28 dicembre 2016

QUATTRO AMICI A GUSTO LOFT



Andare a Gusto Loft, il locale che guarda la piazza grande di Pian San Leonardo a Larino, dove puoi vedere, odorare, gustare, degustare, incontrare, parlare, comprare, è un piacere.
Tutto è all'insegna della grande selezione di prodotti legati alla tradizione, molisana e non sola.

Non era la prima volta, ieri sera, che ci siamo visti con i fratelli L'Abbate di Campomarino e Antonio Mastrogiuseppe, il titolare del locare e grande animatore, per gustare insieme un aperitivo a base di pane e olio, salumi, formaggi e un bicchiere di ottimo vino.

Non solo - come chiusura di un'ottima degustazione e magnifica conversazione - la bellezza e la bontà di quel boccone finale, la zizza, una mozzarella di Bufala gigante, splendente come una perla enorme che rifletteva le luci del locale.
Giuseppe L'Abbate è il titolare di quel piccolo ma delizioso ambiente ricco di quadri e di tante altre cose, nonché angolo di una cucina eccellente che è la Trattoria Nonna Rosa aperta da oltre cinque lustri nella capitale del vino del Molise, Campomarino, con una delle prime cantine cooperative e aziende fra le più note che portano alto il nome di un territorio che qui è terra e mare.

Anche ieri sera, passate le ore venti, i tavoli hanno cominciato ad uno ad uno ad animarsi di voci con PierAlba, la padrona di casa, che era lì a salutare insieme ai suoi bravi collaboratori.

Un piacere vivere Gusto Loft, un ambiente moderno che riesce a trasmettere un calore inaspettato che io addebito al gusto della tradizione e al piacere dell'ospitalità.

Alla prossima.

  

21 dicembre 2016

Echi dalla 13 edizione “Goccia d’Oro”

C’è un concorso che da 13 anni si svolge a Larino e riguarda gli oli molisani, partecipato anche quest’anno , nonostante l’annata non facile per colpa della mosca,  da oltre cinquanta olivicoltori. Un concorso che dedica mezza giornata a un tema di attualità riferito all’olivo e all’olio e l’altra mezza giornata alla premiazione, con intermezzi musicali, che ha sempre coinvolto centinaia di persone. Per la prima volta quest’anno al Cine- Teatro Risorgimento strapieno di persone e, la cosa più bella, in gran parte bambine e bambine, giovanissimi.

Un concorso il “Premio Goccia d’Oro”, inventato dal fondatore del secondo Panel test realizzato in Italia, Maurizio Corbo, responsabile dell’ufficio olivicoltura dell’Arsiam, oggi Arsap, organizzatore della Gara di potatura che seleziona, quasi ogni anno con successo visto il lungo elenco dei campioni molisani, i partecipanti alla Gara Nazionale.
Un insieme di iniziative che, dopo la nascita dell’Associazione Nazionale delle città dell’Olio proprio a Larino, hanno confermato la centralità della capitale dei Frentani nel campo olivicolo, con le sue tre varietà autoctone “Gentile di Larino”, “Salegna o Saligna” e “Oliva San Pardo” e con il primato della sua varietà principe, appunto la “Gentile”, che copre un terzo dell’olivicoltura molisana.
Ebbene, un appuntamento annuale così importante, che, in questi 13 anni, ha contribuito non poco alla crescita della cultura dell’olio e alla nascita di tante aziende che, con l’immagine della qualità, si vogliono confrontare con il mercato, quest’ultimo sempre più favorevole alla qualità legata all’origine se abbinata alla diversità, non è stato preso in considerazione né dalla Stampa e dalle televisioni  e neanche dai rappresentanti istituzionali, visto che gli unici presenti erano due assessori del Comune di Larino.
E’ proprio vero che ”il Molise non esiste”, visto che non esiste per chi lo dovrebbe rappresentare e raccontare, organizzare e promuovere, cogliendo quello che di bello e di buon esprime.
Una mancanza di attenzione che il Premio Goccia D’Oro non meritava e non merita
Ed ora rendiamo omaggio ai 22 oli vincitori dei  55 iscritti al concorso, iniziando da chi ha fatto man bassa dei premi, in particolare di quello più importante, il premio dei premi, quello del vincitore tre tutti gli oli premiati, l’olio di Auriemma Maria Luisa di Larino, che, premiato anche da tutt’e tre le giurie del Concorso nella Categoria OlI Dop è da considerare il miglior olio del Molise. Un altro olio che ha avuto la stessa attenzione dalle tre giurie è L’olio di Flora de La Casa del Vento di Larino. Due giurie hanno premiato, nella categoria Bio/dop,  la “Riserva di Alessia” di Alessandro Patuto di Larino. Due premi a un olio “fruttato intenso”  a Trespadum di Mastrangelo G. di Mafalda e altri due a un olio “fruttato medio” di Bruno Mottillo di Larino. I rimanenti nove premi dei 22 consegnati, di cui tre della categoria amatori (Di Paola Luciana di Civitacampomarano;  Pastorini Fabrizio di Larino e Del Balso Nicola di Gidone), a Adamo Radatti e ai Fllli Gasdia per un olio “fruttato leggero”, a Michele Ricci, per un fruttato medio,e a Luigi Berchicci per un olio Bio/Dop, tutti di Larino; a Tagliaferri Domenico di Sant’Elia a Pianisi per un fruttato leggero; Battista Manrico di Santa Croce di Magliano, per uh fruttato intenso.
Delle 14 aziende che hanno vinto, 9 sono di Larino e 5 di Civitacampomarano, Gildone, Mafalda,  Santa Croce di Magliano e Sant’Elia a Painisi, tutte della Provincia di Campobasso.
pasqualedilena@gmail.com

