimere”. “Un’Associazione – ha terminato Sorbo – che guarda al domani con le idee e i progetti validi per una programmazione che, da subito, metteremo a disposizione della Regione, degli enti e delle istituzioni pubbliche e del mondo degli olivicoltori, produttori e frantoiani”.
E, fra questi progetti c’è anche quello presentato, subito dopo, da Assunta  D’Ermes per festeggiare il 17 dicembre, a Larino, i venti anni della nascita dell’Associazione. “Un concorso cinematografico – ha detto la dinamica vice coordinatrice – denominato “Olio in Corto”, che riguarda la produzione di un piccolo corto/spot che faccia vivere guardandolo emozioni, tradizioni e la cultura dell’extravergine. “Olio in Corto – ha poi sottolineato la D’Ermes - è l’insieme di eventi che verranno organizzati nel territorio di Larino per promuovere e divulgare la cultura dell’olivo e dell’olio di oliva di qualità, per  tutelare e promuovere l’ambiente ed il paesaggio olivicolo molisano; diffondere la storia dell’olivicoltura”.
Larino, il Monte
“Un progetto ideato e realizzato – ha concluso la vicesindaco di Larino - in collaborazione con MoliseCinema, e prevede la selezione di 8/10 piccole troupe che, durante i giorni della raccolta delle olive 2014 e della loro trasformazione, dovranno impegnarsi a realizzare un corto o uno spot (durata da definire: dai 3 ai 5 minuti) girati interamente nel territorio delle città dell’olio e nelle aziende produttrici di olio, fino ad arrivare nelle nostre tavole”.
Si è parlato delle malattie dell’olivo, in particolare dell’occhio di pavone e del cancro degli olivi che, se non curati, possono creare non pochi danni a questa coltivazione.
Un tema che mi ha dato lo spunto per parlare della Xilella phastidiosa che sta diventando la scusa per spiantare gli olivi secolari in Puglia e, così, mettere a disposizione della speculazione e degli insediamenti peggiori sotto l’aspetto ambientale, quantità di territorio fertile per il cibo, nel caso specifico, l’olio, importante per un’alimentazione sana e fonte di benessere.
Pensando alle straordinarie potenzialità che sta per esprimere il mercato mondiale dell’olio extravergine di oliva, ho sottolineato ancora una volta l’importanza della programmazione e, all’interno di essa, di un piano olivicolo sostenuto da un’attenta strategia di marketing. Solo se il prodotto è valorizzato, conosciuto e apprezzato dal consumatore per la sua qualità e le sue proprietà organolettiche, ha la possibilità di ripagare il produttore e, così, di dare ad esso il reddito di cui ha bisogno per affermare la sua imprenditorialità. In questo senso bisogna capovolgere la mentalità di destinare le risorse solo alle ristrutturazioni aziendali e lasciare le mani vuote quando si tratta di comunicare, sapendo che è il mercato che deve pagare gli investimenti in azienda, e, questo, anche per rendere libero il produttore -coltivatore dai condizionamenti esterni che lo rendono schiavo, pronto per lasciare se ci fossero, oggi, alternative.
Oggi, proprio quando il mondo- come dimostra la pesantezza di una crisi che va sempre più peggiorando- ha più bisogno di contadini; dell’agricoltura, soprattutto di qualità; dei valori che le campagne ancora conservano e sono in grado di dare, come quelli della solidarietà e della reciprocità, della pace e del rispetto.
Un mondo, quello agricolo, che ha, anche e sempre più, bisogno di unità, con i coltivatori sempre più associati per affrontare da protagonisti il mercato e dal mercato avere le risposte, soprattutto di reddito, che aspettano ormai da anni.

Oggi, dicevo, proprio quando il mondo- come dimostra la pesantezza di una crisi che va sempre più peggiorando- ha più bisogno di contadini; dell’agricoltura, soprattutto di qualità; dei valori che le campagne ancora conservano e sono in grado di dare, come quelli della solidarietà e della reciprocità, della pace e del rispetto.
 
pasqualedilena@gmail.com

 

 

  

19 agosto 2014

Ai Campionati europei di Atletica vince l’agroalimentare made in Italy

 
Casa Italia Atletica, struttura operativa della Fidal e vetrina itinerante delle eccellenze Dop e Igp, ha mostrato il suo ruolo strategico sia nel campo della promozione dell’atletica che dell’agroalimentare italiano

Una settimana, quella dei Campionati europei di Atletica, appena conclusasi a Zurigo, senza sosta per i protagonisti di Casa Italia Atletica. Un grande evento che ha visto l’Italia, con tre ori (Libania Grenot, Daniele Meucci e la squadra femminile della Maratona) e un argento (la bravissima Valeria Straneo, che ha confermato l’argento di Mosca dello scorso anno), piazzarsi al nono posto. Il segno di una ripresa dopo i magri risultati degli scorsi anni, che fa ben sperare nel futuro, a partire dal grande evento dei Campionati del mondo del prossimo anno a Pechino, in Cina.

Casa Italia Atletica, la struttura operativa della Fidal, o, come a me piace definirla, la vetrina itinerante delle eccellenze Dop e Igp, ha mostrato, ancora una volta, il suo ruolo strategico, sia nel campo della promozione dell’atletica, con il supporto alle necessità di alimentazione degli atleti, che dell’agroalimentare italiano, con la presentazione di un’immagine significativa della bontà e della bellezza dei territori del nostro Paese.



Ognuno di questi preziosi territori, raccolto nella propria Regione di appartenenza, è parte del racconto “I testimoni del gusto italiano”, il libro pubblicato da Arti grafiche la regione di Ripalimosani in Molise, che ho avuto l’onore e il piacere di scrivere per conto di Casa Italia Atletica, con la collaborazione di Stefano Vincelli che ha curato la parte grafica. Tanti territori, tutti “testimoni” di quel valore principe, la qualità, essenziale per una sana e corretta alimentazione, quella di cui hanno bisogno i nostri campioni, non solo dell’atletica ma, anche, di tutte le altre discipline sportive.

Un libro, “I testimoni de gusto italiano”, che, dopo la presentazione ufficiale, nella serata del 14 agosto, da parte del responsabile di Casa Italia Atletica, Avv. Mario Ialenti, ha trovato la via di una rapida diffusione con la donazione (ben 500 copie) a quanti hanno frequentato la “Casa” nei giorni delle gare dei Campionati di atletica.

