31 ottobre 2015

A TAVOLA CON IL" FAGIOLO DI ACQUAVIVA D'iSERNIA"


Un incontro conviviale, quello di ieri sera al ristorante “Sabatino” a fianco alla stazione di Castel di Sangro, all’insegna della sobrietà e dell’amicizia, dei confetti o perle, i Fagioli di Acquaviva d’Isernia, in provincia di Isernia (i protagonisti); de L’Olio di Flora 2015, l’extravergine Dop “Molise”, “Gentile di Larino” biologico de La Casa del Vento dell’antica capitale frentana; Il vino Sator, Doc “Tintilia del Molise”, riserva 2010, di Vincenzo Cianfagna, questa volta di Acquaviva Collecroce, il paese di origine croata in provincia di Campobasso.
I mitici fagioli serviti come piatto d’entrata e due primi con la pasta fatta in casa da Anna Orsini del ristorante "Sabatino": uno in bianco con l’acqua di cottura (i fagioli così come presi dalla pignatta) in un mare di olio nuovo e un altro con il pomodoro con una c di olio per rendere ancor più delicato il sapore; pane abbrustolito e pane fresco di Capriati al Volturno, ben unto de L’Olio di Flora. Perfetto l’abbinamento con la “Tintilia” 2010, splendidamente giovane, di Cianfagna, gentilmente offerto da un estimatore di questo vino, il prof. Di Costanzo.
I piatti della semplicità, serviti con grande puntualità e, tra un intervallo e l’altro, allietato dai virtuosismi all’organetto del giovanissimo Luca, da Sepino, prima di arrivare alle dolcezze finali.


Il tema della serata, “i fagioli di Acquaviva di Isernia”, davvero straordinarie perle di bontà che scivolano in bocca non senza lasciare la loro impronta di crema che sa di terra, cielo, vento e acqua, quella che sorgenti generose donano al fiume della storia, il Volturno, il più importante di tutto il Meridione.
Silga e Rosanna
Una scoperta di Silga Panzera che li ha cercati e, poi, comunicati, in un primo momento agli amici di vecchia data, raccontando loro le virtù nella pignatta e nel piatto di questi fagioli che fanno pensare ai confetti di Agnone. Ora gli amici sono molto di più e a questi bisogna aggiungere quelli di ieri sera, tra i quali Christian Iannotti, un giovanissimo studente dell’Istituto alberghiero di Vinchiaturo che, ne sono certo, farà parlare di sé quando diventerà cuoco.
I fagioli di Acquaviva d’Isernia, una grande opportunità di promozione non solo del suo paese di origine, ma dell’intero territorio, quello che da Rionero Sannitico scende tra Castel San Vincenzo e Acquaviva d’Isernia, Cerro al Volturno, e, poi, giù, Colli al Volturno fino a Monteroduni, con al centro il Volturno. E’ un territorio ricco di altre risorse, come le storiche, architettoniche, culturali, paesaggistico - ambientali e quelle legate alle tradizioni. Una importante eccellenza da portare al riconoscimento di una Indicazione geografiche, soprattutto Dop.

Luca
Dico questo perché il confetto di Acquaviva, delizioso e particolare fagiolo, ha una grande possibilità – ripeto - per essere un importante testimone del territorio. Un testimone – come ho avuto modo di dire in molte altre occasioni - capace di rappresentarlo e valorizzarlo, che l’ho inserito tra le diciassette indicazioni geografiche possibili per il Molise, quali il Tartufo bianco; la Pampanella di San Martino in Pensilis; l’Ostia di Agnone; la Signora di Conca Casale; il Pane del Volturno (Longano e Venafro); la Ventricina del Molise; la Treccia di Santacroce di Magliano; la Stracciata di Agnone; il Caciocavallo del Molise; il Brodetto alla termolese di Tornola; la Polenta di Macchiagodena; la Lenticchia di Capracotta; la Cipolla d’Isernia; la Soppressata del Molise; il Porcino dei Monti del Molise; il Fagiolo della Paolina di Riccia.
C’è un gran lavoro da fare, ma serve, prima di ogni cosa, la volontà politica di quanti amministrano il territorio del Volturno, i sindaci e la Regione, e l’impegno di enti e associazioni professionali che hanno voglia di dare il domani ai produttori. Se si esprimono queste volontà e impegno si può essere certi che vale davvero la pena dare al Molise immagini belle come i fagioli di Acquaviva, al pari dei suoi paesaggi, i suoi tramonti e le sue albe.

Alla fine della degustazione e degli attenti e ben riusciti abbinamenti, quali quelli con L’Olio di Flora e il “Sator” 2010 (la “Tintilia del Molise” di Cianfagna), i dolci tipici della “città dei confetti fagioli” quali i “pezzélle” e “i cioffe”, fatti con la stessa pasta, ma questi ultimi imbiancati con zucchero velato.     
Grazie Silga, grazie Maurizio, grazie amici e arrivederci alla prossima occasione.


pasqualedilena@gmail.com

29 ottobre 2015

L’OLIO DI FLORA 2015

Newsletter n° 7

quello del primo giorno di raccolta
 La raccolta 2015 è terminate ed è grande, per me e per Flora, la soddisfazione di un’annata che, grazie all’andamento climatico favorevole e al nostro maggiore impegno nell’oliveto, cancella quella terribile dello scorso anno.
 L’olio è ottimo ed ora, dopo il trauma della frangitura, riposa per essere pronto già dai prossimi giorni.
L’Olio di Flora, come i suoi amici sanno,  non è un olio normale ma speciale, visto che è un olio pluripremiato e ciò grazie alle sue olive della varietà autoctona, “Gentile di Larino”, particolare per i suoi caratteri organolettici delicati e capaci di esaltare i sapori di disparati cibi e piatti, e, al fatto, che è biologico, cioè naturale, senza prodotti chimici per la sua coltivazione e produzione e senza conservanti. Ciò che vuol dire una coltivazione/produzione molto curata e particolare.  
                                                     L’OLIVAGIONE
È il tempo della maturazione delle olive con un momento intermedio che è quello dell’invaiatura, cioè il mutar dal verde al rosso con le olive che si stanno caricando di olio, mutando via via il rapporto di questo con l’acqua.
Per me e per Flora,negli anni scorsi,tutto questo avveniva a cavallo di Settembre/Ottobre quando ci si preparava alla raccolta che prendeva avvio quando almeno un terzo delle olive sull’albero si presentavano rossicce e nere, cioè già mature.
Quest’anno, a causa dell’andamento climatico, tutto è stato ritardato di una settimana ed ecco le ragioni dell’olio solo da qualche giorno ed ora sosta tutto nella cisterna d’acciaio, lotto 06, della Cooperativa olearia larinese, di cui La Casa del Vento è socia.
La raccolta della prima settimana è stata fatta a mano, soprattutto da Flora che sa che le olive hanno bisogno di carezza come gli olivi di parole.
Tutte le olive erano sane, fatto importante che, però, non  basta per la qualità se non si ha cura dei contenitori (cassette da 15/20 chili o cassoni da 2 a 2,5 quintali), dei tempi di consegna al frantoio e la sosta breve prima di essere scaricate in un contenitore di acciaio, separate dalle foglie, lavate e frante in un contenitore completamento chiuso prima di arrivare a un sparatore della parte liquida da quella solida e poi a quello (la centrifuga) che separa l’olio dall’acqua. Il primo esce, come acqua di una fontana, e cade in una cassetta di plastica prima di entrare in un bidone che, appena pieno, passa sulla bascula per essere pesato prima di andare a riempire la cisterna e, lì, riposare per liberarsi delle particelle pesanti che ancora trattiene.
E’ alla fonte il primo assaggio (la punta del dito mignolo) e non senza emozione.
E’ ancora Ottobre e solo da poco le olive sono olio, L’Olio di Flora, pronto a partire per raggiungere tutti gli amici che lo ricercano e l’aspettano come fosse un dono.

