19 agosto 2017

E’ la Coldiretti che guida il Molise, non piu’ il Pd.

Dopo il NO CETA, del 21 luglio u. s., della giunta Frattura che, su proposta del vicepresidente Vittorino Facciolla, ha fatto proprie le ragioni della Coldiretti contro il Sì convinto del Pd a Bruxelles e a Roma, c’è da credere che è l’organizzazione professionale a ispirare il governo regionale. Una notizia dalla grande rilevanza politica passata sotto silenzio, prima di tutto del gruppo dirigente del Pd.  Le schermaglie elettorali.
Qualche giorno fa ho spedito l’articolo “Il Molise dice NO CETA e l’ho fatto  perché  ritenevo e ritengo importante questo pronunciamento, e, spero vivamente che esso possa influenzare il nostro Parlamento che, se dice NO, annulla il voto del Parlamento europeo, espresso il 7 Febbraio u.s.. Un atto che farà tirare un sospiro di sollievo alla nostra madre Terra, e, nel contempo, metterà in crisi le multinazionali e la finanza, il sistema che neanche la pesante crisi del 2008 ha portato a ripensamenti, ma ad accentuare le sue azioni che chiudono al nostro domani.
Torno sui fatti che hanno portato il governo regionale del Molise - fino al 21 luglio u.s., ispirato dal Pd - a decidere contro le direttive di questo partito, quelle che hanno portato la gran parte dei suoi rappresentanti nel Parlamento europeo a votare SI’ CETA. Renzi, sia nella veste di capo di governo che di segretario del Pd, ha manifestato più volte il suo entusiasmo per i due trattati, Ceta e Ttip, concordati dall’Europa, il primo con il Canada e il secondo con gli Stati Uniti.
Il governo regionale, su proposta dell’Assessore all’agricoltura, Vittorino Facciolla (Pd?), che, qualche giorno prima, aveva partecipato  alla manifestazione nazionale indetta dalla Coldiretti ed altre sigle sindacali, ha fatto proprie le motivazioni dell’organizzazione professionale, ed ha votato e fatto deliberare il NO CETA. C’è da pensare che dal 21 luglio u.s., il governo Frattura è un governo ispirato, non dal Pd, ma dalla Coldiretti.
Se il silenzio, nella stragrande maggioranza dei casi,  vuol dire assenso - anche dopo il NO CETA del Consiglio regionale che segue quello del Veneto - c’è da credere che al Pd molisano, al suo gruppo dirigente, il risultato del voto sta bene. Il maligno di turno direbbe che  i voti promessi dalla Coldiretti sono molto importanti per il partito di Renzi, non solo nel Molise, m anche nel Paese.   
Un’altra  questione politica importante, come il No CETA, è passata sotto il silenzio generale ed è quella di un raggruppamento, detto di sinistra, contro il Pd, che vede presente il sen. Ruta (ancora del Pd); i comunisti italiani che hanno eletto Ciocca, attualmente assessore e, come tale, componente della Giunta presieduta da Paolo Di Laura Frattura; la Sinistra italiana, già Sel, che ha candidato ed eletto Nico Ioffredi,  ha premiato con la delega alla cultura, premiato dal cognato Presidente.
Non ho letto, ad oggi, dichiarazioni che fanno pensare ad un abbandono dei rispettivi partiti da parte dei nomi sopracitati, ciò che fa pensare che i due partiti di sinistra continueranno a sostenere il governo Frattura, ma, nel frattempo, si stanno organizzando per vedere come sconfiggere la coalizione di cui fanno parte. Incredibile!
Chiudo con qualche considerazione su quello che sta succedendo nella mia amata Larino. Mi raccontano di manovre elettorali, in atto da tempo, con raggruppamenti che nascono, si moltiplicano e si sciolgono come neve al sole. Tutti impegnati e tesi a fare la sola cosa che hanno mostrare di avere capacità e cioè dividere il paese e, così, renderlo ancora più debole di quanto ha mostrato di essere fino ad ora. 
Ognuno già legato a questo o a quel referente regionale che – si può essere certi - ha a cuore i voti dei larinesi ma non Larino, la città che rischia di perdere, dopo l’ospedale, anche gli ultimi gioielli di famiglia, quali il Consorzio di bonifica e il Tribunale.  
Nessuna idea, nessun progetto, ma solo calcoli di voti. Peccato! Davvero un peccato per una città che ha grande cuore e grande anima, soprattutto grazie ai giovani e giovanissimi, ai talenti che ho visto in queste sere circolare per le strade e le piazze del centro storico, in ricordo di un grande animatore, Don Luigi, l’ex parroco della Cattedrale scomparso troppo presto.
pasqualedilena@gmail.com