Non solo la presentazione del libro, ma anche quella dei prodotti messi a disposizione dai partner come la Cia-Confederazione italiana agricoltori, dai vari sponsor come le Regioni dell’Adriatico e dell’Ionio, o, con la Campania, del Tirreno o, anche, l’Umbria, la regione che - la sola lungo l’Appennino - il mare non ce l’ha.

Una vetrina aperta dalle 8 del mattino fino alle 24 in una sede prestigiosa, qual è la Congregazione Saffram, che ha messo a disposizione, oltre ai bellissimi ambienti, ricchi di storia, anche personale di sala qualificato, coordinato con grande garbo e professionalità, da Daniele, un maitre di origine beneventane.

Una vetrina, come dicevo, itinerante, che, sin dalla sua prima uscita, è nelle mani attente del suo promotore, Mario Ialenti, l’anima di Casa Italia Atletica che, anche a Zurigo, ha saputo costruire un nuovo, significativo successo per l’immagine dell’Atletica italiana e il nostro Paese che, grazie ai suoi profumi ed ai suoi sapori, piace al mondo intero.

Tutto questo grazie alla squadra permanente di Fidal servizi, la struttura operativa della Federazione di Atletica che ha in Luigi D’Onofrio l’amministratore delegato. Una squadra affidata a un abile e capacissimo organizzatore di eventi, Alberto Villa, che a Zurigo si è avvalso dell’aiuto prezioso di due donne instancabili, oltre che capaci, Francesca Silvaggi e Simona Pianizzola, ma che conta altre belle professionalità in sede, come Valentina Cipolletta, Roberta Montagnani, Davide Dionisi e Simona Mancini, che hanno dato il loro valido contributo nel corso della preparazione dell’evento.

Questa volta non c’erano altri due importanti protagonisti della squadra, Giovanni Esposito, maestro di comunicazione degli eventi passati, e, a supporto dell’organizzazione, Stefano Vincelli. C’erano, però, e non potevano mancare all’appuntamento di Zurigo, il cuoco dell’umiltà e della modestia, Massimo, un ex maestro di cucina della scuola di Montesilvano in Abruzzo, e quello della dolcezza, il grande pasticciere di Reggio Calabria, Paolo Caridi, entrambi espressione di un’altra grande forza di Casa Italia Atletica. Da ricordare il contributo fondamentale di due rappresentanti di enti e istituzioni pubbliche italiane presenti a Zurigo, Bruno Indelicato della Camera di commercio e Fabrizio Macri, segretario del Consolato italiano.

Dal 2008 - Campionati del mondo di Osaka in Giappone - faccio parte anch’io della squadra di Casa Italia Atletica e ci sono dentro con l’orgoglio di appartenere a una squadra che ha dato tanto all’immagine della nostra Atletica e del nostro Paese e che, ancor più può dare, a partire da Pechino, se riesce a coinvolgere l’agroalimentare italiano attraverso i suoi consorzi, le sue associazioni, le sue imprese leader nel campo della produzione e della trasformazione. E, con loro , le istituzioni, dal Mipaaf alle Regioni e le Camere di Commercio, utilizzando le risorse a disposizione che (la storia racconta) vengono spese solo in parte.

E, grazie a Imart con il progetto di grande successo Ospitalità italiana, anche i ristoranti italiani della capitale della Cina per continuare l’esperienza “gemellaggi” che, a Zurigo, ha dato positivi riscontri. Questo nostro Paese delle eccellenze agroalimentari, soprattutto Dop e Igp, che danno ad esso primati, ha bisogno di strutture permanenti come le enoteche, a partire dalla prima e dalla più rinomata, L’Enoteca italiana di Siena, ma, anche di strutture temporanee, itineranti come Casa Italia Atletica, da adattare ai grandi eventi. E questo per arricchire e fare della strategia di marketing un punto centrale della programmazione e del rilancio di un settore primario qual è stato, è, e, ancor più sarà, l’agricoltura.

18 agosto 2014

TERRA E FUTURO - L'agricoltura contadina ci salverà


La terra dell’oro, il Friuli Venzia Giulia a Casa Italia Atletica

 Logo Friuliwww bianco 25017/08/ - Zurigo - A rendere ancor più bella e saporita la vittoria del bravissimo Daniele Meucci, fresca medaglia d’oro nella Maratona che ha chiuso i Campionati europei di Atletica di Zurigo, il Friuli Venezia Giulia con le sue Dop “Montasio, nelle tipologie fresco,
mezzo stagionato e stagionato; le sue eccellenze a base di carne; l’olio extravergine di oliva “Tergeste e due vini Dop o Doc “Colli orientali del Friuli”, il Friulano bianco e il rosso Refosco e i vini della Cantina La Delizia.
Sapori e profumi di “Una terra fortunata – come scrive Pasquale Di Lena nel suo libro I testimoni del gusto italiano presentato a Casa Italia Atletica – quella dell’oro per il colore prevalente delle uve bianche su quelle a bacca nera, con tanti prestigiosi vini Doc e Docg, una parte importante della grande immagine del Friuli-Venezia Giulia. Luogo di incontro di mondi diversi, come quello latino, germanico e slavo e, insieme, di scambi commerciali e culturali, raccoglie nella sua cucina di terra e di mare i valori e le risorse di una terra generosa di profumi e di sapori, che si trasformano in fili minuti, pronti a legare in modo perfetto le diverse culture. Un territorio sicuramente fertile di ricche tradizioni”.
Con il Friuli Venezia Giulia – ha detto Mario Ialenti - si chiude la bella avventura di Casa Italia Atletica a Zurigo, la struttura operativa della Fidal che ha mostrato il suo grande ruolo di essere punto di riferimento dei nostri atleti e vetrina esclusiva dei territorio più belli e più ricchi di eccellenze enogastronomiche Dop e Igp. Un grazie va – ha concluso Ialenti – a tutti i collaboratori che, in Italia e in questi giorni a Zurigo, hanno reso possibile lo svolgimento e lo sviluppo delle iniziative promosse da Casa italia Atletica. Iniziative che hanno dato un loro piccolo ma importante contributo al successo della squadra e alla conquista di medaglie importanti da parte dei nostri bravi atleti