L’ASSAGGIO
Così come descritto da un bravissimo cultore, Vincenzo Nisio, promotore di un interessante concorso che avviene sulle falde del Matese casertano, Buonolio Salus Festival, che lo scorso anno ha premiato con il 2° posto L’Olio di Flora, monovarietale e biologico, raccolta 2014.

guida all'assaggio
 
Un olio, per essere riconosciuto extravergine, deve risultare idoneo sia all’analisi chimico-fisica che all’analisi organolettica.
Quest’ultima – sconosciuta alla gran parte delle aziende olivicole – serve a giudicare l’olio dal punto di vista delle caratteristiche sensoriali, ossia olfattive e di gusto, e valutarne pregi e difetti.
Per la degustazione dell’olio occorre un bicchierino in vetro, possibilmente di colore blu, ed a campana.

ANALISI VISIVA

L’aspetto visivo è trascurabile nella valutazione di un olio, perciò si tende ad effettuare le analisi sensoriali utilizzando bicchierini blu che ne coprono il colore.

ANALISI OLFATTIVA

Versate nel bicchierino una modica quantità di olio, copritelo con una mano e riscaldatelo con il palmo dell’altra mano.

Rimuovete la mano che copre il bicchiere e portatelo alla base del naso inspirando per tre volte in modo discontinuo, per non far assuefare le papille gustative. In questa fase, cercate di memorizzare le sensazioni olfattive derivanti dalle inalazioni.

ANALISI GUSTATIVA

Mettete in bocca una quantità di olio pari a 8-10 gocce e riscaldatelo per qualche minuto, così da favorire l’evaporazione delle componenti volatili.
Inspirate aria dalla bocca in modo deciso e forte, facendo attenzione che l’olio non vi scenda in gola. Questa tecnica, chiamata strippaggio, permette di ossigenare l’olio e di coglierne gli aromi in modo più intenso.
Fate roteare l’olio in bocca per il tempo sufficiente a porlo a contatto con tutte le papille gustative.
Grazie al riscaldamento, all'ossigenazione e alla roteazione potrete percepire con maggiore accuratezza i pregi e i difetti dell'olio.
Al termine delle operazioni descritte, l'olio risulterà distribuito su tutto il cavo orale e in particolare sulla lingua, dalla punta alla parte terminale, e dai margini alla parte dorsale.
In questa fase, prestate attenzione al tipo e all'ordine in cui si presentano gli stimoli sensoriali: da quelli tattili che comprendono la fluidità, la consistenza e l'untuosità, fino a quelli puramente gustativi, che riguardano la percezione dei diversi sapori: dolce, amaro, piccante.
Fatto ciò, espellete l'olio. 

ATTRIBUTI POSITIVI E SENSAZIONI CARATTERISTICHE DELL’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

Amaro: sapore caratteristico dell'olio ottenuto da olive verdi o invaiate, che non deve comunque essere eccessivamente accentuato.
Carciofo: flavour che richiama il gusto della parte più tenera del carciofo.
Dolce: attributo adatto ad oli dal sapore non molto marcato, di tenue aromaticità, delicati.
Floreale: sapore delicato di fiori bianchi o gialli, conferisce un gusto delicato all’olio.
Fruttato: flavour dell'olio che ricorda il profumo ed il gusto di un frutto sano, fresco e colto al punto ottimale di maturazione. All'assaggio, il fruttato può coprire una gamma che si estende da un grado delicato (più tenue) ad uno molto intenso (più pungente).
Maturo: flavour caratteristico delle olive mature, spesso presente in oli dal colore giallo acceso e dal sapore rotondo, tendente al dolce.
Verde: caratteristica dell’olio estratto da olive verdi, ha un gusto che ricorda l'odore dell'erba appena falciata.
Mandorlato: flavour tipico della mandorla, fresca o secca. Si apprezza come sensazione retro-olfattiva ed è tipicamente associato agli oli dolci.
Piccante: sensazione pungente caratteristica di oli prodotti all'inizio della campagna, principalmente da olive ancora verdi. È una nota gradevole e caratteristica degli oli toscani, pugliesi e siciliani: per essere apprezzabile non deve persistere troppo a lungo nella cavità orale.
Equilibrato: attributo adatto all’olio che presenta un gusto pieno ed armonioso

Spezie o verdure o mela: se la nota dominante dell’olio evoca rispettivamente questi sapori e profumi 

ATTRIBUTI NEGATIVI E SENTORI SGRADEVOLI DELL’OLIO

Acqua di vegetazione: flavour acquisito dall'olio in seguito ad un contatto prolungato con le acque di vegetazione
Cotto o stracotto: sentore dell'olio che è stato esposto a temperature elevate in corso di lavorazione
Fieno-legno: odore caratteristico di oli estratti da olive ormai secche
Grossolano: attributo adatto ad un olio che dopo la deglutizione lascia in bocca una sensazione di sporco
Metallico: flavour che ricorda il metallo e che si origina in seguito ad un pervasivo o prolungato contatto delle olive con i macchinari di lavorazione
Morchia: difetto che si presenta negli oli non opportunamente filtrati e, rimanendo a contatto con la fondata (o ‘fanghi di fondo’), determina la formazione di odori sgradevoli
Muffa-umidità: flavour percepibile in oli estratti da olive raccolte a terra (a volte contaminate da microrganismi presenti nel terreno, come funghi e lieviti) e stoccate a lungo in ambienti umidi
Rancido:  si riscontra in oli che sono stati esposti ad aria e calore, si accentua con l'invecchiamento.
Riscaldo: difetto dovuto ad una inopportuna conservazione delle olive che, ammassate, fermentano trasmettendo questo sentore all'olio da esse derivante.
Avvinato-inacetito: flavour che richiama quello del vino o dell'aceto, caratteristico di oli che hanno subito una degenerazione fermentativa e la conseguente formazione di acido acetico, acetato di etile ed etanolo. In alternativa può essere dovuto alla pratica, ancora abbastanza diffusa, di lavare con aceto i serbatoi di raccolta delle olive.
Terra:  sentore specifico di un olio ottenuto da olive raccolte a terra e lavate in modo non  accurato.
Verme: fastidioso difetto che può essere riscontrato in oli ricavati da olive infestate da colonie di parassiti. 