19 dicembre 2016

Disegno di una società accettabile    

di Umberto Berardo



Nella storia i sistemi di potere nascono da strutture economiche, ma anche da concezioni ideologiche e da apparati politici che fondamentalmente mirano a creare la soggezione e lo sfruttamento dei più a vantaggio di quei pochi che gestiscono i mezzi di organizzazione della società.

I tentativi di creare collettività egalitarie, libere e democratiche ci sono stati, ma non hanno avuto vita facile, stroncati come sono stati dalla violenza militare o dal boicottaggio economico dei poteri forti.

Le lotte di liberazione dalla soggezione culturale, economica, militare e politica non sono mancate nel corso dei secoli, ma, nonostante la fine di tante forme d'imperialismo o di dittatura, il mondo sembra ancora dominato da forze palesi o subdole che senza scrupoli mirano al profitto ed all'arricchimento sfruttando in modo spropositato a vantaggio di pochi i beni naturali e le risorse umane e mantenendo per questo i più in povertà e soggezione.

Due autori ci hanno colpito in particolare nell'analisi del modo irrazionale ed errato con cui oggi l'umanità vive, produce e gestisce l'attività economica ed i sistemi di relazione umana.

Naomi Klein, soprattutto in "Shock economy" e "Una rivoluzione ci salverà", sostiene con forza come occorra uscire da un capitalismo deregolamentato e selvaggio, eliminare la crescita del PIL come una priorità assoluta e trasformare completamente gli stili di vita dell'umanità per renderli sostenibili con le risorse del pianeta e compatibili con le necessità di tutti.

Byung-Chul Han in "Psychopolitik" cerca di esaminare con estrema chiarezza le relazioni tra neoliberismo e forme di soggezione strutturale e psicologica cui sono sottoposti i soggetti sfruttati da potenti estranei e condotti dalle nuove tecnologie addirittura a nuove forme di dipendenza definite dal filosofo coreano "autosfruttamento".

Nel digitale, soprattutto con i Social Network, la Psicopolitica costruisce, secondo Han, nuove forme di sfruttamento e di soggezione attraverso trappole psicologiche e sistemi di comunicazione che sembrano accogliere idee di libertà, mentre in realtà utilizzano gratuitamente i nostri dati e ciò che noi produciamo intellettualmente manovrando i desideri con la pubblicità fino a farci apparire importante ed essenziale ciò che in realtà è solo una proprietà altrui dotata di valore di scambio per fare profitti.

Ora è da poco uscito per i tipi di "Ponte alle Grazie" l'ultimo saggio di Noam Chomsky dal titolo "Chi sono i padroni del mondo" in cui l'autore affronta con una lucidità intellettuale profonda tutte le questioni di politica internazionale del recente passato, ma anche i problemi che si affacciano all'orizzonte dell'umanità.

L'esigenza dello studioso, come scrive testualmente a pag. 57, è quella di aiutare a comprendere i sistemi di dominio ed oppressione in quanto " l'amnesia storica è un fenomeno pericoloso non solo perché svigorisce l'integrità morale e intellettuale, ma anche perché diventa terreno fertile per nuovi crimini ancora di là da venire ".

Di qui parte una ricostruzione storica del ruolo degli Stati Uniti, ma anche degli altri Stati coloniali ed imperialisti nei diversi scenari territoriali, per conservare, secondo la teoria di George Kennan, le "posizioni di squilibrio" capaci di separare le enormi ricchezze di pochi dalla povertà di tutti gli altri.

Le élite ed i grandi gruppi economici e finanziari esercitano ormai poteri decisionali nelle politiche dei governi, mentre la democrazia si sfilaccia ed il popolo non ha più alcuna influenza; così spesso l'apatia prende il sopravvento portando gli elettori alla rinuncia all'esercizio del diritto di voto.

Avviene allora che la democrazia stessa possa diventare solo fittizia e funzionale ad obiettivi di carattere economico e finanziario.

Rispetto agli scenari che disegnano ancora devastazioni ambientali, catastrofi climatiche, lotte armate, terrorismo, sopraffazione e perfino una guerra nucleare, Chomsky delinea nelle dense pagine del volume le possibili soluzioni ai più pressanti problemi che vive l'umanità.