16 agosto 2014

A casa Italia Atletica il ricordo di Giuseppe Politi, l’ex presidente Cia


16/08/- Zurigo - Nel corso della presentazione del vino Asilon prodotto dall’Istituto Tecnico Agrario di Todi, il più longevo con i suoi 150 anni di vita, per un’iniziativa di grande importanza nel campo della solidarietà,
dell’ l’accoglienza dei rifugiati e di quanti chiedono asilo politico, Mario Ialenti, responsabile di Casa Italia, e Pasquale Di Lena, consulente della struttura per la Fidal, hanno ricordato l’ex Presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, scomparso di recente.
Il presidente – ha detto Mario Ialenti - che ha accolto con entusiasmo il progetto “La Maratona del Gusto e delle Bellezze d’Italia”,  che ha dato a Casa Italia Atletica un valore aggiunto con la promozione delle eccellenze dell’agroalimentare. La Cia è oggi un importante partner di Casa Italia Atletica – ha concluso Ialenti  - protagonista ai Campionati europei di Atletica che si chiudono domani a Zurigo”.
Pasquale Di Lena, uno che ha partecipato alla fondazione della Cic, la Confederazione Italiana Coltivatori, poi chiamata Cia ha rimarcato l’adesione entusiasta di Politi al progetto della Fidal, l’importanza  e il ruolo di Casa Italia Atletica nel campo della strategia di marketing, in particolare delle eccellenze Dop e Igp.
 
cia “Una strategia - ha detto Di Lena - fondamentale per il successo delle imprese coltivatrici e per l’agricoltura, che ha trovato da subito d’accordo Politi, che ho sempre considerato non solo mio presidente ma anche un caro amico. “Politi, più di altri, ha lottato per l’unità del mondo agricolo, sapendo bene che essa è fondamentale per riportare l’agricoltura al centro di quel nuovo tipo di sviluppo, che non può che essere sostenibile e dare ai produttori la forza di continuare con la professionalità e la capacità nel coltivare primati”.

Con la medaglia d'oro Libania Grenot

 


 



 
 




Zurigo, ieri sera a a Casa Italia Atletica poco dopo la sua straordinaria vittoria nei 400 metri.
Con me, il responsabile della struttura operativa della Fidal Mario Ialenti e la sua signora Isa.
La campionessa europea mostra il libro da me,"I Testimoni del Gusto italiano", pubblicato dalla Fidal e consegnato agli atleti ed agli ospiti di Casa Italia Atletica

Festeggiato a Casa italia Atletica il riconoscimento Igp “Torrone di Bagnara”

  
caridi 25015/08/ - Zurigo - Casa Italia Atletica ha festeggiato con un applauso il nuovo riconoscimento di un’indicazione geografica che rafforza ulteriormente il primato dell’Italia in Europa in quanto a numero di eccellenze Dop e Igp.
È di ieri infatti la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale Unione europea del riconoscimento della Igp “Torrone di Bagnara”.
Con questo annuncio ufficiale salgono a 605 le Igp in Europa che, sommate alle 581 Dop e 46 Stg, portano a 1233 il totale dei riconoscimenti delle indicazioni geografiche. Il quadro italiano è così aggiornato: 160 Dop, 103 Igp e 2 Stg per un totale di 265 riconoscimenti.
E’ stato Pasquale Di Lena a dare la notizia ieri sera nel corso della presentazione del suo libro, “I testimoni del Gusto italiano” ed il primo ad applaudire con grande entusiasmo il re della dolcezza, un calabrese Doc, Paolo Caridi che da sempre accompagna Casa Italia Atletica con la dolcezza della sua arte di pasticciere.
Ed è proprio Paolo Caridi, uno dei tre esperti di torrone in Italia, a presentarci questa nuova Igp che fa salire di uno scalino i riconoscimenti Igp (da 4 a 5)e il totale degli stessi(da 15 a 16) in Calabria.
“Questo torrone particolare è il frutto di un antica tradizione – inizia Paolo – che riguarda specificatamente il Comune di Bagnara e che dà all’intera regione Calabria l’immagine di una terra che è capace di esprimere sapori forti ma anche dolcezze incomparabili. E’ un torrone che si ottiene dalla lavorazione e cottura di una serie di componenti come il miele, le mandorle non pelate tostate, lo zucchero e, in più, cannella e chiodi di garofano in polvere, con la copertura di zucchero in grani nella versione “Martiniana”  o in quella “Torrefatto glassato”zucchero al cacao amaro”.

caridi 640
“Oltre a questa delizia – continua il maestro pasticciere Paolo Caridi - sono altri i torroni (quello dell’
“Aspromonte” o quello a “poglia” (fa riferimento a un formato grande) di Reggio Calabria che meritano, e lo possono avere quanto prima,  il prestigioso riconoscimento dop o Igp europeo”.
“Un’occasione per continuare – ha concluso paolo Caridi – a far vivere alle iniziative di Casa Italia Atletica sempre nuove stupende dolci avventure”.

Un personaggio di Casa Italia Atletica


massimo 250Massimo, un maestro di cucina alla scuola di Montesilavano in Provincia di Pescara, accompagna Casa Italia Atletica sin dalla sua prima uscita a Edmonton 2001.
Per lungo tempo in compagnia di Antonio suo collega alla scuola ed ora in compagnia di Paolo Caridi, noto e applaudito pasticciere, che si occupa della preparazione dei dolci e delle paste.
Massimo conosce molto bene la cucina che, insieme a tante altre buone abitudini è alla base di quel riconoscimento prestigioso, nel novembre del 2010, che l’Unesco ha assegnato alla Dieta Mediterranea, quale bene immateriale dell’Umanità.
Un stile di vita che premia la sobrietà, la moderazione che insieme alla cucina esprime nel modo migliore e più semplice possibile quello che il territorio riesce a mettere a disposizione con le sue pratiche agricole, zootecniche e forestali insieme con la fantasia dei produttori/trasformatori e le mani sapienti delle donne. Basti pensare ai cereali, all’orto, al mare, all’olivo e i suoi oli, alla vite e suoi vini come alle stagioni ed ai giorni che un tempo ispiravano i piatti da portare a tavola.
Massimo di questa dieta è uno straordinario interprete che riesce ad esaltare la semplicità nel piatto con un duplice risultato sicuro: appagare il gusto e rendere il mangiare  una fonte di salute e di benessere. Elemento quest’ultimo fondamentale per chi fa sport, atletica soprattutto.
Generazioni di atleti e di dirigenti hanno avuto modo di assaggiare la cucina di Massimo e di apprezzare la sua paterna disponibilità espressa con tanta umiltà.
Anche in questi giorni dei Campionati europei di atletica di Zurigo, Massimo ha saputo ripetersi come nelle altre occasioni passate e raccogliere l’applauso meritato da quanti hanno frequentato Casa Italia Atletica che vede ancora responsabile Mario Ialenti, colui che ha scoperto Massimo e l’ha coinvolto nelle avventure della struttura operativa delle Fidal, che ha saputo trasformarsi in una bella vetrina itinerante dell’Atletica e l’agroalimentare italiani.