Il nostro assaggio 


pane di farina di grano duro Cappelli,
pizza con l'olio e pomodori invernali, pane con carbone vegetale

si parla di olio


 
 

28 ottobre 2015

MARCIA GLOBALE PER IL CLIMA

Cari amici molisani,
c’è il clima che ci chiama e il 29 novembre è una data importante per la sua possibilità di riprendersi e tornare alla normalità.

Manca un mese per arrivare all’appuntamento del 29.

Perché non ci mettiamo, anche noi ,"In marcia per il clima" pensando ed organizzando incontri e iniziative da inserire nel programma mondiale?
E' importante far sentire che c'è anche il Molise a difendere il suo domani e il domani dei suoi figli.

136 paesi, 136 iniziative.

 Personalmente sono a disposizione di questo straordinario movimento che nascerà, e, ne sono certo, vivrà anche dopo il 29, visto che il Clima ha bisogno di tutti per tornare a essere, con la natura, l'amico di sempre. Non può essere che il 99% dell'umanità debba essere al servizio dell'1% degli uomini che ci hanno portato sull'orlo del baratro ed ora ci vogliono far precipitare.
P. Di Lena

Incredibile! In tutto il mondo ci sono già più di 1500 eventi organizzati da avaaziani come noi per la Marcia Globale per il Clima! Nella tua zona però non c'è ancora niente in programma: perché non organizzi tu un evento? Puoi portare questa enorme mobilitazione nella tua città. Crea subito un evento e unisciti a questo enorme movimento internazionale.

Cari avaaziani,

Sta succedendo qualcosa di magico: in tutto il mondo ci stiamo organizzando per scendere in piazza il prossimo 29 novembre, poche ore prima del vertice per il clima più importante della nostra generazione!

Sarà una giornata storica, in cui c’è davvero bisogno di tutti noi -- clicca sulla mappa per creare e organizzare un evento nella tua città:



Sarà grandioso. L'anno scorso in quasi 700mila siamo scesi in strada in tutto il mondo, e insieme abbiamo creato la più grande mobilitazione per il clima della storia. Quest'anno siamo determinati a battere di nuovo il record!

Partecipando in centinaia di migliaia agli eventi organizzati nelle città di tutto il mondo, dimostreremo ai capi di Stato riuniti a Parigi che questo movimento non può essere ignorato, e che accetteremo solamente un accordo ambizioso sul clima, che punti all’obiettivo del 100% di energie pulite.

Clicca qui sotto e unisciti a questa grande mobilitazione internazionale:

https://secure.avaaz.org/it/new_toolkit_create/?cl=8831863116&v=66626

Non perdiamo questa occasione per mettere al sicuro il nostro futuro, quello dei nostri figli, e tutto quello che abbiamo a cuore.

Con speranza,

Ol, Alice, Morgan, Iain e tutto il team di Avaaz

27 ottobre 2015

Altroconsumo: Extrvergine l'olio giusto

https://cdn.fbsbx.com/hphotos-xlp1/v/t59.2708-21/12052168_871536922935272_1764933990_n.pdf/Altroconsumo.pdf?oh=c18391cffad6e38ec5f918fb237ff018&oe=563198A8&dl=1

Cliccando sopra (la scritta che appare di color rosso) si apre un lungo servizio di Altroconsumo che ha preso in esame e analizzato gli oli che più si trovano nella grande distribuzione, nella gran parte molto scarsi in fatto di qualità e spesso con prezzi alti che fanno bestemmiare i bravi olivicoltori, non ultimi quelli del Molise.

Trovo sottilmente ambiguo quando titola "bocciato un biologico" e "Biologico non dà più garanzia di qualità" prendendo spunto dall'olio di Almaverde valutato poco buono se non pessimo. Il giudizio riguarda un olio e non gli oli prodotti da olivi che vengono allevati e curati con un metodo di coltivazione naturale e cioè senza prodotti chimici o, come si dice, di sintesi.
So che Carapelli, Bertolli e Sasso, da tempo sono aziende spagnole e, devo credere, che non vendono olio italiano visto che sono state acquistate per vendere quello spagnolo con nome italiano.

E' riportata una lunga analisi sul tanto discusso Olio di Palma e si ha, leggendo, la sensazione di girare intorno a una verità che, cosa strana, è poi quella raccontata.

Ho trovato importanti e utili gli spazi immensi riservati all'olio di oliva e, soprattutto, a quello extravergine, se è vero, com'è vero, che esso rappresenta -come si può leggere su Altroconsumo - solo l'1% degli oli vegetali prodotti oggi nel mondo.

Personalmente, non tenendo conto della grande avanzata proprio dell'olio di palma che - oltre a far male ha cancellato la biodiversità nei due paesi, Malesia e Indonesia, che ne producono la quasi totalità (86%) - ero rimasto alla percentuale del 3% di olio di oliva di fronte a tutti gli altri oli vegetali, con l'olio extravergine di oliva che rappresenta solo poche gocce (3%). Spazi enormi che sono solo da conquistare con un'attenta programmazione, che ha bisogno di strumenti e strategie di marketing per risultare vincente e dare quelle risposte che meritano sia gli olivicoltori che i territori vocati da millenni all'olivicoltura.