Così scorrono le sue proposte sulle forme energetiche alternative, sull' " unica democrazia laica a doppia nazionalità nell'antica Palestina dal mare al fiume ", sulla creazione di zone denuclearizzate negli scenari di conflitto fino alla denuclearizzazione completa nel mondo, sul superamento della diseguaglianza che vede polarizzarsi il 95% della ricchezza nelle mani dell'1% della popolazione mondiale, sugli impegni negoziali e diplomatici capaci di disinnescare un terrorismo che sconvolge il mondo intero e sull'attivazione di politiche razionali di accoglienza ed integrazione dei rifugiati e degli immigrati alternative ai tentativi di corruzione oggi della Turchia come ieri della Libia.

Tutto il volume è pervaso dalla necessità di liberazione degli esseri umani dalle gabbie che impediscono la libera espressione della persona compressa dalla soggezione psicologica, culturale, economica e politica; tale affrancamento, tuttavia, come la realizzazione della giustizia sociale non possono essere elementi esterni o estranei ad una modifica profonda dello stile di vita di ognuno di noi.

È proprio per questo, crediamo, che il saggio di Chomsky si conclude con un interrogativo che interpella profondamente il lettore "  Chi governa il mondo? Forse dovremmo porcene un'altra : Quali  principi e valori governano il mondo?" .

Nel leggere tale domanda finale abbiamo pensato alla possente voce di papa Francesco che si leva con insistenza e continuità in difesa dei diritti di tutti gli esseri umani e di un Pianeta devastato per interessi.

Siamo tornati così alle proposte contenute nel Messaggio Evangelico ed abbiamo ripetuto a noi stessi che abbiamo forte la necessità di superare l'egoismo da cui siamo pervasi per rimettere al centro della nostra vita quelle "Beatitudini" che riteniamo l'essenza del Cristianesimo, ma anche il possibile fondamento di una società giusta ed egalitaria.

Fra alcuni giorni ricorderemo la nascita di Gesù Cristo che noi cristiani riconosciamo come Figlio di Dio.

Sarebbe bello e, crediamo, anche molto utile se pure chi non crede provasse a far entrare finalmente nella storia come elementi fondanti i valori dell'amore e della condivisione che purtroppo fanno fatica ad incarnarsi nello stile di vita degli esseri umani a partire ovviamente da noi che scriviamo.

17 dicembre 2016

Il granone “Agostinello”, tutto molisano, può, insieme con altre iniziative, rilanciare le aree interne.


 L’altro sabato sono andato  a S. Giovanni in Galdo per seguire la tre giorni della Condotta Slow food “Galdina”, nelle mani di Michela Budino e di Nicola Del Vecchio, impegnati , con il sindaco della bella cittadina prima citata e quello di Campodipietra, a rilanciare, con l’agricoltura sostenibile, il territorio e le attività legate alla promozione, valorizzazione e commercio dei prodotti agricoli fortemente legati alla tradizione e alla qualità.

Questa mattina, su invito del caro amico di tante avventure, Michele Tanno (penso al rilancio della Tintilia),  sono stato a Matrice, per ascoltare un’idea progettuale basata sul recupero e la diffusione della coltivazione del  mais “Agostinello”, dentro il tempio della trasformazione dei cereali, il Molino Cofelice. Una realtà che ha sempre più un ruolo importante da svolgere all’interno di una filiera corta, che vuole parlare direttamente al consumatore e con esso avviare quel dialogo permanente che serve per  dare quelle risposte sicure, soprattutto per ciò che riguarda la qualità e la salubrità di prodotti basilari, quali sono i cereali, con tutte le loro trasformazioni e adattamenti alla cucina e alla tavola.

Cereali, prima di tutto pane e pasta, cioè il nostro cibo quotidiano, fondamentale da sempre, insieme con l’olio di oliva, il vino, le verdure e la frutta, per i popoli del Mediterraneo.

A Matrice, dicevo, all’altezza della stazione ferroviaria, lungo il braccio Cortile-Centocelle, che raccordava il tratturo Castel di Sangro – Lucera con quello che da Celano arrivava a Foggia, non lontano da quel luogo magico segnato dalla stupenda chiesa di Santa Maria della Strada (sec. XII) con la sua leggenda del re Bove e del masso del diavolo.

Ebbene, quel leggero e piacevole sentore di una bella rivoluzione in atto, la più pacifica, che avevo sentito grazie alla condotta slow food Galdine e che coinvolge il territorio più interno del Molise, questa mattina è diventato un profumo inebriante di voglia di ripartire per non abbandonare definitivamente il campo (campagna) e, come recita una scritta sulla parete del molino, fare“un passo indietro per andare avanti”.