CON ANDREA LALLI ANCHE IL MOLISE ALLA MARATONA DI ZURIGO

Andrea Lalli
Domani,  a chiusura dei Campionati europei di Atletica Andrea Lalli, il mezzofondista maratoneta delle Fiamme gialle di Campochiaro, il primo atleta a vincere il titolo europeo nelle tre categorie di corsa campestre, che ha una serie di importanti successi da raccontare come il titolo juniores, nel 2006, ai Campionati europei di corsa campestre a San Giorgio di Legnano (sede del Campaccio), che ha bissato nel 2008 a Bruxelles nella categoria under 23; nel 2009, a Leira in Portogallo, Campione europeo di atletica leggera per nazioni con il tempo di 14'27"60, poi finalista ai Campionati europei di Barcellona in Spagna; 2°, nel 2012, alla Stramilano con il primato personale (1h01'11"), nella mezza maratona; 1°, nel 2012, al Campionato europeo di cross a Budapest.
leggera di Zurigo, il grande giorno per
il Molise a Casa Italia Atletica

Lo scorso anno 3° alla sua prima Maratona, quella di Venezia e qualche settimana, a Isernia, Campione italiano dei diecimila su strada. Un palmarès di tutto rispetto che onora l’Italia e il nostro Molise.

con me all'aeroporto di Zurigo
Ieri sera era a cena, , a Casa Italia Atletica con tutta la squadra dei maratoneti e Luciano Gigliotti, l’allenatore anche di Stefano Baldini, il grande maratoneta plurivincitore, olimpionico a Atene, che ho incontrato a Göteborg e conosciuto come bravo intenditore e consumatore di olio extravergine di oliva e visto vincere la maratona ai campionati europei del 2006 che si sono svolti nella bella città svedese.

Ho  salutato e abbracciato Andrea e scambiato due parole che mi hanno fatto sentire che è sereno e convinto di poter fare bene. In bocca al lupo Andrea e forza Molise.

15 agosto 2014

Presentazione ufficiale del libro di Casa Italia Atletica “I testimoni del gusto italiano”

copertina i testimoni x zurigo 250Ieri sera, a Zurigo, la presentazione ufficiale del libro di Casa Italia Atletica “I testimoni del gusto italiano”, firmato da Pasquale Di Lena, che racconta il percorso della qualità, l’elemento centrale di un prodotto, soprattutto se agroalimentare, che è strettamente legata al territorio di origine.
A presentare l’autore il Presidente di Casa Italia Atletica, Mario Ialenti,  che, dopo aver ringraziato  Presidente della Fidal, Alfio Giomi, e tutti i partner e sponsor che hanno permesso l’uscita della pubblicazione, ha sottolineato "l’impegno di Casa Italia Atletica nel campo della promozione e della valorizzazione delle bellezze e delle bontà dei nostri territori in occasione dei grandi eventi internazionali di atletica. Una disciplina sportiva –ha continuato - che, come tutte le altre, ha nell’alimentazione un punto di riferimento fondamentale, se è vero, com’è vero, che essa rappresenta la metà dell’allenamento di un atleta. Casa Italia Atletica – ha concluso Ialenti prima di dare la parola a Di Lena – è nata per assistere i nostri atleti e, nel tempo, esaltando ancor di più questa missione. si è trasformata in una vetrina itinerante che si apre per presentare i primati che esprime il nostro Paese con la qualità del suo cibo e la bellezza dei suoi territori”.
Pasquale Di Lena ha aperto il suo intervento sottolineando l’importanza di un supporto culturale fondamentale per una corretta e proficua azione promozionale e il significato delle eccellenze agroalimentari con i loghi che contraddistinguono, a carattere europeo, questi prodotti e servono a garantire i consumatori della qualità riconosciuta attraverso un disciplinare di produzione e i relativi controlli del rispetto delle regole in esso contenute.  E, dopo aver spiegato, le ragioni (diversità di ambienti, ricchezza di biodiversità, professionalità e capacità dei produttori e dei trasformatori) che danno primati al nostro Paese, ha raccontato il libro con una serie di immagini riguardanti i prodotti e i territori riferiti a ogni singola regione. Un quadro ricco di colori che ha saputo cogliere l’attenzione del pubblico presente suscitando un crescente interesse con il racconto dei profumi e dei sapori che ogni prodotto era in grado di esprimere.
La  presentazione si è chiusa con la consegna del libro agli ospiti.
14 agosto pres pasquale 640