Un documento comunque importante che merita di essere riportato e diffuso così come sto facendo io con il mio blog.
pasqualedilena@gmail.com
 

Gli USA coprono quasi la metà dei consumi bio globali

        Il mercato mondiale del bio è più che quintuplicato negli ultimi 15 anni raggiungendo quota 80 miliardi di dollari. 'Dal 1999 gli alimenti e le bevande biologici hanno visto un incremento enorme. Allora il volume di mercato raggiungeva appena i 15 miliardi di dollari. Nel 2013 si contavano già 72 miliardi. Attualmente i dati del 2014 sono ancora in fase di elaborazione, tuttavia pare che ci si avvicini alla soglia dei 80 miliardi di dollari', spiega Amarjit Sahota dell'agenzia londinese Organic Monitor, che ha aggiornato la situazione globale in vista della edizione del prossimo febbraio del Biofach di Norimberga. La superficie mondiale coltivata secondo criteri biologici, pari nel 2013 a 43,1 milioni di ettari.
In questo contesto la Germania rappresenta il maggiore mercato europeo: nel 2014 è cresciuto del 4,8%. In cifre assolute il fatturato realizzato con alimenti e bevande venduti nei negozi al dettaglio tedeschi (negozi di alimenti naturali compresi) è salito da 7,55 a 7,91 miliardi di euro, secondo l'Arbeitskreis Biomarkt che ha elaborato i dati rilevati dagli istituti di ricerche di mercato tedeschi Gesellschaft für Konsumforschung GfK, Nielsen, BioVista e la Klaus Braun Kommunikationsberatung.

Per restare in Europa, la Francia sta recuperando terreno nei confronti della Germania. Rispetto all'anno precedente, le vendite nel 2014 sono salite del 10% per 5 miliardi di euro di fatturato. Nove consumatori su dieci scelgono come minimo di tanto in tanto prodotti bio, sei su dieci almeno una volta al mese. Per far fronte a questa domanda, sempre più agricoltori si convertono al biologico facendo segnare un incremento del 4% della superficie coltivata secondo criteri bio che ha ormai superato gli 1,1 milioni di ettari, secondo l'agenzia Agence Bio.

Nel 2014 il fatturato bio è cresciuto anche nel Nord Europa con grosse differenze tra Paese e Paese per quanto riguarda la quota detenuta sul rispettivo mercato alimentare. Mentre in Danimarca ammonta all'8%, la Norvegia raggiunge soltanto l'1,4%.

In Danimarca sono ormai biologici una carota su quattro e un litro di latte su quattro (il 29% riferito al fatturato). Non solo. E' il Paese che esporta la maggior quantità di prodotti bio (tra gli altri verso Germania, Svezia, Francia e Paesi Bassi), realizzando così nel 2014 introiti pari a 204 milioni di euro. Fino al 2020 questo valore potrebbe più che raddoppiare, secondo le previsioni dell'associazione di settore Organic Denmark
.

Nel 2014 il mercato bio svedese è esploso: infatti è aumentato di ben il 38% raggiungendo una quota di mercato del 5,6%. Stando ai dati forniti da Ekoweb, alla fine del 2014 il fatturato si aggirava su 1,6 miliardi di euro. Secondo le autorità agricole del Paese, nel 2014 in Norvegia il fatturato si è aggirato sui 256 milioni di euro, un dato piuttosto basso a fronte di un considerevole incremento del 28% registrato nei supermercati.

In lenta ripresa la Gran Bretagna, dopo anni di ristagno. Nel 2014, con una crescita del 4%, il settore degli alimenti biologici ha realizzato nel Regno Unito un fatturato di 1,86 miliardi di sterline (2,53 miliardi di euro).

Guardando Oltreoceano, negli Usa la vendita di prodotti bio tramite commercio specializzato e convenzionale segna un vero e proprio boom. Nel 2014 il mercato biologico degli Stati Uniti è cresciuto dell'11%, raggiungendo un valore pari a 35,9 miliardi di dollari (31,6 miliardi di euro). Rispetto al 1997, anno in cui l'Organic Trade Association (Ota) ha rilevato per la prima volta il fatturato bio statunitense, è praticamente decuplicato.

 Inserito sul Bollettino GreenPlanet il 26 ottobre, 2015 - 12:46 

24 ottobre 2015

Flos Olei, una guida portafortuna per le aziende molisane

Ben sette le aziende molisane, fra le 218 italiane e le 246 del mondo (i cinque continenti debitamente rappresentati), inserite in Flos Olei 2016 – la guida al mondo dell’extravergine.
L e aziende sono: Marina Colonna di San Martino in Pensilis; Oleificio Di Vito di Campomarino; Oleificio Bruno Mottillo e La Casa del Vento-L’Olio di Flora di Larino, Giorgio Tamaro di Colletorto; l’Azienda agricola Antonietta Pietropaolo di Casacalenda e l’Azienda agricola Principe Pignatelli di Monteroduni.
Un bel successo visto che hanno portato il Molise sul 12° gradino della classifica delle aziende per Regione, dopo Lazio (38), Sicilia (31), Puglia (29), Toscana (25), Umbria (15), Marche (13), Abruzzo, Campania e Veneto (11), Calabria e Sardegna (9) e, prima di Basilicata, Friuli V.G., Emilia Romagna, Liguria e Trentino (3) con la Lombardia (1) a completare il quadro delle 18 Regioni italiane interessate dall’olivicoltura.
Flos Olei - la guida al mondo dell’extravergine, oltre agli oli italiani inseriti per aver ottenuto o superato il punteggio minimo di 80 punti (più della sufficienza), riporta, come si diceva all’inizio, ben 246 aziende del mondo con i loro oli, e ciò sta a testimoniare la globalizzazione dell’olivo e del suo olio da oliva, detto extravergine. Subito dopo la Spagna (105 campioni), la Croazia (51), il Portogallo (19), la Grecia (15), il Cile (13), la Turchia e il Giappone (11), Argentina (9), Francia e Sud Africa (7), Brasile (5), Australia e Marocco (3), Tunisia (2), Israele, Nuova Zelanda Perù, Stati Uniti (1).
Un mondo di olio extravergine e, come da sempre, un mare di olio (Mediterraneo), che conserva il suo primato per numero di alberi di olivo (oltre 750 milioni), superficie (9 milioni di ettari sui 10 milioni totali), quantità di produzione (90% dei 15 milioni di tonnellate).  
Ho avuto modo di scrivere, riportando giorni fa sul mio blog la comunicazione dei responsabili della Guida Flos Olei, quale titolare de La Casa del Vento e produttore de L’Olio di Flora, che questo bel risultato, arrivato all’inizio della raccolta, suonava come augurio all’olio 2015 per nuovi e migliori risultati. Dai primi risultati si può dire che è così e non solo per l’L’Olio di Flora, ma per tutti gli olivicoltori e i trasformatori molisani.
pasqualedilena@gmail.com

Un'occasione persa


Quando ho letto l’invito inviatomi via e-mail da Don Alberto Conti, responsabile della Caritas di Trivento, di essere presente, oggi pomeriggio a Trivento, alla “Riunione congiunta dell’Abruzzo e del Molise –lo sviluppo delle aree interne” ho provato soddisfazione per questo prete dalla schiena dritta e forte e dalla grande sensibilità e amore per il suo territorio e le sue genti.