Questa volta con un mais tutto nostro l’”Agostinello”, che si semina a maggio e matura ad agosto per dare all’amante della “tolle” (pannocchia),  quella bollita,il piacere di sgranare un qualcosa dal delicato sapore ma dal gusto intenso, piacevole o, per i più esigenti, quella buttata sulla brace o tenuta con un ferro per non bruciarsi. Che dire poi della pizza di granone “Agostinello” sotto la coppa per tagliarla a metà (preparata dalle signore Cofelice)) e imbottirla di peperoni fritti o, volendo, renderla famosa con le verdure (pizz’è foje), un piatto che, al pari della polenta e altri derivati da questo mais o dalla sua farina. merita, una volta formulato il disciplinare di produzione del mais “Agostinello”, il riconoscimento di una indicazione geografica, Dop o Igp.

Altri piatti come la polenta al sugo di pomodoro, preparata per i partecipanti all’incontro voluto dall’Associazione “Arca Sannita”, che ha sede a Ferrazzano, mi ha saziato di bontà.

Solo chi ha in mano i Psr e, di questi tempi, anche le organizzazioni professionali credono alla bontà dei risultati del Psr, una volta erogati i fondi a disposizione e che, come si sa, finiranno nel 2020.

C’è da dire che questi programmi, come altri finanziamenti della Ue, hanno reso il coltivatore quello che prendeva da una mano i soldi, impegnando per una parte anche i suoi, e, con l’altra, passava il tutto all’industria dei trattori e delle attrezzature, a quelle della chimica e alle banche. Infatti, con tutti i soldi erogati nessun coltivatore, a differenza dell’industria, della finanza e delle multinazionali, si è vestito con abiti d’oro. Anzi, dal 2004, l’anno che ha fatto esplodere la crisi dell’agricoltura che ha anticipato di qualche anno la crisi più generale a dimostrazione di un sistema fallito, con il coltivatore che ha pagato  questa crisi a caro prezzo, l’abbandono dell’attività, spesso cacciato da espropriazioni per dare spazio ad altre attività sul proprio terreno, molte delle quali speculative e fonti di tangenti.  


Ecco che ripartire dalla terra - come vogliono fare i giovani di San Giovanni in Galdo e i sindaci di questo paese e di quello vicino, Campodipietra; Michele Tanno con l’Arca Sannita; Cofelice e i coltivatori rimasti - è una necessità se si vogliono creare esempi convincenti per allargare il campo e coinvolgere altri protagonisti.

Esempi convincenti anche per la politica e i gruppi dirigenti di questa nostra Regione, che non ancora hanno capito che il loro domani dipende da una svolta, soprattutto culturale, che è quella di partire dalle risorse e dai valori del territorio e che solo salvaguardando, tutelando, utilizzando e valorizzando questo prezioso bene comune, si può tornare a camminare insieme e affrontare il futuro con la conoscenza e il sogno del domani.

pasqualedilena@gmail.com

BUON COMPLEANNO CITTA' DELL'OLIO

Era un mattino freddo quel 17 dicembre del 1994 a Larino, quando nella sala conferenze del Palazzo ducale, l'allora sindaco della città frentana, Alberto Malorni, salutava i sindaci  che via via arrivavano da Venafro, Montenero di Bisaccia, Poggio Sannita, Lucito, Colletorto, Termoli, Rotello, Bonefro,, Roccavivara, Montorio, Montelongo, Santa Croce di Magliano, Guglionesi, Petacciato, Portocannone, Ururi e altri comuni del Molise o dalle Camere di commercio e amministrazioni provinciali di Campobasso e Isernia; da Massalubrense e San Lorenzello in Campania o da Imperia in Liguria, dalla Toscana, dalle Marche,  dalla vicina Puglia, e, perfino da Seneghe nel Montiferru in Sardegna.
E, poi, dall'Umbria guidati dal sindaco di Trevi, Carlo Antonini, che, poche ore dopo verrà applaudito Presidente dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio.
Un applauso caloroso davanti a testimoni d'eccezione, l'allora parlamentare molisano, il giornalista Federico Orlando, per lungo tempo vice di Indro Montanelli e Ro Marcenaro, il grande disegnatore che, all'Associazione, ha dedicato il logo, la famosa olivina che ancora l'accompagna, riportata sulla bandiera e, soprattutto, per segnalare una città dell'olio sulla tabella di entrata di uno dei trecento e più paesi che sono il cuore e l'anima dell'ANCO.

Fuori freddo, ma dentro la sala dell'antico Palazzo, tanto calore e tanta emozione per la nuova "creatura" che non poteva nascere che a Larino, l'antica capitale dei Frentani e da sempre capitale dell'olio, con le sue tre varietà autoctone, prima fra tutte la "Gentile di Larino", che rappresenta 1/3 dell'olivicoltura molisana.

Una scelta, Larino, concordata e sostenuta dall'Enoteca Italiana, che, grazie al Presidente Riccardo Margheriti, aveva dato vita, nel 1987, alla prima delle Associazioni caratterizzata da una identità enogastronomica, le Città del Vino, nata da un'idea di Elio Archimede di Asti, ideatore e promotore di iniziative importanti nel campo del vino e fondatore di quella stupenda rivista Barolo&Co. che ha, poi, diretto per trent'anni.