16 agosto 2017

Il Molise dice NO CETA  


Il Consiglio regionale del Molise, nell’ultima seduta utile prima di ferragosto, ha espresso il suo voto contrario al trattato Europa – Canada, che il Parlamento europeo ha approvato agli inizi di febbraio e già operativo. Un trattato che, però, può essere annullato se c’è il voto contrario dei Parlamenti dei Paesi dell’UE.
Una  notizia interessante quella dell’approvazione di una mozione contro la stipula del Trattato dell’Europa con il Canada, il CETA, e, ancor più interessante, la risoluzione del Consiglio regionale che invita il Governo italiano e il Parlamento a non procedere alla ratifica di un trattato che ha un solo e unico obiettivo, la liberalizzazione e la privatizzazione al fine di un completamento della globalizzazione che, fino ad ora, anche se incompleta, non ha fatto altro che divorare il Globo, la Terra.
Una notizia importante, raccolta in poche righe, che la stampa molisana ha riportato, così come aveva fatto poche settimane prima, 21 Luglio, con l’approvazione della delibera della Giunta regionale, che, facendo proprie le motivazioni della Coldiretti, ha detto NO CETA.
 Un trattato, il CETA, approvato e, come tale, già operante, ma fortemente a rischio se ci saranno parlamenti dei paesi componenti dell’Ue che esprimeranno la loro contrarietà alla sua ratifica.
Per quanto mi riguarda, da sempre fermo oppositore del CETA e dell’altro Trattato, il TTIP, con gli Stati Uniti, non posso che applaudire questa presa di posizione del governo regionale, ispirata dalla Coldiretti, e il NO del Consiglio regionale.
Una notizia davvero interessante, non solo perché c’è una Regione, il Molise, che dice No Ceta e invita il governo e il parlamento italiano a votare No , ma anche, perché il governo regionale del Molise, a guida Pd, facendo proprie le motivazioni della Coldiretti, non teme di mettersi contro il partito che lo ispira, il Pd, che è, ed ha votato in Europa, per l’approvazione del trattato.
Un No che, dopo quello del Veneto, porrà il Molise al centro dell’attenzione e, non appena, giungerà nelle orecchie delle lobby che, dopo l’intenso e faticosissimo lavoro speso per arrivare a convincere i parlamentari europei, ora si devono preoccupare dell’effetto domino del NO CETA, espresso sia dal governo che dal consiglio regionale del piccolo Molise
Un esito davvero impensabile, che rischia di creare più di un problema alla politica europea; le forze che la rappresentano ed hanno votato per l’approvazione del trattato; politici che si sono messi al servizio delle lobby; padroni e dirigenti delle più importanti imprese agroalimentari del Paese; dirigenti del mondo contadino che si sono schierati per il CETA.
Personalmente non posso che essere felice di questo processo, che, dicendo NO CETA, mette al centro il Molise e lo rende prezioso granellino di sabbia, che, come  un moderno David, ha la capacità di colpire un gigante composto di multinazionali e finanza.

pasqualedilena@gmail.com

7 agosto 2017

Usain Bolt e Daniele Meucci

L’altro giorno, con il terzo posto ai Campionati del mondo di Atletica, che si stanno svolgendo a  Londra, ha chiuso la sua attività di velocista, il più grande di sempre.

Ho avuto la fortuna, grazie a Casa Italia Atletica e al suo responsabile,  Mario Ialenti, di seguirlo per ben tre volte a: Osaka in Giappone nel 2007, secondo nei 200 metri e nella staffetta 4x100; Berlino 2013, con i due ori  nei 100 e 200 metri e i due strepitosi primati nelle finali che l’hanno reso l’uomo più veloce del mondo. Un terzo oro conquistato con la staffeta 4x100.
Non sono andato ai campionati mondiali di Taegu in Corea del Sud e non ho potuto così seguire la sua vittoria nei 200 metri. Mi sono rifatto vivendo i Campionati del mondo di Atletica di Mosca, agosto 2013, ed ero allo stadio ad applaudire le sue vittorie nei 100, 200 e staffetta 4x100, godendo i suoi spettacoli del dopo gara.
Sabato, vedendo la sua gara in televisione, ho avuto modo di applaudirlo ancora una volta.
Se ho capito bene la squadra italiana ha, per ora, un solo risultato importante, il sesto posto  ottenuto da Daniele Meucci. E' un risultato prestigioso. Ho avuto il piacere di seguire la Maratona che ha stravinto ai campionati europei di  Zurigo e di conoscerlo nel posto dove ha più significato e valore la conversazione, la tavola.
Ieri, intervistato dai corrispondenti delle Tv italiana, ha confermato la mia profonda stima e la mia prima impressione di grande atleta e, soprattutto, grande uomo. Alla domanda cosa pensava della cifra spesa per il calciatore Neymar, ha detto che la considerava spropositata, indecente con la situazione che vive il mondo  e il Paese, i bisogni di tanta gente e di tanti lavoratori. Sì, ha parlato di lavoratori, cioè di soggetti che sembrano scomparsi, ma che ci sono e sono i soli a scontrarsi con un sistema che si sta divorando il globo. Grazie Daniele per questo tuo coraggio di toccare un mondo intoccabile qual è il calcio.