Era riuscito, nel mese di Aprile u.s., a rendere protagonisti di un incontro i due presidenti, D’Alfonso e Di Laura Frattura, rispettivamente dell’Abruzzo e del Molise e ad aprire una discussione, mettendo a disposizione dei due illustri rappresentanti istituzionali, un libro “Rompere gli Schemi per creare il nostro futuro”, 11° quaderno della solidarietà della Scuola di Formazione sociale e politico “Paolo Borsellino”.
“E’ un piccolo contributo – ha scritto Don Alberto nel biglietto che ho trovato nel libro di cui mi ha fatto gentile omaggio -   per alimentare la speranza nei cuori di coloro che con coraggio continuano ad abitare il territorio della Diocesi di Trivento”. Un incontro ricco di speranza per gli impegni solenni presi dai due presidenti, non ultimo quello di rivedersi presto, con le rispettive Giunte regionali, per entrare nel merito delle proposte e dei programmi.
Il libro che prima citavo riporta ricerche di Roberto Mannai e Michele Fuscoletti, frutto di “analisi, ragionamenti, proposte per la rinascita del Territorio della Diocesi di Trivento”, che, sia chiaro, non è un caso a sé ma uno dei tanti casi propri delle aree interne, caratterizzate da – come scrive Don Ciotti nella sua prefazione- “spopolamento, diminuzione delle risorse, smantellamento dei servizi essenziali, cioè i problemi che affliggono questa zona ricca di tradizioni e con un grande potenziale agroalimentare e sono conseguenza della perdita d’anima della politica, del suo appiattimento e di un’economia che bada solo al profitto”.
Parole che mi sono tornate in mente questo pomeriggio dopo aver ascoltato l’intervento del Presidente D’Alfonso, accompagnato da tutti i componenti della sua Giunta, e quello del Presidente Di Laura Frattura, che aveva al suo fianco solo il vice presidente Pietraroia e l’assessore Nagni.
Un fiume di parole, anche belle per la verità, che non sono riuscite a “innervare” (una parola che piace a D’Alfonso) il ragionamento “Lo sviluppo delle aree interne” che era alla base di una riunione, comunque eccezionale, quale quella di avere insieme due governi regionali.
Hanno parlato di scuole, sanità, trasporti, cioè di temi sicuramente importanti e utili a “rompere gli schemi” se, però, sopportati da “atti concreti – come scrive nella introduzione Don Alberto Conti – progetti di sviluppo e proposte di legge su cui ci si impegni con costanza fino al raggiungimento del risultato”.
E, invece, il silenzio più profondo sulle potenzialità del territorio, la sua agricoltura, le sue tradizioni, i suoi paesaggi, la sua storia e la sua cultura, i suoi possibili turismi per dare senso e significato a poli scolastici; ospedali o, come è stato ripetuto, Casa dalla salute; un riordino dei trasporti pubblici e, anche, come hanno detto i sindaci intervenuti, risposte primarie ai bisogni delle persone che ancora abitano questi luoghi; al completamento della Diga di Chiauci; al rifacimento delle strade.
Un vuoto programmatico che, invece di risolvere la situazione, rischia solo di aggravarla. In pratica, come dire e porre l’attenzione al cerchio e ai raggi di una ruota che si vuole che giri, ma che non può girare in mancanza del perno: il territorio con le sue risorse e i suoi valori.
Un’occasione persa – un vero peccato -per i due governi regionali, quella di non porre al centro della discussione il territorio e la sua agricoltura, prendendo l’impegno – faccio un esempio che richiama la programmazione e la progettualità – di mettere insieme e utilizzare una parte delle risorse a disposizione delle due Regioni per rilanciare l’agricoltura e far capire la sua centralità e attualità. Sarebbe diventato uno straordinario esempio per tutti gli altri territori che hanno urgente bisogno di ripartire se non vogliono essere stuprati da insediamenti che hanno un solo vero obiettivo: rubare terreno e, così, distruggere cibo e paesaggio, due fondamentali valori e, insieme, due primarie risorse.
Un’occasione persa soprattutto per il territorio che domina dall’alto il corso del fiume Trigno!
pasqualedilena@gmail.com

23 ottobre 2015

L'olivicoltura italiana è a un giro di boa. La sfida? Capire e cambiare

La globalizzazione dell'olivo e dell'olio obbliga a pensare a cosa vuole fare ed essere l'Italia. La qualità cambierà il volto del mercato e renderà gli olivicoltori protagonisti, in particolare quelli italiani che alla qualità hanno posto sempre una particolare attenzione

Il giro di boa, iniziato a cavallo degli anni ’90 del secolo scorso, è terminato con l’avvio della raccolta 2015 che, soprattutto grazie alla qualità del nuovo olio, ha già cancellato quella terribile dello scorso anno. C’è una nuova direzione che va in senso opposto a quella finora percorsa dal succo dell’olivo, l’olio, con situazioni davvero interessanti riguardanti le produzioni, i consumi, la comunicazione, le concorrenze.
Il Mediterraneo, pur riaffermando il suo ruolo di sempre, quello di culla dell’olivo e dell’olio, ha visto aprirsi, in questi ultimi venticinque anni, nuovi scenari con i cinque continenti ormai tutti interessati dall’olivo e tanti nuovi produttori che hanno, tutti, un minimo comune denominatore: la qualità.
Ed è proprio la qualità che cambierà il volto del mercato e renderà gli olivicoltori protagonisti, in particolare quelli italiani che alla qualità hanno posto sempre una particolare attenzione, soprattutto se si associano. Un dato dimostrato dal primato delle esportazioni, non dell’olio di oliva, che vede prima e molto avanti la Spagna, ma dell’olio di oliva extravergine, appunto della qualità con L’Italia che è sul podio più alto.

La qualità caratterizzerà fortemente il futuro dell’olio, in primo luogo di quello italiano, che, con tutti gli altri caratteri propri della nostra olivicoltura, troverà nuove porte aperte su un mercato globale che, insieme con essa, registrerà altre interessanti novità.

E’ vero, nonostante la recente espansione dell’olivo in altri continenti, le quantità non hanno intaccato la centralità del Mediterraneo in quanto a superficie e produzione (1 milione e mezzo di tonnellate, cioè il 10% dell’olio di oliva prodotto nel resto del mondo), però sono espressive per ciò che riguarda il rapporto con il consumatore, in particolare quello che si avvicina per la prima volta all’olio extravergine di oliva. C’è da pensare a un nuovo consumatore, ma con idee già chiare sui caratteri e i pregi di questo prodotto. Ecco che l’olio, in silenzio e sempre più, scivolerà liscio sugli ottanta e più mercati, toccati fino ad oggi dalle esportazioni di olio dall’Italia e su quelli che riuscirà a conquistare prossimamente.