Sono passati già 22 anni da quel lontano 17 dicembre e le Città dell'Olio, nelle mani del Presidente Lupi, sono cresciute di numero ed hanno inciso con le tante iniziative sulla diffusione della Cultura e dell'immagine dell'olio e non poche scelte, anche politiche, soprattutto riferite al paesaggio e all'ambiente segnati dall'olivo e alla qualità dell'extravergine italiano.

Una stupenda avventura che ha dato non poco, anche attraverso la sua iniziativa di dar vita a un'Associazione dei paesi dell'olio del Mediterraneo, all'immagine che vive oggi l'olio sul mercato globale e alle sue potenziali fortune, solo se i governi e, per quanto riguarda l'Italia, anche le Regioni,  e il mondo della professionalità agricola, lavorano per tenere uniti gli olivicoltori e dare ad essi pari dignità e possibilità di rapporti con gli altri soggetti della filiera. Solo se si dà all'olivicoltura una programmazione capace di aiutare questo fondamentale comparto a sfruttare le straordinarie potenzialità e, non ultima, una strategia di marketing fondamentale se si vogliono dare risposte di reddito e di condizioni di vita ai bravi olivicoltori e non rischiare di perdere definitivamente un patrimonio di professionalità e di valori fortemente legati alla tradizione che, scelte all'insegna della presunta modernità, possono solo imbrattare ma non sostituire.

Lunga vita a te Associazione Nazionale Città dell'Olio  con tutta la mia gratitudine al già presidente Antonini, a chi ora la presiede e la dirige, Lupi e Balenzano e tutti i componenti della Presidenza e del Consiglio direttivo, alle brave collaboratrici, ai coordinatori regionali, ai soci tutti, con un pensiero all'olivo e all'olio e alle tante virtù che coltura e cultura continuano ad esprimere, sapendo che rappresentano benessere per l'umanità, come pure per l'ambiente, il paesaggio, il territorio nel suo insieme, un bene comune
 che ha bisogno di amici veri per essere difeso dall'assalto di chi lo vuole solo rubare e distruggere.

Pasquale Di Lena - ideatore e promotore delle città dell'olio - Presidente onorario dell'Associazione 

16 dicembre 2016

Premio Goccia d’oro 2016, la Riserva di Alessia, l’olio Bio/ Dop di Alessandro Patuto, bissa la vittoria dello scorso anno


L’Olio extravergine di oliva biologico e dop, la “Riserva di Alessia” di Alessandro Patuto, torna al Premio Goccia d’Oro 2016 e bissa il successo dello scorso anno nella categoria BIO/ DOP con il riconoscimento di migliore olio da parte della giuria composta dagli assaggiatori  professionisti  e da quella degli allievi dell’Itas della Casa Circondariale di Larino.

Un bel successo per un olio giunto al suo secondo anno di produzione che Alessandro Patuto ha voluto dedicare alla sua bambina Alessia. Un olio della varietà “Gentile di Larino” prodotto nell’azienda di famiglia situata nella bella Contrada Acquara, a 300m s.l.m., in quel mare di olivi che circonda il centro storico della capitale dei Frentani.

Olio fruttato medio, dolce e avvolgente, caratterizzato da note di vegetali di carciofo, lattuga. Netti sentori di menta e salvia. Abbinamenti eccellenti con marinate di tonno, insalate di crostacei al vapore, pesce lesso o gratinato, zuppe di farro, pinzimonio e carni bianche e rosse alla brace.

E’ l’olio che si può trovare nel punto vendita di Biosapori a Casacalenda, della Cooperativa olearia di Larino e a Termoli, in via San Marino,12, nel negozio ricco di delizie, il Cuore del Gusto.

L’OLIO DI FLORA, il miglior olio biologico del Molise

E’ il Premio “Goccia d’Oro”, promosso dall’Arsarp e giunto alla 13a edizione, che ha espresso questo giudizio così importante con le tre giurie del concorso, quella degli alunni della 4a B della scuola elementare Novelli di Larino; quella degli studenti dell’Ist. Agr. Sezione Casa Circondariale di Larino e quella degli assaggiatori professionisti componenti  del Panel test (il secondo riconosciuto in Italia), che ha sede nella città della varietà più diffusa del Molise “Gentile di Larino”, già capitale dell’antico popolo frentano e culla, 1994, dell’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio.