6 agosto 2017

“Don Luigi - Sfide e Passioni” di Luigi Di Majo  



Presentazione del libro “Don Luigi” della Cosmo Iannone Edizioni
Lunedì 7 Agosto  2017 ore 19,00, Galleria Gaudeamus -Libreria La Conchiglia,
via Le Botteghe 12 Capri
Interventi dell’autore Luigi Di Majo e dei giornalisti Lucia Annunziata e Silvio Perrella.
Sarà  presentato  lunedì  7  agosto  alle  ore  19,00  presso  la  Libreria  La  Conchiglia  di  Capri,  in  via  Le
Botteghe  12,  il  libro  di  Luigi  di  Majo,  dal  titolo  “Don  Luigi  -  Sfide  e  Passioni”,  con  gli  interventi
dell’autore e dei giornalisti Lucia Annunziata e Silvio Perrella.

Un appuntamento atteso che parte dalla consapevolezza delle difficoltà che vivono oggi i giovani a causa
della  caduta  delle  aspettative  per  un  futuro                                                                                          troppo  lontano.  E’  a  loro  che  Luigi  di  Majo,  classe  1929,
viticoltore,  socialista,  velista,  dedica  idealmente  “Don  Luigi-Sfide  e  passioni”,  pubblicato  da  Cosmo
Iannone  editore  2017.  Si  tratta  di  un  memoir,  un’autobiografia  essenziale  a  volte  poetica,  come  egli
stesso  afferma,  “una  storia  differente”  che  attraversa  il  Mezzogiorno,  tra  le  sfide  e  le  passioni  di  un
patriarca e le avventure e i desideri di una vita intera. Tutte si “assemblano” e spesso prendono lo stesso
passo, abbracciandosi e restituendo speranze e soddisfazioni. Tra le tante iniziative imprenditoriali da
lui  intraprese  spicca  la Masseria  Di  Majo  Norante  in  Molise  a  Campomarino,  che  produce  vini  da
uve proprie, noti in tutto il mondo con riconoscimenti lusinghieri: il Ramitello Rosso è stato giudicato tra
i migliori 100 vini del mondo.

Nel libro attraverso sensibilità ed acutezza, l’Autore, riesce a cogliere l’essenza di quegli spazi sconfinati
dello spirito e a   travalicare le frontiere dell’individuo per giungere ad un originale linguaggio espressivo
ricco di impulsi introspettivi, meditazioni e slanci lirici. Brevi ed intensi capitoli divisi come in un frame
cinematografico  fanno riflettere sul  passato,  sul   presente e  sul  futuro,  senza  distinzione  di  tempi.  Nella
nostra  società  bombardata  e  deformata  da  immagini  virtuali,  dalla  religione  del  denaro  e  dal  culto
dell’immagine,  l’uomo  è  costretto  all’incomunicabilità  e  alla  difficoltà  di  vivere  la  sfera  dei  sentimenti.
Luigi,  uomo  del  fare,  non  parla  di  sentimenti  ma  li  racconta  con  semplicità  estrema,  quasi  con  pudore:
l’amore per la famiglia, per gli amici, per il lavoro, per la terra e soprattutto per i suoi luoghi.

Luigi  è  un  uomo  del  Sud  che  ama  ed  ha  amato  molto  il  Meridione  e  che  si  è  sempre  rimboccato  le
maniche  per  lavorare  sodo  sfidando  continuamente  se  stesso  e  il  mondo  per  conquistare  ciò  che  aveva
deciso  di  intraprendere.  Ama  Napoli,  dove  nasce  da  una  famiglia  di  uomini  di  legge,  ma  anche  di
inventori  e  di  artisti  scegliendo  però  di  operare  in  un  ambito  completamente  differente.  L’amore  per  la
terra lo spinge a diventare prima agronomo, poi imprenditore. Ama Napoli come Santomenna, il paesello
di ottocento anime al confine con la Basilicata, che è il luogo di origine dei suoi antenati. Dopo la laurea
in  Agronomia,  a  soli  23  anni  parte  per  un  Sud  ancora  più  lontano:  il  Brasile.  Un’esperienza  unica:  otto
anni   a   dirigere   un’azienda   di   quindicimila   ettari.   Rientrato   in   Italia,   con   il   matrimonio   conosce
Campomarino e il Basso Molise, dove diventa protagonista di un delicato processo di trasformazione di
terreni.

Però ama il lavoro quanto sa amare il piacere di vivere: non abbandona mai la sua passione per la barca a
vela,  le  navigazioni  con  gli  amici,  godendosi  la  vita,  il  mare,  fino  a  questa  ennesima  sfida,  quella  di
raccontarsi  e  raccontare  della  sua  vita  con  il  desiderio  di  mandare  ai  più  giovani  un  messaggio  di
positività.

Ufficio Stampa: Daniela Ricci,  cell.  3470824165, dricci62@gmail.com,  Annalisa Tirrito,
cell. 335. 5289607, tirrito.annalisa@gmail.com