Grazie alla crescita sostanziosa di superficie olivetate nei Paesi dell’Africa settentrionale, in particolare la Tunisia, il Paese destinato a occupare il secondo posto dell’Italia in fatto di quantità di produzioni, il rapporto mondo/mediterraneo non muterà, sia la superficie sia la quantità di produzione, con i nuovi oli che serviranno ad adeguare l’offerta alla domanda crescente.

Ciò che cambierà è la percentuale del consumo di olio da parte dei Paesi del Mediterraneo e cioè un abbassamento dell’attuale 80% dei tre milioni di tonnellate di olio consumato nel mondo, vista la crescita costante (3,4%) dei consumi di olio nel mondo (da 1.666.000 ton. nel 1991 a 3 milioni nel 2014), soprattutto quella di Paesi nuovi consumatori. In particolare, i tre Paesi che hanno registrato le migliori performance nei quasi 25 anni considerati: l’America (terzo Paese consumatore dopo Italia e Spagna con una crescita media annuale del 10% l’anno dal 1991 al 2014) , il Giappone (52%, con poche tonnellate consumate nel 1991 e ben 54 mila nel 2014), l’Australia (11%, ma su ordini di grandezza più piccoli). Anche il dato che l’Italia, la Spagna e la Grecia, da soli, consumano il 42% dell’olio consumato nel mondo, tenderà a scendere con l’affezione all’olio da parte dei consumatori più recenti come quelli dei Paesi sopra considerati e l’entrata in scena di nuovi consumatori.

Il giro di boa ha, inoltre, il significato della globalizzazione dell’ulivo e del suo olio, tant’è che si può dire, senza tema di essere smentiti, che ogni minuto che passa c’è un frantoio che macina olive nel mondo e che produce olio, sempre più extravergine.

Ecco che l’ulivo, forte del suo passato e della fama del suo olio extravergine, esprime oggi tutta la sua modernità e, per quanto riguarda la difesa e tutela del territorio - fondamentali per il rilancio e sviluppo dell’agricoltura - la grande centralità.

Una fama quella dell’olio extravergine strettamente legata a due aspetti di grande attualità, la buona cucina e lo stato di salute e benessere che sta a cuore al consumatore e che l’olio assicura con il suo uso giornaliero, moderato ma costante, soprattutto per prevenire l’insorgere di malattie.

Il piano olivicolo del Governo ha urgente bisogno di essere prontamente recepito dalle Regioni e, soprattutto, di una strategia di marketing che ha bisogno di una regia a livello nazionale e questo per non sprecare tempo e risorse, cioè occasioni che sono alla portata di mano. Per non permettere, in pratica, il solito tiro della coperta che, poi alla fine, va sempre dalla parte del più forte (l’industria di trasformazione), che è tale perché unito, diversamente dal mondo degli olivicoltori che vive di antiche e nuove divisioni, a tutti i livelli. Per dare a ognuno la possibilità di intraprendere nuove avventure utilizzando i percorsi che le novità del mercato mettono a disposizione.

Per quello che ho già prima scritto e per quello che cercherò di scrivere a conclusione di questa mia nota, posso dire che, se si lavora con l’intelligenza che merita una strategia di marketing, c’è spazio ampio per tutti. Si tratta solo di capire che ognuno (istituzioni e protagonisti del comparto olivicolo) ha di fronte a sé spazi ampi e tutti da conquistare.

L’Italia, con i suoi primati (patrimonio di biodiversità, quarantadue Dop e un’Igp, produzione ed esportazione di qualità, biologico e ricchezza di tipologie di olio), ha la più bella delle occasioni per essere la grande protagonista di questo nuovo percorso scaturito dal giro di boa che si è appena concluso.

Penso, dopo aver già posto l’accento sulla qualità e la sua tracciabilità con le Dop e l’Igp, al Biologico e alla necessità di facilitare il percorso del suo riconoscimento per non disattendere la domanda crescente di questo tipo di olio extravergine, che arriva da ogni angolo del mercato mondiale.

Penso, soprattutto a quel patrimonio immenso di 500 varietà autoctone, cioè alla ricchezza della Biodiversità olivicola che dà un primato al nostro Paese, irraggiungibile per qualsiasi altro Paese. Un valore inestimabile, straordinario, tutto da organizzare per il bisogno che esso ha di essere raccontato e valorizzato se si vuole che, poi, sia vincente su un mercato che mostra di tendere, sempre più, all’uniformità a scapito della diversità che, nel caso della biodiversità, è vita.
di Pasquale Di Lena

Teatro Naturale-pubblicato il 23 ottobre 2015 in Strettamente Tecnico > L'arca olearia

18 ottobre 2015

Lo scienziato del gusto

Ricordo di aver conosciuto il prof. Corrado Barberis, docente di economia all'Università di Roma, tanti anni fa e di aver seguito con grande interesse il suo corso di Sociologia rurale quando ero studente della Facoltà di Agraria - Università di Firenze.

Un maestro - non solo per me - che ho avuto modo di seguire anche dopo la fine degli studi, grazie al mio interesse e al mio impegno per il mondo contadino.

Ho letto i suoi libri, anche se non tutti dei tanti che ha scritto e pubblicato, ed ho seguito, tutte le volte che ne ho avuto la possibilità, i suoi interventi.

Uno straordinario personaggio, uno scienziato appunto, che ha saputo raccontare un mondo unico, quello delle campagne, e, in particolare, il cibo prodotto dal mondo contadino. Ma ha saputo, anche e soprattutto, raccontare il territorio quando pochi erano quelli che riuscivano (riescono, purtroppo) a sapere i valori e le risorse di questo fondamentale tesoro sacrificato alla modernità a scapito delle future generazioni.

Ieri pomeriggio a Albano Laziale, nella "Sala delle Vedute" di Palazzo Lercari dove ha sede il Museo diocesano, l'incontro, dopo anni, con il grande maestro e l'abbraccio pieno di tanta emozione per me. L'occasione, una grande manifestazione arredata da una mostra di Silvana Bissoli, "Voci tra Cielo e Terra", promossa e organizzata dal dr. Maurizio Manzo (molisano di origine, corsista al Master in Cultura dell'alimentazione e delle tradizioni enogastonomiche e promotore di sviluppo territoriale sostenibile),dedicata all'olivo e all'olio, dove sono stato invitato a parlare de "L'olio oggi, cosa sta succedendo".