Nonostante l’anno terribile dell’olio, con un calo generalizzato di produzione in Italia e nel mondo e l’attacco diffuso della mosca dell’olivo che ha intaccato la qualità, oltre che la quantità, al Concorso riservato ai migliori oli molisani, hanno partecipato ben 55 oli, a dimostrazione della professionalità degli olivicoltori di una Regione che ha segnato, con l’olio di Venafro – il più famoso ai tempi dell’antica Roma – e quello di Larino (la città che ha tre delle 538 varietà autoctone che compongono il ricco patrimonio italiano di biodiversità olivicola) , la storia dell’olio italiano.
Un Concorso che ha il merito, diversamente da tutti gli altri riservati all’olio extravergine, di andare a prelevare, con i suoi collaboratori, direttamente i campioni in azienda.
L’Olio di Flora de La Casa del Vento di Larino è particolarmente affezionato a questo premio sin dalla sua prima raccolta, nel 2007, con la vittoria nella categoria degli oli amatoriali e poi ancora altre vittorie in seguito, ultima quella dello scorso anno  con i due riconoscimenti sempre nella categoria degli oli biologici.
Un riconoscimento che conferma la medaglia d’argento, appena arrivata da Bologna, del Concorso internazionale  BiolNovello, il primo Premio riservato alla raccolta dell’anno in corso, nel caso il 2016.
                                                    La Casa del Vento di Pasquale Di Lena

 Contrada Monte, 148 86035 Larino(cb)    Tel. (0039) 0874 1862107 - Mob. (0039) 335 8169881
casadelvento@hotmail.it - pasqualedilena@gmail.com

È, con i suoi ulivi “Gentile di Larino”, su un dolce colle, a 500 m s.l.m., non lontano dalla cima de “il Monte”. È la casa che domina, con lo sguardo a 360°, il Molise, un territorio vasto di paesaggi stupendi sempre verdi, con colline e montagne, le Mainarde e quelle dell’Abruzzo, che scendono verso il mare Adriatico delle isole Tremiti e del Gargano.  A Larino, l’antica capitale dei Frentani e, nel 1994, culla delle Città dell’Olio. È qui, su un dolce colle, che si possono vedere intrecci di arcobaleni ed ascoltare i racconti del vento che arriva da ogni parte, sempre da lontano.
Una bella occasione per augurare a tutti
        Buon Natale
         Felice Anno Nuovo

13 dicembre 2016

Un altro "miracolo" dell'olio di oliva

Arriva dall'India la bella notizia che l'olio di oliva, extravergine e vergine, può aiutare i cittadini di questo grande Paese a difendersi dal crescente inquinamento da mercurio, i cui effetti sono tumori, malattie cardiovascolari e renali, disturbi psichiatrici, problemi alla vista.

Sono i risultati di una ricerca di Manna e altri, pubblicata su Journal of Nutrition e Food Sciences.

Questi ricercatori hanno individuato nella forte presenza di antiossidanti fenolici, già noti per i loro effetti benefici sulla salute umana, in particolare l'Idrossitirosolo (HT), un antidoto efficace contro la tossicità indotta dall'esposizione al mercurio.

La coltivazione di olive è recente in India ed è tutta concentrata nei territori del Rosasthan e Himachal Radesh.
Si spera in una crescente produzione di olio di oliva per una diffusione più ampia del suo consumo grazie al minor costo di fronte all'olio di oliva importato.

fonte OliveOilTimes

12 dicembre 2016

Medaglia d'argento di BIolNovello a L'Olio di Flora "Gentile di Larino"


Nell'anno terribile dell'olivicoltura italiana e molisana, L'Olio di Flora partecipa al primo concorso in programma in Italia, BiolNovello 2016, e non perde il gusto di entrare tra i finalisti (57), conquistare la medaglia d'argento e rappresentare l'olivicoltura molisana a una competizione di livello internazionale.
Grande la soddisfazione de La Casa del Vento per questo primo riconoscimento, annata 2016, a un impegno non facile qual è quello di assicurare la qualità a una clientela affezionata a L'Olio di Flora, che è di grande stimolo a fare sempre più e meglio
La Casa del Vento

di Pasquale Di Lena

C.da Monte, 148 - 86035 Larino (CB) - ITALIA

         Tel. (0039) 0874 1862107 - Mob. (0039) 335 8169881

                    casadelvento@hotmail.it - pasqualedilena@gmail.com    

È, con i suoi ulivi “Gentile di Larino”, su un dolce colle, a 500 m s.l.m., non lontano dalla cima de “il Monte”. È la casa che domina, con lo sguardo a 360°, il Molise, un territorio vasto di paesaggi stupendi sempre verdi, con colline e montagne, le Mainarde e quelle dell’Abruzzo, che scendono verso il mare Adriatico delle isole Tremiti e del Gargano.  A Larino, l’antica capitale dei Frentani e, nel 1994, culla delle Città dell’Olio. È qui, su un dolce colle, che si possono vedere intrecci di arcobaleni ed ascoltare i racconti del vento che arriva da ogni parte, sempre da lontano.

Nasce biologico e monovarietale, e, ancora in parte, si raccoglie a mano. Un olio pluripremiato, sin dal primo raccolto nel 2007, dal caratteristico fruttato leggero proprio della sua varietà “Gentile di Larino”. L’amaro e il piccante ben equilibrati gli donano armonia e delicatezza, nonché nobiltà. Si presenta con un colore dorato intenso dai bei riflessi verdognoli, emana note di ortaggi, carciofo e sedano, che lo rendono equilibrato al gusto.
Perfetto per la cottura, e, tanto più, a crudo su un’ampia varietà di pietanze.