UN SEMINARIO SUI VINI DELL’ADRIATICO – IONIO

   
13 agosto seminario 25013/08/ - Zurigo - Se l’Italia è “il Paese del Vino” o come dicevano gli antichi greci “Enotria Tellus” – ha detto Pasquale Di Lena -  aprendo il seminario sul vino dell’Adriatico –Ionioquesti due mari, pensando anche ai cinque paesi che sono sull’ altra sponda, sono mari  di vini bianchi, rossi e rosati di straordinaria bontà. 
Tutto grazie al ricco patrimonio di biodiversità, con un numero grande di vitigni autoctoni, alcuni dei quali patrimonio comune e ciò grazie a questi due mari che non hanno mai smesso di unire i territori dell’una e dell’altra sponda. 
Un mare di viti e di vini che sono tanta parte della cultura e della storia di questi territori – ha continuato Di Lena prima di passare alla descrizioni delle realtà dei cinque paesi che danno sull’Adriatico e, in particolare, delle otto regioni italiane che si specchiano nei due mari– come pure della bellezza dei paesaggi e della ricchezza delle tradizioni enogastronomiche. Una grande ricchezza dell’agricoltura italiana – ha concluso Di Lena prima di dare avvio alla degustazione - straordinari testimoni dei territori modellati dalla passione e dalla professionalità dei suoi produttori e trasformatori”.
Una degustazione di vini guidata da Gennaro Convertini e da un bravissimo sommelier svizzero, Nicola Martano che ha mostrato di conoscere bene le realtà vitivinicole dei paesi oggetto del seminario e illustrati con la riconosciuta professionalità da Di Lena.
Dopo il seminario, a seguire, una serata ricca di sorprese a tavola con i saperi e i sapori  di Cosenza e della sua provincia: il famoso Caciocavallo Silano Dop e un pecorino fresco e stagionato arricchiti d confetture di agrumi; sott’oli e salumi (Capocollo, Pancetta, Salsiccia e Soppressata, tutti di “Calabria” DOP) e insaccati, tra i quali la mitica “Nduia” che ha condito il fusillo tipico di Cosenza; un Riso alla Liquirizia di Calabria Dop; altre eccellenze Dop come i Fichi di Cosenza, la Patata della Sila e i vini a base di Gallioppo, Magliocco, Greco bianco e nero che si fanno conoscere con la loro bontà.
Dulcis in fundo le fantasie e le magnifiche creazioni di Paolo Caridi, il testimone del Bergamotto di Calabria-olio essenziale Dop, che ha trasformato la serata, voluta dalla Provincia di Cosenza con il Gal Pollino, Savuto, Sila Greca, Val Crati, in un piacevole convivio.
13 agosto seminario 640    

12 agosto 2014

Nicola e il libro "i testimoni del gusto italiano"



foto di Nicola-Altilia
bruciatura delle stoppie
Nicola Picchione, mio fraterno amico, è di Bonefro e vive a Firenze dove ha svolto e svolge ancora la professione di medico cardiologo con assoluta capacità e grande professionalità. Nicola è una persona di grande cultura che ama la musica (suona il mandolino); la pittura (grande amico di quel pittore straordinario, anche lui di origine di Bonefro, Domenico Baranelli classe 1985, morto a Siena nel 1987); la fotografia, che pratica con grande amore e la scrittura, con tanti stupendi racconti e libri riposti nel cassetto.
colline casa occhito






 
vigne-S. Gimignano
So che, soprattutto se è un amico, si spende - lo fa sempre con grande delicatezza - più facilmente per fare osservazioni o dare consigli, raramente per fare elogi.
E' persona trasparente in tutto che io ammiro e stimo da sempre e al quale devo tanta della mia gratitudine.
 
Caro Pasquale,
    ti faccio i miei più vivi complimenti. Ho sfogliato più volte il tuo
libro (ancora non ho avuto il tempo di leggerlo a fondo) ed ho trovato
splendida l'idea, ottima la realizzazione. In questo nostro disgraziato
Paese si fanno molte chiacchiere e pochi fatti. In Particolare si fa poco e
male per valorizzare ciò che abbiamo di buono e di bello che dovrebbe
renderci orgogliosi almeno per alcuni aspetti del nostro vivere e operare e
per tentare di dare all'opinione internazionale un'idea dei nostri prodotti
alimentari anche per riceverne vantaggi economici dei quali abbiamo
disperato bisogno. Occorreva, per realizzare un libro come questo, un
insieme di qualità che tu possiedi in modo particolare: capacità di idee,
preparazione professionale, grande amore per un settore fondamentale ma a
lungo disprezzato o, almeno, colpevolmente trascurato. Una delle qualità del
libro (complimenti per l' iconografia!) è l'agilità con la quale sono
presentati i dati analitici ed elencati i prodotti per regione: il libro si
legge senza noia e fatica anzi attira per la sua impostazione pratica che ne
rende facile la lettura. Felice l'idea di abbinare i prodotti alimentari
all'attività sportiva. Il libro dovrebbe interessare italiani( oggi
l'inglese è alla portata di molti) e soprattutto stranieri: dovrebbe,
dunque, essere esportato.
Tu hai fatto la tua parte -  ovviamente  con i collaboratori, tutti bravi-
ma essa non dovrebbe rimanere sterile. Ora la creatura dovrebbe volare.
Occorrono sponsors, soprattutto le Regioni (a cominciare dal Molise, sempre
ultima nelle iniziative malgrado il grande bisogno di svegliarsi e farsi
avanti) e il Ministero competente.
Conoscendo la tua creatività e le tue non comuni competenze, ti auguro di
pensare ad altre iniziative e realizzazioni.
Cari saluti

Nicola

11 agosto 2014

La Federpesca con Casa Italia Atletica protagonista a Zurigo

Il mare sarà un protagonista assoluto a Casa Italia Atletica ai campionati europei di atletica leggera, che inizieranno domani a Zurigo, in cui i migliori atleti provenienti da 50 nazioni europee si contenderanno le medaglie in palio in 47 discipline.

Non solo con la storia e la cultura e la bellezza dei paesaggi dei territori delle Regioni che lo circondano, ma  anche con la sua più importante risorsa, il pescato, soprattutto con la ricca e straordinaria cultura gastronomica e salutistica che questa straordinaria eccellenza di un territorio particolare, qual’è il mare. esprime.

Tutto questo grazie alla Federpesca, Federazione Nazionale delle Imprese di Pesca, che “parteciperà all’evento - come ben sottolinea, il suo Vice Presidente con delega all'Internazionalizzazione, la Filiera Ittica e l'Innovazione, Dr. Luigi GIANNINI- espressione del nostro supporto allo sforzo dei nostri campioni, promuovendo l’eccellenza italiana, valore fondante in cui la Federazione Nazionale delle Imprese di Pesca si riconosce.

Attività fisica e alimentazione corretta sono i pilastri del benessere, per questo l'eccellenza nello sport è diretta espressione dell'eccellenza nell'alimentazione. Per questa ragione – cha concluso il Vice Presidente Giannini -  attraverso la salubrità dei prodotti ittici italiani, sicuri, garantiti e provenienti da una filiera certificata e tracciata vogliamo fornire un aiuto in più ai nostri campioni.  

disegno di Ro Marcenaro
Un “guizzar di pesci” con i profumi delicati della cucina marinara, tra i quali la zuppa di pesce o brodetto, che segna il grande incontro tra la Terra (olio extravergine di oliva, aglio, peperone verde, peperoncino, basilico, prezzemolo e pomodoro (dal ‘700 in poi, dopo che era stato introdotto dai Borboni) e il Mare ( pesci pelagici di fondale, cicale o pannocchie, seppiolina, triglia, merluzzetto, galletto, scorfano, razza, gallinella, sbarrone o sarago, tracina, lucerna, qualche lupino e qualche cozza).