Un abbraccio che mi ha dato una particolare emozione, quella che solo un maestro ti può dare. Ho imparato a percepire, sin da bambino, l'importanza di chi riesce a nutrirti di saperi o di passioni, d'indicarti la strada e, a capire, quello che la fortuna ti mette nelle mani, nella mente e nel cuore quando ti capita d'incontrarli.

Grazie ancora professor Corrado Barberis.


 

10 ottobre 2015

VOCI TRA CIELO E TERRA...la misteriosa unità delle cose


 
COMUNICATO STAMPA
 
Dal  10  al  21  ottobre  2015  ad  Albano  Laziale  (RM)  presso  Palazzo  Lercari,  sede  del  Museo
Diocesano, si svolgerà la mostra-evento  Voci tra Cielo e Terra la misteriosa unità delle cose ”,
un percorso di relazioni tra la passione degli ulivi e la passione per gli ulivi, ideato ed organizzato
dal  dott.  Maurizio  Manzo,  co-promosso  da  Italia  Nostra  onlus  (sezione  di  Campobasso),
Fondazione UniVerde e LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori  sezione provinciale di
Roma).
 
La manifestazione, ad ingresso gratuito, è un’iniziativa a forte valenza culturale e senza scopo di
lucro che, partendo dall’esposizione degli ulivi della passione della pirografista Silvana Bissoli
diviene occasione di approfondimento, riflessione e confronto su quella che può definirsi una vera
e propria passione degli ulivi!
 
L’evento si struttura come una declinazione variegata dei molteplici aspetti che sottendono alla
matrice simbolica dell’ulivo (dall’arte, al paesaggio; dal riferimento iconografico-religioso a quello
liturgico; dalla componente nutrizionale a quella salutistico/promozionale) il tutto supportato da
una serie di autorevoli incontri, conferenze e contributi del mondo accademico, culturale, artistico,
religioso,  istituzionale  ed  associativo;  alla  manifestazione  è  associata  anche  una  lotteria  di
beneficenza (biglietti acquistabili in loco) i cui proventi saranno devoluti interamente alla LILT
(Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori).
 
Protagonista dunque l’ulivo, ma anche l’acqua e la terra molisana  che per vari aspetti ha un
legame molto forte con l’evento.  Infatti, l’opera pirografica che  il nome a questa II^ stazione di
un  ampio  percorso  espositivo  itinerante  (Voci  tra  cielo  e  terra,  appunto)  ritrae  un  carattere
paesaggistico del tutto singolare, per quanto ben altri se ne possano ritrovare lungo la nostra bella
penisola: il Gigante della Cìvita di Duronia  CB, un declivio naturale a ridosso del cimitero del
suggestivo comune che, dall’alto della sua maestosità, sembra il profilo di un volto umano intento
a  dialogare  con  l’infinito  mentre  si  lascia  ammirare  in  una  cornice  paesaggistica  di  naturale
bellezza e profondità simbolico-escatologica
 
 
Voci tra Cielo e Terra
…la misteriosa unità delle cose

 

un percorso di relazioni tra la passione degli ulivi e la passione per gli ulivi

ideato e organizzato da Maurizio Manzo

 II  stazione

INAUGURAZIONE  sabato 10 ottobre 2015  ore 15:00 / 19:00

 
Gli incontri si terranno presso la Sala delle Vedute di Palazzo Lercari (Museo Diocesano di Albano)

via Alcide De Gasperi, 37 - Albano Laziale (Roma)

Orario di apertura del Museo Diocesano: Martedì 9:00-13:00  /  Mercoledì 9:00-13:00 - 15:00-19:00  /  Sabato15:00-19:00

apertura straordinaria : martedì 20/10/2015 ore 15:00  19:00

il programma integrale della Mostra-evento è consultabile sul sito: www.lulivoelaluna.com

(per maggiori informazioni: dott. Maurizio Manzo tel. 3669548576  E-mail: jm.aegdesign@gmail.com)

Con il Patrocinio di : 

 

 

 

PROGRAMMA della giornata inaugurale (sabato 10 ottobre 2015  ore 15:00 / 19:00)

 la VIA della CROCE

 

ore 15.00 Saluti di apertura del Direttore del Museo Diocesano di Albano Roberto Libera

Presentazione a cura di Maurizio Manzo (ideatore e organizzatore della Mostra-evento)

 

ore 15.30   Saluti dei rappresentanti istituzionali convenuti

Nicola Marini (sindaco di Albano Laziale)

Massimiliano Borelli (consigliere metropolitano di Roma Capitale)

*  Giuseppe Nerio Carugno (segretario generale Fondazione UniVerde)

Enrico Del Vescovo (presidente Italia Nostra onlus / sez. Castelli Romani)

Gianluigi Ciamarra (presidente Italia Nostra onlus / sez. CB)

Antonio Di Lisio (vicepresidente Italia Nostra onlus / sez. CB)

ore 16:00   Giovanni Germano (architetto – coordinatore di “cammina, Molise!”)

“cammina, Molise!”: un tassello utile per la rinascita delle aree interne molisane

ore 16.30   Nicola Cirelli (dottore in economia & management)

Ri-tornare a credere nel Territorio di Molise

Carmelina Cristina Tasillo (prof.ssa di latino e greco)

il mito classico dell'ulivo

ore 17.00 A colloquio con l’autore Nico Mauro (poeta e scrittore)

Presentazione del libro: La polvere e l’acqua. Parole lungo la via della croce

ore 17.30 Presentazione e inaugurazione della mostra pirografica di Silvana Bissoli

“Voci tra Cielo e Terra” …la misteriosa unità delle cose

ore 18.00 Percorso critico tra le opere con Pompea Vergaro (critico d’arte)

ore 19.00 Degustazione di prodotti tipici 

 

 
Nei giorni a seguire:  
· mercoledì 14 ottobre ore 9:00 /13:00  la VIA della BELLEZZA e del CREATO

ore    9.00   S.E. Mons. Luca Brandolini (vesc. em. di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo)

l’ulivo e l’olio nella tradizione biblica e liturgica della Chiesa

ore 10:00 Francesco Schittulli (presidente LILT – Lega Italiana Lotta Tumori)

ore 10.30 Antonella Rotondi  (archeologa della Soprintendenza Speciale per il Colosseo il MNR

e l'Area  archeologica di Roma - MiBACT)

il giardino dei Patriarchi d’Italia: …un bell’esempio di unità!

ore 11.00 Carlo e Rita Turri (maestri di tarsia lignea)                                                                           l’ulivo …nell’inconfondibile bellezza della tarsia lignea

ore 11:30 Angelo Falciano (docente di discipline plastiche e scultoree c/o il Liceo artistico di Ciampino-Marino)

la figura dell’albero: …alle radici della creatività  (presentazione di alcuni lavori degli studenti sul tema)

ore 12.30 Maurizio Manzo (dottore in architettura e promotore di sviluppo territoriale sostenibile)

…è lecito ripudiare / licenziare la “bellezza”?