Ecco il giudizio di un grande esperto, il mio amico, Giancarlo Bini
colore giallo oro con riflessi verdi, bouquet vegetale con sfumature di erbe aromatiche, sapore fresco e gradevolmente erbaceo, non ha cedimenti in bocca, rispetta i caratteri i tipicità .







6 dicembre 2016

CAMPAGNA OLEARIA 2016/17, MINOR PRODUZIONE OVUNQUE DI OLIVE E DI OLIO

 Sono dati diffusi dal Consiglio oleicolo internazionale (COI) che prevede una produzione mondiale di olio pari a 2,713,500 (14% in meno rispetto alla stagione precedente ).
1.923 milioni di tonnellate (-14%) dei quantitativi sopra riportati, provengono dai paesi produttori europei (-17% rispetto all'anno precedente ).
In particolare, la Spagna avrà una produzione stimata di 1.311.300 t. (-6%), Seguita dalla Grecia con 260.000 t. (-19%); L'Italia, con 243.000t (- 49%); e Portogallo, con 93.600 t. (- 14%).
Un calo generalizzato anche nell'area del Mediterraneo: Tunisia, con 100.000 t. (-29%); Marocco, con 110.000 t. (-15%); Algeria, con 74.000 t (-11%); Jordan, con 23.000 t. (-22%); Libano, con 20.000 t. (-13%); e Argentina e la Libia, con 15.500 t. (-18% E-14%, rispettivamente). Fanno eccezione: la Turchia 177.000 t. (+ 24%); Egitto, con 27.000 t. (+ 8%); Israele, con 16.000 (+ 7%); e l'Albania, con 11.000 t. (+ 5%).
Sempre secondo il COI anche il consumo mondiale di olio d'oliva per la campagna di commercializzazione 2016/17, pari a 2.904.000 t., accuserà un calo dell'1% rispetto alla stagione precedente.
Calo anche per le esportazioni globali, 771,500 tonnellate di olio d'oliva contro il 829.500 t. del precedente esercizio; mentre le importazioni saranno situati in 791,500 tonnellate, con un calo del 3,7%.
Un quadro della situazione importante per chi ha voglia di programmare il futuro dell'olivicoltura italiana dando ad essa strutture e strumenti per una corretta ed incisiva strategia di marketing, sapendo che l'olivo e l'olio sono il domani e la grande opportunità di rilancio della nostra agricoltura.

Riflessioni in Pellicola

Evento della Condotta Slow Food Galdina per il Terra Madre Day

8 - 9 - 10 Dicembre
L’evento vuole festeggiare il Terra Madre Day in tre serate di conferenza, dibattito, degustazione e proiezione di pellicole legate al mondo agricolo. Il programma dedicato ai soci Slow Food e ai futuri soci, vuole affrontare da punti di vista diversi il mondo dell’agricoltura e della produzione agroalimentare che sempre è legato a territorio e persone, alla comunità.

L’evento con inizio alle 18.00 avrà sede nei comuni di San Giovanni in Galdo e Campodipietra (CB) e vedrà la presenza di importati relatori affiancati da produttori locali che, portando la loro esperienza, rafforzeranno l’importanza del legame tra l’uomo e la sua terra madre. Gli incontri mirano a fornire degli spunti da cui poter far ripartire le nostre comunità agricole, attraverso la conoscenza, il dialogo e la proposta di nuovi focus sul benessere di territorio e persone.

Una piccola degustazione guidata legherà i temi delle conferenze a prodotti, tradizioni e produzioni. Il vino in accompagnamento sarà presentato e scelto tra i prodotti del territorio in collaborazione con ONAV Molise.
PROGRAMMA



8 Dicembre

FILM: “Un mondo perduto”

TEMA CONFERENZA:

L’apicoltura e il suo legame con l’ambiente e i cambiamenti climatici.

Relatori:

Remo Manoni

(ARPA Molise)

Mario Di Nardo

(produttore miele a Campolieto) 



9 Dicembre

FILM: “Food Inc”

TEMA CONFERENZA:

Agricoltura e nuovi paradigmi, l’agricoltura di qualità. Il progetto Orti.

Relatori:

Gaetano Pascale

(presidente Slow Food Italia agronomo)

Alessandro Ruscitto

(produttore di salumi e allevatore di maiale nero casertano)

Giorgio Scarlato

(cerealicoltore e promotore di buone pratiche agricole)


10 Dicembre

FILM: “Terra Madre”

TEMA CONFERENZA:

Terra Madre e le Comunità del cibo, i Mercati della Terra. L’importanza del presidio del territorio e del mantenimento del prodotto autoctono.