Il piatto povero di un tempo che ha saputo conquistare il centro della tavola moderna grazie alla cultura che è poi l’elemento che rende preziosa ogni cosa

A Casa Italia Atletica, con  il pesce di mare, da domani  l’incontro speciale di delicati profumi, propri della cucina marinara, con quelli propri della cucina di terra, che arrivano dal Salento e dalle Murge in Puglia, dal Beneventano  in Campania e dall’Umbria, dal Molise e dall’Emilia Romagna, dai Colli Euganei nel Veneto e dal Friuli Venezia Giulia, con grandi oli quali fili conduttori e grandi vini bianchi, rossi e spumanti a legare i vari piatti e un delicato “Fior d’Arancio” a chiudere in dolcezza le degustazioni.



 

7 agosto 2014

L’Adriatico, il piccolo grande mare, protagonista a Zurigo con Casa Italia Atletica

La vetrina itinerante delle eccellenze agroalimentari dop e igp di Casa Italia Atletica, che verrà aperta la settimana prossima alla Zunfthaus zur Saffran di Zurigo, torna a parlare dei territori del nostro Paese e dei suoi gustosi territori che danno cibo di qualità essenziale per una sana alimentazione

Una vetrina di profumi e di sapori che, come nei grandi eventi - europei e mondiali dell’Atletica - di un recente passato (ripresi tutti da Teatro Naturale), vuole presentare i territori del nostro Paese, nell’occasione quelli bagnati dal mare Adriatico. Splendidi territori che meritano di essere conosciuti per la bellezza dei loro paesaggi e la bontà della loro storia, cultura e agricoltura, cosi legate alle tradizioni, in particolare la buona cucina e la buona tavola.
Testimoni del gusto che danno all’Italia primati importanti nel campo dell’agroalimentare con le 264 eccellenze Dop, Igp, Stg dei 1232 riconosciute dall’Ue e ben 4813 specialità regionali, cioè prodotti registrati tali da almeno 25 anni. Un Paese che non ha rivali al mondo grazie alla ricchezza di biodiversità ed alla straordinaria professionalità dei suoi coltivatori produttori e/o trasformatori.

Primati difficili da raggiungere per i nostri paesi concorrenti solo – come ripeto spesso - se ci sarà una politica che prende a cuore il valore e il significato del territorio, dalla cui salvaguardia e tutela dipende la salvaguardia e tutela delle nostre risorse agroalimentari e non solo, anche di quelle legate alla storia, alla cultura, al paesaggio, alle tradizioni. E aggiungo, solo se ci sarà una programmazione dell’agroalimentare con al centro una strategia di marketing, essenziale per liberare i produttori dalle politiche assistenziali dando al mercato il compito di assicurare il reddito, che essi meritano insieme con i trasformatori.
Casa Italia Atletica è solo un valido esempio di comunicazione e promozione con le tante azioni di successo portate avanti nelle occasioni dei grandi eventi, nazionali e internazionali, di atletica, come il Campionato europeo di Atletica in programma la prossima settimana a Zurigo, in Svizzera.

Come dicevo è l’Adriatico, con le sue regioni dell’una e dell’altra sponda, il grande protagonista insieme con la ristorazione italiana promossa da Isnart, l’Istituto delle Camere di commercio, che vede anche alcuni ristoranti italiani di Zurigo promotori, mediante un gemellaggio, dei prodotti e degli itinerari delle regioni partecipanti.
Ad animare le tante iniziative di presentazione e di degustazione delle eccellenze dop e igp dell’Adriatico, ci sarà’ il Friuli Venezia Giulia con i suoi percorsi e le sue delicatezze, soprattutto con i vini della grande e antica cantina “La Delizia” di Casarza; Il Veneto con i Colli Euganei e il suo delicato vino Docg “Fior d’Arancio”; L’Emilia Romagna con il parmigiano reggiano e i vini …; Il Molise con la Ventricina, l’insaccato che non si taglia ma si scava, i confetti e il caffè, la Tintilia e gli altri grandi vini, l’olio extravergine Gentile di Larino.
Un’altra sicura grande protagonista, grazie ai Gal delle Terre di Murgia e di Capo di Santa Maria di Leuca ed alla collaborazione della Cia con il progetto “Spesa in campagna”, La Puglia con l’Alta Murgia, cuore della regione, e il basso Salento. Un coloratissimo paniere ricco di legumi, tra i quali le fave da sempre nel piatto compagne della cicoria; le “ sagne torte” per le quali sarà organizzato uno showcooking; il mitico “Pane di Altamura” Dop, già noto ai tempi dell’antica Roma; l’olio monovarietale “ogliarola salentina” della Piana del Lentisco e, poi, friselle, pomodori ed altri prodotti dell’orto pugliese; pasta secca e pasta con la cicerchia; salse e creme; le olive curate in vari modi; i formaggi e i latticini di pecora a ricordare la transumanza; il miele di trifoglio e i vini a base di Malvasia bianca e di Primitivo.
E ancora, sempre per l’incontro Adriatico - Ionio, i sapori ed i saperi di Cosenza, grazie alla Cia di Cosenza e ai GAL Alto Jonio Federico II, Pollino, GAL Sila Greca, Basso Jonio Cosentino, Savuto e Valle del Crati.
Protagoniste anche altre due regioni extra Adriatico: La Campania con i vini del beneventano, in particolare quelli del Taburno e del Titerno e l’Umbria con i suoi oli e i suoi vini.
Una settimana, quella di Zurigo, all’insegna dei profumi e dei sapori e, anche, delle bellezze dei tanti territori che danno origine a questi importanti testimoni.
di Pasquale Di Lena
pubblicato il 07 agosto 2014 in Tracce > Gastronomia