 

·      mercoledì 14 ottobre ore 15:00 /19:00  la VIA del GUSTO

ore 15.00   P. Angelo Di Placido (O.S.A.)

…Gustate e vedete quanto è buono il Signore (sal. 33)

L’ ulivo e l’olio nelle Sacre Scritture

ore 15.30   Pasquale Nava e Giuseppe Allamprese (scultori)

Il gusto per l’arte sacra: …la monumentale via Crucis per il Cile (la materia e il processo creativo)

ore 16.30   Ernesto Di Renzo (antropologo, Università di Roma Tor Vergata)

Mangiare con fede, mangiare per fede. La dimensione normativa del cibo

al cospetto delle   precettistiche religiose.

ore 17.30   Tommaso Iacoacci (vicepresidente regionale Slow Food Lazio)

…un modo più sostenibile di gustare il cibo

ore 18.00   Maurizio Manzo (dottore in architettura e promotore di sviluppo territoriale sostenibile)

semplice, lineare …complesso!   Un calendario del gusto per la valorizzazione dei Castelli Romani

 

·      sabato 17 ottobre ore 15:00/19:00  la VIA della PROMOZIONE

ore 15.00   Alma Rossi (direttore Parco Regionale dell’Appia Antica)

La bellezza come …filo conduttore della promozione

ore 15.15   Antonio Insalaco (curatore Archeologo, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali)

L’Acquedotto Claudio: …una delle “cornici” più importanti della Roma antica

ore 15.30   Maurizio Perna (presidente A.S.D. Archi di Claudio Golf Club)

Raccolta sociale: una bella opportunità …da cogliere insieme!

ore 16.00   Pasquale Di Lena (presidente onorario Ass.ne Città dell’Olio)

...l’olio oggi: cosa sta succedendo?

ore 16.30   Corrado Barberis (INSOR) e Lucio Fumagalli (presidente BAICR)

...  perché un Atlante italiano degli oli?

ore 17.00   Luigi Odello (Narratori del gusto)

Comunicare territori e prodotti con sensi e …buon senso!

ore 17.30   Valentina Canali (vice direttore Azienda Romana Mercati)

il Centro Servizi per i Prodotti Tipici & Tradizionali abaco di cultura!

ore 18.00   Sergio De Angelis (enologo, assaggiatore di oli d’oliva vergini e pedagogista)

Olio …sulla via dei Castelli, in attesa della DOP!

ore 18.30   Maurizio Manzo   (dottore in architettura e promotore di sviluppo territoriale sostenibile)

Recuperare per raccontare e promuovere!       -                                                                                Alcuni casi notevoli da considerare seriamente:

r’trappit (Duronia) - l’ex cartiera pontificia (Grottaferrata) - l’ex mattatoio e la stazione Fs (Albano L.)

 

·martedì 20 ottobre ore 15:00/19:00*   la VIA della SALUTE e della SPERANZA

ore 15.00 P40 e Donna Lucia

Vocalità e note salentine narrano, per la Via... la passione degli ulivi!  (II^ stazione)

ore 15.30 Francesca Dragotto (esperta di linguistica latina e ricercatore in glottologia e linguistica

alla Facoltà di Lettere dell’Università Tor Vergata di Roma)

Olio ...   dal latino ŏleum

ore 16.00 Laura Di Renzo (professore aggregato di Scienze e tecniche dietetiche applicate,

Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, sez. di Nutrizione clinica e Nutrigenomica

Università degli studi di Roma Tor Vergata)

Olio extravergine di oliva: …il principe della dieta mediterranea

ore 17.00 Giuseppe Sellari (docente di Pedagogia speciale c/o Università di Roma “Tor Vergata”)

“La Voce della speranza. Musica ed educazione estetica”

ore 17.30   S.E. Mons. Giancarlo Maria Bregantini (Arcivescovo di Campobasso-Bojano)

il …volto della Speranza  (Via Crucis: volto di Cristo, volto dell’uomo; alcune meditazioni dalla Via

Crucis al Colosseo del Venerdì S. 2014)
·      mercoledì 21 ottobre ore 15:00 /19:00  la VIA della LEGALITA’
ore 15.00  * Rappresentante salesiano
Educarsi ed educare oggi alla legalità
(un contributo nel bicentenario della nascita di Don Bosco)
ore 15.30 *on. Colomba Mongiello (Commissione agricoltura della Camera dei Deputati)
Una testimonianza istituzionale da Expo in termini di sicurezza agroalimentare
ore 15.45   Maria Cristina Tullio (presidente territoriale AIAPP)
Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio,  sez. Lazio-Abruzzo-Molise-Sardegna
Un percorso sostenibile tra gli ulivi!
ore 16.00   Domenico Lombardo (architetto)
L’ulivo nella tradizione del paesaggio pugliese: patrimonio da tutelare!
ore 16.15   Veronica Vizzarri (Ph.D. Ricercatore CREA)
Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria
Centro di Ricerca per l’Olivicoltura e l’Industria Olearia di Rende – CS)
Problemi agronomici e fitosanitari: il caso Xylella fastidiosa.
ore 17.00 *on. Alfonso Pecoraro Scanio (presidente della Fondazione UniVerde
ex Ministro delle politiche agricole e forestali e dell’Ambiente)
facciamo il punto sulla Xylella fastidiosa, sul paesaggio e sull’olio
ore 17.15   Giuseppe Vadalà (C.te reg.le Toscana - Corpo Forestale dello Stato)
Sicurezza ambientale e agroalimentare, la nuova sfida di legalità
ore 17.45   Rappresentante dei Carabinieri “Nas”
L’attività del Nas per la tutela dell’olio di oliva e del consumatore 
ore 18.15   Maurizio Manzo (dottore in architettura e promotore di sviluppo territoriale sostenibile)
…una possibile economia del fiore per lo sviluppo sostenibile dei Castelli Romani 
ore 18:30   Sorteggio dei tagliandi vincenti della lotteria di beneficenza pro LILT
 
Per consultare il programma completo della mostra-evento: www.lulivoelaluna.com
Per maggiori informazioni:   dott. Maurizio Manzo tel. 3669548576  E-mail: jm.aegdesign@gmail.com