Relatori:

Maria Grazia Marchetti

(fiduciaria Slow Food Tammaro Fortore,

referente Comunità del cibo Produttori e allevatori del Tammaro Fortore)

Pasquale Di Lena

(Scrittore, studioso, giornalista, agricoltore, poeta)

Nicola del Vecchio

(Imprenditore agricolo, Condotta Slow Food Galdina)

1 dicembre 2016

EXTRAVERGINE – LA BUONA VITA, il gusto per la salute e la bellezza


E’ il titolo di un bel libro, fresco di stampa, pubblicato
da Codicermes Editore Bologna, a cura di Daniela Utili.

Un libro dedicato a un personaggio del mondo dell’olivicoltura,
Antonio Ricci, persona gentile, squisita; giornalista stimato e conosciuto, da poco scomparso, ritenuto uno dei promotori
del libro, alla sua prima edizione, nonché coautore di uno
degli otto capitoli che compongono il libro. Con lui altri sei autori: Barbara Alfei, l’anima della Rassegna Nazionale degli oli
monovarietali e del grande concorso nazionale di potatura a vaso polifonico; Giovanni Larker, chimico, docente in varie facoltà
di Agraria, da Udine a Bologna, Firenze; Giuseppe Caramia,
medico e scienziato della nutrizione, presidente della società internazionale  “Olio di oliva e salute”; Stefano Cerni, esperto
di analisi sensoriale, enogastronomo, capo panel Coi; Lorenzo
Cerretani, oleologo,  ricercatore, autore di numerose pubblicazioni scientifiche riferite all’olio; Daniela Utili, naturopata, giornalista,
esperta in nutrizione e ambiente.
Un libro da leggere per le possibilità che dà di scoprire un mondo, quello dell’olivo e del suo olio, in un momento in cui c’è voglia di avere dalla cultura – espressa, nel corso dei millenni, da questa coltivazione  -  gli insegnamenti per capire il presente e programmare il futuro. Si pensi ai temi di grande attualità come l’ambiente; la sana e corretta alimentazione; la qualità legata all’origine, il territorio; la diversità degli oli  e il valore della biodiversità, quella olivicola in particolare.
In un momento in cui l’olivo, pur continuando a segnare quel mare di olio che è il Mediterraneo, si va, da qualche decennio diffondendo in ogni angolo del pianeta in quella parte ristretta tra il 30 e 45° parallelo a Nord e a Sud dell’equatore.
Il libro raccoglie tutta la ricchezza di un patrimonio colturale e culturale e lo mette a disposizione del lettore. Dalla storia dell’olivo e dell’olio, e i suoi percorsi nel corso dei millenni, agli effetti positivi dell’olio evo sulla salute, in particolare la sua capacità di rallentare l’invecchiamento di chi ne fa un corretto uso all’insegna della continuità. Ben otto capitoli,  sviluppati da soli e, anche, insieme, dagli esperti prima citati, con la capacità che essi hanno di entrare nel merito dei processi di cura dell’olivo, raccolta delle olive, estrazione e conservazione dell’olio, avendo ben presenti i requisiti che il prodotto deve avere per esprimere tutti i suoi caratteri di qualità, soprattutto quelli legati alla prevenzione e alla cura delle malattie. Caratteri che sono possibili da scoprire mediante l’analisi sensoriale, la classificazione e definizione delle tipologie, l’ampio spettro di utilizzo, non solo in cucina e a tavola, ma anche nella cura del corpo e della bellezza, senza trascurare i consigli utili per il consumatore e per chi, quale tramite tra produttore e consumatore, può dare un grosso contributo alla cultura dell’olio, fondamentale per una sua promozione e valorizzazione.
Non manca l’angolo delle ricette, dell’importanza dell’olio evo per la frittura, il riferimento alla Dieta Mediterranea e al suo scopritore e primo divulgatore, Ancel Keys.
A chiusura del libro, un elenco di produttori di qualità con le loro aziende, a dimostrazione di un impegno di questi piccoli ma importanti produttori, che ha, nel rispetto del territorio e dei suoi elementi più distintivi, quali la storia, la cultura, l’ambiente, il paesaggio, la tradizione, il suo elemento propositivo.
Un libro di grande attualità, importante per le fortune dell’olio extravergine di cui il consumatore moderno avrà sempre più bisogno per orientarsi nelle scelte, riconoscere la qualità e la diversità, vivere un rapporto con l’origine, in particolare con gli olivicoltori, i principali protagonisti di un bene così prezioso, qual è l’olio. Olivicoltori che, per continuare e far vivere, a noi e al mondo,  la straordinaria avventura dell’olivo e del suo olio nella sua espressione alta di coltura e di cultura, hanno bisogno non solo di politiche e programmi lungimiranti, ma anche di attenzione e solidarietà e, sempre più, di esprimere la cultura dell’olivo e del’olio.
Extravergine – la buona vita, editore Codicermes (codicermes@gmail.com) Bologna, prezzo di copertina € 25