I testimoni del gusto italiano: le eccellenze italiane a Casa Italia Atletica

Un libro che promuove il gusto e le bellezze d’Italia. Lo porterà con sè la Nazionale di atletica leggera ai prossimi campionati europei in programma a Zurigo a cavallo di ferragosto

I prossimi Campionati europei di Atletica leggera, in programma a Zurigo a cavallo di ferragosto, trasformeranno Casa Italia Atletica, la struttura di Fidal, in vetrina itinerante delle eccellenze dei territori italiani e punto d’incontro permanente nei sei giorni di svolgimento dell’evento
Non solo presentazioni delle Regioni dell’Adriatico con i loro cibi e i loro itinerari nella storia, cultura e paesaggio, ma, anche, degustazioni dei prodotti e diffusione della cultura espressa dall’agroalimentare italiano.
Ancora una volta Casa Italia Atletica - fermamente convinta che non c’è azione di promozione o di valorizzazione senza la cultura, anche perché è la sola cosa che resta dopo l’evento - si presenterà con un libro “I testimoni del Gusto italiano”, firmato da Pasquale Di Lena con il coordinamento editoriale di Stefano Vincelli.
Il libro, in fase di pubblicazione in inglese per Arti Grafiche La Regione di Ripalimosani, verrà presentato e poi distribuito in occasione dell’importante evento. Un omaggio ai protagonisti del Campionato, agli ospiti ed ai visitatori di questa struttura che da anni promuove, là dove si svolgono i più importanti eventi di atletica, il gusto e le bellezze d’Italia con la collaborazione di enti e istituzioni, associazioni e consorzi, aziende di produzione e trasformazione rappresentative dell’agroalimentare italiano.
Il libro, inoltre, verrà  distribuito a tutti i visitatori di Casa Italia Atletica e nei ristoranti italiani di Ginevra selezionati da Isnart e oggetto di gemellaggio.
La pubblicazione racconta il percorso che ha portato l’Italia a vivere, sin dall’inizio di questo secolo, primati assoluti, a livello europeo, nel campo dell’agroalimentare grazie alle sue 264 indicazioni geografiche Dop, Igp e Stg, pari al 23% dei 1232 riconoscimenti, di cui 15 riguardanti  riconoscimenti di paesi extra Ue.
Veri e propri testimoni di bontà e di bellezza grazie ai territori che, ovunque nelle 20 regioni italiane, rappresentano l’origine della qualità dei 73 vini Docg e 332 Doc,  dei 42 oli Dop e uno Igp, dei 48 formaggi Dop e dei 102 ortofrutticoli e cereali e dei rimanenti prodotti distribuiti in altre otto classi. Grazie anche alla passione ed alla professionalità dei nostri bravi coltivatori e trasformatori.
Ognuna delle 20 Regioni viene presentata con una scheda e rappresentata con l’elenco dei prodotti Dop e Igp.
Una pubblicazione che comunica la ricchezza di un patrimonio riferito al cibo, e, come tale, utile a far conoscere, con le eccellenze Dop e Igp, la bontà della nostra cucina.
Sta soprattutto qui il grande ruolo di Casa Italia Atletica, in particolare dopo la svolta del 2006, che ha trasformato questa struttura operativa – come si diceva all’inizio - in vetrina itinerante di presentazione dei tanti “testimoni del gusto”, con relativa degustazione.
Un ruolo che serve a dare una risposta anche a chi continua a chiedersi come mai l’Italia nei più importanti concorsi di cucina a livello mondiale non coglie quei risultati che uno si aspetta dalla fama che vive nel mondo la sua cucina.
La verità è che la gran parte dei componenti di queste giurie, nonostante il successo della Dieta mediterranea, non conoscono i prodotti della nostra terra, confondendo spesso quelli falsi (esempio parmisan) con quelli veri (parmigiano), come dire scambiare la notte con il giorno.
Teatro Naturale pubblicato il 07 agosto 2014 in Tracce > Libri

5 agosto 2014

IL MOLISE E I SUOI TESTIMONI DEL GUSTO

C’è un’Italia che non ha rivali al mondo grazie alla ricchezza di biodiversità ed alla straordinaria professionalità dei suoi coltivatori produttori e/o trasformatori, ed è l’Italia dei primati delle eccellenze Dop e Igp e quella delle specialità alimentari tradizionali, cioè prodotti registrati tali da almeno 25 anni.

Primati difficili da raggiungere per i nostri paesi concorrenti solo se ci sarà una politica che prende a cuore il valore e il significato del territorio, dalla cui salvaguardia e tutela dipende la salvaguardia e tutela delle nostre risorse agroalimentari e non solo, anche di quelle legate alla storia, alla cultura, al paesaggio, alle tradizioni. 

Risulta fondamentale una strategia di marketing che dia forza e risultati alle sue azioni di comunicazione e  promozione come quelle che da anni porta avanti Casa Italia Atletica nelle occasioni dei grandi eventi, nazionali e internazionali, di atletica, come il Campionato europeo di Atletica in programma la prossima settimana a Zurigo, in Svizzera.

Una vetrina itinerante rappresentativa di 264 eccellenze Dop, Igp, Stg dei 1232 riconosciuti

dall’Ue e di ben 4813 specialità regionali ad oggi registrate

Un importante e ricco patrimonio che mostra anche nuove, straordinarie potenzialità dei nostri territori, soprattutto per una regione come il Molise con le sue 5 dop (Olio extravergine di oliva “Molise”; “Caciocavallo Silano”; “Mozzarella” e “Ricotta di Bufala Campana”; “Salamini Italiani alla Cacciatora”, una Igp “Vitellone bianco dell’Appennino centrale” e la forza di ben 159 specialità (13a fra le Regioni italiane), alcune delle quali hanno tutte le caratteristiche per essere riconosciute Dop o Igp.

A rappresentare queste realtà molisane l’olio dop “Molise” della varietà “Gentile di Larino” della Cooperativa olearia larinese; i grandi vini Doc e Igt di aziende aderenti al Movimento del Turismo del Vino, “Angelo D’Uva, vignaiolo in Larino”, “Borgo di Colloredo” di Campomarino, “Campi Valerio” di Monteroduni, Cantina “Valtappino di Campobasso, “Catabbo” di San Martino in Pensilis, “Cianfagna” di Acquaviva Collecroci, “Cieri Camillo” di Termoli, “Cipressi” di San Felice del Molise, “Masserie Flocco” di Portocannone e “Terresacre” di Montenero di Bisaccia; la “Ventricina” di Casa Florio di Montecilfone; i “confetti e i “dolci al cioccolato” di  Dolceamaro di Monteroduni; il “caffè” Camardo di Ripalimosani.
Prodotti che saranno oggetto di presentazioni a Casa Italia Atletica e nei ristoranti gemellati.

 

4 agosto 2014

La grande occasione persa dal vino molisano

                               anno 2014/15
L’Ocm vino (Organizzazione comune del mercato) è la misura che, mediante bandi annuali emessi dal Mipaaf e dalle Regioni, concede finanziamenti e contributi a fondo perduto ai produttori vitivinicoli dal 40% all’(80%). I beneficiari di queste risorse sono soggetti diversi: dalle organizzazioni professionali a quelle interprofessionali; Consorzi di tutela e loro associazioni e federazioni; produttori e organizzazioni di produttori  di vino; soggetti pubblici; associazioni, anche temporanee d’impresa e di scopo, tra i soggetti di cui sopra.
Una parte consistente di queste risorse riguarda la internazionalizzazione dei mercati nei paesi extra Ue o cosiddetti terzi, cioè la promozione del vino nelle sue più svariate forme di partecipazione a eventi come mostre e fiere, degustazioni, produzione di materiali, rafforzamento internet e, anche, la possibilità di invitare gli operatori a visitare e partecipare a degustazioni in azienda. La cosa ancor più interessante di questa misura è la possibilità di presentare un progetto da sviluppare, su questo o quel mercato selezionato, in un arco di tempo di tre anni. Il tempo minimo, per me, per poter valutare il successo delle iniziative in programma e la possibilità di dare ad esse la dovuta continuità.
Risorse consistenti che hanno forza e significato se vengono utilizzate per ampliare gli investimenti di questa o quell’azienda e, così, rafforzare la strategia di marketing che l’impresa si è data. Sottolineo questo aspetto perché so, per esperienza, che per la gran parte dei soggetti destinatari, la comunicazione o l’impostazione con risorse proprie di una strategia di marketing è un optional e non un capitolo preciso di investimenti che ogni azienda deve affrontare.

È un optional anche per la Regione Molise, quella che avrebbe più bisogno di una strategia di marketing in grado di incanalare e programmare le iniziative decise con i soggetti interessati.  
Una premessa, per me necessaria, che serve per capire le ragioni di una rinuncia, da parte del Molise e dei suoi protagonisti sopra citati, di ingenti risorse, che non si può spiegare come incidente di percorso o distrazione da parte di chi doveva emanare il bando e non l’ha emesso o, qualora pubblicato, da parte dei soggetti direttamente interessati.
C’è da dire, anche, che il marketing, nel suo significato più ampio di comunicazione, promozione e vendita di un prodotto, richiede specifiche competenze ed è un’azione che tiene conto dei risultati di una produzione.
Ebbene, volendo entrare nel merito della questione, dei 433.482 euro dei  fondi Ocm vino per la promozione nei paesi terzi, il Molise non ha utilizzato nemmeno un euro, perdendo così una grande occasione di comunicazione e valorizzazione di una delle sue eccellenze Doc o Dop.
C’è da dire che il Molise (vedi tabella) è la sola regione che si presenta con uno zero, ciò con un’assenza di rimodulazione che fa pensare che le importanti e ingenti risorse non sono state neanche prese in considerazione.
Un fatto grave certo, molto grave, e la colpa non è solo della Regione o dell’assessore di turno che, non avendo collaboratori esperti nel campo del marketing, si affida a enti o persone capaci di ripetere solo gli errori di sempre con la conseguenza di spreco di denaro e di tempo. È colpa, anche, dei produttori e di chi li rappresenta e li organizza, bravi a spiegare ed a considerare tutte le misure della Pac, ma profondamente distratti di fronte a quel fattore sempre più prioritario perché decisivo per le fortune dell’impresa, che è il Marketing.
Ricordo che a questa importante somma di risorse finanziarie ho dedicato un articolo, pubblicato ad Aprile in concomitanza con l’uscita del Bando del Ministero dell’agricoltura e l’elenco delle assegnazioni per le venti regioni italiane, raccomandandomi di cogliere questa straordinaria occasione per impostare una strategia di marketing riferita al vino e di coinvolgere le aziende per renderle protagoniste degli eventi programmati.
Ho detto anche di scegliere i mercati terzi e di dare al programma un tempo necessario per sviluppare le iniziative e, con esse, le pubbliche relazioni in modo da coinvolgere istituzioni, opinion leader, operatori nel campo dell’importazione e della distribuzione e commercializzazione del  vino, i ristoratori a partire da quelli di origine italiana. Cioè evitare la solita “toccata e fuga” che fa l’effetto di un secchio d’acqua scaricato sulla sabbia in un giorno di gran caldo.
Quella “toccata e fuga” che, se per il Molise, è una regola, e, per rendersene conto, basta vedere le tante o poche iniziative che, sia nel vino che nell’olio, come nell’insieme dell’agroalimentare, vengono selezionate, partecipate e fatte nel corso dell’anno.  A partire dal Vinitaly di Aprile, che ritorna l’anno dopo, sempre ad Aprile,  con una soluzione di continuità che porta a dover riprendere il filo del discorso e mai a svilupparlo, tant’è che ogni anno c’è sempre qualche azienda che si stacca dal collettivo per andare a trovare la fortuna da sola.
Il Vinitaly – parlo della più importante manifestazione del vino in Italia per renderlo esempio – ha senso se parte di un progetto e di un programma impostati sulla continuità delle azioni di comunicazione, promozione, pubbliche relazioni e altro ancora.
Cioè, se questo evento importante si trasforma, nel corso dell’anno, da punto d’incontro e di presentazione -  con la partecipazione ad altre importanti iniziative all’estero, soprattutto nei loro paesi di origine - in altre occasioni d’incontro con il giornalista o il ristoratore, l’importatore o l’opinion leader che ha visitato lo stand.  E, così anche, la possibilità di portare questi diversi operatori nel Molise per una visita delle aziende interessate, una degustazione del vino e degli altri prodotti, ciò che vuol dire una “degustazione” anche del Molise.    
pasqualedilena@gmail.com